Un livello istituzionale di intervento sui mercati mai visto prima. Ne abbiamo parlato nell'articolo di ieri intitolato URSA. Jim Sinclair usa le stesse parole nel suo sito. Ma dove è che attaccano i signori del PPT eventualmente coordinati con le banche centrali?

Su ogni mercato. Sui metalli prima di tutto, poi sulle commodities, visto che sono i mercati meno liquidi e quindi più facilmente attaccabili e manipolabili tramite i contratti derivati. Quindi, facendo leva tramite l'effetto psicologico mosso su questi mercati, si muovono anche sulle borse, le valute o i tassi. Ovviamente può avvenire anche il contrario. Ci si muove ad esempio sulle borse e per dare conferma e credibilità alla spinta fornita alle medesime, si va a operare su altri prodotti.

Sulle valute e sui tassi, data la dimensione enorme di questi mercati, serve ovviamente l'aiuto delle banche centrali. Del resto sono le banche centrali stesse a manipolare artificialmente i tassi a breve sotto gli occhi e spesso gli applausi di tutti. (quando si tratta di tagliare i tassi). Il tutto viene supportato da qualche fondo basato alle cayman in grado di spostare miliardi di dollari in pochi secondi.

In questo articolo, vediamo il mercato delle valute, uno dei più interessanti e importanti, soprattutto quando si parla di Yen, la valuta sulla quale si costruiscono e si demoliscono le posizioni speculative di mezzo pianeta (prendendo a prestito valuta giapponese offerta generosamente dalla banca del giappone a costo praticamente zero).

L'euro yen è crollato da 170 a 150 in meno di un mese. Qua tra 150 e 151 c'è un gran bel supporto testato ben 5 volte in un anno e mezzo: nel marzo 2007 (storno violento delle borse in un mercato ancora al rialzo), agosto 2007 (fine del mercato bull), gennaio 2008 (semicrash degli indici), marzo 2008 (nuovi minimi degli indici borsistici), e quindi settembre 2008 (in questi giorni dove le borse han testato i minimi di luglio).

Guarda caso tutte le volte sempre in coincidenza con le borse che venivano giù violentemente, unica eccezione i minimi di luglio quando invece l'euro yen veleggiava sui massimi a 170! Curioso no? Come potremmo leggerla quell'eccezione? Vedremo di capirlo più avanti.

Da quota 150 passa anche la media 200 sul grafico settimanale, quindi importante supporto, che se rotto estenderebbe la caduta rapidamente fino a 140, supporto successivo e livello di resistenza dell'euro yen sia nel 2004 che nel 2005. Non ci vuole molto, potrebbe avvenire con le borse che rompono i minimi di luglio e vanno a fare il minimo dell'anno tanto atteso. Anche se in effetti il movimento da 170 a 150 è stato già molto rapido e violento. Un recupero da qui ci potrebbe anche stare. Andiamo quindi a vedere cosa è avvenuto e sta avvenendo al dollaro yen per chiarirci meglio le idee.

Sul dollaro yen gli interventi istituazionali sono chiarissimi, soprattutto sul grafico settimanale. Si notano subito delle candelacce a martello, come quella di marzo 2008, quando il cambio arrivò fino a quasi 95 (intervento istituzionale che come abbiamo visto è stato poi dichiarato ufficialmente qualche settimana fa), C'è anche un intervento avvenuto a metà luglio quando lo yen aveva sfondato i 105 e sembrava pronto a cascare giù nuovamente verso 100. E poi l'intervento abbastanza chiaro di giovedì e venerdì scorso per sostenere in anticipo il salvataggio delle due F che era già programmato in segretezza per il weekend.

E qua forse capiamo quell'unica eccezione trovata sull'euroyen. Come abbiamo notato l'unica volta che l'euroyen era ben lontano da 150 contro euro con le borse che affondavano è stato proprio a luglio del 2008, mentre qua intervenivano in maniera palese per supportare dollaro yen. Quindi cosa può essere successo quel 15 luglio?

La spiegazione più intuitiva che mi viene in mente è che a metà luglio si stava per sciogliere tutto, lo yen era pronto a tirare un colpo di reni in grado di affondare le borse in un crash simile a quello di gennaio. Ma due crash in un anno era troppo per i signorotti del fiat vapore (nostra simpatica definizione del sistema monetario cartaceo tramite il quale si comanda e si controlla l'economia reale), che quindi sono intervenuti massicciamente sostenendo dollaro yen, e quindi evitando al contempo all'euroyen di venire giù come una pera matura (un movimento da 170 a 150 in pochi giorni avrebbe veramente mandato mezzo mondo a rotoli, con gli hedge fund costretti a sciogliere le proprie posizioni di carry trade proprio su quelle variabili di fiducia del sistema: le borse). E in effetti sul giornaliero dell'euroyen si nota un tentativo di crollo del cambio subito risolto nel giro di 24 ore!

Guarda caso il massimo storico dell'euro contro dollaro appena sopra 1.60 è avvenuto proprio quel giorno lì! Quel fatidico giorno del 15 luglio con le borse in caduta libera era indispensabile fermare a tutti costi l'apprezzamento dello yen, intervenendo a sostegno dello stesso, ma bisognava farlo più contro l'euro che contro il dollaro (il vero perno in quel momento era l'euro yen in grado di scatenare l'inferno). Quindi interventi più concentrati sull'euro yen che sul dollaro yen, ma stando ben attenti a non far rompere con decisione la resistenza di 1.60 all'euro$. Che avrebbe anche mandato l'oro in salita iperbolica e forse inarrestabile. Ricordiamo benissimo quei minuti in cui fermarono la rottura già avvenuta di 1.60 rigirandola clamorosamente in giornata, dopo che avevano sistemato i conti sullo yen.

Ovviamente, si è permesso all'euro yen di crollare solo nell'ultimo mese, dopo avere fermato la salita dell'euro, e contando sullo scioglimento delle posizioni speculative non tanto sulle variabili di fiducia, ma su quelle di sfiducia del sistema, petrolio e oro, come è in effetti avvenuto aiutando a controbilanciare e sostenere la tenuta delle borse.

Due parole rapide al supporto odierno fornito a dollaro e euro contro yen (sul supporto di 150 contro euro, e in un punto cruciale intorno a 106.50 contro dollaro). Dopo il bruttissimo reversal del rialzo delle borse, o meglio della pagliacciata di lunedì dopo il salvataggio delle due F, oggi sono riusciti a salvare le borse da un crollo quasi inevitabile spingendo ancora una volta giù lo yen. Adesso troviamo resistenza a 108.10 e supporto a 106.50 sul dollaro yen. Siamo in questa gabbia, dipende da che parte si sfonda, e le borse andranno dalla stessa parte. Intanto facciamo i complimenti ai lorsignori del PPT per il loro fantastico operato da opera d'arte, e aspettiamo che il tempo galantuomo continui invece a fare il suo lento, paziente, onesto, e soprattutto modesto lavoro

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