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  1. #1
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    Predefinito Bell'esempio di Italia moderna che si fonda con il passato

    » 2008-09-14 11:16

    Musica: campane di sette chiese in concerto a Milano

    Nell'ambito di MiTo Settembre Musica



    (ANSA) - MILANO, 14 SET - Risveglio particolare oggi per i milanesi. Alle 8, infatti, e' partito il concerto delle campane mattutine delle chiese del centro citta'. Dopo l'avvio dato dai rintocchi dei bronzi del Duomo, sono seguite le campane delle chiese di S. Ambrogio, San Vittore al Corpo, San Giorgio, San Francesco di Paola, San Carlo e S. Alessandro. Moltissime le persone che hanno assistito al concerto, organizzato nell'ambito di MiTo Settembre Musica, dalle terrazze del Duomo, e durato 35 minuti.



    http://www.ansa.it/site/notizie/regi...114266300.html

  2. #2
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    13 settembre 2008 - ore 12:07 Quando anche le campane erano vietate

    Chi se lo ricorda più il suono delle campane? Forse in città c'è chi nemmeno lo ha mai conosciuto. Domani a Milano anche i figli delle campane elettroniche, quelle programmate, uguali sempre, ascolteranno le campane vere. Quelle di bronzo, che pesano quintali, che per farle suonare sul serio non bastano cinque persone appese alle corde. Persone che sudano.
    Dalle terrazze del Duomo si ascoltano i concerti di campane di altre quattro chiese (è uno degli appuntamenti previsti dal festival di musica MiTo). Sarà una domenica dai suoni rari, quelli suonati dai campanari veri, che pur di non perdere la tradizione hanno dovuto raccogliersi in una fondazione. A quanto pare, le campane inquinavano l'acustica e qualcuno voleva abolirle. "Verso la fine degli anni ‘90 si è intensificata la lotta contro l’inquinamento acustico - spiega al Foglio.it Luca Fiocchi, presidente della Fondazione Campanari Bergamaschi, campanaro da dieci anni -. Erano state create leggi che, per il quieto vivere e la salute comune, riducevano il suono delle campane alle feste comandate, per eventi speciali e per i tre saluti a Maria durante la giornata: mattina, mezzogiorno e sera". La limitazione minava seriamente l'arte dei campanari, "consentendo però a esponenti di altre religioni di poter mantenere intatte le loro usanze suonando le campane in momenti diversi della giornata. Per tutelarci, tra il 2000 e il 2002 è nata la Fondazione".
    All’inizio c'erano solo tre iscritti, ora sono un centinaio. "È Stato come riappropriarsi delle nostre tradizioni. Abbiamo lottato per esse, con orgoglio e passione".
    Quando nasce la campana? L’arte campanara nasce intorno alla metà del XVIII secolo: "Prima le campane venivano utilizzate solo per avvisare dell’arrivo di un forte temporale o per sottolineare un evento religioso o una cerimonia. Ricordo che il mio maestro, che faceva il sacrista, quando c’era un temporale mi diceva sempre: “più vien brutto, più ne tiro dentro”, 'più è forte il temporale, più campane suono', per avvisare i cittadini di portare il bestiame nelle stalle e chiudere bene le finestre delle case". Dopo il 1750 s’incominciò a concepire il suono delle campane anche come arte, con la composizione di melodie e intrecci di scale pensati apposta per le campane. "Era una tradizione popolare e quindi orale. Tale è rimasta anche per lunga parte del ‘900".
    Era una tradizione che rendeva anonimi i compositori, come nelle più belle fiabe per bambini, e imponeva un ferreo allenamento mnemonico. Gli spartiti per campane non esistono nemmeno oggi. Per fare il campanaro bisogna allenare la memoria come si faceva cento anni fa, "tanto da doversi ricordare intere sinfonie e non una sola o un pezzo. Senza considerare il rispetto del silenzio. Quando si fa un concerto a più mani bisogna essere perfettamente coscienti del suono che ci ha preceduto e di quello che ci seguirà. Non esiste il singolo mentre si suona, esiste un tutt’uno. Se uno sbaglia, sbagliano tutti".
    di Matteo Castelnuovo

    http://www.ilfoglio.it/blog/634

  3. #3
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    in certi casi l'inquinamento acustico è inngeabile

 

 

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