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    L’antifascista perfetto? Ha un camerata in famiglia

    di Romano Bracalini - 12/09/2008
    Il Giornale


    Quando il popolo virtuoso, che non aveva mai cessato di anelare alla libertà perduta, si sincerò che il fascismo era morto, cominciò a riecheggiare nelle contrade italiane la parola che la cattiva coscienza tentava di cancellare: «Fascista!», con tutto il suo carico di furore, risentimento, odio anche contro se stessi per essere costretti ad ammettere di averci creduto; e i più tenaci accusatori furono proprio gli ex fascisti/antifascisti di recentissimo conio. Il passato è sempre un’ottima fuga e distrazione. Così, per difesa o alibi, nelle quotidiane polemiche (rinverdite in questi giorni) la qualifica di «fascista», assurta a insulto sanguinoso, veniva rilanciata da un avversario all’altro. Pochi potevano riderne senza subire offesa; la foga ingiuriosa con cui si ricorreva all’epiteto, senza rigore di verità, per puro intento calunnioso, era già indizio di sospetto, malafede e di ambiguità. In breve metà del paese diede del «fascista» all’altra metà, quando poco prima l’intero paese o quasi l’aveva considerato un privilegio e un vanto. Così tra il 1943 e il 1945, negli anni cui l’abiezione fu anche più grave della dimenticanza, si assisté in Italia a un processo di trasformismo di dimensioni epocali. Cambiavano gli attori, l’Italia restava la stessa. I giornali, da succubi zerbini del regime, divennero audaci propagatori del nuovo verbo; i giornalisti che s’erano distinti nella turpe campagna razziale del fascismo, furono altrettanto zelanti nella difesa «della democrazia e della libertà». Nell’estate del 1944 Alba De Cespedes, diventata comunista, dirigeva la rivista letteraria Mercurio, alla quale, scrive Miriam Mafai «collaborano gli intellettuali che non si erano compromessi col fascismo». Non è esatto. La stessa Alba De Cespedes, iscritta al sindacato scrittori fascisti (come Alberto Moravia), aveva regolarmente collaborato alla stampa di regime e ai più sordidi fogli antisemiti, quali Difesa della Razza, Tevere e Quadrivio. Quanto ai collaboratori della rivista «non compromessi col fascismo», c’erano Alfonso Gatto (futuro comunista) e Arturo Tofanelli (futuro socialista), entrambi entusiasti esegeti del Duce e delle «opere del regime». Parecchi si nascondevano, come Antonio Baldini, esaltatore a Weimar della cultura nazista, che girava per Roma con gli occhiali neri da cieco, la barba finta e i baffi arricciati di sego. A Weimar c’erano anche Elio Vittorini, Natalino Sapegno, in divisa fascista, e Giaime Pintor, fratello di Luigi fondatore del Manifesto, che nel 1940 aveva gioito per la caduta della Francia e la sconfitta della democrazia. L’epurazione fu un episodio «transeunte». Si scoprì che i più importanti fascisti (non meno di 34.000 secondo un calcolo obiettivo) erano stati accolti nel Pci. E Concita De Gregorio che nei giorni scorsi ha titolato l’Unità: «Roma città aperta ai fascisti», dovrebbe andarsi a rileggere le cronache di quei giorni. Tra gli epurati c’era il professor Nazareno Padellaro (zio di Antonio Padellaro, ex direttore dell’Unità), noto fascistone, firmatario del manifesto antisemita del ’38, autore di un inno delle scuole al Duce, amico e collega dell’altro filosofo «mistico» Giuseppe Flores D’Arcais (dice nulla il nome?) con il quale aveva partecipato nel 1939 a un convegno di mistica fascista.
    Padellaro venne infine riabilitato e in virtù di non si sa quali meriti nominato direttore generale del Ministero della Pubblica Istruzione. Non venne epurato lo storico Enzo Santarelli, fascista notorio, anch’egli firmatario del manifesto razzista, perché fu lesto a chiedere
    la tessera del Pci divenendo storico prezzolato del partito. Liberata Roma, il 4 giugno 1944, la radio inglese raggelò le speranze di quanti tentavano in fretta di accreditarsi come antifascisti. Vittorio Veltroni, famoso giornalista della radio fascista (sua la radiocronaca della visita di Hitler in Italia nel 1938) fu tra i più spregiudicati. Riuscì, non si sa come, a farsi assumere a Radio Roma, controllata dagli alleati. Nessuno gli chiese conto del suo passato, nessuno lo deferì al tribunale dell’epurazione, anzi la sua carriera proseguì alla Rai fino a diventare direttore del primo telegiornale di Stato. Il figlio Walter, per non resuscitare imbarazzanti memorie, non ne parla mai. In fondo, a pensarci bene, è del tutto naturale che il più becero antifascismo venga di lì.


    http://www.ilgiornale.it/

  2. #2
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    Predefinito

    SCONTRO SUL TG 1

    Di Franco Palese http://www.napolibera.eu/

    Sembra un duello a base di verità teologiche, quello ingaggiato, su Costituzione e Salò, dal Presidente delle Reapubblica Giorgio Napolitano e dal Ministro della Difesa Ignazio La Russa, a colpi di verità e di dogmi l’ un-l’ alter contrapposte.

    Ed in parte lo è, uno scontro “ontologico”, ma per scopi politici reconditi: la posta è il TG 1.

    Il candidato-principe, congiuntamente esposto dalla potente comunità ebraica romana (“de destra”, no ? come ai tempi de Sarfatti Margherita La Sconosciuta” (e dal capo dei servizi di disinformazione inglese Paolo Mieli alias: Colonnello Merrill, laddove il padre fu solo “Capitano”: vedi alla voce “Renato Mieli” su www.napoLibera.eu), è il “Vice” del colui, Pierluigi Battista.

    Persona assai per bene, intelligente e colto solo della politica, è stato allevato nella “incubatrice” più giusta da ragazzo: Lotta Continua degli Anni Settanta, la acerrima rivale dei GAP filosovietici di Giangiacomo Feltrinelli, nel cui servizio d’ ordine diretto dal sardo Luigi Manconi ---- questi già allora (16 marzo 1972: congresso PCI a Segrate) tanto vicino a Sofri quanto era anche alla famiglia Berlinguer; e oggi in ancora maggiore intimità----- militava il Battista Pierluigi, con tante penne illustri del futuro, che illustreranno la “nota lobby”….

    …Di Lotta Continua, no ?

    Però ha un difetto: è figlio di Salò.

    Suo padre, noto avvocato-difensore ufficiale del MSI di Almirante, fu, fino all’ ultimo, valoroso combattente in difesa della causa di Mussolini-Dictator, incluse le convulse vicende degli ultimi giorni di quella effimera Repubblica: quando i servizi inglesi (guarda un pò il caso, capeggiati proprio dal padre di Paolo Mieli, il Ralph Merrill detto), preveggenti il futuro di una Lotta Continua contro EuRussia Romana, ne ingaggiavano a josa, di “combattenti”.

    Da utilizzare “au bon moment”: negli Anni Settanta “da sinistra”, nei Duemila “da destra”, ma sempre King and Country !

    Bello che i figli di “contrapposti” avversari si riscoprano amici tra di loro ! salvo dettagli, però, un pò preoccupanti.

    Infatti questa nuova “Ottava Armata”, inglese e neo.con, dopo avere combattuto “Ussamà Ibn Lad’n” cosiddetto ( il cosiddetto autore del cosiddetto 11 settembre: sempre più cosiddetto), volge le armi al Caucaso, che è Romano per antico diritto.

    ( perché conquistato dai Legionari del Cesare Adriano nell’ antico; mentre 17 secoli dopo fu la Georgia stessa a chiedere l’ annessione alla Russia nel 1783 -regnante Caterina e non Giuseppe Stalin- onde difendersi dall ‘ Impero Ottomano)

    Già: essa consta in parti uguali di “berlinguerian-sofriani” da sinistra; e di post-almirantiani da destra.

    Tutti hanno in comune certe genealogie: come Di Bella Antonio, nel Tg P 3 socio di Berlinguer-figlia, e figlio di Franco della P 2; e come per esempio, l’ attuale Direttore TG 1 Gianni Riotta. Il quale, proprio come Battista, ha un padre reclutato dai servizi britannici (in Sicilia), tra gli opposti “combattenti” i più arrendevoli e bendisposti alla resa. Nel luglio del 1943, già prima dello sbarco….Coi quail servizi di spionaggio collaborava da “giornalista” a Radio Palermo Liberata, figuriamoci un pò che Libbbbertà.

    (digita voce: Salvatore Riotta, su www.napoLibera.eu)

    E proprio Battista risulta candidato di AN, col pieno accordo della comunità ebraica romana per conto della quale il Battista medesimo organizzò “il battesimo” di Fini presso le note acque nella primavera del 2003, al momento della Santa Guerra all’ Iraq; va da sé, col viatico del noto “Capitano-Generale” inglese che dal pulpito del “Corriere della Setta” intona il coro a tutti gli infeudati DA ALMENO UN PAIO DI GENERAZIONI, perché gli altri, senza padri-servili, sono TUTTI “impuri” e sospetti….(Infatti Capranicotta del GR-RAI, e Totò Bollito del “Ribollista-Dalemiano”, hanno dovuto a lungo sporcare i panni nel fango del Tamigi, prima di…..)

    Ma la candidatura Battista è stata sventatamente sciorinata sul sito personale del “cane accalappiato” (il bancarottiere ricattato Geronzi Cesare, oggi ridotto a semplice fattorino: al servizio del Comando Militare Britannico Alta Italia), ossia il noto funerario www.dautopsia, con i peana d’ obbligo ad ogni spazzolino di altrui stivali.

    Qui casca l’ asino.



    Napolitano, ha capito l’ antifona, e pure il Cavaliere: che oramai si prepara, da parte dell’ agente straniero Paolo Mieli a mezzo sottoposti, una “ARMIR 2”. Italia in guerra contro la Russia, come nella sciaguratissima estate ’41, per servire Britannia nelle brame caucasiche.

    Col raccattare insieme, tra i rottami del berlinguerismo, i “più eletti” rottami di Salò, per dare nuovamente l’ assalto a EuRoma Eterna Una ed Indivisibile, da Dunquerke agli Urali, passando per Pachino di Sicania, ove sbarca l’ inglese.

    Battista è l’ uomo giusto nel posto giusto, non diremo quale, per fare questo.

    E tra le laudi de “Il Porco” e “Il Culattone” (da Quagliariello a Pannella, passando per Monsignor Fisichella, ahimé: di Serva Ecclesia di dolore ostello): infatti Cossiga, che è sì inglese ma pure antifascista, già lo stoppò nel gennaio 2002 dal diventare Direttore al Corriere della Sera.

    Bisognava sostituire Ferruccio De Bortoli, dopo la vittoria berlusconiana alla elezioni 2001: e Mieli, convertitosi di colpo al Cavalierismo, cercava di piazzare il suo fidato scudiero dai tempi de “La Pagina” fino a “La Stampa” ed oltre.

    Era quasi fatta, quando Feltri spara a nove colonne: “PIERLUIGI BATTISTA DIRETTORE CORSERA”….chi doveva capì. E la diga si chiuse, come adesso.

    FRANCO PALESE

 

 

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