BARI - Nel piano industriale c’era già scritto, nero su bianco. E dall’1 ottobre, a quanto pare, il progetto si mette in pratica: l’Acquedotto pugliese internalizzerà la gestione dei suoi 170 depuratori, oggi affidata in appalto a 29 milioni l’anno. Un modo per riappropriarsi del core business, un punto fermo nella stra tegia dell’amministratore unico Guido Monteforte. Ma anche una svolta epocale, che farà fuori in un colpo solo aziende storiche del settore: occupandosi in proprio dei depuratori, Aqp dovrà farsi carico anche del destino di 400 lavoratori.
Dall’azienda non arriva alcuna conferma, ma ormai la decisione sembra presa. Tanto che sta per nascere una nuova società, Aqp Depurazione, che sarà guidata da un manager interno.
I depuratori sono la terza voce di ricavo nel bilancio Aqp dopo acqua e fognatura, e garantiscono ricavi annuali per circa 65 milioni di euro l’anno. Nel 2003 il servizio fu affidato in appalto per il periodo 2004-2007: molti ambiti furono vinti dagli spagnoli di Endesa che poi si sono ritirati non senza polemi che. Alla scadenza naturale i contratti sono stati prorogati di un ulteriore anno: il nuovo termine è il 30 settembre, ed è ormai certo che non ci saranno altre proroghe. Il player più importante del settore è la Putignano di Noci, che gestisce un’ottantina di de puratori tra cui i due di Bari, Taranto e Lecce: «In questo mo mento sono disorientato - si limita a dire Raffaele Putignano - e sto cercando di capire quale futuro avremo con Aqp, un’azienda che rispetto e con la quale siamo cresciuti in questi 40 anni».
Quello della depurazione è un settore strategico per la Puglia. Nel corso del 2007 Aqp ha dovuto iscrivere in bilancio maggiori spese per rilevare dai Comuni altri 10 impianti (2,3 milioni), e per lo smaltimento dei fanghi che non è più consentito utiliz zare in agricoltura (+4,2 milio ni). Il margine netto delle imprese del settore - secondo quan to risulta alla «Gazzetta» - si aggira intorno al 2-3%: è dunque evidente che l’internalizzazione dovrà puntare su economie di scala e sinergie con gli altri servizi. Per quanto riguarda i 400 dipendenti, invece, il loro desti no è legato all’impianto e segue la disciplina dei contratti di servizio pubblico: Aqp dovrà prenderli in carico tramite la nuova società, ma non sarà costretta a fare assunzioni a tempo indeter minato.
La questione dei depuratori in questi giorni è all’attenzione an che dell’Autorità d’ambito della Puglia. L’Ato non ha ricevuto comunicazioni di alcun tipo: gli uffici stanno verificando se la convenzione con Aqp preveda obblighi di informazione all’Ato da parte del gestore, e nei pros simi giorni potrebbero far par tire una lettera con una richiesta di chiarimenti. Pare infatti che alcuni sindaci si siano rivolti, allarmati, all’Autorità d’ambito, chiedendo garanzie per la con tinuità del servizio: spegnere i depuratori, anche per un solo giorno, significherebbe provo care gravi danni ambientali.
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