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  1. #1
    Segretario di Radical
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    Predefinito Della Vedova sul caso Englaro

    http://www.riformatoriliberali.it/20...pei/#more-2146 E’ l’occasione per dimostrare di essere europei



    Intervista a Benedetto Della Vedova, di Dimitri Buffa - da L’Opinione di martedì 9 settembre 2008
    Quando c’è da parlare di temi che concernono i diritti civili e in genere la laicità dello stato, l’onorevole Benedetto Della Vedova è indubbiamente la persona più adatta all’interno del Partito delle libertà. Così “L’Opinione” ha pensato a lui per un parere sul progetto di legge sbandierato ai giornali dai ministri Renato Brunetta e Gianfranco Rotondi, per creare quelli che forse passeranno alla storia come “i Dico di destra”.
    Onorevole Della Vedova, come giudica la proposta di legge di Brunetta e Rotondi sulle coppie di fatto eterosessuali e omosessuali?
    Saluto con favore la cosa e do il mio preventivo e pieno appoggio e sostegno a un’iniziativa che affronti e prenda di petto il problema delle unioni civili in particolare quelle delle coppie omosessuali. E’ un grande segnale di sensibilità politica che proprio dal centro destra venga un’iniziativa che in Italia siamo costretti a definire “coraggiosa” ma che in Europa verrebbe giudicata pragmatica e doverosa.
    Approvare una legge sulle coppie di fatto non sarebbe un bello schiaffo morale al centro sinistra che ne ha sempre parlato ma non ha mai trovato il coraggio di farla?
    Chi se ne importa degli schiaffi morali, io ho partecipato sempre ai gay pride e ho sempre auspicato che dal centro destra venisse una sorpresa che smentisse gli stereotipi sul presunto essere reazionari e bigotti dei politici della Pdl. Il centro destra ha l’occasione di dimostrare di essere europeo e pragmatico e attento a quello che succede nella società nonché consapevole della pluralità di sollecitazioni provenienti dal suo elettorato“.
    Non trova un po’ ipocrita la formuletta ”non è nel programma del governo ma il Parlamento può metterci mano“?
    Non è ipocrita. E’ uno stato di fatto. Io criticavo i Dico perché il metodo del disegno di legge governativo è la maniera migliore di affossare il progetto. Nel programma del Pdl questa cosa non c’è: è vero. Ma è anche un bene. Perché questo tema deve sottrarsi alla dialettica quotidiana di maggioranza - opposizione, riguardando i diritti civili della gente. Le coppie di fatto, anche omosessuali, nella società già esistono: non è la legge a inventarle. Mi sembrerebbe strano che in un Paese dove si legifera su tutto, proprio questo enorme settore della società civile rimanesse senza copertura normativa”.
    Perché il Pdl ha così paura di urtare la suscettibilità dei cattolici sui temi etici? E’ giusto che la gente pensi al centro destra come al partito del Papa?
    Io credo che noi non dobbiamo nè possiamo essere il partito di Ratzinger. Non fosse altro perché i nostri elettori, come dimostrato da tutte le indagini e i sondaggi, si distribuiscono nelle varie categorie del pensiero. Il centro destra per fortuna è essenzialmente berlusconiano e lo dice uno che in lui ci ha creduto anche quando gli altri ne prendevano le distanze. E il suo imprinting è quello del partito moderno e del programma, non quello dell’identità morale e religiosa.
    Trattare i cattolici come se fossero bambini con la paura di dir loro la verità o di ferirli, non è come mancare loro di rispetto quasi fossero degli handicappati della politica?
    Da una parte c’è anche questo. Poi la posizione della Chiesa non coincide necessariamente con quella dei cattolici che votano. Legare il Pdl a questa visione confessionale e identitaria dei cosiddetti valori equivale a metter al centro destra una camicia di forza troppo stretta. Questa confusione è il tarlo della politica italiana. Io non mi scandalizzo con l’interventismo delle alte gerarchie cattoliche. Io da radicale non ho mai parlato di “intervento a gamba tesa” quando esternava Ruini. Penso che il protagonismo della Chiesa sia un dato di laicità della democrazia italiana, semplicemente gioca le proprie carte e si sottopone alle critiche. E in questo ero sempre stato in polemica con i radicali quando ne facevo parte. Il problema non è la Chiesa ma la risposta che la politica da. Per quel che riguarda il Pdl la questione è mantenere questo partito laico. Berlusconi diceva anarchico, io preferirei definirlo “liberale”. Guardando a quel che succede nel partito popolare europeo. Dove le posizioni sui temi etici sono ben diverse da quelle del centro destra italiano. Ad esempio Rajoy in Spagna durante l’ultima campagna elettorale aveva detto che per lui la legge di Zapatero sui matrimoni omosessuali andava bene così come era. Bastava cambiargli nome. Per non parlare del futuro ministro degli esteri della Merkel, in caso che vinca le elezioni tedesche, il quale è un gay dichiarato. Diciamo che il Pdl dovrebbe essere più europeo sui diritti civili.
    Esiste uno spazio per i laici, i liberisti e i libertari all’interno del Pdl?
    Sono sicuro di sì, e la proposta di Brunetta e di Rotondi ne è un po’ la contro prova. Ora mi auguro che si vada avanti senza tentennamenti.“
    Si potrà parlare un giorno anche di testamento biologico e perché no di eutanasia?
    Ritengo di sì, perché è un altro grande tema di interesse della società civile. personalmente sottoscriverei il testo di legge che lo scorso parlamento aveva approntato.









    Penso sia la posizione più civile e matura sull'argomento. Sono arrivato da pochissimo su politica on line e spero di incontrare altri amici radicali.

    •   Alt 

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  2. #2
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    Sagge parole da parte di uno dei pochi politici seri della destra.

  3. #3
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    Grazie Gordon, cercherò di sviluppare meglio questa discussione e ogni tuo intervento sarà chiaramente il benvenuto.

  4. #4
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    Di Benedetto Della Vedova ce ne vorrebbero 316 in Parlamento.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da LIBERAMENTE Visualizza Messaggio
    Di Benedetto Della Vedova ce ne vorrebbero 316 in Parlamento.
    mentre purtroppo Calderisi appoggia la legge blocca preferenze alle europee...

  6. #6
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    MARIA ANTONIETTA COSCIONI SU APRILEONLINE



    Englaro, scritta una nuova triste pagina

    Maria Antonietta Farina Coscioni*, 12 settembre 2008, 089
    L'intervento Il Pg di Milano ha chiesto la sospensiva del decreto con cui la Corte d'Appello aveva autorizzato il padre di Eluana a interrompere le cure. Eppure la maggioranza degli italiani è favorevole alla richiesta di interruzione di trattamenti quando si presentano casi come questo. Ma la politica è sorda e i media disattenti




    C'è chi ha salutato con favore, considerandola un successo, la decisione della Procura generale di Milano di chiedere la sospensiva del decreto con cui la Corte di Appello autorizza il padre di Eluana Englaro a interrompere l'alimentazione e l'idratazione artificiale. Al contrario di quanto si sono affrettati ad applaudire la decisione, io la considero un nuovo e avvilente capitolo di una vicenda che non sembra avere fine.
    Non ho dubbi che la richiesta di sospensiva sia legittima e trovi un eccepibile fondamento giuridico. Non è su questo terreno che mi voglio avventurare, e neppure mi interessa. Quello su cui mi preme piuttosto richiamare l'attenzione è il dramma -e anche la solitudine- in cui si viene a trovare la famiglia di Eluana Englaro: in tutti questi anni ha mantenuto un comportamento esemplare che merita rispetto.
    Su tutta questa vicenda in tanti intervengono -mi sia concesso- senza pudore, senza domandarsi che cosa provano i genitori di Eluana, il dolore che ogni giorno si rinnova; forse qualcuno pensa che il papà di Eluana nel condurre la battaglia che sta combattendo dal 18 gennaio del 1992, non soffra, non sia preda di mille dubbi, di mille lancinanti pensieri.
    Penso che occorra più misericordia. Eluana si trova in stato di coma vegetativo. Ipotizzare che sia in qualche modo cosciente, che reagisca alle sollecitazioni esterne, che addirittura un giorno si possa risvegliare è semplicemente una crudele speculazione politica.
    Davvero è il momento di dire basta! Tacete, abbiate quel rispetto che fino ad ora non avete avuto!
    Ponetevi il problema della sofferenza che ogni vostra parola infligge alla famiglia Englaro.
    Credo che, soprattutto, un aspetto vada salvaguardato e difeso: la volontà della persona.
    Eluana è vittima di decisioni che le vengono imposte, non volute. Non è accettabile alcuna discriminazione per effetto dell'attuale incapacità a pronunciarsi e del mancato rinoscimento della sua volontà precedentemente espressa.
    Con altri parlamentari radicali del Partito Democratico ho presentato una mozione che impegna il Governo a far sì che siano adottate iniziative normative volte al riconoscimento legale dello strumento della dichiarazione anticipata di volontà in ambito sanitario (conosciuto come testamento biologico) con la nomina di un rappresentante fiduciario in caso di incapacità, a tutela della volontà e della libertà di scelta della persona; e ad attivarsi nell'ambito delle sue competenze affinchè non siano frapposti ostacoli alla volontà di Eluana Englaro.
    Alla fine di luglio sono stati diffusi i risultati clamorosi di un sondaggio dell'SWG: l'81% degli interpellati è favorevole alla richiesta di interruzione di cure, quando si presentano casi come quello di Eluana.
    E' arrivato il momento che il Parlamento su questi temi entri in sintonia con il comune sentire della pubblica opinione.
    Sarebbe opportuno, inoltre, che soprattutto il servizio pubblico radiotelevisivo approntasse programmi di informazione e di approfondimento su questi temi, consentendo un confronto alla luce del sole.
    *Membro Commissione Affari Sociali, Co-Presidente "Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica"

  7. #7
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    Entro l’anno la legge sul testamento biologico

    di Matteo Buffolo

    DA IL GIORNALE



    A tirare fuori eutanasia e testamento biologico dal vaso di Pandora dove erano stati rinchiusi dopo il caso-Welby è stata la pronuncia dei giudici della Corte d’appello civile di Milano, che, dopo una sentenza della Cassazione, hanno stabilito che l’alimentazione forzata per Eluana Englaro, in stato vegetativo dal 1992, può essere interrotta.
    Una decisione, quella presa lo scorso 9 luglio dai magistrati, che ha subito riacceso le polemiche fra i sostenitori della «morte dolce», che l’hanno vissuta come una vittoria, e coloro che invece la ritengono «un insulto all’importanza della vita». Un partito che in prima linea vede il vescovo Rino Fisichella, presidente della Pontificia accademia per la vita, che subito dopo la sentenza ha parlato di «decisione abnorme, sia perché Eluana è una persona ancora in vita sia per come il giudice si è sostituito al legislatore». Una critica che la magistratura di Milano ha ritenuto infondata: «Abbiamo solo stabilito che un paziente che non è più in grado di difendersi - ha spiegato il giudice Amedeo Santosuosso - possa dire basta ai trattamenti medici».
    Chi non ha accettato l’intervento dei giudici è stato il Senato, dove il Pdl ha presentato una mozione, per sollevare davanti alla Corte costituzionale un conflitto di attribuzione, ritenendo che la magistratura si stesse sostituendo al potere legislativo. Nel frattempo, migliaia di persone hanno aderito alla manifestazione lanciata da Giuliano Ferrara sulle pagine del Foglio e hanno depositato sul sagrato di piazza Duomo a Milano una bottiglietta d’acqua ciascuno, per testimoniare la volontà di non lasciar morire di sete Eluana.
    Fra chi invece vorrebbe che la sentenza dei giudici di Milano fosse subito eseguita spiccano i Radicali, da sempre impegnati in questa battaglia. E se in un primo momento era prevalsa la gioia «per una sentenza inaspettata che rispetta la volontà di Eluana», poi ha avuto il sopravvento «l’amarezza per lo stop arrivato dalla politica», come ha dichiarato la deputata del Pd (ma in quota radicale) Maria Antonietta Coscioni. Che avendo vissuto una situazione simile col marito, Luca Coscioni che, malato di sclerosi laterale, rifiutò di farsi collegare al respiratore morendo, ha subito presentato una mozione «affinché il Parlamento legiferi sul problema del testamento biologico».
    Un problema che ha trovato il Pd diviso al suo interno, con l’anima diessina e laica disposta a mettere mano a una legge che consenta di lasciare disposizioni sulla propria sorte in caso di incoscienza irreversibile, contrapposta all’anima diellina, che è assolutamente contraria. Una spaccatura che al momento del voto in Parlamento sul conflitto d’attribuzione si è tradotto in una non partecipazione al voto. Salvo poi presentare una mozione, accettata anche dalla maggioranza, che impegna le Camere a produrre una legge sul testamento biologico «entro la fine dell’anno».
    «È bene che il Parlamento ne discuta - ha detto dal meeting Cl Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera ed esponente del Pdl - perché la sentenza della magistratura, anche per chi come me la trova inconcepibile, ci mette di fronte all’obbligo di colmare questo vuoto legislativa». Gli fa eco il sottosegretario al Welfare, Eugenia Roccella: «Dopo la sentenza qualcosa bisogna fare - ha spiegato - Mi pare incredibile che per far morire una persona bastino testimonianze su dichiarazioni di molti anni fa e non serva niente di assolutamente certo».
    Un’apertura che è stata apprezzata sia dai favorevoli all’eutanasia sia dalla Chiesa, pure se con toni diversi. Se infatti Fisichella ha detto che «quando la società si pone nuovi problemi, lo Stato deve farsene carico e legiferare a riguardo», la Coscioni ritiene che le «promesse di discuterne in Parlamento siano le benvenute, purché si prenda atto che bisogna partire dal rispetto della volontà del malato e purché i deputati entrino in sintonia col Paese, e tengano presente sondaggi come quello della Swg, dove l’81% degli interpellati si è detto favorevole all’interruzione delle cure in un caso come quello di Eluana».

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da LIBERAMENTE Visualizza Messaggio
    Di Benedetto Della Vedova ce ne vorrebbero 316 in Parlamento.
    vero, un vero liberale, altro che certi che si dicono per il libero mercato e poi tentano di fare bad company da mettere sul groppone agli italiani, aumentando le tasse, tipico esempio di statalismo

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Albertsturm Visualizza Messaggio
    vero, un vero liberale, altro che certi che si dicono per il libero mercato e poi tentano di fare bad company da mettere sul groppone agli italiani, aumentando le tasse, tipico esempio di statalismo
    sì, però i radicali sono anche liberali, non solo liberali

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Gordon Gekko Visualizza Messaggio
    sì, però i radicali sono anche liberali, non solo liberali
    giusto, hai ragione.
    ma della vedova ha lasciato i radicali, ahimè

 

 
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