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Discussione: No Dal Molin

  1. #1
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    No Dal Molin

    Vi riporto degli articoli del Corriere della Sera sulla questione riguardante la nuova base di USA Vicenza:
    "Il premier Silvio Berlusconi ha invitato con una lettera il sindaco di
    Vicenza Achille Variati a rinunciare al referendum sul Dal Molin
    organizzato per il 5 ottobre. «Le ricordo ancora una volta - ha scritto il
    capo del Governo - che la consultazione popolare da lei indetta si
    manifesta ancora più gravemente inopportuna». La lettera di Berlusconi è
    giunta a palazzo Trissino, sede del Comune di Vicenza, il 5 settembre, un
    giorno prima degli scontri di sabato tra manifestanti e polizia che hanno
    portato alla denuncia di sei attivisti del comitato del No. Berlusconi,
    come indica il Giornale di Vicenza, ricorda a Variati che il sito sul
    quale sta per nascere Ederle 2 «è demaniale e non è in vendita». Il
    quesito referendario proposto dal sindaco infatti non chiede ai vicentini
    se sono favorevoli o meno alla struttura militare ma di esprimersi sulla
    volontà comunale di acquistare la zona demaniale. «L'area - sottolinea
    Berlusconi a Variati - è stata consegnata agli Usa. La consultazione si
    porrebbe in netto contrasto con l'azione del governo e le valutazioni
    della magistratura».

    I NO DAL MOLIN: «GUARDATE LE BOTTE SU INTERNET» - Sale il livello delle
    tensione fra i manifestanti e le Forze dell'ordine. «Manganellate contro
    cittadini pacifici e inermi, insulti, calci e donne sollevate da terra per
    i capelli. Il tutto documentato dai video che rendiamo pubblici». Il
    giorno dopo i tafferugli, il presidio permanente No Dal Molin contro la
    nuova base Usa di Vicenza invita tutti i cittadini a visionare i filmati
    immessi in Internet. «I cittadini hanno il diritto di sapere le verità su
    queste ingiustificabili violenze - affermano i No Dal Molin - La violenza
    è stata, evidentemente, pianificata da chi dirige l'ordine pubblico. Il
    Questore Sarlo se ne deve andare. Chi fa picchiare donne e uomini, giovani
    e anziani in maniera indiscriminata non ha il diritto di dirigere
    un'istituzione che dovrebbe tutelare i cittadini, non pestarli». Il
    Presidio definisce «deliranti le dichiarazioni del Questore di Vicenza che
    ha giustificato i pestaggi dicendo "di aver dovuto intervenire perché non
    avevano il permesso per mettere la torretta"». I no base affermano invece
    che la manifestazione «era stata illustrata per filo e per segno il giorno
    precedente allo stesso questore e ai suoi funzionari, e che per la
    struttura era stata presentata regolare domanda agli uffici tecnici del
    Comune. «È normale - chiedono i No Dal Molin - che un abuso edilizio venga
    sanzionato dai manganelli della polizia? D'ora in avanti - concludono - ci
    aspettiamo di vedere il questore andare in giro per la città a menare a
    destra e a manca i responsabili di tanti abusi edilizi».

    Fonte: www.corriere.it

    Altre informazioni su http://www.altravicenza.it/dossier/dalmolin.asp

    ---


    Fonte: www.corriere.it

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  2. #2
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    Il terreno è demaniale ovvero del Popolo Veneto, non dello Stato italiano, che ne abusa.
    Nessuno di voi pensa che sarebbe bene iniziare un processo di indipendenza dallo Stato italiano? ...da chi ordina di manganellarvi?
    (a scanso di equivoci, non sto incitando ad azioni violente, ma a sostenere un percorso democratico, sia chiaro!)

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da claudiog Visualizza Messaggio
    Il terreno è demaniale ovvero del Popolo Veneto, non dello Stato italiano, che ne abusa.
    Nessuno di voi pensa che sarebbe bene iniziare un processo di indipendenza dallo Stato italiano? ...da chi ordina di manganellarvi?
    (a scanso di equivoci, non sto incitando ad azioni violente, ma a sostenere un percorso democratico, sia chiaro!)
    Il "Popolo Veneto"?!

    Specialmente in questo periodo storico nulla ci sarebbe di più grave dello sfaldare lo stato-nazione così come ce lo hanno consegnato i nostri avi, con tutte le sue pecche, specialmente dal punto di vista del metodo di formazione, ma anche con i suoi pregi, rispetto all'assetto politico internazionale ed alle mire espansionistiche dei Paesi super-imperialisti.
    Attenzione. Nessun passo indietro rispetto a questi tentativi di distruzione dell'entità statuale esistente.

  4. #4
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    Cosa fai, non riconosci l'esistenza del Popolo Veneto? Sei un globalista?

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da claudiog Visualizza Messaggio
    Cosa fai, non riconosci l'esistenza del Popolo Veneto? Sei un globalista?
    Senti, il Veneto è stato una delle tante mète delle migrazioni interne al nostro Paese. Non si può parlare di un "Popolo Veneto", ma, se proprio ci tieni, di tradizioni venete - diverse da territorio a territorio -. Non vedo cosa c'entri poi questa questione con la discussione sugli attivisti del No Dal Molin.

  6. #6
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    Humm, no, il Veneto è stata la terra da cui sono emigrati 4 milioni di Veneti (dal 1870 al 1970) è diventata terra di immigrazione da soli quindici anni.
    Il Popolo Veneto esiste da sempre, ed è pure citato nello statuto della sua regione (art. 2 L'autogoverno del Popolo Veneto....)
    Questo tanto per precisare.
    Cosa centra con il No Dal Molin? Che se giustamente viene indetto un referendum per decidere cosa fare di quella base e del territorio in cui essa dovrebbe sorgere, quello stesso territorio è di proprietà del Popolo Veneto, e più precisamente dei Vicentini, e solo loro hanno il diritto di decidere cosa fare del loro territorio e delle loro risorse.
    Parlare di "demaniale" ovvero di proprietà dello Stato italiano, è un furto, che si accetta solo perchè non si rivendica il proprio diritto inalienabile di autodeterminarsi.

    Ma ho capito, a te (e forse a chi ha postato l'articolo) interessa il No Dal Molin solo per cieca ideologia politica vostra, e per dare aria alle vostre posizioni. A voi della libertà di decidere dei cittadini, arguisco, non interessa niente. Altrimenti non mi avresti risposto in quel modo.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da claudiog Visualizza Messaggio
    Humm, no, il Veneto è stata la terra da cui sono emigrati 4 milioni di Veneti (dal 1870 al 1970) è diventata terra di immigrazione da soli quindici anni.
    Il Popolo Veneto esiste da sempre, ed è pure citato nello statuto della sua regione (art. 2 L'autogoverno del Popolo Veneto....)
    Questo tanto per precisare.
    Cosa centra con il No Dal Molin? Che se giustamente viene indetto un referendum per decidere cosa fare di quella base e del territorio in cui essa dovrebbe sorgere, quello stesso territorio è di proprietà del Popolo Veneto, e più precisamente dei Vicentini, e solo loro hanno il diritto di decidere cosa fare del loro territorio e delle loro risorse.
    Parlare di "demaniale" ovvero di proprietà dello Stato italiano, è un furto, che si accetta solo perchè non si rivendica il proprio diritto inalienabile di autodeterminarsi.

    Ma ho capito, a te (e forse a chi ha postato l'articolo) interessa il No Dal Molin solo per cieca ideologia politica vostra, e per dare aria alle vostre posizioni. A voi della libertà di decidere dei cittadini, arguisco, non interessa niente. Altrimenti non mi avresti risposto in quel modo.


    Ahhh non la stare a buttare sulle mistificazioni pseudo-antropologiche perchè ci puoi frgare gli amici del baretto e non chi scrive qui dentro dai. Ci sta gente qui dentro che per il No Dal Molin si è fatta in giornata sedici ore di viaggio per manifestare con i cittadini vicentini presentandosi senza simboli politici quindi lascia proprio perdere sta manfrina che non attacca.
    Esistono gli abitanti del Veneto non il popolo veneto, l'antropologia è una scienza sociale seria non una roba da fumetto. Il diritto della cittadinanza vicentina poi proprio con le storie i popoli veneti non centra nulla, si tratta di due piani politici che non si toccano proprio. Anzi il primo solo è un piano politico (tra l'altro rientrante più che altro nella tradizione liberale). Il secondo non è nulla.
    I flussi migratori poi iniziati secondo te solo da quindici anni fanno piuttosto sorridere in maniera bonaria. Tu mi stai parlando del Veneto come se si fosse passati dagli anni Quaranta ad oggi nel giro di quindici anni. Ma su lascia perdere sta pseudopropaganda qui dentro e concentrati davvero sul Dal Molin se ti va di scrivere qui dentro. Altrimenti sei tu che fai quello che stai imputando furbescamente ad altri.

  8. #8
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    Violenze alla base Dal Molin: prove tecniche di regime militare?
    Marcello Pamio - 8 settembre 2008
    Non si vedevano scene di violenza così estrema da Genova 2001.
    Sabato scorso, come allora, a Vicenza piuttosto che a Genova, la strategia è sempre la stessa: “pugno di ferro”, “violenza per innescare la violenza”, “far ricadere la colpa sui facinorosi”, ecc.
    Un settennio fa a Genova gruppi di black-block (infiltrati da esperti di guerra urbana delle questure), hanno innescato (per poi dileguarsi nelle viuzze) la reazione violentissima delle forze dell’ordine che si è abbattuta su ragazzi e anziani che erano lì pacificamente.
    L’altro giorno a Vicenza, non c’erano infiltrati, neppure persone violente, per cui la scusante mediatica è stata una piccola torretta che serviva per vigilare i lavori all’interno della base militare Dal Molin, che molto probabilmente sono già iniziati, in barba alla legge italiana!
    Questa pericolosissima, quanto dannosa “speculazione edilizia”, poteva certamente dare dei precedenti alla popolazione vicentina. Potete immaginare la città del Palladio invasa da torrette erette in tutti i giardini privati?
    Giammai ha pensato il Questore: le opere del Palladio, secondo l’Unesco, sono patrimonio dell’Umanità e vanno difese anche con la forza.
    L’unica eccezione per l’Unesco, per il sentimento artistico del Questore e per le speculazioni edilizie, sono ovviamente le basi militari statunitensi, gli hangar, le palazzine di diversi piani, e soprattutto le villette che ospiteranno i soldati (700.000 metri cubi di installazioni).
    Questo sì, le torrette invece no!
    Ecco perché persone di tutte le età, sedute per terra e con le mani alzate sono state brutalmente attaccate da forze dell’ordine (o del dis-ordine) che avevano ricevuto precisi ordini e permessi dal Questore, e quest’ultimo dal Ministro padano dell’Interno Maroni.
    Forse ricordo male, ma Roberto Maroni non era quello che urlava “Padania libera”?
    Libera da chi, forse solo dai vucumprà? Ma anche in questo caso, i ‘merikani sono extracomunitari che hanno occupato il territorio nazionale!
    In pratica vengono “malmenati” dalle polizie, cittadini vicentini (cioè padani secondo la visione del Carroccio), che lottano pacificamente nel nome della democrazia popolare e della sovranità territoriale. Il Ministro dell’Interno a testa bassa, come tutti i politicanti di Roma, risponde solo alla voce del Padre Padrone immigrato!
    D'altronde lo hanno espressamente detto: "il governo vuole estirpare alla radice il dissenso locale" (Ansa, 8 settembre 2008)

    Certamente siamo abituati all’ipocrisia della politica nei confronti del Potere economico, ma in questo caso stiamo raggiungendo il limite di sopportazione.
    Quando si vengono a sapere che donne trascinate per i capelli sono state malmenate dietro i furgoni della celere, per non parlare degli uomini e dei ragazzi, che dopo la fuga hanno trovato - grazie ad una cittadina consapevole di Vicenza che ha aperto loro il cancello di casa - rifugio e scampo dai manganelli.
    Perfino una povera donna in sedia a rotelle - scambiata probabilmente per una jihadista libanese - è stata malmenata sulle braccia nel tentativo di impedire che azionasse il detonatore...
    Il tutto ovviamente è riportato da testimonianze dirette e filmati video.

    La stampa in tutto questo gioca un ruolo fondamentale: come in ogni dittatura che si rispetti, il controllo dei media è di primaria importanza.
    Cito solo un esempio di manipolazione linguistica eseguito dai principali quotidiani.
    Dal Molin, niente ampliamento. Gli USA: stop al piano-caserma” (La Repubblica del 4 settembre 2008)
    Dal Molin, legge regionale blocca l’ampliamento USA” (L’Unità del 4 settembre 2008)
    Da questi titoli si evince che la base Dal Molin non si fa più!

    Incredibile, vero? Una notizia strepitosa!
    Purtroppo la realtà è molto lontana.
    Si tratta di una chiarissima manipolazione e controllo mentale mediante il linguaggio.
    Lo spiega benissimo il medico psichiatra, ed esperto di illusionismo, Matteo Rampin: “Siccome l’attenzione umana non può concentrarsi che su pochissimi elementi alla volta, basta attirarla su qualcosa, spostandola contemporaneamente da ciò che si vuole nascondere, e il gioco è fatto”.[1]
    Ecco come hanno lavorato i media: hanno spostato l’attenzione su un aspetto particolare (la costruzione di ulteriori villette per i soldati), irrisorio se paragonato alla costruzione della base stessa! Il messaggio che è passato sembrava riguardare la base!
    Con il passare del tempo, la gente perderà di vista il fatto che questo aspetto è solo una parte del problema (…) nel frattempo ciò che interessava ai manipolatori è andato in porto”.[2]
    Cosa che è puntualmente avvenuta.

    L'altra cosa che la stampa e i grandi giornalisti indipendenti si sono stranamente dimenticati di comunicarci è che il 24 febbraio del 2006 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 13 marzo dello stesso anno), il governo Berlusconi ha modificato numerosi articoli del Codice Penale italiano.
    Tanto per citarne qualcuno, l'Art. 241 del C.P. "Attentati contro la integrità o l'unità dello Stato" diceva:
    "Chiunque commette un fatto diretto a sottoporre il territorio dello Stato o una parte di esso alla sovranità di uno Stato straniero, ovvero a menomare l'indipendenza dello Stato è punito con l’ergastolo
    Alla stessa pena soggiace chiunque commette un fatto diretto a disciogliere l'unità dello Stato, o a distaccare dalla madre Patria una colonia o un altro territorio soggetto, anche temporaneamente, alla sua sovranità".
    Quindi per il Codice Penale, coloro che hanno autorizzato la costruzione della base Dal Molin, sottoponendo il territorio dello Stato italiano alla sovranità di uno Stato straniero era passibile di ergastolo. Oggi, dopo la modifica del 2006, "Chiunque compie atti violenti diretti e idonei a sottoporre il territorio dello Stato o una parte di esso alla sovranità di uno Stato straniero, ovvero a menomare l'indipendenza o l'unità dello Stato, è punito con la reclusione non inferiore a dodici anni". Bisogna per forza "compiere atti violenti" per essere incriminati.

    Anche l'Art. 283, che fece processare (per modo di dire) la Loggia massonica deviata Propaganda 2 (loggia P2) è stato ritoccato qua e là.
    "Attentato contro la costituzione dello Stato":
    "Chiunque commette un fatto diretto a mutare la costituzione dello Stato, o la forma del Governo, con mezzi non consentiti dall'ordinamento costituzionale dello Stato, è punito con la reclusione non inferiore a dodici anni".
    Ora è diventato così: «Chiunque, con atti violenti, commette un fatto diretto e idoneo a mutare la Costituzione dello Stato o la forma di Governo, è punito con la reclusione non inferiore a cinque anni». Se prima un attentatore alla costituzione rischiava non meno di 12 anni (a parte i massoni doc o dop), oggi, se e solo c'è violenza, rischia non meno di 5 anni...
    Una depenalizzazione che potrebbe essere un inviato interessante ai grembiuli e cappucci.

    Ma la chicca è l'Articolo 272 del Codice Penale: "Propaganda ed apologia sovversiva o antinazionale". Ecco il testo: "Chiunque nel territorio dello Stato fa propaganda per la instaurazione violenta della dittatura di una classe sociale sulle altre, o per la soppressione violenta di una classe sociale o, comunque, per il sovvertimento violento degli ordinamenti economici o sociali costituiti nello Stato, ovvero fa propaganda per la distruzione di ogni ordinamento politico e giuridico della società, è punito con la reclusione da uno a cinque anni"
    Oggi questo articolo importante è stato completamente abrogato, quindi si può fare propaganda per una "dittatura o il sovvertimento violento degli ordinamenti economici o sociali"
    Viene il sospetto che qualcuno stia preparando ed organizzando una dittatura legalizzata dal Codice Penale?

    Il premier Berlusconi ha ricordato al Sindaco di Vicenza Variati che “l’area è stata consegnata agli USA”. (Ansa)
    L’area demaniale - continua Berlusconi - dell’aeroporto Dal Molin è stata destinata dal governo all’ampliamento della base militare USA di Vicenza, nell’adempimento di precisi obblighi internazionali, e inoltre, nell'esercizio delle sue esclusive attribuzioni di politica estera, di difesa e sicurezza nazionale”. ” (RaiNews24 del 7 settembre 2008)
    “Consegnata” perché e “destinata” a quali scopi?
    Quali sarebbero queste “esclusive attribuzioni di politica estera”?
    Forse il “grembiulino” di Arcore si riferisce all’autoproclamazione o autoincensamento degli USA a Sceriffo internazionale?
    Il Difensore a stelle (a sei punte) e strisce dei diritti occidentali, l’esportatore di democrazia a suon di bombe a grappolo e al fosforo che hanno causato decine di migliaia di morti civili in Afghanistan e milioni in Iraq? L’unico paese al mondo ad aver sganciato ben due bombe atomiche sopra la testa di una popolazione civile!
    L’area demaniale è “stata consegnata all'Amministrazione degli Stati Uniti il 30 luglio 2008” .
    Perché tutto questo?
    Come mai un Governo (destra o sinistra sono le due ali dello stesso avvoltoio: il vero Potere occulto) in barba alla Democrazia, alla Costituzione e alla Legge Penale, permette il pestaggio di cittadini consapevoli che difendono i sacrosanti diritti di tutti gli italiani (e non solo dei vicentini), per gli interessi degli USA?
    Si tratta di puro servilismo? Sono trattati internazionali così inderogabili?
    Non solo, la base Dal Molin rientra in un progetto militare (di controllo globale) a più ampio respiro chiamato “Urban Operation- 2020”. Un progetto NATO, redatto dalla RTO (Studies Analysis and Simulation Panel Group, SAS-030), l’Organizzazione per la Ricerca e la Tecnologia della NATO, che prevede entro il 2020 che “il 70% della popolazione mondiale vivrà all’interno di zone urbane”.

    Siccome il numero delle persone nel mondo supererà, secondo gli esperti, i 7,5 miliardi “ciò sarà causa di una spaventosa crescita demografica nelle città e/o metropoli incrementando l’urbanizzazione, provocando povertà, scontri e tensioni sociali”.
    In pratica hanno già stabilito (in base alle dottrine eugenetiche del pastore anglicano Thomas Robert Malthus, portate avanti da personaggi come Al Gore junior) che le guerre del futuro prossimo avverranno in zone urbane e lungo le strade delle città. Ecco perché servirà avere l’esercito (Nato, caschi blu, mercenari, ecc.) a portata di mano.
    Un esercito, dice sempre il Rapporto, che potrà usare armi letali e non-letali (ad alta energia) e sarà libero di scorrazzare tranquillamente per le piazze e le vie del Veneto, per esempio.

    Tutto questo lo stiamo già vedendo: militari italiani che girano sorridenti per Padova, con la totale compiacenza del gregge disorientato (termine usato da Noam Chomsky per designare il popolo addormentato). Sarà così normale tra un po' di tempo la loro presenza che non ci faremo più caso, anche quando saranno sostituiti da militari NATO o mercenari privati.
    Strategia psicologica di massa, che si nasconde dietro la tanto sbandierata “sicurezza dei cittadini” o “problema immigrazione”.
    Prima creano il problema dell’immigrazione clandestina, permettendo a milioni di disperati di sbarcare in Europa (esistono documenti degli anni ’70 che dimostrano come l’immigrazione è un piano ben preciso e congegnato), e poi ci offrono come soluzione l’esercito armato. (Ci sono centinaia di satelliti tra militari e civili in orbita costante attorno alla Terra: pensiamo veramente che i tutori dell'ordine ordine non sono in grado di osservare quando e da dove partono i barconi o gommoni?).

    Ecco perché opporsi alla base Dal Molin è un diritto legittimo e un dovere morale, non solo dei vicentini ma di tutti i cittadini d’Italia, perché non si tratta di una base militare, dietro c’è il piano del controllo dell’uomo.
    Opporsi alla base non significa essere contro gli americani, anche perché il popolo americano neppure conosce l’esistenza di questa base e non gliene può fregare di meno. Anzi, il popolo americano è assolutamente pacifico e non vuole le guerre, viene infatti trascinato nell’onda emotiva di criminali operazioni interne dette false-flag (falsa bandiera, attacchi navali, terroristici, indotti o provocati, ecc.) come Pearl Harbor del 1941 (gli USA entrarono nella Seconda Guerra Mondiale), Golfo del Tonchino del 1964 (inizio alla guerra in Vietnam), l’11settembre del 2001 (Terza Guerra Mondiale la guerra contro i terrorismi), ecc.

    Dire di NO ad una occupazione militare straniera, tenendo conto che gli accordi internazionali (lo ricordo alla tessera numero 1816 della loggia massonica deviata P2) non hanno più alcun senso, è di fondamentale importanza per non trovarsi tra qualche anno in uno stato di polizia militarizzato.
    A quel punto, basterà un attentato terroristico di medie o grosse dimensioni, come l’intera intelligence occidentale ha già paventato, per instaurare la “legge marziale”.
    Dopo sessant’anni di occupazione straniera illegittima, non è forse arrivato il momento di svegliarci da questo letargo mentale e pretendere quella libertà e sovranità territoriali sancite dalla Costituzione della Repubblica italiana?

    Diciamo NO in maniera assolutamente pacifica: la violenza lasciamogliela a coloro che si nutrono di violenza! Anzi, attendono proprio l’uso della violenza per poter schiacciare i colpevoli con tutta la forza del Sistema, e i mezzi non gli mancano.
    In questi giorni, fino al 14 settembre c’è il Festival No Dal Molin, organizzato dal Presidio Permanente, con dibattiti, conferenze e concerti: andiamo numerosi a sostenere, anche solo moralmente, questo gruppo coscienzioso di persone che sta facendo quello che tutti noi dovremo fare.

    Qui troverete il programma del festival:
    http://festival.nodalmolin.it
    http://festival.nodalmolin.it/index....&id=1&Itemid=2

    [1]Al gusto di cioccolato: come smascherare i trucchi della manipolazione linguistica” del medico psichiatra Matteo Rampin
    [2] Idem


    Emergenza democraticaSabato 13 settembre importante manifestazione a VicenzaOre 15:00 in piazza Matteotti
    VENITE NUMEROSI!!!
    Noi di Disinformazione abbiamo appoggiato fin dall'inizio questo "movimento di coscienze", per cui saremo presenti a Vicenza con il nostro gazebo informativo


    http://www.disinformazione.it/violenze_dal_molin.htm

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da claudiog Visualizza Messaggio
    Humm, no, il Veneto è stata la terra da cui sono emigrati 4 milioni di Veneti (dal 1870 al 1970) è diventata terra di immigrazione da soli quindici anni.
    Il Popolo Veneto esiste da sempre, ed è pure citato nello statuto della sua regione (art. 2 L'autogoverno del Popolo Veneto....)
    Questo tanto per precisare.
    Cosa centra con il No Dal Molin? Che se giustamente viene indetto un referendum per decidere cosa fare di quella base e del territorio in cui essa dovrebbe sorgere, quello stesso territorio è di proprietà del Popolo Veneto, e più precisamente dei Vicentini, e solo loro hanno il diritto di decidere cosa fare del loro territorio e delle loro risorse.
    Parlare di "demaniale" ovvero di proprietà dello Stato italiano, è un furto, che si accetta solo perchè non si rivendica il proprio diritto inalienabile di autodeterminarsi.

    Ma ho capito, a te (e forse a chi ha postato l'articolo) interessa il No Dal Molin solo per cieca ideologia politica vostra, e per dare aria alle vostre posizioni. A voi della libertà di decidere dei cittadini, arguisco, non interessa niente. Altrimenti non mi avresti risposto in quel modo.
    ..guarda, secondo me non sei degno di risposta visto che difronte ad un'idea che non condividi sei capace solo di giudicarla come sbagliata a priori legittimando la tua discutibile tesi: ognuno ha il diritto di pensare ciò che vuole ma dovrebbe accertarsi di aver compreso le idee dell'altro prima di giudicarle!!! Per quanto riguarda il mio pensiero il motivo per cui ho postato questo articolo è perché condivido pienamente la posizione dei No Dal Molin: sono contraria alla globalizzazione, all'invasione di un territorio (per quanto il governo italiano avalli totalmente la politica americana) che considero anche mio...ritengo personalmente sterile discutere di secessionismo in un contesto in cui il tema principale è "l'anti-globalizzazione"..non so se sono stata esaudiente comunque ti prego di evitare frasi perlomeno poco rispettose tipo "dare aria alle vostre posizioni. A voi della libertà di decidere dei cittadini, arguisco, non interessa niente.

  10. #10
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