Mentre in Europa si assiste ad una “apostasia tranquilla”, come è stato definito il ritorno del paganesimo, il problema dell’Asia, secondo la Chiesa, è rappresentato da un eccesso di religioni, se così si può dire. In America si assiste invece ad una fuga dei cattolici verso le sètte protestanti, che di fatto per molti costituisce un primo passaggio verso l’abbandono di qualsiasi credenza religiosa. Le sfide per la Chiesa sono dunque diverse, a seconda del luogo; in Asia la grande sfida è l’inculturazione; in Europa invece preoccupa il ritorno del paganesimo, cioè il rifiuto del cristianesimo (citazione dell’Assembla Plenaria del Pontificio Consiglio per la Cultura, 2004).

È evidente che molti cristiani e cattolici provano una profonda perplessità sulla dilagante rivisitazione degli antichi culti pagani, oggi identificati nel neopaganesimo. Il dato di fatto è che molte persone riescono ad esprimere la propria spiritualità solamente in tali culti, ma questo non deve gettare nessuno nello sconcerto perché, volendolo o no, l’umanità è da sempre soggiogata al dinamismo perpetuo delle cose, dalla continua trasformazione e incessante evoluzione di tutto ciò che è materiale e spirituale.
Non ha importanza se Dio è maschio o femmina, o dove e quando egli sia nato, quello che ritengo veramente importante è come un messaggio, considerato divino, viene proposto alle coscienze delle persone. Non esiste, secondo me, una religione più vera di un’altra, perché ritengo che ogni credo abbia in sé una parte di verità. Forse non potrà mai esistere un’Era in cui tutti la penseranno spiritualmente allo stesso modo, perché ognuno di noi incarna la divinità e la esprime secondo proprie sensazioni, derivanti dalla conoscenza e dalla consapevolezza, che sono il frutto delle esperienze della vita.

Se ognuno di noi è immagine di Dio, significa inevitabilmente che deteniamo una parte di verità e che la esprimiamo secondo i mezzi materiali e intellettuali che soggettivamente abbiamo disponibili. Esistono studiosi della storia che, senza influenze di sorta, conducono opere di ricerca e studio, cercando di offrire una verità il più possibile obiettiva. Quando si parla di eventi storici, in particolare quelli lontani millenni di anni, il compito diventa complesso e, generalmente, mai conclusivo.

Ad esempio, sulla figura di Cristo molti storici e alcuni ricercatori hanno avanzato l’ipotesi che, in realtà, non sia mai esistito così come viene immaginato dalla chiesa cattolica, ma che in realtà gli scritti del Nuovo Testamento raccontino solamente una favola, che incarna la rivisitazione di un mito, quello del Dio Mitra.

Secondo
Tim Freke e Peter Gandy, autori del libro The Jesus misteries, Mitra nasce il 25 dicembre, è un redentore che vola in paradiso promettendo di tornare alla fine dei tempi per giudicare gli uomini, e veniva celebrato con del pane e del vino, aspetti identici o quasi al Dio cristiano. “Il Cristo Divino non è mai esistito”, questa è la tesi di Freke e Gandy che, con i loro studi, hanno compromesso le basi spirituali dell’intero occidente. I due scrittori e ricercatori ritengono la storia di Cristo di Nazareth – figlio di Giuseppe e Maria, nato a Betlemme, artefice di miracoli, crocifisso dai romani e risorto – una leggenda o meglio il frutto di una reinterpretazione ebraica di divinità celebrate dagli antichi, come Osiride e Dionisio.


Gli stessi scrittori ammettono di essere rimasti sorpresi, durante i loro studi, di aver trovato innumerevoli somiglianze fra la storia di Gesù e quella di numerosi miti pagani. La storia di Gesù, divinizzato dal culto cristiano, non sarebbe la biografia di un vero messia, ma di un mito basato su antiche leggende pagane, ne consegue la conclusione che il cristianesimo non è
rivelazione ma rivisitazione delle misteriose religioni pagane. Secondo altri storici Gesù sarebbe invece realmente esistito, ma non è rintracciabile nei documenti presenti e disponibili perché, in realtà, sarebbe stato una sorta di rivoluzionario, divinizzato poi da alcune sètte con l’intenzione di farne un mito atto a servire i loro scopi politico-ideologici.




Freke e Gandy affermano che per 2000 anni l’Occidente è stato dominato dall’idea di un’unica verità, patrimonio esclusivo della cristianità, mentre il paganesimo è stato considerato figlio del demonio. Dai loro studi, invece, le realtà cristiane risulterebbero figlie di quelle pagane! I due autori hanno condotto studi approfonditi su alcuni antichi manoscritti rinvenuti in Egitto nel 1945, i Vangeli Gnostici e sui Rotoli del mar Morto, rinvenuti nel 1947. Attraverso gli scritti di San Paolo e da vari documenti storici dei primi cristiani, Freke e Gandy hanno provato che gli gnostici furono i veri primi cristiani.
Secondo gli scrittori il Cristo descritto da San Paolo è un Gesù interno, quindi una figura forse esistita ma mitizzata come se fosse un “Dio” veramente incarnatosi tra l’umanità. Prima che si rischi di collimare con la razionalità storica e scientifica, che potrebbe causare devastanti turbamenti nella coscienza di molte persone, sarebbe forse il caso di iniziare a pensare ad ogni religione come ad un modo di venerare la/le divinità diversamente. Continuare ad elevarsi come unica verità indiscutibile, causerà solo estenuanti diatribe teologiche e renderà così impossibile immaginare un mondo dove invece regni finalmente concordia tra le religioni o comunque il rispetto della naturale diversità.


In Europa le iniziative atte a riabilitare la vecchia religione pagana, supportate da riconoscimenti ufficiali delle istituzioni competenti, sono state numerose. Un esempio di democrazia, civiltà e di vero senso della libertà di culto è l’Islanda, dove la vecchia religione Asatruè stata ufficialmente riconosciuta come religione di stato dal 1973, ufficializzandone le principali cerimonie pagane, come battesimi e matrimoni, che hanno così acquisito valore legale.


È notizia recente che gli aderenti all’Ásatrú hanno dichiarato l’intenzione di voler erigere un tempio da dedicare alle proprie divinità; il progetto sarebbe supportato dall’artista Haukur Halldórsson, che avrebbe già presentato un modello del tempio. Il progetto ora è in fase di sviluppo e forse presto vedremo il primo Tempio Pagano in Europa risorgere dopo millenni.


I valori della vita di questa religione sono fondamentalmente nove e vengono chiamate Nobili Virtù: coraggio, verità, onore, fedeltà, disciplina, ospitalità, laboriosità, fiducia in sé stessi e perseveranza. La famiglia viene molto considerata e valorizzata, ma c’è anche un totale rifiuto di ogni forma di discriminazione basata sull’etnia, sulla lingua, sulla razza, sulla nazionalità e sull’orientamento sessuale.


In Danimarca i seguaci danesi di Odino e Thor, divinità nordiche, sono stati riconosciuti ufficialmente, a partire dal 2003. Anche l’atto ufficiale del riconoscimento è stato organizzato seguendo rispettosamente i simboli di queste divinità; il decreto che infatti ha legalizzato il culto pagano, è stato firmato di giovedì, giorno dedicato al Dio del tuono Thor, figlio di Odino e della Dea Jord.


Come in Islanda, anche in Danimarca le ritualità pagane sono state legalizzate e quindi le loro cerimonie di battesimo e matrimonio vengono riconosciute dallo Stato. La presidentessa dell’associazione ufficiale del culto pagano, Tissel Jacobsen, Grande Sacerdotessa, ha dichiarato che si batterà affinché il proprio culto possa essere celebrato correttamente. Le ritualità sono basate sui movimenti del sole e le ricorrenze religiose sono svolte in luoghi considerati sacri, dove è forte la rappresentazione simbolica del cosmo.


Il rito del battesimo consiste in una cerimonia attraverso la quale il neonato è accolto nella comunità; seguiranno altre cerimonie nel corso della vita del bambino, specialmente nella fase di passaggio tra la vita adolescenziale e quella adulta. Il matrimonio invece viene celebrato come un rituale in cui gli sposi si promettono reciproco rispetto.


Il cristianesimo è culto sincretico del paganesimo, una rielaborazione delle tradizioni pagane in un’ottica monoteista, ed è nato come movimento politico-ideologico cui in la figura di Cristo incarna l’ideologia politica di un mondo migliore. La religione da sempre è stata un potente strumento sociologico, ideologico e politico, spesso un giocosenza regole.


La Chiesa Romana ha da sempre ostacolato il progresso scientifico, rallentando enormemente le scoperte razionali e le evoluzioni culturali della società. Un noto esempio è Galileo Galilei, che fu costretto dal Sant’Uffizio a negare le sue scoperte astronomiche rinnegando davanti alla Chiesa, e quindi a Dio, che la Terra non era al centro dell’universo, ricusando di fatto la verità per timore di finire sul rogo.


Queste e tante altre azioni inibitorie, hanno enormemente rallentato lo sviluppo delle coscienze umane. Non è una questione di morale o di giusti limiti da porre al progresso; quando la ragione di un culto impone il suo potere sociale per nascondere la verità, le realtà sociali e scientifiche o le dinamiche collettive, significa impedire al mondo di evolversi in un piano “divino”. Teologicamente se Dio ha creato l’uomo a sua immagine, Dio è creatore di tutto e di ogni cosa, quindi anche del paganesimo.


Dio determina le evoluzioni dell’uomo ed è causa ed effetto di ogni cosa. Tutte le ipotesi che vedono Dio accusare chi idolatra statue o divinità inventate dall’uomo, sono chiari messaggi “umani”, veicolati dal fondamentalismo ideologico. Se esistono numerose persone che si avvicinano ai culti neopagani, esoterici, magici, e se questo fenomeno è in continuo aumento, non significa che l’uomo stia volgendo nell’involuzione o nella rinuncia a credere ad un “Dio Unico”. Semplicemente significa che la spiritualità dell’essere vivente, non trovando appagamento in ciò che lo circonda, ricerca le radici primordiali del culto, rivisitando il contatto primigenio tra uomo e Dio, che è ormai svanito nei labirinti della teologia, dei dogmatismi e della morale imposta, ma che ritorna in questi tempi moderni a risorgere dalle ceneri.


Per le civiltà primeve tutto era incentrato sulle divinità; ogni situazione, ogni pensiero, ogni realtà veniva incastonata in una dimensione divina, tale da rendere un banchetto festante non solo un momento culinario, come può accadere oggi, ma anche un modo per ringraziare e venerare la divinità. Oggi le spiritualità imposte, i dogmi, le morali incomprensibili, allontanano l’uomo da Dio e in questo contesto ritorna vivo l’interesse per i vecchi culti in molte persone, come sintomo di “sofferenza” nell’incapacità di sentire Dio nella propria vita.


Nel neopaganesimo c’è Dio come c’è nel cristianesimo o nel buddismo, o in altre religioni. Ciò che cambia è il modo in cui l’uomo si rapporta alla divinità; quale differenza può avere se un uomo crede a più di una divinità o ad un unico Dio sintesi del “tutto”? Non è forse più importante il prodotto che scaturisce dalla spiritualità di un credente, piuttosto che il nome del Dio al quale ci si accosta?


Ovviamente tutti quei culti, o pseudotali, che attraverso la loro spiritualità danneggiano altri uomini con la violenza, e spesso anche con la morte, non possono rientrare in un contesto accettabile per l’uomo, perché Dio dovrebbe ispirare l’immaginazione creativa che è vita e non la distruzione e l’annullamento. Molti sono coloro che accusano le religioni neopagane di essere il “culto di satana”. Mi trovo imbarazzato nel credere che anche persone dotate di una certa cultura teologica suppongano questo; satana è una invenzione dell’uomo.


Del diavolo non se ne parla quasi per niente nel Vecchio Testamento, dove Dio personificava l’ambivalenza del bene e del male, era un padre buono del cielo, ma anche un padre vendicatore e ctonio. Con l’evoluzione delle coscienze umane, poi Dio è stato associato solamente al bene ed è in questo momento che il diavolo ha cominciato a materializzarsi. Se volete Dio è la Luce e il diavolo è la sua ombra!


Maria, la madre di Cristo, occupa un posto importante accanto alla trinità, è la donna buona, senza peccato, senza ombra di male, perfetta, satura di magnificenza e di luce. Nel medioevo il culto di Maria cominciò ad essere molto forte ed è proprio in questo momento che inizieranno le persecuzioni contro le Streghe. Quando nel medioevo Maria fu concepita come donna perfetta e fonte del bene, si concretizzò l’odio per le donne streghe. Se volete Maria è la Luce e le Streghe uccise sul rogo erano la sua ombra!


Il diavolo è una invenzione dell’uomo per spiegare gli eventi della vita; tutto ciò che appare ai nostri occhi come macabro e inumano viene accostato sempre al demonio e non a Dio. È colpa del diavolo se ritorna il neopaganesimo, è colpa del diavolo se esiste il male nel mondo; Dio è solo artefice di Luce. Questa concezione dicotomica ha portato per secoli l’umanità in profondi baratri involutivi, primi fra tutti il Sant’Uffizio e le Sante Inquisizioni: veri e propri strumenti di sterminio contro l’umanità.


Per il neopaganesimo ogni divinità incarna un aspetto duplice, positivo e negativo, di creazione e distruzione. Come insegna la natura, non esistono né estremi né assoluti. L’armonia la si può raggiungere equiparando due estremi che si annulleranno, dando origine a qualcosa che l’uomo, forse, non ha ancora conosciuto.


Il neopagano oggi è una persona generalmente attratta dall’esoterismo e dalle tematiche orientali. Nel neopaganesimo vero è assente ogni forma di razzismo o xenofobia e non vi sono giudizi e condanne per gli stili di vita delle persone. L’uomo viene invece incoraggiato a comprendere il suo essere davanti agli Dei, accettando la propria vita come esperienza evolutiva, necessaria per raggiungere un’Avalon di consapevolezza Il neopagano venera le sue divinità con una meditazione attenta e scrupolosa, osservando il dinamismo della natura, di cui gli Dei sono manifestazione. Essi sono ovunque e si esprimono in ogni momento. Il neopagano è una persona comune, con l’unica differenza che crede fortemente nella pluralità del divino, non si tratta quindi di un pensiero unico e concentrato su un estremo assoluto, ma di un’esperienza spirituale cosciente.


e Io sono la madre della natura, signora di tutti gli elementi, germe di tutte le generazioni, principessa degli spiriti, regina dei morti, signora del cielo, quintessenza degli Dei e delle Dee. La luce del firmamento, la brezza benevola del mare e il silenzio lamentoso dell’inferno seguono i miei ordini. Sono un solo essere, ma tutta la terra mi adora in molteplici forme, con usanze differenti, dandomi tanti nomi diversi.
Discorso della Dea - Asino d’oro, Apuleio