User Tag List

Risultati da 1 a 4 di 4
  1. #1
    the dark knight's return
    Data Registrazione
    06 Jul 2006
    Località
    Gotham City
    Messaggi
    26,969
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)
    Inserzioni Blog
    2

    Predefinito Editoriale di Gianfranco fini su Charta Minuta...parliamone

    Nostalgia dei '70?E' paura della libertà.


    Anni 70.La prima cosa che viene da chiedersi è perché se ne parli ancora così tanto.Perché si pubblicano tanti libri su quel periodo.Perché quel decennio continua a suscitare interesse.Ci sono diverse risposte possibili.

    Innanzi tutto,è probabile che agisca un fatto generazionale.
    Buona parte dell'attuale classe dirigente italiana si è formata in quel fatidico decennio.Ed è logico che torni volentieri con la memoria a quel periodo.E ci torna volentieri anche quando ne prende le distanze.E' sempre bello parlare,nel bene e nel male,della propria giovinezza...

    Un po' meno logico appare il fatto che il fenomeno interessi anche tanti ventenni e trentenni di oggi.Per costoro gli anni '70 dovrebbero essere storia.Storia recente,d'accordo.Ma pur sempre un'esperienza consegnata al passato,estranea al loro vissuto e alla loro memoria.
    Eppure,nelle frange più politicizzate del mondo giovanile capita spesso di ascoltare slogan o di osservare comportamenti che sembrano voler scimmiottare quelli di 30,35 anni fa.Ed è una circostanza che lascia perplessi.Intendiamoci,non c'è nulla di male nel fatto che un ragazzo di oggi vada in giro con una t-shirt con l'effige di Che Guevara.Però viene da chiedersi:a cosa gli "serve" il Che? Cosa c'entra con la sua vita,con le sue speranze,con i suoi progetti l'icona di un uomo che voleva esportare la rivoluzione cubana in tutto il mondo?La risposta che si sente spesso in giro è questa:"Per forza che inneggiano al Che,visto che oggi viviamo in una società senza ideali."E' un luogo comune,fuorviante. Perché,se c'è una società che sogna il nuovo e che inneggia ai diritti e ai valori,questa società è proprio la società odierna.Ci sono anche tanto egoismo,tanto cinismo,tanta indifferenza?Se è per questo,negli anni 70 c'era anche di peggio:le idealità e le pulsioni creative convivevano con intolleranza e conformismo.
    Che cosa è mutato,in definitiva,rispetto ad allora?Il fatto che la voglia di cambiamento,gli ideali di giustizia,il desiderio di libertà non si aggregano più intorno a utopie ambiziose e a ideologie totalizzanti.Non c'è più bisogno di sognare il mondo nuovo.Perché il mondo nuovo è arrivato.Non sempre appare un mondo bello.Anzi,in questi mesi del 2008,mesi di crisi finanziarie globali,di superpetrolio,di caro-cereali,è un mondo che desta non poche preoccupazioni.Però,insieme a tante incognite,si presentano anche tante possibilità.La sfida odierna è quella di guidare il cambiamento verso nuovi traguardi sociali.Non è un compito semplice.Ma è il compito che spetta alla politica odierna.Allora,che cos'altro può spingere i 40enni e 50enni di oggi a parlare con tanta frequenza dei loro ideali (e dei loro errori) di gioventù?Che cos'altro può spingere i 20enni e i 30enni a rievocare in forma mitica un passato che non hanno vissuto?Penso che tutto dipenda dalla "paura" della libertà.La libertà fa "paura" perché è impegnativa.L'uomo libero non si nasconde dietro a uno slogan.Non giustifica la sua pigrizia mentale aderendo ad un'utopia collettiva.Non annulla il suo buon senso nel "senso" della Storia.Non maschera le sue frustrazioni in un'ideologia totalizzante.L'uomo libero è certamente più solo dell'uomo intruppato nei famosi "movimenti di massa" di trent'anni fa.E' probabile che nella società italiana di oggi agiscano ancora sacche di resistenza alla cultura della libertà.Sacche che non si esprimono più in forme violente (se non in gruppi fortunatamente minoritari)quanto piuttosto in una opposizione,più o meno silenziosa,più o meno rumorosa,al cambiamento.La forma più rumorosa la vediamo più frequentemente all'opera nella ricorrente tentazione alla delegittimazione dell'avversario politico,nella violenza verbale che ancora tracima sui media, nella frequente ricaduta nella semplificazione ideologica.
    Sono tutti fenomeni che ci riportano all'istinto gregario che sosteneva i gruppi estremisti degli anni 70.Analizzare le cause di questo fenomeno ci porterebbe molto lontano.Si può solo accennare velocemente alle delusioni per le riforme che non sono state realizzate negli anni passati,alle nuove inquietudini suscitate dal mondo globale,a patologie profonde e storiche presenti nella società italiana, dove la cultura della libertà ha faticato più che altrove per affermarsi.L'insieme di tutti questi fattori può spiegare,se non del tutto,almeno in buona parte la sopravvivenza della nostalgia per l'utopia.
    Il rischio è quello dell'immobilismo o,peggio ancora,dell'affermazione di un nuovo radicalismo,che si potrebbe nutrire di elementi eterogenei:dai riflessi pavloviani ereditati dal XX secolo alle ansie scaturite nel XXI.Tali preoccupanti possibilità non si scongiurano con le belle parole o le prediche altisonanti.Occorre che la politica sappia coinvolgere la società italiana verso nuovi,ambiziosi obiettivi.Il mondo nuovo si deve poter manifestare in tutte le sue potenzialità.Gli italiani devono tornare a percepire il senso del cambiamento e recuperare la dimensione del futuro.

    Al dunque,la frequenza con cui si parla degli anni 70 è probabilmente un segno di malessere.Il che va detto senza nulla togliere alla necessità di analizzare quel passato per capire meglio il nostro presente.Ma questo è un altro discorso.E vale anche per altri periodi storici.Sempre rimanendo sul piano dell'analisi del passato,sarebbe opportuno allargare la prospettiva del decennio.Non concentrarsi solo sulla politica o sul costume,ma ricordare anche le grandi trasformazioni economiche e tecnologiche che andavano allora maturando.Negli anni 70 è stato ad esempio inventato il microprocessore,la barretta di silicio che ha rivoluzionato la tecnologia dei computer cambiando profondamente la nostra vita.Gli ingegneri,si sa,sono figure assai meno romantiche dei rivoluzionari.Però,le rivoluzioni vere partono sempre da loro.


    Gianfranco Fini


    discutiamone assieme...secondo me il presidente Camera è alla frutta

    •   Alt 

      TP Advertising

      advertising

       

  2. #2
    Francesco Izzo
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Dark Knight Visualizza Messaggio
    Nostalgia dei '70?E' paura della libertà.


    Anni 70.La prima cosa che viene da chiedersi è perché se ne parli ancora così tanto.Perché si pubblicano tanti libri su quel periodo.Perché quel decennio continua a suscitare interesse.Ci sono diverse risposte possibili.

    Innanzi tutto,è probabile che agisca un fatto generazionale.
    Buona parte dell'attuale classe dirigente italiana si è formata in quel fatidico decennio.Ed è logico che torni volentieri con la memoria a quel periodo.E ci torna volentieri anche quando ne prende le distanze.E' sempre bello parlare,nel bene e nel male,della propria giovinezza...

    Un po' meno logico appare il fatto che il fenomeno interessi anche tanti ventenni e trentenni di oggi.Per costoro gli anni '70 dovrebbero essere storia.Storia recente,d'accordo.Ma pur sempre un'esperienza consegnata al passato,estranea al loro vissuto e alla loro memoria.
    Eppure,nelle frange più politicizzate del mondo giovanile capita spesso di ascoltare slogan o di osservare comportamenti che sembrano voler scimmiottare quelli di 30,35 anni fa.Ed è una circostanza che lascia perplessi.Intendiamoci,non c'è nulla di male nel fatto che un ragazzo di oggi vada in giro con una t-shirt con l'effige di Che Guevara.Però viene da chiedersi:a cosa gli "serve" il Che? Cosa c'entra con la sua vita,con le sue speranze,con i suoi progetti l'icona di un uomo che voleva esportare la rivoluzione cubana in tutto il mondo?La risposta che si sente spesso in giro è questa:"Per forza che inneggiano al Che,visto che oggi viviamo in una società senza ideali."E' un luogo comune,fuorviante. Perché,se c'è una società che sogna il nuovo e che inneggia ai diritti e ai valori,questa società è proprio la società odierna.Ci sono anche tanto egoismo,tanto cinismo,tanta indifferenza?Se è per questo,negli anni 70 c'era anche di peggio:le idealità e le pulsioni creative convivevano con intolleranza e conformismo.
    Che cosa è mutato,in definitiva,rispetto ad allora?Il fatto che la voglia di cambiamento,gli ideali di giustizia,il desiderio di libertà non si aggregano più intorno a utopie ambiziose e a ideologie totalizzanti.Non c'è più bisogno di sognare il mondo nuovo.Perché il mondo nuovo è arrivato.Non sempre appare un mondo bello.Anzi,in questi mesi del 2008,mesi di crisi finanziarie globali,di superpetrolio,di caro-cereali,è un mondo che desta non poche preoccupazioni.Però,insieme a tante incognite,si presentano anche tante possibilità.La sfida odierna è quella di guidare il cambiamento verso nuovi traguardi sociali.Non è un compito semplice.Ma è il compito che spetta alla politica odierna.Allora,che cos'altro può spingere i 40enni e 50enni di oggi a parlare con tanta frequenza dei loro ideali (e dei loro errori) di gioventù?Che cos'altro può spingere i 20enni e i 30enni a rievocare in forma mitica un passato che non hanno vissuto?Penso che tutto dipenda dalla "paura" della libertà.La libertà fa "paura" perché è impegnativa.L'uomo libero non si nasconde dietro a uno slogan.Non giustifica la sua pigrizia mentale aderendo ad un'utopia collettiva.Non annulla il suo buon senso nel "senso" della Storia.Non maschera le sue frustrazioni in un'ideologia totalizzante.L'uomo libero è certamente più solo dell'uomo intruppato nei famosi "movimenti di massa" di trent'anni fa.E' probabile che nella società italiana di oggi agiscano ancora sacche di resistenza alla cultura della libertà.Sacche che non si esprimono più in forme violente (se non in gruppi fortunatamente minoritari)quanto piuttosto in una opposizione,più o meno silenziosa,più o meno rumorosa,al cambiamento.La forma più rumorosa la vediamo più frequentemente all'opera nella ricorrente tentazione alla delegittimazione dell'avversario politico,nella violenza verbale che ancora tracima sui media, nella frequente ricaduta nella semplificazione ideologica.
    Sono tutti fenomeni che ci riportano all'istinto gregario che sosteneva i gruppi estremisti degli anni 70.Analizzare le cause di questo fenomeno ci porterebbe molto lontano.Si può solo accennare velocemente alle delusioni per le riforme che non sono state realizzate negli anni passati,alle nuove inquietudini suscitate dal mondo globale,a patologie profonde e storiche presenti nella società italiana, dove la cultura della libertà ha faticato più che altrove per affermarsi.L'insieme di tutti questi fattori può spiegare,se non del tutto,almeno in buona parte la sopravvivenza della nostalgia per l'utopia.
    Il rischio è quello dell'immobilismo o,peggio ancora,dell'affermazione di un nuovo radicalismo,che si potrebbe nutrire di elementi eterogenei:dai riflessi pavloviani ereditati dal XX secolo alle ansie scaturite nel XXI.Tali preoccupanti possibilità non si scongiurano con le belle parole o le prediche altisonanti.Occorre che la politica sappia coinvolgere la società italiana verso nuovi,ambiziosi obiettivi.Il mondo nuovo si deve poter manifestare in tutte le sue potenzialità.Gli italiani devono tornare a percepire il senso del cambiamento e recuperare la dimensione del futuro.

    Al dunque,la frequenza con cui si parla degli anni 70 è probabilmente un segno di malessere.Il che va detto senza nulla togliere alla necessità di analizzare quel passato per capire meglio il nostro presente.Ma questo è un altro discorso.E vale anche per altri periodi storici.Sempre rimanendo sul piano dell'analisi del passato,sarebbe opportuno allargare la prospettiva del decennio.Non concentrarsi solo sulla politica o sul costume,ma ricordare anche le grandi trasformazioni economiche e tecnologiche che andavano allora maturando.Negli anni 70 è stato ad esempio inventato il microprocessore,la barretta di silicio che ha rivoluzionato la tecnologia dei computer cambiando profondamente la nostra vita.Gli ingegneri,si sa,sono figure assai meno romantiche dei rivoluzionari.Però,le rivoluzioni vere partono sempre da loro.


    Gianfranco Fini


    discutiamone assieme...secondo me il presidente Camera è alla frutta

    Ne stiamo già discutendo,Dark Knight.

    Vieni sul tema:"Ecco l'editoriale di Fini su Charta Minuta" (Destra Sociale).

  3. #3
    the dark knight's return
    Data Registrazione
    06 Jul 2006
    Località
    Gotham City
    Messaggi
    26,969
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)
    Inserzioni Blog
    2

    Predefinito

    si l'ho preso da li per poterne discutere anche qui e domani ti avrei invitato

  4. #4
    Aderisci a Radical
    Data Registrazione
    31 May 2008
    Località
    unità dei radicali su POL
    Messaggi
    5,979
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Non nè alla frutta, ha fatto delle scelte politiche diverse. In fondo, dovresti esserne contento: il vostro cammino diventa più chiaro. O sbaglio?

 

 

Discussioni Simili

  1. Charta 08
    Di Cattivo nel forum Politica Estera
    Risposte: 17
    Ultimo Messaggio: 16-12-12, 21:12
  2. Gianfranco Fini
    Di Dark Knight nel forum Conservatorismo
    Risposte: 64
    Ultimo Messaggio: 03-09-09, 23:57
  3. Troppo...minuta.
    Di nordista nel forum Il Seggio Elettorale
    Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 25-03-06, 11:05
  4. Massimo Fini su Gianfranco Fini
    Di waldgaenger76 nel forum Destra Radicale
    Risposte: 5
    Ultimo Messaggio: 03-01-06, 11:40
  5. Editoriale di Massimo fini
    Di Bryger nel forum Padania!
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 23-04-03, 18:10

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225