



















L'omaggio di Alemanno. Il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha reso omaggio agli italiani civili e militari che "per primi eroicamente cominciarono la lotta di liberazione della nostra patria", dopo l'armistizio di Cassibile.
Alemanno ha ricordato che l'8 settembre è stato a lungo definito come "il giorno della morte della Patria, per l'abbandono in cui furono lasciate le truppe e le strutture statuali italiane di fronte alla reazione tedesca all'armistizio". Ma, ha aggiunto, "Se nei momenti più bui si accende una luce, questa rischiara più che in altre circostanze".
In quei giorni, ha continuato Alemanno, "si trattava di reagire a un esercito invasore ma si trattava soprattutto di riconquistare la libertà e la democrazia dopo gli anni del regime fascista". Il primo cittadino ha, poi, ricordato i principi "irrinunciabili su cui si ancora la Repubblica italiana: libertà, democrazia, giustizia e rifiuto di ogni forma di totalitarismo, principi costruiti proprio sul sacrificio di chi volle combattere per la liberazione dell'Italia".