La ripresa dell'attività nel Porto canale di Cagliari è prevista tra due settimane, quando rientreranno al lavoro i 205 operai in cassa integrazione. La Regione investe più di 60 milioni di euro sul porto e punta a sfruttarne la centralità per le rotte verso la Spagna, il Nord Africa e in tutto il Mediterraneo.
CAGLIARI, 29 AGOSTO 2008 - Ritornano navi e container nel Porto canale di Cagliari. La ripresa dell'attività è prevista tra due settimane, quando rientreranno al lavoro i 205 operai in cassa integrazione, vittime di una crisi che nei mesi scorsi aveva costretto lo scalo alla paralisi. La società di gestione ha stipulato un contratto quinquennale con un gruppo di sei società di trasporto, tra cui Hapag Lloyd, per un valore di 700.000 TEU (l’unità di misura del volume dei container).
La notizia, già nota da qualche giorno, è stata confermata dalla Regione e dall'Autorità portuale di Cagliari nel corso di una conferenza stampa che si è svolta nella sede della presidenza della Giunta. L'Assessore dei Trasporti Sandro Broccia e il Presidente dell'Autorità portuale Paolo Fadda hanno anche annunciato nuove assunzioni (si parla di una sessantina di nuovi operatori) e corsi di riqualificazione per il personale già in attività. Perché la scommessa per il futuro del Porto canale – hanno detto Broccia e Fadda – si gioca sulla competitività in un settore dove è molto forte la concorrenza degli scali africani di Tangeri, Tunisi e Alessandria. E perché lo scalo di Cagliari possa sopravvivere, unitamente ai suoi consimili nazionali, occorrerà "una politica in grado di fare sistema".
La rinascita del Porto canale cagliaritano nasce da una situazione favorevole: "In questo momento – ha spiegato Fadda – la domanda supera l'offerta". Ma le crisi nel settore del transhipment sono ricorrenti e colpiscono in modo diffuso. Un buon motivo per non farsi trovare impreparati e cercare di sfruttare le potenzialità dello scalo, prima fra tutte la centralità nel Mediterraneo. La Regione ci crede e mette sul piatto un investimento cospicuo: 60 milioni e 600 mila euro, previsti da una delibera del dicembre 2007 e ripartiti tra risorse proprie, fondi Cipe e l'intervento di soggetti privati. Questi ultimi coprono la metà della somma finalizzata al rilancio in grande stile delle attività.
"Stiamo ragionando – ha detto l'Assessore Broccia – su come sfruttare la centralità del porto per le rotte verso la Spagna e il Nord Africa, ma è necessario che la Sardegna faccia sistema con i suoi porti". Laddove fare sistema fa rima con specializzazione: Olbia dovrà valorizzare la sua vocazione di porto in grado di accogliere il traffico passeggeri in virtù della sua vicinanza alla penisola, Cagliari dovrà rafforzare il proprio ruolo nel movimento delle merci e nel transhipment.
Tra gli interventi infrastrutturali previsti, è stato annunciato l'arrivo di quattro nuove gru, mentre tre delle sette già presenti verranno adeguate all'arrivo delle più grandi navi madri portacontainer. Anche il fondale dovrà passare da 16 a 18 metri di profondità con un nuovo escavo, opera per cui dovranno essere reperite le risorse.
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