VICENZA DAL MOLIN: SU CONSULTAZIONE DI OTTOBRE AS INVITA I VICENTINI A STARE A CASA

Sull’annosa vicenda del Dal Molin si inserisce pure Azione sociale con Alessandra Mussolini, e lo fa attraverso il suo coordinatore regionale Alex Cioni. Azione sociale non ha mai nascosto la propria avversità alla Ederle 2, ma lo ha sempre fatto differenziandosi dai Comitati dei cittadini e, particolarmente, dal Presidio permanente: << Per noi si è sempre trattata di una questione di sovranità nazionale e perciò di carattere squisitamente politico – fa sapere Cioni. Un parere negativo assoggettato alla revisione del trattato bilaterale del 1954 che disciplina le strutture militari statunitensi sul suolo nazionale. Del resto – continua – se avesse vinto il fronte dei contrari legati alla sinistra, è probabile che la questione sarebbe stata trasferita in un altra città italiana mantenendo il vero problema di fondo che sta a monte. >>

Tuttavia As preferisce spostare l’attenzione alla consultazione di ottobre che viene definita truffaldina perché – continua l’esponente Mussoliniano: << Non ha né capo né coda visto che il Ministero della Difesa non ha intenzione di vendere l’area militare in oggetto al comune di Vicenza. E’ come se si chiedesse ai cittadini di acquistare la Madonna di Monte Berico; anche un bambino dell’asilo riesce a capire che siamo alla farsa più grossolana e al cospetto di un imbroglio bello e buono messo in atto, tra l’altro, coi soldi dei cittadini. Per non parlare poi di tutta quell’area che va vai dai pacifisti fino ad arrivare all’ala più radicale della sinistra che dopo due anni di mobilitazioni spaccia come una vittoria questo risultato. Definirli ridicoli è poca cosa. Detto questo invitiamo i vicentini a boicottare la consultazione scegliendo la via dell’astensione. >>

L’esponente della Destra sociale non si limita a queste considerazioni ma lancia anche un suggerimento che ha però il sapore di una palese provocazione: << Prendo atto che per la prima volta da ventitre anni a questa parte l’attuale governo si è fatto onore in sede internazionale. Mi riferisco alle note vicende che vedono contrapposti la Russia e la Georgia, con l’Italia che continua a tenere una linea politica in Europa tra le più vicine e solidali a Mosca. Allora perché non proporre agli amici Russi, per par condicio almeno, di stabilirsi al Dal Molin al posto degli americani? Da una parte accontenteremo gli antiamericani del fronte del no e dall’altra coloro che si dicono favorevoli perché sostengono che in città i pub commercerebbero qualche birra in più. Visto che in ogni caso verrebbe meno l’integrità e la sovranità nazionale, sono certo che la discussione si concentrerebbe su come passare dalle spine di birra a quelle di vodka. E scommetto pure che qualche solerte politico arriverebbe anche in questo caso a proporre un bella e inutile consultazione. >>

L’addetto stampa
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