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    Predefinito Federalismo sì, stangate no (di Mario Cervi)

    FEDERALISMO SÌ, STANGATE NO

    di Mario Cervi



    Il federalismo fiscale è, come principio, quanto di meglio si possa immaginare, in uno Stato moderno, per una equa distribuzione delle risorse. Le varie aree del Paese vengono responsabilizzate, le loro disponibilità finanziarie non dipendono più dal buon volere del potere centrale, i virtuosi sono gratificati e i dilapidatori penalizzati. Secondo i fautori di questa riforma fondamentale sarà possibile realizzare, grazie a essa, un forte risparmio sulla spesa pubblica. È affermato nella premessa al disegno di legge che «un sistema di finanza derivata, con ripiani a piè di lista alle amministrazioni inefficienti o con criteri basati sulla spesa storica, finisce per premiare chi più ha creato disavanzi». Parole sacrosante. Non è il caso d’essere disfattisti, negando pregiudizialmente ogni possibilità di riuscita al progetto di Calderoli.
    Tutti gli italiani che amano il loro Paese saranno felici se verrà coronato da successo. E vogliono prestare fede, anche se il passato prossimo o remoto è gremito di delusioni, alla clausola finale secondo cui «l’attuazione della presente legge non potrà comportare oneri aggiuntivi per il bilancio dello Stato e la finanza pubblica nel suo complesso». E tuttavia, dopo una lettura non da esperto ma da cittadino comune della bozza approntata dal ministro per la Semplificazione, mi sono venute a mente alcune osservazioni (lo scrivo ben sapendo che l’essere ministro per la Semplificazione in Italia è un impegno al cui confronto le fatiche d’Ercole diventano pause di relax).
    Prima osservazione. Nelle sintesi delle agenzie la bozza somiglia molto a un elenco di nuove tasse. Chiamate con il loro nome oppure camuffate con termini come «razionalizzazione dell’imposizione fiscale relativa agli autoveicoli e alle accise sulla benzina e gasolio» e «razionalizzazione dell’imposizione fiscale immobiliare». Il contribuente sa, per amara esperienza, che quando di parla di razionalizzazione a proposito di tasse è in arrivo, piccola o grande, una stangata.
    Seconda osservazione. Alcune norme del disegno di legge hanno l’obbiettivo di «riconoscere un’adeguata autonomia impositiva alle province». Ma allora, dopo tanti annunci di abolizione, le province ce le teniamo, e anzi ne avremo di nuove perché l’alacre fantasia dei notabili locali è sempre all’opera nel varare enti inutili? A occhio e croce si direbbe che questa sia una vittoria non del nuovo ma della vecchissima politica distributrice di poltrone.
    Terza osservazione. Sono previste sette aree metropolitane (Roma, Milano, Firenze, Bologna, Torino, Napoli e Genova, in forse Bari e Venezia). Non Palermo, a quanto m’è parso di capire, perché le regioni a statuto speciale non sono coinvolte nella riforma. Personalmente m’illudevo che tra gli obbiettivi primari del federalismo fiscale vi fosse proprio la fine delle regioni a statuto speciale, la cui esistenza ha prodotto disuguaglianze scandalose e sprechi demenziali.
    Quarta osservazione. Nemmeno il ministro per la Semplificazione riesce a semplificare il burocratese, ostico se possibile ancor più del suo natio dialetto bergamasco. Cito dall’articolo 7 riguardante il calcolo del fondo perequativo a favore delle regioni.
    «La differenza tra il fabbisogno finanziario necessario alla copertura delle spese di cui all’articolo 6, comma 1, lettera a), numero 1, calcolate con le modalità di cui alla lettera b) del medesimo comma 1 dell’articolo 6 e il gettito regionale dei tributi ad esse dedicati, determinato con l’esclusione delle variazioni di gettito prodotte dall’esercizio dell’autonomia tributaria nonché dall’emersione della base imponibile etc. etc.». Il resto è più o meno adeguato a questo campione. Auguri a Calderoli, avrà il suo bel da fare.

    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=288110

    Mario Cervi, per anni allievo e sodale del grande Montanelli, è oggi il miglior commentatore italiano.
    La riforma federalista può costituire il trampolino per il rilancio del Paese, ma bisogna tener ben presenti i rischi lucidamente denunciati ed esposti da Cervi.

  2. #2
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  3. #3
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  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da pacatamente Visualizza Messaggio
    Sono pienamente d'accordo con quanto scrivi nel thread linkato.
    Comunque, se non erro, il Dpef Tremonti prevede, in pratica, l'impossibilità di un reale innalzamento delle tasse.
    In ogni caso, la politica del governo Berlusconi non sarà certo quella di innalzare a dismisura la pressione fiscale.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Nicola Parente Visualizza Messaggio
    Sono pienamente d'accordo con quanto scrivi nel thread linkato.
    Comunque, se non erro, il Dpef Tremonti prevede, in pratica, l'impossibilità di un reale innalzamento delle tasse.
    In ogni caso, la politica del governo Berlusconi non sarà certo quella di innalzare a dismisura la pressione fiscale.
    lo spero e me lo auguro

    già si sbaglia a non ridurre le aliquote irpef

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da pacatamente Visualizza Messaggio
    lo spero e me lo auguro

    già si sbaglia a non ridurre le aliquote irpef
    Sarebbe doveroso, ma impossibile per l'immediato considerando la congiuntura economica globale. C'è tempo fino al 2013...

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Nicola Parente Visualizza Messaggio
    Sarebbe doveroso, ma impossibile per l'immediato considerando la congiuntura economica globale. C'è tempo fino al 2013...
    basta ridurre le spese

    non gli sprechi

    le spese

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da pacatamente Visualizza Messaggio
    basta ridurre le spese

    non gli sprechi

    le spese
    Si andrà in quella direzione, però cercando di ottimizzare le risorse e quindi di intervenire sugli sprechi.
    Comunque, in prospettiva, la riduzione globale della spesa pubblica sarebbe, a mio modo di vedere, un toccasana per l'economia (se abbinata a un serio programma di defiscalizzazione).

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Wallace81 Visualizza Messaggio
    Peccato che non si legga nulla.

  10. #10
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    Il Federalismo deve portare ad una responsabilizzazione di provincie , regioni e comuni.
    E ciò deve ovviamente riguardare in primo luogo il meridione , dove si ha l'effettivo spreco delle risorse.
    Si devono fissare degli obiettivi , e dei tempi di realizzazione degli stessi.
    In questo periodo transitorio , si deve attuare gradatamente la perequazione della distribuzione delle risorse.
    Tutti devono capire , e mi sembra che la cosa stia avvenendo , che risulta insostenibile che la parte più moderna e progredita del paese veda bloccato il suo sviluppo perchè le vengono sottratte risorse che servono a finanziare le clientele e la spesa parassitaria di altre regioni.
    Non bisogna comunque essere ingenui , e quindi si deve dare per scontato che chi ha interesse a perpetuare l'attuale situazione , farà di tutto per sabotare , magari dal di dentro , la riforma Federale.
    E qui sorge un buon livello di perplessità verso la Lega , che considera invece come un risultato acquisito il semplice fatto che si discuta della legge.
    Sicuramente da AN e anche da parte di FI , cercheranno di avvelenare e sabotare .
    Ma il problema c'è , ed è grande.
    Se pensano in questo modo di indebolire la Lega , presentando alla fine la solita riformetta all'italiana , che fa finta di cambiare tutto ma in realtà non cambia niente , è probabile che sì , nel breve ciò succeda.
    Ma la sottrazione di risorse è reale e pesante , e ora , diversamente ad esempio da solo 5 o 10 anni fa , se ne conoscono le cifre e sempre più gente ne è consapevole.
    Per cui , se magari fregheranno la Lega , cosa ripeto assai probabile , si formaerà un movimento ancora più vasto ed incazzato.
    Si auspica pertanto , per il bene di tutti , che esca una vera riforma Federale , che permetta ad ogni regione di esprimere il meglio delle proprie potenzialità , usando le proprie risorse responsabilmente e razionalmente.

 

 
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