
Originariamente Scritto da
zaffo
Dopo alcuni mesi di "luna di miele", di felice intesa fra Governo e opinione pubblica, iniziano i primi veri problemi per la maggioranza di centrodestra.
Le ultime dichiarazioni del leader della Lega Umberto Bossi sulla riforma della scuola promossa dal ministro Mariastella Gelmini sono sorprendenti, davvero troppo dure e denigratorie, quasi personali.
Questo attacco si assomma a precedenti e discutibili uscite del Senatur, pronto a rilanciare l'ICI (subito smentito dal resto della maggioranza e dallo stesso compagno di partito Calderoli), a dialogare prioritariamente col PD sul federalismo (tagliando fuori Berlusconi e il PDL), a pretendere governatori della Lega per le regioni del Nord.
Questa foga forse fa bene al Carroccio, ormai dato oltre il 10% da vari sondaggi, ma danneggia l'immagine di compattezza della maggioranza, coinvolge ministri, mette in difficoltà il Cavaliere.
La povera Gelmini, trasformata in bersaglio, è costretta a reagire con rapidità, e parlare di "confusione mentale" da parte di Bossi.
Nessuno la può biasimare. Il decreto sulla scuola è stato varato all'unanimità dal Consiglio dei Ministri, senza veti leghisti, e le feroci accuse del Senatur giungono troppo tardi, sembrano quasi sospette, collegate ad un disegno più ampio.
Forse Bossi preme con mezzi non proprio ortodossi per il varo del federalismo; eppure questi eccessi rischiano di dividere il governo, di dipingerlo come diviso, nel caos.
Così non va: Bossi deve trattenersi, mordersi la lingua sull'ICI e sulle tasse, e agire con forza solo in caso di mancata approvazione, da parte del CdM, del federalismo. Non può permettersi di gettare nella confusione la maggioranza, per il semplice fatto che alla lunga a rimetterci sarà anche la Lega.
Berlusconi agisca al più presto per frenare la lingua del ministro, e per ricompattare l'esecutivo, assicurando ovviamente che il federalismo sarà approvato a breve, così come promesso agli italiani.