OMNIA SUNT COMMUNIA
30 mila precari del telemarketing rischiano il lavoro
19 settembre sciopero generale di tutti i call center e manifestazione a Roma
Stop al telemarketing aggressivo ed invadente. E taglio di 30 mila posti di lavoro. Questo è l’effetto collaterale della decisione presa dal Garante della privacy
che, di fatto, manda a casa quei lavoratori dei call center microfono e cuffietta col contratto precario nel cassetto. Secondo le stime sono dell’Assocontact, l’associazione del settore affiliata a Confindustria, «le attività dei call center che lavorano in outsourcing, cioè a cui le aziende esternalizzano le chiamate da fare occupano circa 70 mila persone in Italia. Di queste poco meno di metà lavorano sul cosiddetto inbound, cioè rispondono alle chiamate fatte dagli stessi clienti. Il resto, tra i 35 e i 40 mila, sono invece impegnati nell’outbound, in poche parole il telemarketing, telefonate fatte a nome dell’azienda a fini commerciali. Ora, partendo da questi numeri stimiamo che circa il 70-75% di quest’attività subirà un forte impatto dalla decisione presa».
Decine sono le imprese che rispondono alle richieste di sempre maggiore flessibilità da parte di aziende interessate a lanciare nuovi servizi: Almaviva, Comdata, Omnianetwork, Teleperformance (la prima azienda del settore nel mondo, con base a Parigi), CalleCall, Gruppo Visiant, Phonemedia, Transcom, Telic e Allmedia Group. I lavoratori - molti dei quali studenti universitari e persone alla prima esperienza - hanno in maggioranza contratti part-time, perché per ragioni commerciali le telefonate rivolte alle famiglie vanno concentrate in due fasce orarie: quella principale che va dalle 18 alle 21 e quella secondaria che va dalle 12 alle 15.
Per il prossimo 19 settembre è stato proclamato da Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil lo sciopero nazionale di tutti i call center delle aziende di Tlc con contemporanea manifestazione nazionale a Roma. «A difesa della buona occupazione, contro il dumping delle imprese più scorrette, per maggiori controlli ispettivi, per una maggiore responsabilità dei committenti e per la stabilizzazione dei lavoratori precari ancora presenti nel settore», si legge nel comunicato. L’esistenza di «decine di call center che, ricorrendo al lavoro a progetto, nonostante anche le recenti circolari del ministero del Lavoro, continuano ad alimentare fenomeni di dumping generando lavoro precario e mal pagato» va a danno di tutti i lavoratori e delle imprese che regolarizzano ed investono sulla qualità e la tecnologia dei prodotti.
I sindacati insistono sulla necessità di rafforzare l’azione ispettiva (in particolare verso quelle imprese che lavorano sull’outbound, per verificare il rispetto della circolare n. 8/08 del ministero del Lavoro), di far sottoscrivere una «carta della responsabilità» in cui ci si impegna su tutte le commesse a non praticare gare al massimo ribasso ed in ogni caso ad assegnare attività solo a chi ha lavoratori subordinati e rispetta le norme del Ccnl e della 626/94 (legge sulla salute e sicurezza), di introdurre nel settore delle Tlc clausole sociali innovative a garanzia dei lavoratori nei casi di cambi di appalto.
Una grande mobilitazione che dia visibilità alla realtà di sfruttamento e precariato. Appuntamento a Roma, in contemporanea allo sciopero, il prossimo 19 settembre, con partenza da piazza della Repubblica, ore 10,30.
www.larinascita.org
ARDITI NON GENDARMI




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