intzertai e chini at nau custa cosa:
'il moto della nostra vera rinascita non può essere che pensare da Italiani con piena coscienza di Sardi'
spassiaisì!


intzertai e chini at nau custa cosa:
'il moto della nostra vera rinascita non può essere che pensare da Italiani con piena coscienza di Sardi'
spassiaisì!




bellieni?lussu??


un aiutino?






ANTONIO GRAMSCI = Finchè una sola persona in questa terra penserà, leggerà e pronuncerà il tuo nome sarai per sempre VIVO.
Ciao Istèvene non prendertela perchè le sue frasi rimarranno in eterno.
leggi questo.
Non ho mai voluto mutare le mie opinioni, per le quali sarei disposto a dare la vita e non solo a stare in prigione. Il 26 Maggio del 1925 ANTONIO GRAMSCI tiene il suo primo e unico discorso in Parlamento, con questa legge voi sperate di impedire lo sviluppo di grandi organizzazioni degli OPERAI e dei CONTADINI. Voi potete conquistare lo Stato, potete modificare le leggi, potete cercar di impedire alle organizzazioni di esistere nella forma in cui sono esistite fino adesso ma non potete prevalere sulle condizioni obbiettive in cui siete costretti a muovervi. Voi non fatte altro che costringere il proletariato a ricercare un indirizzo diverso, le forze degli OPERAI dei CONTADINI e di tutti i LAVORATORI italiani non si lasceranno schiantare, il vostro TORBIDO sogno non riuscirà a realizzarsi




un'agiudu mannu:
(Sassari, 3 agosto 1749 – Cagliari, 23 gennaio 1827) è stato un giurista italiano.
Nacque nel 1749 a Sassari da famiglia medio borghese, suo padre era farmacista. Si laureò in legge nella facoltà universitaria di Sassari all'età di ventitré anni. Si trasferì nel 1774 a Torino, dove esercitò fino al 1777 diventando funzionario dell'ufficio generale delle "Finanze Reali".
Fu poi a Nizza in qualità di giudice del tribunale del commercio marittimo e poté approfondire gli studi di giurisprudenza riguardanti le norme del commercio marittimo internazionale. Diede alle stampe il Dizionario universale ragionato di giurisprudenza mercantile. Vittorio Emanuele I lo nominò senatore e nel 1791 lo incaricò di predisporre il codice della marina mercantile del Regno di Sardegna. Il progetto non si attuò per l'occupazione di Nizza da parte dei francesi nel 1792 e XXX si stabilì a Torino.
Tentò di rientrare in Sardegna senza riuscirvi e si trasferì in varie città italiane. Nel 1796 pubblicò il Sistema universale dei principi del diritto marittimo d’Europa.
Napoleone gli diede l'incarico di partecipare alla stesura del codice marittimo e commerciale francese. Tra il 1799 e il 1802 diede alle stampe il libro Essai sur l'histoire géographique, politique et naturelle du royaume de Sardaigne.
Con la caduta di Napoleone cadde in disgrazia ritirandosi a Genova. Nel 1818 fu nominato giudice del Consolato di Cagliari e in seguito divenne presidente della biblioteca dell'Università. XXX morì nel 1827 a Cagliari e fu sepolto nella Basilica di Bonaria.

