1. Non è stato mai così vero il detto di Mao che lo stolto guarda il dito, mentre il saggio ammira la luna indicata dal dito.In questi giorni i più autorevoli commentatori sui massmedia si lasciano distrarre dal dito e non vedono la questione centrale della Scuola (Istruzione e Formazione) in Italia e soprattutto nel SUD ed in Sardegna.
    Devo ringraziare Cristian Ribichesu per la segnalazione del prezioso articolo e degli allegati pubblicati sul sito ww.scuolaoggi.org/index.
    Per fortuna ci ha pensato l’OCSE ad evidenziare i veri difetti della Scuola Italiana: docenti sottopagati,dispersione scolastica con tassi da terzo mondo,pochissimi laureati ed enorme tasso di
    abbandono nelle Università,chiusura agli scambi culturali internazionali,pochi investimenti nella ricerca.
    Ma il Ministro Gelmini è più preoccupata di quel 97 %di spesa che addebita esclusivamente alla voce stipendi del personale scolastico.
    La nostra Scuola, pecialmente nel Sud ed in Sardegna ha necessità soprattutto di investimenti in strutture e servizi agli studenti.Enorme è il differenziale tra quanto spendono le Regioni del Nord
    per singolo studente e quelle del Sud : 2/3mila euro contro i 900/1000 euro. E’ questo il vero scandalo, ma il Ministro non vede o fa finta di non vedere e rilancia obiettivi minimali su cui non discuto.
    Anzi, chi come me nel 1953 ha conosciuto una scuola povera, con un solo maestro nelle elementari, col grembiule ed il fiocco a scuola, con i voti numerici e con il voto in condotta determinante non ha rimpianti, ma neppure rinnega quel passato. Ricordo che avevo cinque anni e mezzo in prima elementare ed il maestro Felice Zedda , definito un burbero severo, mi ha accolto con simpatia ed affetto. Non arrivavo alla lavagna e mi fece costruire un apposito sgabello.I libri e tutto l’occorrente per la scuola era gratis,ma non avevamo pretese.Quando prendevo 10 mi scriveva sul quaderno :” Bravo,si merita una pasta “ed io ero felicissimo perchè mio padre mi portava subito al Bar e mi comprava una pesca più grande di me. Ma anche i genitori alla fine dell’anno non facevano grandi doni ai maestri e alle maestre che si accontentavano di un mazzo di fiori o, come maestro Zedda, di due pacchetti di sigarette meglio se americane. Oggi per il regalo alle maestre si usa fare una colletta perchè non si accontentano più e specialmente le mamme non vogliono fare brutte figure e talvolta esagerano con i regali tipo televisori e collier d’oro.
    Dico questo, e mi scuso per i riferimenti personali, per riflettere che forse qualcosa va corretta nei nostri comportamenti anche con i figli e nei rapporti con il personale della scuola per cui provocatoriamente mi schiero a favore di tutti questi provvedimenti “minimali” della Ministra Gelmini, ma la stoppo sulla sostanziale battaglia che Lei ed il Governo Tremonti/Berlusconi sta ingaggiando contro la Scuola Pubblica.
    Lo farò con tutte le mie forze e con la mia Organizzazione Sindacale, ma mai userò parole d’ordine perdenti, come “Si va verso una scuola fascista” o “Si ritorna ai Balilla e agli Avanguardisti”. Piuttosto prendiamo coraggio e parliamo apertamente di Iscola Sarda. Costringiamo il Consiglio Regionale a discutere dei Disegni di Legge sulla Scuola Sarda giacenti in Commissione e creiamo in autonomia le condizioni favorevoli per una scuola e formazione seria nella nostra Isola. Liberiamoci della sovrastruttura della Direzione Regionale e puntiamo perchè le competenze siano in capo alla Regione che dia certezze e fondi per l’istruzione e formazione in Sardegna.
    Soprattutto la Sinistra ed i Sindacati Nazionali Confederali ed Autonomi, non solo la CGIL, dovrebbero riflettere sui gravi errori fatti sulla Scuola in Italia e ricostruire il fronte,puntando sulla serietà professionale,sul merito, sull’esempio ed il sano rigore di una scuola che deve trasmettere valori civici e di comportamento tali da non permettere nessun atteggiamento di comprensione per i fenomeni di bullismo e di scarso impegno nello studio.Ai miei figli,quand’erano studenti, ho sempre detto che lo studio per loro doveva essere come il lavoro quotidiano dei propri genitori.
    Mi sembra che gli argomenti e le tabelle pubblicate nel sito di Scuola Oggi siano una buona e seria base di discussione per aprire subito una grande vertenza Scuola. Se si perde questa battaglia, si mette a rischio veramente il nostro avvenire che sono i nostri giovani, non solo quindi i posti di lavoro degli insegnanti (taglio stimato intorno agli 87 mila posti in meno entro il 2011) e quello del personale ATA ( taglio di 42.500 unità nel triennio 2009/2011), posti che vanno difersi solo ed esclusivamente nella prospettiva di una Scuola Migliore per avere una società all’altezza delle sfide del mondo moderno.