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  1. #1
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    Predefinito Elena Donezzan: Ora di religione obbligatoria

    Scuola, ora di religione
    obbligatoria per tutti

    di Stefano Filippi

    La proposta della Regione Veneto. Parla l'assessore Elena Donazzan che ha lanciato il progetto: "Su quei valori si fonda il Paese". E nella regione bianca la proposta alletta anche i democratici

    Venezia - Ora di religione cattolica obbligatoria per tutti gli studenti veneti: è il progetto cui sta lavorando l'assessore regionale all'Istruzione, Elena Donazzan (An). Lo inserirà nella legge regionale sull'istruzione assieme alla settimana corta con tempo prolungato, a nuove materie come la Storia del territorio e la Cultura del lavoro, alle quote di immigrati nelle classi.

    Assessore Donazzan, che fa? Riapre le guerre di religione?
    «Io vorrei che l'ora di religione cristiana cattolica diventasse obbligatoria all'interno dell'orario dedicato all'educazione civica italiana. Cito Benedetto Croce, filosofo idealista, laico, che diceva: non possiamo essere italiani senza dirci cristiani».

    Torna il catechismo nelle aule?
    «Questo no. Nemmeno l'ora facoltativa introdotta dal nuovo Concordato è catechesi, bensì umanesimo cristiano. Semplicemente, sostengo che non si può insegnare l'educazione civica italiana senza spiegare i princìpi da cui deriva il vivere sociale nel nostro Paese».

    A quali princìpi si riferisce?
    «La centralità della persona e della famiglia, il rispetto uomo-donna, il volontariato derivano tutti dalla cultura cristiana. Dobbiamo riconoscere che la nostra società, il suo diritto, le sue regole di comportamento, sono impregnati di valori che non vengono da Marte ma dalla religione cattolica. È un approccio laico, non confessionale. Sono cose che tutti devono sapere».

    E perché inserirle nelle ore di educazione civica?

    «Questi princìpi fanno parte di quel sentire comune che fonda il nostro popolo e fa appartenere una persona alla comunità. Questo sentire comune teso a un comune destino dev'essere in qualche modo insegnato a scuola, il primo luogo dell'integrazione. L'ora di religione cristiana cattolica va inserita all'interno di questo percorso».

    Che fine farebbe l'attuale insegnamento religioso?

    «Non andiamo troppo oltre, a me adesso interessa proporre un modello e aprire la discussione. Non è un atto che la regione Veneto sta emanando. Il progetto di legge sull'istruzione prevede anche l'insegnamento di una materia come la Cultura del lavoro, pilastro del sistema veneto dell'impresa-famiglia, insieme con la cultura del sacrificio e del dovere».

    Quindi è prematuro anche parlare di inquadramento dei docenti.
    «Assolutamente. Anche il ministro Gelmini, introducendo temi come il voto di merito, il grembiule, il comportamento in aula, dimostra che il suo approccio alla scuola è una grande riforma di princìpi e valori dopo la devastazione del Sessantotto e il suo lascito di materialismo, relativismo, nichilismo».

    Ha nostalgia del Veneto «sagrestia d'Italia»?
    «Io difendo la mia storia. Siamo la prima regione d'Italia per associazioni di volontariato, protezione civile, donatori di sangue: si può pensare che siano tutti precettati? No di certo, sono il frutto di quei princìpi cristiani che innervano la nostra società. Se a Natale ci indigniamo perché scompaiono i presepi dalle scuole, è perché abbiamo dimenticato queste radici».

    Le «quote immigrati» invece non sono una questione di principio.
    «No: molto pratica. In certe zone del Veneto la presenza di alunni stranieri soprattutto nelle elementari raggiunge il 60-70 per cento; così molti genitori italiani iscrivono i figli altrove, col risultato di creare scuole-ghetto. Problema drammatico perché è difficile integrare nei ghetti, d'altra parte se gli italiani frequentassero quelle scuole apprenderebbero con estrema lentezza. Finora si è lasciato correre. Io invece ritengo che si debbano fissare quote di studenti stranieri e potenziare i metodi di apprendimento. Tra 10 giorni ne parlerò al ministro».

    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=288566

  2. #2
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    Beh, sicuramente si può essere italiani senza essere cristiani o cattolici, poi si può discutere se si sia anche migliori italiani o meno..

    Io ho sempre fatto religione a scuola, come tutta la mia classe, perchè amavamo mettere in imbarazzo e difficoltà il professore che dimostrava l'infondatezza della religione.. Inoltre non fare l'ora di religione voleva dire spostarsi dalla classe, quindi uno sforzo motorio non giustificato per 1 ora...

    Ricordo con grande piacere le ore di religione, forse imporle sarebbe il giusto colpo alla Chiesa, perchè venga odiata ancora di piùdi adesso..

  3. #3
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    Perchè dobbiamo vergognarci di essere dalla parte del giusto? Brava assessore

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Merello Visualizza Messaggio
    Perchè dobbiamo vergognarci di essere dalla parte del giusto? Brava assessore
    Il fuoco vi può aiutare..

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Dottor Zoidberg Visualizza Messaggio
    Scuola, ora di religione
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    di Stefano Filippi

    La proposta della Regione Veneto. Parla l'assessore Elena Donazzan che ha lanciato il progetto: "Su quei valori si fonda il Paese". E nella regione bianca la proposta alletta anche i democratici

    Venezia - Ora di religione cattolica obbligatoria per tutti gli studenti veneti: è il progetto cui sta lavorando l'assessore regionale all'Istruzione, Elena Donazzan (An). Lo inserirà nella legge regionale sull'istruzione assieme alla settimana corta con tempo prolungato, a nuove materie come la Storia del territorio e la Cultura del lavoro, alle quote di immigrati nelle classi.

    Assessore Donazzan, che fa? Riapre le guerre di religione?
    «Io vorrei che l'ora di religione cristiana cattolica diventasse obbligatoria all'interno dell'orario dedicato all'educazione civica italiana. Cito Benedetto Croce, filosofo idealista, laico, che diceva: non possiamo essere italiani senza dirci cristiani».

    Torna il catechismo nelle aule?
    «Questo no. Nemmeno l'ora facoltativa introdotta dal nuovo Concordato è catechesi, bensì umanesimo cristiano. Semplicemente, sostengo che non si può insegnare l'educazione civica italiana senza spiegare i princìpi da cui deriva il vivere sociale nel nostro Paese».

    A quali princìpi si riferisce?
    «La centralità della persona e della famiglia, il rispetto uomo-donna, il volontariato derivano tutti dalla cultura cristiana. Dobbiamo riconoscere che la nostra società, il suo diritto, le sue regole di comportamento, sono impregnati di valori che non vengono da Marte ma dalla religione cattolica. È un approccio laico, non confessionale. Sono cose che tutti devono sapere».

    E perché inserirle nelle ore di educazione civica?
    «Questi princìpi fanno parte di quel sentire comune che fonda il nostro popolo e fa appartenere una persona alla comunità. Questo sentire comune teso a un comune destino dev'essere in qualche modo insegnato a scuola, il primo luogo dell'integrazione. L'ora di religione cristiana cattolica va inserita all'interno di questo percorso».

    Che fine farebbe l'attuale insegnamento religioso?
    «Non andiamo troppo oltre, a me adesso interessa proporre un modello e aprire la discussione. Non è un atto che la regione Veneto sta emanando. Il progetto di legge sull'istruzione prevede anche l'insegnamento di una materia come la Cultura del lavoro, pilastro del sistema veneto dell'impresa-famiglia, insieme con la cultura del sacrificio e del dovere».

    Quindi è prematuro anche parlare di inquadramento dei docenti.
    «Assolutamente. Anche il ministro Gelmini, introducendo temi come il voto di merito, il grembiule, il comportamento in aula, dimostra che il suo approccio alla scuola è una grande riforma di princìpi e valori dopo la devastazione del Sessantotto e il suo lascito di materialismo, relativismo, nichilismo».

    Ha nostalgia del Veneto «sagrestia d'Italia»?
    «Io difendo la mia storia. Siamo la prima regione d'Italia per associazioni di volontariato, protezione civile, donatori di sangue: si può pensare che siano tutti precettati? No di certo, sono il frutto di quei princìpi cristiani che innervano la nostra società. Se a Natale ci indigniamo perché scompaiono i presepi dalle scuole, è perché abbiamo dimenticato queste radici».

    Le «quote immigrati» invece non sono una questione di principio.
    «No: molto pratica. In certe zone del Veneto la presenza di alunni stranieri soprattutto nelle elementari raggiunge il 60-70 per cento; così molti genitori italiani iscrivono i figli altrove, col risultato di creare scuole-ghetto. Problema drammatico perché è difficile integrare nei ghetti, d'altra parte se gli italiani frequentassero quelle scuole apprenderebbero con estrema lentezza. Finora si è lasciato correre. Io invece ritengo che si debbano fissare quote di studenti stranieri e potenziare i metodi di apprendimento. Tra 10 giorni ne parlerò al ministro».

    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=288566
    applausi a scena aperta a questo assessore

  6. #6
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    Ottima idea.

  7. #7
    a.k.a. tolomeo
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    Citazione Originariamente Scritto da Saint-Just Visualizza Messaggio
    Beh, sicuramente si può essere italiani senza essere cristiani o cattolici, poi si può discutere se si sia anche migliori italiani o meno..

    Io ho sempre fatto religione a scuola, come tutta la mia classe, perchè amavamo mettere in imbarazzo e difficoltà il professore che dimostrava l'infondatezza della religione.. Inoltre non fare l'ora di religione voleva dire spostarsi dalla classe, quindi uno sforzo motorio non giustificato per 1 ora...

    Ricordo con grande piacere le ore di religione, forse imporle sarebbe il giusto colpo alla Chiesa, perchè venga odiata ancora di piùdi adesso..



    Mrs. Binetti is not amused...
    .

    A fool and his money can throw one hell of a party.

  8. #8
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    Proposta anticostituzionale e illebarale! Dannosa e pericolosa. Nella scuola pubblica questo non può essere tollerato!

  9. #9
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    alla caduta delle vocazioni venete (proprio ieri leggevo che pure i monasteri stanno chiudendo o andando in Romania) si risponde con l'imposizione. E che siamo nel medioevo?
    E cmq non penso che l'assessore possa fare qualcosa, è giusto una trovata pubblicitaria, i rapporti religione-stato sono disciplinati dal concordato, che un singolo assessore regionale non può modificare. E l'ora di religione è disciplinata appunto dal concordato.
    Trovata pubblicitaria e pure ignorante st'assessore...forse ha studiato a Reggio Calabria?

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Saint-Just Visualizza Messaggio
    Il fuoco vi può aiutare..
    Non ripeterlo due volte

 

 
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