Blitz nel campo rom, 70 agenti e un elicotteroRoma, al Casilino 900 l'operazione dei vigili. «Preso anche un bimbo down»
di Davide Varì
Liberazione, 12 settembre 2008
"Sono arrivati alle 6.30 quelli della polizia municipale e hanno iniziato a prendere alcuni di noi. Poi li hanno fatti salire su un pullman e li hanno portati via. Così, senza avvertirci. Ci stanno togliendo i gruppi elettrogeni e tutte le nostre cose". Seliva parla con la voce rotta dal pianto, ha ancora negli occhi la retata, e racconta la dinamica del vero e proprio rastrellamento compiuto ieri mattina all’alba dalla polizia municipale nel campo rom Casilino 900 di Roma. Un campo storico della capitale che ospita decine di famiglie e circa 150 bambini, tutti scolarizzati. Nel corso del rastrellamento - che la polizia preferisce però definire "operazione" - dieci persone, tra cui, sembra, 2 minorenni, sono state fermate e condotte in questura.
Seliva ha poi riferito che la stessa polizia avrebbe fermato anche donne incinta e persone molto anziane e persone malate. "Ci hanno chiesto gli scontrini di tre gruppi elettrogeni che abbiamo nel campo per dimostrare che fossero davvero nostri. Hanno portato via anche il padre di un bambino down che ha crisi epilettiche e che deve essere sottoposto a delle visite quotidianamente. Come si può fare questo?".
Il blitz, si diceva, è scattato all’alba, alle 6 e mezza di ieri. Imponenti i mezzi utilizzati dalle forze dell’ordine: 70 agenti di polizia municipale e un elicottero che si è alzato in volo per segnale e bloccare eventuali fughe. Insomma, più che un’operazione di polizia, quello di ieri è sembrato più un blitz militare che, per qualche ora, ha trasformato il quartiere Casilino in una periferia di Bagdad. Una volta sul posto gli agenti hanno passato al setaccio le circa 150 baracche nelle quali vivono donne, vecchi e bambini. Tanti bambini.
I vigili parlano poi di refurtiva rinvenuta: "Tute mimetiche dell’esercito, idranti per spegnere le fiamme, con il sigillo del ministero dell’Interno senza bocchettoni di rame, motorini con il numero di telaio alterato, tre gruppi elettrogeni nuovi.
Sulla vicenda è intervenuta Anna Pizzo, consigliere di rifondazione della regione Lazio: "Quello che è avvenuto nel campo rom di Casilino 900 è inaudito. Si è trattato di vero e proprio rastrellamento: la polizia ha intimato agli abitanti di salire sul pullman senza fornire alcuna spiegazione, ispezionando baracca per baracca e togliendo loro i gruppi elettrogeni e i pochi effetti personali". "Oltre a rincorrere chi delinque all’interno del campo rom - ha poi dichiarato Pizzo - le forze dell’ordine dovrebbero ispezionare le stanze del Ministero della Difesa e del Ministero dell’Interno per capire come sia finita a Casilino 900 la refurtiva con il marchio dei due Ministeri".
Anche l’europarlamentare di Rifondazione Giusto Catania parla di rastrellamento e aggiunge: "Non sembra casuale che le operazioni di censimento del Casilino 900, e i rastrellamenti di ieri, siano stati avviati proprio all’indomani della decisione del PE di visitare questo campo nomadi nell’ambito della delegazione di europarlamentari che sarà a Roma il 18 e 19 settembre prossimi. Tutto questo assomiglia a un film già visto, come quando nel 2005 il governo italiano ripulì nottetempo il Cpt di Lampedusa prima della visita della delegazione del PE. Non vorremmo - continua Catania - che anche questa visita si trasformasse in una farsa. Chiediamo a Gerard Déprez, Presidente della commissione Libe e capodelegazione, di farsi portavoce presso il Ministro Maroni delle nostre preoccupazioni per garantire il corretto svolgimento della visita degli eurodeputati".
Disappunto arriva anche dalla Croce rossa italiana, incaricata di seguire le operazioni di censimento ordinate dal ministro Maroni: "Il blitz di questa mattina non c’entra niente con il censimento che inizierà oggi. Non si può fare il processo alle intenzioni anche se si potrebbe dire che stamani ci sia stato un eccesso di zelo", ha dichiarato Massimo Barra, presidente della Croce rossa italiana.




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