http://www.sicilyweb.com/caciocavallo/index.htm
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Ah.
Per i tre neuroni di quel tizio avviene questo:
- Gli Italiani del Sud delinquono
- Gli Italiani del Sud al Nord delinquono un po' di meno
- Gli Italiani del Sud dovrebbero delinquere solo al Sud
E poi si incarta, perché gli manca il neurone supplementare.
Quello che riesca a pensare anche agli Italiani del Nord.
io sono siciliano! non ci tengo molto a dichiararmi italiano. Fino ad una trentina di anni fa magari si. L'Italia era per me due bellissimi libri: Pinocchio scritto da uno che abitava a Collodi ed il libro Cuore scritto da un socialista prampoliano come De Amicis. Poi mi avevano insegnato del grande eroismo di Garibaldi, dei valori del Risorgimento.
Inoltre essendo stato sempre socialista non potevo non amare i padani dove il socialismo è nato: Milano, la generosa emilia-romagna,
Ora mi ritrovo con Garibaldi che fu strumento (consapevole-inconsapevole? )di una conquista coloniale costata al sud ottocentomila morti e tutte le sue industrie e ricchezze ( Il regno di Napoli aveva riserva valutarie pari al 75% di quelle di tutto il resto d'Italia); il Partito Socialista non c'è più e alcuni dei suoi escrementi residuati sono andati con Berlusconi; il sindacato è meglio tenerlo lontano dai lavoratori ai quali scippa diritti per consegnarli agli industriali; gli ex comunisti (amavo Gramsci!!) fanno i sindaci razzisti.....
Insomma tutto quello che mi legava al Nord è andato a puttane.,....
Se si fa la scissione non mi strapperò i capelli. Andrò in osteria a festeggiare con i corrispettivi di Bossi e Borghezio tipo Lombardo ed altro che però detesto.......
Il mio eroe finora a me sconosciuto, il mio Garibaldi è CARMINE CROCCO!!!
RI-GALBANI vuol dire RI-FIDUCIA :D:K:K:K
http://www.repubblica.it/2008/07/sez...-avariato.html
Lo scenario ricostruito dagli investigatori è inquietante. Decine di tonnellate di scarti di formaggio piene di schifezze ritirate da grosse aziende (Granarolo, Ferrari Giovanni industria casearia, Zanetti) e mischiate a prodotto fresco: un sistema collaudato con cui la DELIA, stabilimento a Monticelli D'Ongina, sede legale a Milano in piazza IV Novembre, riesce a piazzare sul mercato italiano e europeo il suo prodotto finito. Che vuol dire soprattutto: formaggio grattugiato. Come? Vendendolo a aziende che lo confezionano in buste a marchio "Galbani", "Ferrari", "Medeghini", solo per citarne alcuni. O direttamente al cliente finale, come nel caso di "Biraghi" o "Prealpi".
Indagine su un gruppo di aziende che lavorava per i grandi marchi
Compravano pezzi già scaduti, a prezzi stracciati, per poi "ripulirli"
La truffa del formaggio avariato nel grattugiato finivano gli scarti
dal nostro inviato PAOLO BERIZZI
PIACENZA - Quando gli uomini della Guardia di Finanza trascrivono le intercettazioni, quasi non credono alle loro orecchie. Chi è il rappresentante legale e amministratore unico dell'azienda che ricicla formaggi avariati e scaduti? Semplice, l'ex comandante della stazione dei carabinieri. E chi certifica, passando a bere un caffè, che è tutto a posto, nonostante le celle frigorifere trabocchino di tonnellate di merce con dentro insetti, larve, escrementi e carcasse di topi, muffe, pezzi di plastica? Semplice: il veterinario dell'Asl.
È talmente disinvolto, il medico, con i banditi della tavola, da "dimenticarsi" i timbri dell'Asl di Piacenza - dov'è tuttora tranquillamente in servizio - in un cassetto della scrivania, nell'ufficio contabilità del caseificio. E così da controllore è diventato controllato. C'è anche lui nel fascicolo con cui la Procura piacentina (pm Antonio Colonna) scrive ora una nuova e ricca pagina nell'inchiesta sui formaggi avariati avviata due anni fa dai colleghi di Cremona (pm Francesco Messina).
Lo scenario ricostruito dagli investigatori è inquietante. Decine di tonnellate di scarti di formaggio piene di schifezze ritirate da grosse aziende (Granarolo, Ferrari Giovanni industria casearia, Zanetti) e mischiate a prodotto fresco: un sistema collaudato con cui la DELIA, stabilimento a Monticelli D'Ongina, sede legale a Milano in piazza IV Novembre, riesce a piazzare sul mercato italiano e europeo il suo prodotto finito. Che vuol dire soprattutto: formaggio grattugiato. Come? Vendendolo a aziende che lo confezionano in buste a marchio "Galbani", "Ferrari", "Medeghini", solo per citarne alcuni. O direttamente al cliente finale, come nel caso di "Biraghi" o "Prealpi".
Il giro è enorme, e abbraccia mezza Europa (Spagna, Austria, Germania, Francia, Belgio). Una ventina di milioni di euro il volume d'affari della società, collegata a altre tre aziende di cui due con sede a Barcellona (Compinque S. L. e Quederlac S). Sono tutte riconducibili a Alberto Aiani, cinquantatreenne di Casalbuttano. Il paese in provincia di Cremona dove l'ex ufficiale dell'Arma Francesco Marinosci, pugliese di Francavilla, cremonese d'adozione, - prima di darsi al formaggio e diventare socio di Aiani nella DELIA - dirigeva la stazione dei carabinieri. Ieri usava l'utilitaria in dotazione, guadagnava un moderato stipendio. Oggi gira in Jaguar e, si capisce, ha implementato le sue entrate.
Con Aiani e un'impiegata dell'azienda - per ora sono denunciati - Marinosci dovrà rispondere del reato di adulterazione e contraffazione di sostanze alimentari con rischio di danno per la salute pubblica. Ma c'è dell'altro. Sulle triangolazioni pericolose con cui DELIA acquistava "merda" - termine usato dai truffatori per indicare il prodotto avariato, dalle intercettazioni del primo troncone di inchiesta condotta dalle fiamme gialle guidate dal comandante Mauro Santonastaso - il compito di vigilare, si fa per dire, spettava a un veterinario dell'Asl piacentina: Luciano Dall'Olio (falso e abuso d'ufficio). Il medico non è esattamente un guardiano scrupoloso.
Di più: alla DELIA in pratica si autocertificano. Con il timbro del competente servizio veterinario. Per ricomporre il quadro che emerge dalle pieghe dell'inchiesta non c'è bisogno di aggiungere molti altri tasselli. Né confortano le "spigolature" venute alla luce nel corso delle indagini (già arrestate quattro persone, sigilli alla Tradel di Casalbuttano, la prima azienda "riciclona" del siciliano Domenico Russo). Per esempio: possibile che il legale di Andrea Chitto, veterinario dell'Asl di Cremona, anche lui accusato di reggere il gioco dei truffatori e sospeso dal servizio, nella memoria difensiva produca la testimonianza del comandante dei Nas di Cremona, Raffaele Marongiu?
In Procura ormai ne sono convinti: il sistema della truffa del formaggio avariato ha continuato e continua a funzionare grazie alla connivenza-complicità di chi dovrebbe controllare e però si fa chiudere gli occhi. Così la "pattumiera" funziona a pieni giri: ritira roba scaduta e marcita, e la ripulisce sotto forma di formaggio fuso che poi viene fatto raffreddare e venduto in panetti (delimix) alle grosse aziende.
Il prodotto finisce nelle grattugie. Si ottiene il lavorato finale: il formaggio grattugiato. Non deriva, ovvio, né da parmigiano né da grana padano o da altri formaggi duri fatti direttamente con il latte, ma da un "fuso" insaporito a seconda della percentuale di croste o scarti immessi nella fusione. Eccole, riempite con il prodotto delle due aziende-pirata, le classiche buste di grattugiato che finiscono sulle nostre tavole. "Di aziende come queste c'è pieno - dice un investigatore anti-frode - e i grandi marchi se ne servono abbondantemente. È un sistema di vasi cinesi che va combattuto e stroncato. I ministeri della Salute e dell'Agricoltura, adesso, dovrebbero intervenire pesantemente".
(5 settembre 2008)
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Evidenziati in nero i "buoni", tutti meridionali, in rosso i "cattivi", quasi tutti settentrionali... No, per dire...
naturalmente abbiamo i nostri difetti. Riusciamo anche ad avere feroci organizzazioni di mafia. Ma non venderemmo mai cibo guasto e non impianteremmo mai valvole cardiache difettose come hanno fatto per soldi certi professoroni cardiochirurghi del Nord.