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  1. #1
    Sempre liberista e federalista
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    Question Vero Federalismo Fiscale?

    Durante quest'estate ho visto con piacere l'attivismo di Calderoli per promuovere incontri "diplomatici" per favorire la convergenza di tutti attorno al progetto di Federalismo Fiscale, ed ho avuto anche modo di leggerne estratti sui giornali o sui fora, tuttavia non posso fare a meno di chiedermi se quello di cui si sta parlando sia "vero" Federalismo Fiscale e non semplicemente una diversa modalità di distribuzione delle risorse dello Stato centrale.
    Sento parlare infatti di partecipazione di Comuni, Province e Regioni a tasse nazionali, ovverosia niente di più che l'eliminazione del circuito territorio-Stato-territorio per passare al "doppo binario" territorio-Stato/territorio, con accenni minimi alla possibilità degli Enti Locali di essere veramente autonomi finanziariamente, dando loro la possibilità di variare la pressione fiscale con l'eliminazione, creazione o modifica di aliquote di tasse: in pratica per ora l'idea è che le tasse, le aliquote e la base imponibile le decidono al Ministero dell'Economia, mentre ai territori è consentito di tenersi fin da subito una certa percentuale di tributi (senza girarla a Roma), con la possibilità di creare qualche tassicina di scopo... si tratta pur sempre di una mezza rivoluzione, perchè ci farà avere un bel po di soldini in tasca, però non chiamiamolo Federalismo Fiscale!

    I libri di Miglio (ed anche di Pagliarini) chiariscono bene che Federalismo Fiscale significa che lo Stato si finanzia e gestisce le sole imposte che servono a mantenere in vita gli apparati comuni a tutta la Repubblica (come sanità e previdenza per esempio), lasciando però totale autonomia impositiva agli Enti Locali, autonomia che si deve tradurre anche in "concorrenza fiscale" tra territori con più servizi e più tasse e territori con meno servizi e meno tasse, esattamente come in Svizzera.

    Datemi qualche parere...

    •   Alt 

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  2. #2
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    Hai ragione, ma per passare da uno stato centralizzato ad uno stato federale di stampo svizzero si sarebbe dovuta stravolgere tutta la Costituzione (non solo il titolo V ma anche i cd "principi fondamentali"), la Costituzione repubblicana del 1948 sarebbe proprio dovuta andare in soffitta... senza pensare a quanto difficile sarebbe stato trovare il necessario consenso parlamentare.

    La strada che è sembrata a tutti quella più percorribile, nel contesto itagliano, è quella del passaggio da uno stato centralizzato a uno stato semplicemente decentrato, anche se non completamente federale, come quello spagnolo, stato in cui il livello delle imposte maggiori è deciso da Madrid ma le regioni trattengono una rilevante quota di IVA e di IRPEF , oltre a tasse specificamente locali il cui livello, credo, è deciso autonomamente dalle comunità.

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da novis Visualizza Messaggio
    Hai ragione, ma per passare da uno stato centralizzato ad uno stato federale di stampo svizzero si sarebbe dovuta stravolgere tutta la Costituzione (non solo il titolo V ma anche i cd "principi fondamentali"), la Costituzione repubblicana del 1948 sarebbe proprio dovuta andare in soffitta... senza pensare a quanto difficile sarebbe stato trovare il necessario consenso parlamentare.

    La strada che è sembrata a tutti quella più percorribile, nel contesto itagliano, è quella del passaggio da uno stato centralizzato a uno stato semplicemente decentrato, anche se non completamente federale, come quello spagnolo, stato in cui il livello delle imposte maggiori è deciso da Madrid ma le regioni trattengono una rilevante quota di IVA e di IRPEF , oltre a tasse specificamente locali il cui livello, credo, è deciso autonomamente dalle comunità.
    mi pare che tojo parli solo di federalismo fiscale ed affermi , ed io sono daccordo , che questo si realizza solo se gli enti federati hanno autonomia impositiva , cioe' se possono decidere natura e misura delle imposte che saranno da essi esatte.

    Giustamente tojo afferma che la compartecipazione al gettito di imposte centrali e' solo un taglio al percorso dei relativi soldi.

    L'autonomia impositiva non richiede modifiche costituzionali tanto che era contemplata dal disegno Calderoli ( tassa servizi , tasse di scopo ) prima dell'alt di oggi del cainano.
    Il problema non è Berlusconi , il problema sono gli italiani!

    DISSIDENTE POLITICO IN REGIME DA OPERETTA!
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  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da furbo Visualizza Messaggio
    mi pare che tojo parli solo di federalismo fiscale ed affermi , ed io sono daccordo , che questo si realizza solo se gli enti federati hanno autonomia impositiva , cioe' se possono decidere natura e misura delle imposte che saranno da essi esatte.

    Giustamente tojo afferma che la compartecipazione al gettito di imposte centrali e' solo un taglio al percorso dei relativi soldi.

    L'autonomia impositiva non richiede modifiche costituzionali tanto che era contemplata dal disegno Calderoli ( tassa servizi , tasse di scopo ) prima dell'alt di oggi del cainano.
    Sinceramente le aliquote della tassa unica sugli immobili così come le aliquote delle tasse sulla circolazione avrebbero dovuto essere determinate dagli enti locali, se è questo che intendi io sono assolutamente d'accordo.

  5. #5
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    perchè si possa parlare di fisco "federale" occorrerebbe anzitutto una chiara ripartizione tra le imposte (non le "quote" di imposte) destinate allo stato per lo svolgimento dei compiti ad esso assegnati (tipici in uno stato federale la difesa, la politica economica, la giustizia e polizia federale,...) con la possibilità per autonomie di 1) stabilire 2) riscuotere 3) gestire le imposte necessarie per lo svolgimento di tutte le altre funzioni. a ciò si aggiunga un fondo di perequazione liberamente concordato dagli stati (regioni) e finalizzato allo sviluppo di aree cosiddette deboli. possiamo dunque individuare come caratteristiche fondanti un sistema fiscale di uno stato federale:
    1) la non sovrapposizione di imposte statali (o regionali) e federali
    2) l'autonomia impositiva regionale per il finanziamento dei servizi di propria competenza
    3) l'autonomia gestionale e di spesa delle autonomie

    un tale sistema presuppone una chiara ripartizione di competenze tra stati e federazione, cosa che in italia non sussiste. in più, passando da un sistema accentrato ad uno federale si imporrebbe una sostituzione di apparati e personale dal centro alla periferia, cosa di cui nessun ad ora parla.
    possiamo quindi a mio avviso dire senza troppi dubbi che, a costituzione vigente ed in base alle proposte che si sono lette fin'ora, non è possibile parlare di modello fiscale di stampo federale.

    ciò di cui si parla in questi giorni non è dunque federalismo fiscale ma bensì un nuovo sistema fiscale che si differenzia dall'attuale per la possibilità degli enti locali di stabilire alcune limitate ed aggiuntive tasse di sopo e l'istituzione di un fondo gestito dallo stato destinato alle regioni con minore capacità fiscale.

    il rischio, ancora una volta, è quello di ottenere l'effetto opposto a quello auspicato, ossia aumentare anzichè ridurre i trasferimenti perequativi tra regioni e al tempo stesso aumentare anzichè ridurre il carico fiscale sui cittadini.

    l'ultima volta che calderoli propose una riforma "in senso federale" fummo salvati da un referendum, questa volta ci sarà un modo per uscirne almeno indenni?

  6. #6
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    Attenzione: l'AUTONOMIA (ed il vero federalismo) non sta tanto nel trasferire il potere da un 'centro' lontano ad un altro 'centro' più vicino: sta nell'eliminare tutto il potere inutile!.
    Una proposta in tal senso la potete trovare nel sito http://www.unaltraitalia.net
    (pagina http://www.unaltraitalia.net/enti__locali.htm ed altre)

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da autonomista Visualizza Messaggio

    possiamo quindi a mio avviso dire senza troppi dubbi che, a costituzione vigente ed in base alle proposte che si sono lette fin'ora, non è possibile parlare di modello fiscale di stampo federale.

    ciò di cui si parla in questi giorni non è dunque federalismo fiscale ma bensì un nuovo sistema fiscale che si differenzia dall'attuale per la possibilità degli enti locali di stabilire alcune limitate ed aggiuntive tasse di sopo e l'istituzione di un fondo gestito dallo stato destinato alle regioni con minore capacità fiscale.

    il rischio, ancora una volta, è quello di ottenere l'effetto opposto a quello auspicato, ossia aumentare anzichè ridurre i trasferimenti perequativi tra regioni e al tempo stesso aumentare anzichè ridurre il carico fiscale sui cittadini.
    Ed esattamente da cosa deduci questo rischio, in concreto? nessuno sa esattamente a quanto oggi ammontano i trasferimenti perequativi tra regioni perchè la perequazione è svolta dallo stato, e peggio del ripianamento a piè di lista delle spese delle regioni del sud da parte del governo (= sistema attuale, quello per cui le regioni spendono in base ai loro insindacabili criteri e il governo ripiana) non si può fare di certo.
    Sai che il modello di "federalismo fiscale" di cui si parla prevede il passaggio dai costi storici ai costi standard per quanto riguarda le spese degli enti locali?

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da autonomista Visualizza Messaggio
    possiamo quindi a mio avviso dire senza troppi dubbi che, a costituzione vigente ed in base alle proposte che si sono lette fin'ora, non è possibile parlare di modello fiscale di stampo federale.
    Ma chi l'ha detto? A costituzione vigente sarebbe assolutamente possibile determinare con legge ordinaria o con legge finanziaria le ripartizioni di tasse e tributi tra stato e regioni/enti locali. Anche prima della riforma del Titolo V, se si fosse voluto veramente, perchè anche per le competenze concorrenti, quelle per cui è necessaria una norma cornice approvata dal parlamento dello stato, è possibile stabilire non solo la competenza per cassa, ma perfino la competenza per riscossione. Tutto a costituzione vigente e senza correre il rischio di mannaie referendarie come per la devolution.
    Se si volesse, però...

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da marcagioiosa Visualizza Messaggio
    Ma chi l'ha detto? A costituzione vigente sarebbe assolutamente possibile determinare con legge ordinaria o con legge finanziaria le ripartizioni di tasse e tributi tra stato e regioni/enti locali. Anche prima della riforma del Titolo V, se si fosse voluto veramente, perchè anche per le competenze concorrenti, quelle per cui è necessaria una norma cornice approvata dal parlamento dello stato, è possibile stabilire non solo la competenza per cassa, ma perfino la competenza per riscossione. Tutto a costituzione vigente e senza correre il rischio di mannaie referendarie come per la devolution.
    Se si volesse, però...
    Infatti : L'ICI fu introdotta a suo tempo con legge ordinaria.
    Il problema non è Berlusconi , il problema sono gli italiani!

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  10. #10
    any man
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    E' la solita porcata di Calderoli, ci saranno nuove tasse provinciali (sulla benzina), comunali magari un ritorno all'Ici. Di federalismo non se ne parla proprio.

 

 
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