Pagina 1 di 8 12 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 71
  1. #1
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Alitalia: un dovere salvarla

    Roma - "Un paese come l'Italia deve avere gli strumenti adeguati per proteggere la propria economia nel mondo.
    Uno di questi strumenti è una grande e solida economia di bandiera".
    Via libera del consiglio dei ministri al decreto legge e al disegno di legge delega su Alitalia.

    Il provvedimento varato dal Cdm
    Il primo provvedimento vara una riforma delle procedure previste dalla legge Marzano per il commissariamento come strumento per il salvataggio delle grandi aziende in crisi.
    Il secondo pone le basi per una riforma più ampia delle norme che regolano l’amministrazione straordinaria.
    "Dopo Napoli stiamo risolvendo anche questa - avrebbe detto il premier durante il cdm -. Stiamo mantenendo tutte le promesse della campagna elettorale e la gente ci riconosce i risultati che stiamo ottenendo. Il riscontro tra i cittadini è positivo".
    Così avrebbe espresso la sua soddisfazione il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

    Cessione asset
    Il commissario straordinario di un ’azienda in crisi potrà anche procedere a "un’immediata vendita di asset ancora fruttuosi, garantendo così maggior elasticità al modello procedimentale".
    È quanto prevede la bozza del disegno di legge delega all’esame del consiglio dei ministri per la riforma della disciplina delle procedure di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi.

    Fusione con Air One
    Una sospensione delle norme antitrust per quello che riguarda il mercato domestico del trasporto aereo. Lo prevede il decreto legge approdato sul tavolo del consiglio dei ministri, propedeutico al piano di salvataggio e rilancio di Alitalia. Lo si apprende da fonti governative.
    Il progetto messo a punto da Intesa Sanpaolo prevede infatti l’integrazione tra i due principali operatori aerei nazionali: Alitalia e Air One.

    Ammortizzatori sociali, Sacconi convoca i sindacati
    Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi ha convocato per lunedì prossimo i sindacati per discutere del piano di salvataggio di Alitalia e anticipa che le norme approvate oggi dal governo prevedono sette anni di ammortizzatori sociali per tutti i lavoratori nonchè un programma di ricollocamento verso altre aziende del settore privato.
    "I 4 anni di cassa integrazione più 3 anni di mobilità sono stati previsti per tutti i lavoratori - dice una nota del ministero - a prescindere dall’età anagrafica, dalla collocazione geografica e dalla precedente fruizione di altri sostegni pubblici al reddito".

    Conti dormienti
    I risparmiatori che hanno azioni Alitalia sarebbero tutelati grazie all’accesso al fondo speciale alimentato dai "conti dormienti" che fu realizzato per gli azionisti di Parmalat. Lo prevederebbe la bozza del decreto su Alitalia all’esame del consiglio dei ministri.

    Air France bussa
    Air France-Klm è pronta a prendere una partecipazione minoritaria nel capitale della nuova Alitalia. Lo rende noto Air France.
    Il cda del gruppo franco-olandese che si è riunito oggi, avrebbe dato il suo via libera ad approfondire le discussioni con Intesa Sanpaolo, l’advisor di Alitalia, per valutare la possibilità di rafforzare la partnership con la compagnia di bandiera italiana. Il gruppo franco olandese precisa nel suo comunicato che intende riaprire il dossier "se le prospettive di redditività della nuova società trovano conferma". In questo caso, aggiunge, "è pronta a prendere una partecipazione minoritaria nella nuova società a fianco degli investitori italiani riuniti da Intesa Sanpaolo".
    Klm sarebbe quindi pronto, con tutta la cautela necessaria, ad esaminare un piano sensibilmente diverso rispetto a quello che, alcuni mesi fa, aveva presentato per rilanciare Alitalia.
    Un progetto, quello che aveva annunciato Jean-Cyril Spinetta a Roma, che, oggi non sarebbe più percorribile. Un'alternativa credibile che dovrà rispondere a tutti gli interrogativi che oggi si pongono. Sia per gli aspetti commerciali e industriali, sia per quelli normativi. Prima di formalizzare un accordo, si fa notare, "è necessario aspettare diversi passaggi, in particolare per quanto riguarda la compatibilità del piano di Intesa Sanpaolo con le norme Ue, l’atteggiamento dei sindacati circa il progetto di rilancio e la posizione che avranno le altre compagnie internazionali". Il gruppo franco-olandese dovrebbe nelle prossime ore rendere note le decisioni assunte dal cda.

    La partecipazione di Intesa
    Nella partita per Alitalia "parteciperemo probabilmente alla creazione della Newco con un investimento di circa 100 milioni di euro", ha detto il consigliere delegato di Intesa Sanpaolo Corrado Passera. L’investimento verrà realizzato, "se un numero di condizioni si avvereranno - ha spiegato - e ho l’impressione che si avvereranno.
    Oggi è stata approvata la nuova legge Marzano".

    Alemanno in difesa di Fiumicino
    Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha chiesto al governo un incontro immediato che coinvolga tutti gli altri enti locali del nostro territorio per "valutare l’impatto che il nuovo piano di ristrutturazione di alitalia avrà sulla città di roma". "L’impegno del comune di Roma - spiega Alemanno - è quello di difendere il valore dell’hub di Fiumicino e i livelli occupazionali del nostro territorio senza creare polemiche preconcette e strumentali sulla pelle di ciò che rimane della compagnia di bandiera e sui lavoratori".

    Proteste Pd
    Una soluzione "confusa che non fa gli interessi del Paese" e che trasforma l’Alitalia in una "compagnia di bandierina": questa l’opinione di Walter Veltroni. "La vicenda Alitalia - sostiene il segretario del Pd - è lo specchio fedele di come il governo Berlusconi sia vittima della sua demagogia e della sua inadeguatezza. Quella prescelta dal governo rappresenta una soluzione pasticciata, confusa, pericolosa e che non persegue affatto l’interesse del nostro Paese.
    Sono mesi che il Pd lancia l’allarme sull’inqualificabile prospettiva di scaricare le perdite della compagnia sui contribuenti italiani, sugli azionisti e obbligazionisti della società, sui lavoratori dell’azienda e sulle loro famiglie. Alla faccia della tanto decantata difesa dell’italianità, il piano presentato ci consegna una compagnia di bandiera che di fatto diventa di "bandierina", con un inaccettabile ridimensionamento della capacità di espansione internazionale. Non era davvero questa - sottolinea - la nuova Alitalia che si sarebbe dovuta far nascere".

    da www.ilgiornale.it 28 08 08

    saluti

  2. #2
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Messaggi
    25,548
     Likes dati
    2,490
     Like avuti
    1,723
    Mentioned
    4 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    un dovere?e poi salvarla da cosa?

  3. #3
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Alitalia torna alla conquista ....

    ........di Malpensa.

    La compagnia, nel pieno dell’operazione di salvataggio, non ha dimenticato la necessità di far ripartire i voli intercontinentali perduti in Lombardia.
    E durante l’estate ha chiesto per la prossima stagione invernale, la Winter 2008-2009, gli slot che consentono di poter volare sui principali scali dell’Asia e dell’America: Chicago, Caracas, Boston, Buenos Aires, Mumbai, Delhi e Pechino. Sette rotte che si aggiungono a New York Jfk, San Paolo e Tokyo, le uniche tre destinazioni a lungo raggio che si sono salvate dal declassamento di Malpensa.

    Novità anche per le destinazioni del bacino del Mediterraneo e per alcune città europee che erano scomparse dagli orizzonti di Alitalia. La compagnia ha chiesto slot per Dakar, Damasco, Algeri, Tirana, Sofia, Istanbul, Berlino, Monaco, Vienna, Strasburgo e molte altre destinazioni.
    Inoltre, aumenterebbero le frequenze di numerose tratte che erano state ridimensionate nei mesi scorsi.

    Un primo passo per riprendere, almeno in parte, le posizioni del passato.
    La mossa dell’Alitalia di chiedere ad Assoclearance di mantenere la gran parte degli slot, ragionevolmente decisa di concerto con l’azionista, il ministero dell’Economia, e con l’advisor, Intesa Sanpaolo, segnala una volontà di riposizionamento della compagnia su Malpensa.
    Per l’estate 2008 Alitalia (in vista dell’acquisto da parte di Air France-Klm) aveva ceduto il 75 per cento dei voli su Malpensa, causando una caduta del traffico.
    Gli ultimi dati di Assaeroporti, relativi al luglio 2008, segnano meno 24,8%.
    Per l’inverno la situazione è sensibilmente migliorata: la compagnia ha rilasciato solo il 35 per cento degli slot che aveva l’anno precedente, chiedendo di ripristinare - rispetto all’estate - molti voli verso le capitali europee e soprattutto in direzione di India, Venezuela, Stati Uniti, Cina.
    I rumors sulla semestrale di Alitalia che sarà approvata dal cda e resa pubblica a breve evidenziano come ai danni subiti dal traffico aereo di Malpensa non siano corrisposti adeguati vantaggi per Fiumicino.
    Come dire che il gioco sembra non valere la candela.
    Malpensa ha già recuperato circa la metà dei voli perduti con l’abbandono di Alitalia nella primavera scorsa. Gli ultimi dati della Sea, la società di gestione aeroportuale, parlano di una ripresa di circa 400 voli sugli 800 tagliati da Alitalia. Con il ritorno della compagnia di bandiera potrebbe rientrare anche l’altra metà, rendendo l’hub lombardo nuovamente competitivo rispetto ai concorrenti, anche in vista degli accordi con un partner europeo.
    Segnali ritenuti soddisfacenti in Regione Lombardia, da dove era partita una forte battaglia politica per il recupero di Malpensa.
    Spiega Raffaele Cattaneo, assessore a Trasporti e Infrastrutture: «Se fosse stata presa la decisione contraria, ovvero di cedere gli slot, sarebbe stato un macigno gravissimo sullo sviluppo futuro della compagnia, perché avrebbe precluso grandemente la possibilità di Alitalia di tornare a Malpensa.
    Oggi invece Alitalia si riappropria del diritto di volare su Malpensa e si ricandida a tornare a essere quel che naturalmente dovrebbe essere, ovvero il vettore di riferimento, l’hub carrier dell’aeroporto lombardo».

    Per rilanciare Malpensa servirebbero altre decisioni, compresa quella di usare effettivamente gli slot richiesti (che potrebbero essere utilizzati anche dal partner Air One).
    Ma un primo segnale è arrivato.

    S.Cottone www.ilgiornale.it 28 08 08

    saluti

  4. #4
    email non funzionante
    Data Registrazione
    21 Jun 2009
    Messaggi
    9,864
     Likes dati
    2
     Like avuti
    223
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito

    Mettendola nel di dietro a noi .. e certo.

  5. #5
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito La strada giusta

    La vicenda Alitalia, pur con alcune questioni ancora da chiarire, si avvia felicemente alla conclusione.
    Nello scorso aprile da queste colonne proponemmo la costituzione di una nuova società cui il Tesoro avrebbe dovuto conferire il proprio 49 per cento di Alitalia e una cordata di imprenditori italiani l’avrebbe dovuta ricapitalizzare con un miliardo di euro. Quella newco avrebbe poi dovuto stringere una alleanza azionaria con un partner straniero in maniera tale da internazionalizzare e a un tempo privatizzare il nostro trasporto aereo. L’attuale proposta di Banca Intesa riprende quella linea respinta con sufficienza da Tommaso Padoa-Schioppa arricchendola, però, con due miglioramenti non di poco conto.
    Il primo è la separazione della vecchia Alitalia in due società, la prima delle quali è una bad company che manterrebbe al suo interno i debiti con fornitori e obbligazionisti oltre che il personale in esubero, mentre l’altra conserverebbe la proprietà del parco aeromobile e la titolarietà delle rotte oltre che il personale necessario a continuare l’attività.
    Il secondo miglioramento è il coinvolgimento di Air One aumentando così la massa critica e il valore della nuova Alitalia e di fatto salvando anche la compagnia di Carlo Toto che alla lunga non avrebbe retto alla stringente concorrenza internazionale.
    Gli esuberi di personale che oscillerebbero tra le 5-7mila unità transiterebbero in gran parte nella pubblica amministrazione secondo un precedente utilizzato a metà degli anni Ottanta a favore del personale della Olivetti di Carlo De Benedetti.
    La stessa costituzione di una bad company per gestire debiti ed esuberi ha un suo autorevole precedente, quello del Banco di Napoli, venduto alla metà degli anni ’90 da Carlo Azeglio Ciampi al San Paolo-Imi privo di tutte le pendenze collocate per l’appunto presso la vecchia Isveimer che ne gestì la liquidazione.
    Chi oggi, più per ripicca che per convinzione, critica il piano per l’Alitalia dovrebbe criticare anche i due precedenti richiamati.
    Diversamente dovrebbe tacere.

    Restano aperte, dicevamo all’inizio, alcune questioni.
    La prima è la scelta del partner internazionale.
    Noi ci siamo sempre dichiarati per l’Air France-Klm che fondendosi con Alitalia sarebbe la più grande compagnia aerea sia nel trasporto merci che in quello passeggeri e il capitalismo italiano potrebbe recitare il ruolo di secondo azionista dopo lo Stato francese che ha il 15 per cento del capitale di Air France.
    Se si dovesse, al contrario, scegliere Lufthansa saremo sempre nella logica di una internazionalizzazione attiva del nostro trasporto aereo.
    Con ciò vogliamo dire che le intese possono anche partire solo con accordi commerciali ma nel medio periodo è la fusione azionaria con uno dei due partner la scelta di fondo che metterebbe la nostra compagnia e il nostro capitalismo in un ruolo di grande autorevolezza nel settore.
    La messa in concorrenza, poi, dei due grandi colossi europei del trasporto aereo ci fa sedere al tavolo delle trattative senza pietire alcunché ma offrendo un’opportunità interessante.
    E anche questa non è cosa di poco conto

    La seconda questione è il destino degli azionisti diversi dal Tesoro.
    Questi dovrebbero essere liquidati in parte con i soldi incassati dalla vendita della nuova Alitalia alla società privata e/o essere agevolati in un successivo aumento di capitale a sconto riservato per l’appunto ai vecchi azionisti. Quest’ultima questione è delicata perché c’è un precedente pericoloso.
    Il governo Amato nel luglio del ’92 commissariando l’Efim fece l’errore di dichiarare che non avrebbe offerto la garanzia dello Stato ai creditori.
    E fu il disastro sui mercati internazionali.
    Lo Stato ha una sua credibilità che non può essere bruciata anche perché, tra l’altro, controlla il fior fiore delle grandi imprese italiane (Eni, Finmeccanica, Fincantieri).
    Detto questo, va dato atto al governo e a Banca Intesa di avere imboccato la strada migliore per garantire il ruolo della nostra compagnia di bandiera e del capitalismo italiano superando lo scetticismo di quanti irridevano sull’esistenza di una cordata italiana.
    La cordata c’era ma non poteva certo essere la compagnia di San Vincenzo che dava un obolo allo Stato.
    Essa, infatti, poteva emergere solo con un piano industriale e finanziario adeguato.
    Cosa che, per l’appunto, è stata fatta e la cordata si è materializzata.

    Geronimo www.ilgiornale.it 28 08 08

    saluti

  6. #6
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da ilgiardiniere Visualizza Messaggio
    Mettendola nel di dietro a noi .. e certo.
    -----------------------
    Perchè? Prima, quando i governi pagavano i debiti di AZ lo mettevano in culo agli esquimesi?
    Sveglia!

  7. #7
    email non funzionante
    Data Registrazione
    21 Jun 2009
    Messaggi
    9,864
     Likes dati
    2
     Like avuti
    223
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da mustang Visualizza Messaggio
    -----------------------
    Perchè? Prima, quando i governi pagavano i debiti di AZ lo mettevano in culo agli esquimesi?
    Sveglia!
    Sveglia era ora di finirla con una vendita, invece siamo punto daccapo con i debiti sul nostro groppone.
    Silvietto ha data l'azienda sana agli imprenditori e l'azienda che sta morendo a noi !!!!

  8. #8
    Forumista senior
    Data Registrazione
    08 Nov 2012
    Messaggi
    4,746
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da ilgiardiniere Visualizza Messaggio
    Sveglia era ora di finirla con una vendita, invece siamo punto daccapo con i debiti sul nostro groppone.
    Silvietto ha data l'azienda sana agli imprenditori e l'azienda che sta morendo a noi !!!!
    Quell'azienda , e i costi relativi , li abbiamo sul groppone da decenni . Almeno due . Strano che molti se ne sono accorti solo negli ultimi 4 mesi .
    Silvietto ha dato l'azienda sana agli imprenditori ? Perchè tu ti saresti preso anche quella malata ?
    Io ricordo un tale che per 1 lira ha venduto l'Alfa Romeo ad Agnelli i quali notoriamente non erano dei poveracci. E lo fece rifiutando mille miliardi della GM .... in nome della Italianità da salvare ...

    Ripeto : Da una parte c'era chi offriva mille miliardi e dall'altra chi offriva una lira . Visto questo precedente non ho dubbi che il Cav ha fatto meglio

  9. #9
    a.k.a. tolomeo
    Data Registrazione
    18 Jul 2005
    Messaggi
    42,306
     Likes dati
    0
     Like avuti
    12
    Mentioned
    7 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da ilgiardiniere Visualizza Messaggio
    Sveglia era ora di finirla con una vendita, invece siamo punto daccapo con i debiti sul nostro groppone.
    Silvietto ha data l'azienda sana agli imprenditori e l'azienda che sta morendo a noi !!!!
    che poteva fare il cavaliere?

    prodi ha fallito anche nel tentativo di svenderla (air france si è alzata dal tavolo e se ne è andata perchè i sindacati hanno detto no).

    Silvio aveva due alternative: o farla fallire (10.000 sul lastrico senza se e senza ma) o fare un piccolo capolavoro: e l'ha fatto.
    .

    A fool and his money can throw one hell of a party.

  10. #10
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    14 Jan 2005
    Messaggi
    7,839
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    capolavoro? huauhauhauhauhauhauh
    Prodi non c'è l'ha fatta perchè
    1) l'opposizione si è messa di mezzo
    2) il governo cadde
    La trovata di Silvio è una mezza calzetta, ma le apparenze dovete salvarle per forza quindi fate finta che la situazione vi piace, vi comprendo.

 

 
Pagina 1 di 8 12 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 06-11-08, 12:01
  2. A chi di dovere.
    Di Il Pretoriano nel forum Destra Radicale
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 20-10-06, 16:39
  3. Risposte: 18
    Ultimo Messaggio: 12-11-04, 21:05
  4. Cda di Alitalia: oggi nasce Alitalia servizi Spa
    Di Paxromana nel forum Aviazione Civile
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 12-11-04, 13:15
  5. Fai Il Tuo Dovere
    Di yurj nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 55
    Ultimo Messaggio: 28-01-03, 14:16

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito