Politica Federalismo fiscale/ Chiti (Pd) ad Affaritaliani.it: ci battiamo per fare presto e bene...
Venerdí 05.09.2008 13:26
Federalismo/ Calderoli: riecco i cannoni del centralismo. La Russa: con An al governo non tornerà l'Ici
"Non sono né pessimista né ottimista. Sollecitiamo questa proposta in Parlamento su cui confrontarci". L'ex ministro delle Riforme Vannino Chiti, massimo esponente del Partito Democratico, intervistato da Affaritaliani.it, apre alla maggioranza e al governo sulla riforma del fisco federale. E afferma: "Sui principi del federalismo fiscale c'è una vicinanza con le Regioni e le autonomie locali, confermati anche dagli ultimi incontri, e quindi anche con le nostre valutazioni. I principi sono quelli di un federalismo solidale e non delle posizioni che la Lega aveva sostenuto in campagna elettorale. A livello di principi - prosegue Chiti - ci sono ancora alcuni punti da avvicinane, che riguardano la gradualità del passaggio dalla cosiddetta spesa storica ai costi standard delle prestazioni delle Regioni e delle autonomie locali e che riguardano il tema istruzione e trasporti pubblici locali. Infine anche la questione del riferimento da assumere per determinare il fondo di perequazione. Le Regioni e le autonomie locali dicono solo la Lombardia e non più Regioni. Ci sono ancora questi punti, ma certamente se dovessi quantificare... direi che al 92% ci siamo, si tratta di fare questo sforzo per avvicinare i principi. La strada non è certo in salita".
Però "le questioni rimaste aperte e che devono essere riempite sono due e sono molto rilevanti. Gli strumenti in mano alle autonomie locali e alle Regioni per dotarsi di un propria elemento fiscale. Qual è lo strumento fiscale che sarà dato ai Comuni, alle Province e alle Regioni? Su questo per ora c'è confusione e non ci sono indicazioni precise. Si parla di una tassa sulla per i Comuni, ma l'Ici è stata abolita. Quindi che cosa sarebbe? Per le Province si parla di trasporti e mobilità, ma che cosa vuol dire in concreto? Infine alle Regioni si dice che sarà abolita l'Irap, ma da che cosa sarà sostituita? Bisogna che Calderoli incontri Tremonti e si mettano d'accordo bene, perché se i principi sono senza strumenti non si va da nessuna parte. Questa è la prima sollecitazione che rivolgiamo".
Chiti afferma: "Secondo elemento serio. Qual è il riferimento che si prende per far scattare una maggiore autonomia e responsabilità fiscale per le Regioni e per le autonomie locali? E' quello della Finanziaria di quest'anno e del piano triennale di Tremonti? Se è così non si va da nessuna parte, perché i Comuni e le Province non hanno risorse di riferimento su cui possono fare le proprie scelte di efficienza. Allo stesso modo le Regioni. E faccio solo un esempio che riguarda la sanità. Con le Regioni il governo Prodi aveva concordato un patto di incremento delle risorse sulla sanità nel triennio del più 3%, nel quale si potevano vedere le efficienze e le Regioni non virtuose che erano in deficit. Il piano triennale approvato dal governo prevede invece più di un dimezzamento di queste risorse, perché c'è un incremento dell'1,4%. Alle Regioni mancherebbero 7 miliardi di euro nei prossimi anni per la sanità. Senza questi 7 miliardi si possono dare anche tutti gli strumenti fiscali alle Regioni... le quali però o si troverebbero o a fa pagare più tasse ai cittadini o a tagliare i servizi sulla sanità. E questo non mi sembra una buona presentazione del federalismo fiscale. Bisogna che si chiariscano: se una mano del governo, Calderoli, non sa quello che fa l'altra mano, Tremonti, non si arriva a un esito positivo ma si rischia un boomerang".
"Queste sono le questioni che noi poniamo. Chiarite queste sul federalismo fiscale noi del Partito Democratico ci stiamo, incalziamo il governo e ci auguriamo che ci sia una soluzione condivisa. Noi lavoriamo per una soluzione positiva". Già entro fine anno il via libera del Parlamento? "Se siamo d'accordo ci batteremo perché sia presto e bene, se ci sono invece soluzioni negative assumeremo una posizione negativa. Ma a quel punto non è più un problema di tempi ma di contenuti".
http://www.affaritaliani.it/politica...smo050908.html




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