OMNIA SUNT COMMUNIA

Via libera del Cdm al federalismo fiscale targato Lega-Pdl Nella stessa riunione sì al ddl sulla prostituzione “all'aperto”
Il Cdm di questa mattina ha approvato il ddl "Misure contro la prostituzione" del ministro delle Pari opportunità Mara Carfagna e ha dato il primo via libera al ddl sul federalismo fiscale
L'accordo nel governo sulla bozza Calderoli è stato raggiunto ieri sera con un vertice a palazzo Grazioli e, dopo l'esame preliminare che ha avuto il via libera dal Consiglio dei ministri, il ddl andrà sottoposto alla riunione della conferenza Stato-Regioni e portato nuovamente in Cdm. Per l'ok definitivo bisognerà attendere la fine di settembre.

Ottenuto il via libera sul federalismo, la Lega, quella del “celodurismo” per intenderci, quella che “oliava i kalashnikov” per essere ancora più chiari, si è ammorbidita sui vari temi caldi all'interno della maggioranza, tanto è vero che è venuta fuori un'intesa praticamente a tutto campo. Ottenuto il premio per la propria fedeltà a Berlusconi, il leader Umberto Bossi uscendo con la macchina da palazzo Chigi non ha rilasciato dichiarazioni ma ha salutato i giornalisti alzando il pugno in segno di soddisfazione, forse pensando che “gli uomini armati sulle montagne”, che lui diceva di avere, a questo punto li può mandare a casa.

Ma in Cdm si è parlato anche di altro. Il governo vuole a tutti i costi modificare la legge Merlin del 1958, e ci sta riuscendo, con l'approvazione del ddl "Misure contro la prostituzione". «Prioritaria esigenza - si legge nella relazione illustrativa del ddl -, complementare rispetto alla punizione di chi esercita la prostituzione per strada o nei luoghi aperti al pubblico, colpire con identica sanzione chi, nei medesimi luoghi, si avvale della prostituzione». Nessuna pena, invece per chi esercita il mestiere per libera scelta in casa. Bisognerebbe capire se nel testo del ddl, o in qualche allegato, si spiega come sia possibile individuare la libera scelta, da cosa risulti che la prostituzione in strada è oggetto di sfruttamento mentre in casa, o comunque in un luogo non pubblico, sia quasi sicuramente una “libera scelta”.

Il ddl prevede comunque che sarà punito con la reclusione in cella dai cinque ai 15 giorni chi verrà sorpreso lungo i viali con una lucciola o con un viado e dovrà pagare dai duecento ai tremila euro di multa. Per rischiare sanzione e prigione sarà sufficiente essere sorpresi a contrattare il prezzo della prestazione lungo la strada. Sarà poi condannato dai sei ai dodici anni e con una sanzione dai quindicimila ai 150 mila euro chi “mette sulla strada” minori e anche chi ne trae profitto attraverso sfruttamento e favoreggiamento. I clienti colti in compagnia di adolescenti rischieranno una detenzione lunga dai sei mesi ai quattro anni e una multa da 1.500 a seimila euro.
(11.9.08) www.larinascita.org


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