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  1. #1
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    Predefinito India, violenza contro i cristiani

    ONDATA di violenze in india

    India, due missionari cristiani arsi vivi Estremisti indù incendiano orfanotrofio


    Dati alle fiamme diversi luoghi religiosi in Orissa. Preoccupazione per gli orfani fuggiti nella foresta


    NUOVA DELHI - Attacchi alle chiese, ai conventi, alle parrocchie, e poi ai religiosi e alle religiose che operano nella regione. È la drammatica situazione in cui si trova la Chiesa cattolica nell'Orissa, stato dell'India, dove è in corso un'ondata di violenze anticattoliche. Alcuni estremisti indù hanno dato fuoco a un orfanotrofio gestito da missionari cristiani a Khuntapali, nell'est del Paese (400 chilometri a ovest di Bhubaneshwar, capitale dell'Orissa).
    DUE MISSIONARI UCCISI - Due missionari, un uomo e una donna, sono morti negli incendi scoppiati contro la comunità cristiana nell'Orissa. La missionaria uccisa si chiamava Rajnie Majihie, aveva poco più di venti anni. L'arcivescovo della diocesi di Cuttack-Bhubaneswar, Raphael Cheenath, ha riferito che la donna aiutava nella cura della struttura e degli orfani. Secondo quanto riferisce l'agenzia indiana Pti, l'uomo ucciso si chiamava Rasananda Pradhan ed è morto bruciato nell'incendio appiccato alla sua casa nel villaggio di Rupa, nel distretto di Kandhamal, lo stesso dove, sabato scorso, era stato ucciso il leader indù Swami Laxanananda Saraswati. Monsignor Cheenath ha invece smentito che un'altra suora sia stata violentata.
    «MORTA PER SALVARE GLI ORFANI» - «La missionaria è morta perché è rimasta indietro per far uscire tutti i bambini, anche padre Eduard, responsabile del centro, è rimasto gravemente ferito» ha raccontato padre Alfonso Towpo all'agenzia missionaria Misna, secondo cui il sacerdote, ora ricoverato in ospedale, è stato selvaggiamente picchiato e che la gravità delle sue condizioni è determinato più dalle percosse ricevute che dalle ustioni. Padre Towpo, assistente del vescovo Lukas Merketta della diocesi di Sambalpur, ha riferito che da sabato si sono susseguiti nella zona numerose aggressioni contro istituzioni religiose, ma anche contro case di singoli fedeli.
    «PREOCCUPAZIONE PER I BAMBINI» - C'è preoccupazione per bambini, ospiti degli orfanotrofio, fuggiti nella foresta dopo l'incendio. Gruppi di volontari stanno cercando i bambini, tra i 5 e i 14 anni, ma in India è ormai notte.
    SCHIFANI: «PAGINA BUIA DI INTOLLERANZA»- Il presidente del Senato, Renato Schifani, ha espresso la sua condanna ai fatti accaduti in Orissa: «La feroce aggressione avvenuta in India, che ha visto l'orrendo assassinio di una suora laica che operava in un orfanotrofio, e il grave ferimento di un sacerdote cattolico, rappresentano una pagina buia di intolleranza religiosa e integralista». Il presidente del Senato ha parlato di «un atto criminale e incivile che deve essere condannato duramente e che rilancia il problema della sicurezza dei missionari cattolici nel mondo».
    ESCALATION - La nuova escalation di distruzioni è avvenuta dopo l'uccisione del leader radicale indù Swami Laxanananda avvenuta il 23 agosto, di cui sono stati accusati i cristiani. Accuse per altro smentite seccamente dalle autorità ecclesiali. «Noi cristiani - ha detto mons. Raphael Cheenath ad Asianews- rifiutiamo la violenza e condanniamo ogni atto di violenza e terrorismo. E siamo anche contrari a coloro che vogliono farsi giustizia da sè. Appena saputa la notizia dell'assassinio di Swami Laxamananda Saraswati e di altri 5 suoi seguaci, ho diffuso una mia dichiarazione in cui condannavo con forza il vile attacco e le uccisioni. Ho chiesto a tutti di rimanere pacifici e in armonia. Noi vogliamo relazioni di amicizia con tutte le comunità».

    ALTRI EPISODI - Le distruzioni e gli assalti contro i cattolici sono cominciati domenica. «Uccidete i cristiani e distruggete le loro istituzioni!»: con questo slogan migliaia di indù legati al gruppo militante Vhp (Vishwa Hindu Parishad ) hanno distrutto e raso al suolo il Centro pastorale della diocesi; un centro sociale a K. Nuagam; una chiesa e la casa parrocchiale a Kandhamal; una cappella a Sundergarh; un pullmino delle suore di Madre Teresa a Bhavanipatni e uno delle suore del Preziosissimo Sangue a Udayagir. La zona è quella del distretto di Kandhamal , diocesi di Cuttack-Bubaneshwar, in Orissa, dove nel dicembre scorso sono avvenute altre violenze contro i cristiani erano state uccise 3 persone e bruciate 13 chiese.
    In passato si erano già verificati episodi di attacchi da parte di estremisti induisti nei confronti di missionari cristiani. Nel 1999 un missionario australiano, Graham Staines, fu ucciso assieme ai due figli da una folla inferocita che diede fuoco alla loro vettura.


    fonte: http://www.corriere.it/esteri/08_ago...4f02aabc.shtml

  2. #2

  3. #3
    Piccolo insipiente
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    la situazione dei cristiani, soprattutto die cattolici è dramamtica....asia, africa, si sentono spesso questo genere di brutte notizie...e tra poco sarà anche l'anniversario dei martiri di suor leonella sgorbati, dei tre cristiani indonesiani e di padre irianto kongcoli....siamo nel xxi secolo, non nella roma di diocleziano, nel medioevo dell'inquisizione o nella russia staliniana....
    Preghiamo affinchè le violenze finiscano e affinchè ci si riconcili tra cristiani e indù.
    E preghiamo per la Pace, che solo Cristo può dare.

  4. #4
    Piccolo insipiente
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    http://www.uaar.it/news/2008/08/25/i...tremisti-indu/

    certo, per sputtanare (chiedo perdono per il termine) in ogni modo la Chiesa e la Fede o per perdere ore a parlare del menu del Papa in montagna o delle sue scarpe, o peggio per rovistare nel torbido dei preti pedofili (o presunti tali), l'uaar si scatena, ma quando si tratta di cristiani perseguitati, bè, improvvisamente il forum si svuota...o si riepmpie per dire che in fondo i cristiani (autoctoni e missionari) se lo meritino....misteri della vita...o dell'idiozia umana e delle ideologie...

  5. #5
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    Oltre alla grande tristezza che vicende tragiche come queste sempre suscitano, oltre a quel senso di orrore misto ad orgoglio (strano: possono convivere) al pensiero che ancora viene sparso il sangue dei martiri. oltre a tutto questo c'è anche il disappunto. Questo sedicente integralismo induista non ha niente a che fare con il Sanathana Dharma. Il quale ha sempre avuto un solo modo di confrontarsi con l'altro: assorbirlo, non negarlo.

    A me pare che sostanzialmente vi siano sulla Terra solo due religioni antropologicamente significative: il Sanathana Dharma (volgarmente ed erroneamente induismo) e l'ebraismo. Ognuna con le sue ramificazioni, le sue eresie, i suoi inveramenti (come il buddismo e il giainismo per il primo e il cristianesimo e l'islamismo per il secondo).

    All'interno della religione del bacino del mediterraneo (ebraismo, per semplificare) il confronto con l'altro (religioso) e' stata la purità - immunità - separazione (giudaismo) e la missione - proselitismo (cristianesimo e islamismo). All'interno della religione indiana il criterio è sempre stato quello dell'assorbimento: far diventare tutto ciò che si incontra una variazione del primo tema.

    Il confronto della religione indiana col giudaismo mi pare sia stato trascurabile, o almeno io non ne conosco i termini. Con l'islamismo, ahimé. e' stato abbastanza fallimentare sul piano storico. L'Islam è molto vicino alla religione indiana sul versante esoterico (si pensi a Rumi, ad Hafiz, o più in generale a Guru Nanak e al sikhismo) ma non assimilabile sul piano essoterico: da qui le migliaia di morti e la separazione politica di Pakistan ed India, solo per fare un esempio moderno). Ma il cristianesimo, più distante sul piano esoterico, è molto più vicino al Sanathana Dharma dal punto di vsta essoterico: in Ecuador ho visto - per esempio - un cristianesimo all'interno del quale un indù si sarebbe sentito molto a suo agio. E, d'altra parte, vicino a Delhi ho visto io stesso una chiesa cattolica con sull'altare un Gesù in posizione del loto e con sei braccia. Il cristianesimo è un vero laboratorio di incontro, è la modalità forse unica con cui il mondo orientale può assorbire la religione di derivazione israelitica (esattamente come il buddismo è l'unico modo con cui l'occidente può recepire - e di fatto recepisce - il Sanathana Dharma.

    Il discorso che ho fatto è complicato e confuso: sorry. L'unica cosa che volevo dire è che questi ultraortodossi induisti non sono tradizionali (rispetto alla loro tradizione).

    Grazie, Barsanufio

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Barsanufio Visualizza Messaggio
    Oltre alla grande tristezza che vicende tragiche come queste sempre suscitano, oltre a quel senso di orrore misto ad orgoglio (strano: possono convivere) al pensiero che ancora viene sparso il sangue dei martiri. oltre a tutto questo c'è anche il disappunto. Questo sedicente integralismo induista non ha niente a che fare con il Sanathana Dharma. Il quale ha sempre avuto un solo modo di confrontarsi con l'altro: assorbirlo, non negarlo.

    A me pare che sostanzialmente vi siano sulla Terra solo due religioni antropologicamente significative: il Sanathana Dharma (volgarmente ed erroneamente induismo) e l'ebraismo. Ognuna con le sue ramificazioni, le sue eresie, i suoi inveramenti (come il buddismo e il giainismo per il primo e il cristianesimo e l'islamismo per il secondo).

    All'interno della religione del bacino del mediterraneo (ebraismo, per semplificare) il confronto con l'altro (religioso) e' stata la purità - immunità - separazione (giudaismo) e la missione - proselitismo (cristianesimo e islamismo). All'interno della religione indiana il criterio è sempre stato quello dell'assorbimento: far diventare tutto ciò che si incontra una variazione del primo tema.

    Il confronto della religione indiana col giudaismo mi pare sia stato trascurabile, o almeno io non ne conosco i termini. Con l'islamismo, ahimé. e' stato abbastanza fallimentare sul piano storico. L'Islam è molto vicino alla religione indiana sul versante esoterico (si pensi a Rumi, ad Hafiz, o più in generale a Guru Nanak e al sikhismo) ma non assimilabile sul piano essoterico: da qui le migliaia di morti e la separazione politica di Pakistan ed India, solo per fare un esempio moderno). Ma il cristianesimo, più distante sul piano esoterico, è molto più vicino al Sanathana Dharma dal punto di vsta essoterico: in Ecuador ho visto - per esempio - un cristianesimo all'interno del quale un indù si sarebbe sentito molto a suo agio. E, d'altra parte, vicino a Delhi ho visto io stesso una chiesa cattolica con sull'altare un Gesù in posizione del loto e con sei braccia. Il cristianesimo è un vero laboratorio di incontro, è la modalità forse unica con cui il mondo orientale può assorbire la religione di derivazione israelitica (esattamente come il buddismo è l'unico modo con cui l'occidente può recepire - e di fatto recepisce - il Sanathana Dharma.

    Il discorso che ho fatto è complicato e confuso: sorry. L'unica cosa che volevo dire è che questi ultraortodossi induisti non sono tradizionali (rispetto alla loro tradizione).

    Grazie, Barsanufio
    Non so Barsa...

    Ho letto questo tuo intervento, di sicuro interessante, però..
    Ho da fare due semplici osservazioni.
    La prima riguardo a: Questo sedicente integralismo induista non ha niente a che fare con il Sanathana Dharma. Il quale ha sempre avuto un solo modo di confrontarsi con l'altro: assorbirlo, non negarlo..
    Certamente, tuttavia, mi chiedo: che forse queste pratiche di assorbimento, o assorb_azione (però..), non abbiano comunque un legame con la violenza di un altro genere, che seppur diversa di quella di tutti gli integralisimi provenienti dal ceppo ebraico, non per questo meno scandalosa?

    Seconda invece riguardo a: L'unica cosa che volevo dire è che questi ultraortodossi induisti non sono tradizionali (rispetto alla loro tradizione)..

    Si. Questo tema diciamo, ci è purtroppo ben presente anche nella nostra chiesa.

  7. #7
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    Forse la spiegazione di quanto stà accadendo in quella parte del pianeta è più di carattere sociale che religioso. La religione qui è solo un pretesto, una linea di demarcazione che de-finisce, meglio e più intelligibilmente, i confini fra un mondo che si percepisce accerchiato e che vede sempre più contrarsi i propri spazi vitali e la propria identità, e l’altro in continua espansione che mina i fondamenti che informano il tessuto sociale di quelle popolazioni (basti pensare al concetto millenario delle caste che il cristianesimo mina nelle fondamenta).
    Il termine più corretto per definire il confronto sviluppatosi nei secoli fra induismo e altre religioni o filosofie esistenziali è forse quello di assimilazione, non di assorbimento. Perché, come fa ben notare Pfiodor, nel concetto d’assorbimento sussiste una qualche forma di violenza, seppure in misura minima; quello d’assimilazione esalta, invece, la nozione di conoscenza e d’adesione a parti del pensiero. Così, in effetti, è sempre stato per la spiritualità orientale, che elegge la tolleranza e l’adattabilità a propria causa formale di relazione.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da pfjodor Visualizza Messaggio
    Certamente, tuttavia, mi chiedo: che forse queste pratiche di assorbimento, o assorb_azione (però..), non abbiano comunque un legame con la violenza di un altro genere, che seppur diversa di quella di tutti gli integralisimi provenienti dal ceppo ebraico, non per questo meno scandalosa?
    Più che di pratiche, a me sembra che l'assorbimento sia una modalità d'essere della religione indiana. La cosa veramente importante è la santità, e non che quel che credi sia vero o verosimile. Se tu sei santo, allora certo che quello che credi è vero: anche se è Hanuman (un Dio Scimmia), Ganesh (un Dio Elefante), Krsna (un Dio Pastorello e Seduttivo) o Gesù (un Dio crocifisso e risorto). Il suo pensiero teologico è flessibilissimo e articolato attorno a una compatibilità assoluta di cornici di credenze: della Unica Vera Realtà non si può parlare.

    Violenza? certo, anche. Anche nel convertire una persona c'è della violenza, però c'è ovviamente qualcosa di altro. Tu non pensi che andare in missione sia un atto violento? L'induista non pensa che il cristiano vada convertito, perché induista (non nel senso vedico e castale, ovviamente) lo è già di suo. Bisogna invece vedere se è santo, ovvero se il Sadhana che segue è efficace. Se lo è, benissimo, vuol dire che il cristianesimo è una delle infinite possibili manifestazioni di ***. Un altro dito puntato, che indica l'Unica Indescrivibile Luna.

    B.

  9. #9
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    ho già risposto a pfjodor in politica internazionale:

    leggo dal Messaggero di oggi(26/8/2008) pag 4:

    "....L'Orissa è lo stato più ricco di minerali di buona parte del sub continente indiano......L'anno scorso nello stato è stato raggiunto il record degli investimenti esteri:fiore all'occhiello il contratto firmato dalla sudcoreana Posco per la costruzione di un'acciaieria da 12 miliardi di dollari.
    E le aziende di tutto fanno la fila per le concessioni:
    Nonostante questo,più del 20% della popolazione locale è di origine tribale e il 72% di questi vive sotto la soglia della povertà.
    E' in corso una guerra tra poveri,una guerra per ottenere per questa o quella tribù uno degli status privilegiati garantiti dalla legge sui gruppi etnici o le caste svantaggiate,una guerra per ottenere posti di lavoro,cibo,istruzione e sostentamento.
    La lotta viene fiancheggiata da gruppi di estremisti indù,da gruppi cristiani ed anche dai guerriglieri maoisti,che cercano di ottenere consensi tra la popolazione anche giocando la carta dell'estremismo religioso.
    Gli induisti accusano i cristiani,specialmente igruppi evangelici statunitensi e australiani,di usare politiche "aggressive" e di convertire larghe fette della popolazione di casta bassa distribuendo denaro e posti di lavoro.
    I tribali spossessati delle loro terre e ridotti a cittadini di serie C si appoggiano ai gruppi cristiani e maoisti per avere giustizia:"

    è quindi una guerra economica dove le diversità religiose vengono "usate"
    ....naturalmente possiamo parlare di questi fedeli così fragili da farsi usare dal primo venuto

  10. #10
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    Scusate, ma intervengo da cattolico con una posizione che trovo minoritaria anche nei fora non integralisti.
    Non mancherà qualcuno mi darà del disfattista, del traditore, o del pagano ..., ma sono accuse che mi scivolano via.
    Abbiamo provato ad approfondire la questione delle "violenze indù"?
    Io mi sono chiesto come mai l'induismo stia sempre più scivolando verso atteggiamenti che non gli sono propri (la violenza, nella terra della nonviolenza; l'intransigentismo; il nazionalismo ecc.).
    Vi sono credo due possibili cause: una interna all'induismo stesso - sostanzialmente dovuta al contatto con il mondo moderno, le sue idee politiche e culturali, il lascito del colonialismo, le conseguenze del divide et impera britannico, ecc., di cui non mi occupo ora - e una esterna - i rapporti colle due religioni proselitiste, Islam e cristianesimo.
    Ora, è fin troppo facile individuare nel fondamentalismo islamista l'innesco dello speculare e inedito fondamentalismo indù. Ma preferisco parlare della 'mia' religione.
    Siamo proprio sicuri che i crisrtiani operino bene in quelle terre?
    No, non ne siamo sicuri. La mia accusa non è verso la Misna ma verso il mondo delle sette protestanti americane, che agiscono in maniera TOTALMENTE IRRESPONSABILE, credendo di portare nuove frotte di anime a Cristo, in realtà provocando solo catene di odii.
    Le tatiche usate sono da veri e propri leninisti: sfruttare il risentimento dei dalit (i "fuori casta") per provocare rivolte contro gli indù; mettere le mani sui terreni vergini prima degli indù; requisire ciò che da millenni appartiene agli indù ... Sono tutte maniere non per portare anime a Cristo, ma per provocare nuove catene di odii pressoché inestinguibili.
    Anch'io credevo nella versione dei cristiani uccisi gratuitamente in Asia, ma mi sono dovuto ricredere quando ho conosciuto persone - non cristiane - da poco giunte in Italia, e che io volevo avvicinare alla fede, che mostravano un vero e proprio terrore frammisto a odio alla vista delle chiese. Dapprima ho pensato ad una forma di indemoniamento, ma poi - parlando della cosa ed approfondendola con loro - sono venuto a sapere che nella loro zona "i cristiani" si erano impossessati di templi millenari, caccciando i locali officianti, e instaurando un nuovo regime culturale dalla sera alla mattina. Ora, poco importa che quei tangheri fossero protestanti, quaccheri o cos'altro, fatto sta che quelle persone - piene di risentimento e impoveriti da cause naturalmente perse contro quelle sette ultraricche - mettevano nel calderone anche noi cattolici.
    Ora, vi sembra questo (questa maniera di fare "missione") un comportamento cristiano?
    E vi sembra giusto associarsi acriticamente ai lai anti-induisti quando arrivano notizie di estremisti 'indù' che uccidono dei 'cristiani', senza pensare anche a come disinnescare quegli odii?

 

 
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