
Originariamente Scritto da
zaffo
Stamane sul quotidiano Liberazione (si veda la prima pagina del 23 agosto:
http://www.liberazione.it/ )sono apparse delle critiche feroci nei confronti del Ministro dell'Istruzione Gelmini. Sotto attacco da parte dei comunisti è la riforma della scuola, basata - secondo l'interpretazione del giornale - sulla fomula del passato "autorità, gerarchia, fatica, merito".
Al di là della polemica contingente, mi sembra che questa formula possa rappresentare una possibile soluzione per l'Italia, in modo tale da garantire la cancellazione degli effetti deleteri di una cultura post-sessantottina in via di esaurimento.
- Autorità: per eliminare l'atteggiamento buonista e lassista della sinistra progressista serve per l'appunto una iniezione di autorità, intesa come rispetto delle norme, degli obblighi e dei propri superiori (nel caso della scuola, per fare un esempio, i professori). La frase-chiave dovrà essere "Legge e Ordine", per formare una comunità ordinata, consapevole delle responsabilità di ciascuno. Chi sbaglia, paga (e il colpevole è il delinquente, non la società).
Il principio di auorità, messo in crisi nel '68, sarà ristabilito innanzitutto all'interno della famiglia (onora il padre e la madre!), vera società naturale, inscindibile ed indissolubile.
Sarà necessario un aumento dei controlli e delle pene, con certezza del periodo di cercerazione per chi viola le regole.
- Gerarchia: per cancellare i rimpalli di responsabilità (per cui alla fine nessuno è colpevole), dovranno essere individuati precisi incarichi,con relativi compiti ed obbiettivi da realizzare, a tutti i livelli.
La stessa struttura della Chiesa non è democratica, ma gerarchica: e sappiamo che la Chiesa dura da 2.000 anni. Con questo non si vuole affacciare l'ipotesi della dittatura e dell'assenza di critiche rispettose e di dibattito, ma solo la fine del caos collegato con la perdita di responsabilità e di rispetto che si deve al proprio superiore.
- Fatica: i risultati si ottengono sudando. L'Italia è stata quasi distrutta dai fannulloni, dagli incapaci, da coloro che si accontentano del minimo del minimo. Non è più tempo per riposarsi e per frodare il prossimo. E' l'ora dell'impegno, del lavoro, per restituire dignità a se stessi ed alla Nazione.
- Merito: dalla fatica arriva giustamente il premio per i risultati conseguiti. Solo i più capaci, i meritevoli, potranno assurgere a cariche di elevata responsabilità, con i relativi benefici.
Chi scalda il banco invece di studiare, chi al lavoro non esegue il proprio compito, chi si accontenta e spreca i propri talenti...riceverà solo quanto gli è dovuto (ovvero, poco o nulla).
Questo "programma", effettivamente generico e probabilmente utopistico (è davvero difficile cancellare le incrostazioni post-sessantottine e progressiste), costituisce comunque la base minima ideale per rilanciare l'Italia, per farla uscire dalle secche dell'inerzia e dell'irresponsabilità.