Oggi si svolge il Consiglio Nazionale dell'MRE: sicuramente si prenderanno decisioni importanti per i repubblicani del centro sinistra.


Oggi si svolge il Consiglio Nazionale dell'MRE: sicuramente si prenderanno decisioni importanti per i repubblicani del centro sinistra.


Veramente io sapevo di una Direzione Nazionale, non di un Cosnsiglio![]()
Guarda qui: http://www.repubblicanieuropei.org/a...aspx?idDoc=172
Vorresti dire che sono convocati entrambi lo stesso giorno?


No. è stato un mio errore.


REPUBBLICANI: NO AL PD DA SICILIA, PUGLIA, CAMPANIA E VENETO(ANSA) - NAPOLI, 10 NOV - 'Noi non entriamo nel Pd'. Questa la decisione presa al Consiglio Nazionale dei Repubblicani Europei dagli onorevoli Ciro Falanga, segretario Mre della Campania, Vincenzo Garraffa, segretario Mre della Sicilia, da Mino Carbone segretario Mre della Puglia e dall'onorevole Giannantonio Mazzocchin per il Veneto, che hanno detto no al partito democratico al segretario Luciana Sbarbati.
'Sono preoccupato dalla diversita' di opinioni sulla linea politica del Mre nella Direzione Nazionale che rischia di condurre ad una scissione', dice Ciro Falanga che in Campania guida la riunificazione dei repubblicani che non hanno voluto seguire la scelta di Ossorio e della Sbarbati di confluire nel Pd e aggiunge 'sono pericolosi questi atteggiamenti ondivaghi sul Pd tenuti dal Mre negli ultimi mesi, noi non intendiamo avallarli e restiamo coerenti alla posizione di un repubblicanesimo dialogante ma autonomo dagli attuali schieramenti'. Sulla stessa linea si posizionano la Puglia, il Veneto e la Sicilia con il segretario regionale Vincenzo Garraffa, che oggi ha rinunciato all'incarico di Vice Segretario Nazionale del Mre.(ANSA).
e se non vi bastasse... pure su :
http://www.asgmedia.it/asg/page.asp?...locco=Politica


Quando in un partito si confrontano posizioni diverse su una questione politica, c'è un solo modo di risolvere le controversie: votare. Si deve votare in Direzione, si deve votare in Consiglio Nazionale e, eventualmente, in un congresso.
In mancanza di votazioni un partito decide di non decidere, e questa è la posizione dell'MRE.
E' una posizione del tutto autolesionistica. L'MRE sta perdendo tutti i treni, sia quello del PD, sia gli altri.
Pretendendo di tenere i piedi in troppe scarpe, finirete per restare scalzi.


JanHus, c'è una acredine nelle tue parole che ormai non ha più senso: certe cose dovevano essere dette un anno fa, quando il dibattito sul PD doveva essere fatto in maniera sistematica ed aperta, a partire dai livelli di sezione, dove ogni passaggio sarebbe dovuto terminare con la votazione di un documento scritto e con un mandato preciso e vincolante ad un rappresentante al livello superiore di provincia, di regione e nazionale.
E invece no, siamo andati avanti non discutendo veramente e non votando quando andava fatto, oggi c'è poco da fare perché quasi tutte le scelte pratiche ora sono scelte obbligate. C'è poco da votare ora.
Cosa avrebbe dovuto fare la Direzione Nazionale se non prendere atto di una situazione e di una opposizione tardiva quanto inquietante che sarebbe dovuta emergere ben prima?
Dovremmo fare un congresso, l'ennesimo, forse; ma io temo che oggi come oggi persino un congresso si svilupperebbe attraverso forzature, sottintesi e doppi giochi.
E allora non c'è molto da fare, vorrà dire che continueremo a restare scalzi.
Due cose però vanno messe in chiaro e vanno affrontate a fondo senza compromessi:
se le sparate terzopoliste e vetero-pri di Falanga riflettono i sentimenti prevalenti all'interno del MRE;
oppure se la scelta di campo, se la collocazione politica per la quale il MRE è nato è ancora valida, non importa se dentro il PD o vicino al PD, purché non contro il PD nè su posizioni di terzietà.
E su questo bisognerebbe (ri)cominciare a confrontarsi e contarsi (e scegliere nuovi quadri di partito, che sappiano rappresentare).


Innanzitutto dubito che siano proprio le cose che scrivo io che "non hanno più senso", o che ne abbiano meno di quelle scritte da altri.
L'opposizione al PD c'è sempre stata, da almeno due anni a questa parte; e non è emersa perché è stata soffocata nel silenzio di quasi tutti.
Quest'idea dell'"abbiamo sbagliato ma non potevamo fare altrimenti" è falsa. Ci sono state molte occasioni in cui tutto si sarebbe potuto fare altrimenti.
Adesso vi terrete i risultati di scelte politiche che non avuto il fegato di contestare.
Tu dici che "c'è poco su cui votare" ma, al tempo stesso, sostieni che certe cose "vanno affrontate a fondo senza compromessi"?
C'è poco da "affrontare a fondo": sulle scelte politiche, in tutti i partiti che si rispettino, non si chiacchiera, ma si vota.


Mi sono spiegato male: non ha più senso l'acredine oggi, perché oggi non ci sono più alternative (e purtroppo non ci sono alternative ad una situazione triste ed ambigua).
La precisa volontà che c'è stata di non far emergere il dibattito sul PD è stata un errore politico ed una violazione della democrazia interna.
Non si discuteva, non si decideva, non si votava e non si elaboravano documenti. Non si dava mandato vincolante ai rappresentanti interni di seguire una linea piuttosto che un'altra. Si accettavano le cooptazioni e le nomine dall'alto.
Io ritenevo che si dovesse discutere apertamente, anche a costo di litigare a sangue, quando ce n'era il tempo ed il modo, un anno - un anno e mezzo fa. E lo dissi.
Non è andata così, molti -per interesse, per stanchezza o per incapacità- non hanno voluto parlare e non hanno voluto che si parlasse ed hanno sperato nella forzatura finale - in un senso o nell'altro.
Non si fa politica così. I risultati sono davanti agli occhi di tutti.
Ma proprio per chi ha capito come sono andate le cose l'acredine oggi non serve.


Cari Amici,
ieri alla DN, dopo un serio e approfondito confronto, che probabilmente necessitava di tempi di sviluppo maggiori, c'è stato anche un grande momento di teatro, tipico delle sceneggiate napoletane, con relative forzature nei confronti di chi serenamente si è espresso ed ha sostenuto l'ipotesi di un percorso che non vada unicamente nella direzione del PD.
Appariva chiara la volontà di arrivare a spaccature, peraltro inutili e non riuscite. Vincenzo si è momentaneamente chiamato fuori dalla vice segreteria, in attesa di chiarimenti e, come ha detto lui stesso, per rispetto al segretario nazionale.
.In sostanza:
il MRE non è sciolto, non ha deciso di farlo per confluire da nessuna parte, e continuerà a lavorare indipendentemente e autonomamente dai percorsi intrapresi da altri.
Il tentativo maldestro e mal condotto di creare divisioni non ha avuto alcun esito.


Scusa Socrate, ma hai presente il "Proclama Badoglio" del 26 luglio 1943 ?![]()