Sandro De Riccardis
Protocollo d´intesa fra Provincia, sindacati e costruttori: lettori ottici per effettuare verifiche su caschi, scarpe e cinture
Giro di vite sugli appalti al ribasso
Il prefetto: "Screening approfonditi sulle piccole società che si aggiudicano grandi gare"
Se saranno telecamere e microchip a liberare l´edilizia da illegalità, caporalato e sfruttamento lo diranno il cantiere della sede della provincia di Monza e Brianza e quello del Palazzo dell´Innovazione in via Soderini, periferia ovest della città, dove il protocollo firmato ieri da Provincia, sindacati e Assimpredil sarà sperimentato per la prima volta.
Fra 15 giorni sarà qui che esordiranno gli occhi elettronici, posti lungo il recinto del cantiere per impedire l´ingresso di lavoratori in nero, i tesserini magnetici che renderanno riconoscibili operai e imprese, i dispositivi a lettura ottica su caschi, scarpe e cinture. Nei due cantieri ci saranno anche i tornelli che verificheranno la corrispondenza dei dati contenuti nel badge dell´operaio e con quelli ottenuti dalla scannerizzazione della mano sinistra. Solo se i dati coincidono, le porte d´acciaio faranno entrare gli operai.
Il protocollo parte dall´idea che gli appalti assegnati finora privilegiando i ribassi massimi non hanno garantito né la qualità dell´opera né il rispetto della legge nell´edilizia. Gli investimenti in sicurezza - è il ragionamento dell´accordo firmato ieri - non devono essere uno svantaggio per le imprese che partecipano a una gara. È così che oltre alle innovazioni tecnologiche, il documento prevede che le commissioni riservino nella valutazione delle offerte un 30 per cento del punteggio alle proposte innovative in sicurezza, gestione ambientale e all´affidabilità industriale e finanziaria. «Ho dato indicazione alle forze dell´ordine - ha detto su questo punto il prefetto Gian Valerio Lombardi - di eseguire approfonditi screening su tante piccole società che non sono formalmente in grado di sostenere i lavori degli appalti che vincono».
Il badge che ogni lavoratore dovrà avere in cantiere permetterà non solo di certificare la sua identità, l´impresa per la quale lavora e la sede del cantiere, ma anche di attestare ogni momento di presenza sul luogo di lavoro. Tra 15 giorni la prima sperimentazione, anche se la scommessa è quella di rendere la legalità nei cantieri una consuetudine in tutta la provincia e soprattutto negli appalti di Expo 2015, come ha auspicato il presidente della Provincia, Filippo Penati. «Quando il governo troverà il tempo di costituire prima o poi la Soge - auspica Penati - chiederemo che sottoscriva il protocollo e gli impegni che vi sono indicati. Se la società appaltatrice per le opere per Expo lo farà, sarà un passo importante».
L´auspicio è condiviso dal presidente di Assimpredil Ance, Claudio De Albertis. «Ci auguriamo che questo protocollo possa venire accolto, ampliato e applicato da tutte le grandi stazioni appaltanti di questo territorio». E per Onorio Rosati, segretario della Camera del lavoro, il documento firmato ieri «è tra i più avanzati in ambito nazionale. Tutti gli appalti pubblici e privati sul territorio milanese dovrebbero essere regolati da questo accordo in vista dell´Expo. L´intesa - dice Rosati - ribadisce che il problema degli incidenti nei cantieri va affrontato insieme con istituzioni politiche, sindacati e costruttori».
Se il protocollo firmato ieri aiuterà a fare di Milano «il territorio della sicurezza della lavoro», come dice Fulvio Giacomassi, segretario generale Cisl, lo si capirà nei prossimi mesi. Il precedente dell´Ortomercato, per esempio, non è incoraggiante. In via Lombroso tornelli, badge e telecamere sono stati installati nel maggio del 2007 dalla Sogemi, ma non hanno risolto il problema del caporalato. Il largo uso di clandestini e manodopera irregolare continua, così come gli ingressi di lavoratori che scavalcavano le recinzioni proprio per evitare i controlli della tecnologia.
http://espresso.repubblica.it/dettag...nero/2039571/6




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