Venezia, 14 set. - (Adnkronos) - "Chi non dirà sì al federalismo non potrà ambire a venire a prendere voti al di sopra del Po". Così Umberto Bossi(nella foto), intervenendo alla Festa dei Popoli Padani a Venezia, parlando del federalismo. Il leader della Lega Nord ha ripercorso la via per il federalismo ricordando il passaggio nelle commissioni e poi alle Camere "in Aula dove improvvisamente si scoprirà l'animo gentile del federalismo". Lì, ha spiegato Bossi "scopriremo chi è nostro amico e chi è nostro nemico".

"Questo del federalismo fiscale è il punto di passaggio tra la Prima e la Seconda Repubblica", ha poi detto Bossi nel suo intervento. "Non è facile farlo passare - ha aggiunto - perché sono molti quelli che sperano che si ritorni alla Prima Repubblica".

In merito al federalismo fiscale e al meccanismo della spesa storica che, con la nuova riforma verrà convertito in spesa standard, è intervenuto anche il ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli: "Con la spesa storica più uno era bestia più soldi gli davano", ha affermato. . In questo modo, spiega Calderoli, "basta con la spesa storica adesso sì ai costi standard. Perché - continua Calderoli - se una macchina fa 10 km con un litro a Venezia lo deve fare anche a Napoli". E ha poi precisato che: "Comuni, province e regioni devono avere le loro tasse per sostituire quelle che ci sono e non per farne di nuove". "I cittadini devono vedere a chi vanno i soldi e come vengono usati", ha aggiunto Calderoli.

"Da gennaio 2009 parte il federalismo costituzionale con i suoi quattro passaggi in modo che il federalismo fiscale e costituzionale arrivino in porto nello stesso momento", ha detto ancora il ministro per la Semplificazione. "La scaletta - aggiunge - è ampiamente condivisa dalla maggioranza: federalismo fiscale al primo posto insieme a codice delle autonomie e a seguire il testo del ministro Alfano per la riforma della giustizia. E' una cosa importante che il Cdm abbia dato il via al federalismo fiscale. Poi ci sarà il cammino parlamentare ma credo che il punto di equilibrio trovato soddisferà il Parlamento. Il testo è stato concepito per il nord e per il sud del paese".

E' una festa dei Popoli Padani bagnata e fredda quella di oggi. Ma il cuore della Lega Nord ha cominciato comunque puntuale ad arringare la folla. Come ogni anno dal balcone del palazzo davanti al palco galleggiante, dove troneggia la scritta "Uomini delle colonie padane preparatevi", e sotto la quale siedono tutti i vertici della Lega, sventola il tricolore della signora Lucia. A pochi passi sventolano invece le bandiere della Padania, il Sole delle Alpi e bandiere di San Marco del popolo padano entusiasta.

Bossi ha partecipato alla cerimonia dell'acqua. Una cerimonia diversa rispetto agli scorsi anni: il senatùr infatti ha impugnato l'ampolla con dentro l'acqua del Po raccolta alle fonti tre giorni fa e l'ha sparsa sul popolo leghista a mo' di benedizione. Al termine è stato cantato il 'Va Pensiero' da Miss Camicia Verde, accanto a Bossi e tutto lo stato maggiore leghista. Tra le altre novità, come spiegato da Roberto Calderoli, anche la consegna dell'acqua alla laguna di Venezia di altri due fiumi padani: quella del Tagliamento, che separa Veneto da Friuli, e del Piave, fiume veneto sacro alla patria. Le ampolle sono state versate dai bambini ai piedi del palco galleggiante in Riva degli Schiavoni.

Fino a ora il federalismo fiscale è stato presentato come ''un maiale fatto tutto di prosciutti''. Ci sono ''almeno 20 cose che vanno cambiate''. E serve una commissione, in cui il Pd darà il suo contributo. A pensarla così è il ministro ombra dell'Economia del Pd, Pier Luigi Bersani, che critica dunque la bozza del ddl sul federalismo fiscale che non entra nel dettaglio degli interventi previsti. Nella bozza Calderoli ''ci sono affermazioni mutuate anche da noi, vanno bene, ma a volte è come dire 'viva la mamma'''. E ci sono alcune cose che ''singolarmente mancano. Manca qualsiasi allusione alle fonti di finanziamento comunali''.

Insomma secondo il ministro ombra ''c'è del vago, dell'opportunistico e qualche novità da discutere''. Se si dice che il federalismo fiscale aumenta le entrate, riduce le tasse e fa sviluppare i territori fa andare d'accordo sud nord si ''sollevano dei palloni''. Tra le cose che mancano nel ddl Bersani elenca: come si fa la perequazione e come arrivare ai costi standard che ''sono importantissimi''. C'è inoltre da decidere ''chi paga il debito pubblico, come si fa la riscossione e come si interviente sull'evasione''. Si faccia quindi una ''commissione su federalismo fiscale, se è così ci stiamo e diamo il nostro contributo''.

http://www.adnkronos.com/IGN/Politica/?id=1.0.2484619578

Il raduno di Venezia. Maroni: «Chiuderemo tutti i campi nomadi abusivi»
Bossi: «Il federalismo sarà gentile»


Il Senatùr alla festa dei popoli padani: «Il Paese ha bisogno di futuro, l'autonomia fiscale lo garantisce»

VENEZIA - «Ci sono ancora molti che sperano che si torni alla Prima Repubblica, al passato, ma il Paese ha bisogno di futuro e il futuro è rappresentato dal federalismo fiscale». Lo ha detto Umberto Bossi dal palco della Festa dei popoli padani, promossa come ogni anno dalla Lega e che ha avuto il suo momento conclusivo a Venezia, con la cerimonia dell'ampolla (l'acqua prelevata il giono prima alle sorgenti del Po viene versata in Laguna). «Vedrete che adesso tutti scopriranno che il federalismo è gentile» ha poi aggiunto il leader del Carroccio.

«VEDREMO IL NEMICO IN AULA» - «È passato il federalismo in Consiglio dei ministri - ha poi sottolineato Bossi -. Ariverà alle commissioni dove si litiga molto, poi approderà in Parlamento dove si fa finta di non litigare perchè la gente vede. In aula conteremo chi è nostro amico e chi nostro nemico e questo sarà per sempre». Bossi ha spiegato ai militanti leghisti radunati in riva dei Sette Martiri che il federalismo fiscale «cerca di mettere a posto uno Stato che non ha un soldo come l'Italia», e poi ha aggiunto che il senso e il principio del federalismo è quello che le regioni più ricche aiutino quelle più povere, perchè «la Costituzione garantisce che scuola, sanità e assistenza siano uguali in tutte le regioni del Paese. L'aiuto va bene ma questo non deve essere fatto attraverso la spesa storica, ma attraverso quella standardizzata. La spesa storica contribuisce solo ad anestetizzare la classe politica che spreca i soldi ed è per questo che il sud non si è sviluppato. Bisogna costringere chi amministra a fare bene e al nord i soldi non crescono sulle piante, ma dal lavoro».

«CHI E' CONTRO PERDE VOTI» - Il Senatùr ha poi rilevato come sarebbe politicamente deleterio, per le altre forze politiche, non seguire la Lega in una battaglia che per il Carrocio è di fatto una ragione di esistere. «Chi non dirà sì al federalismo non potrà ambire a prendere voti al di sopra del Po». Inoltre, secondo Bossi, «bisogna finirla in Italia con figli e figliastri. Non ci possono essere in un Paese democratico, tutti devono essere trattati nello stesso modo». Bossi ha riconosciuto che per certi aspetti si è ancora in «piena prima Repubblica, ma noi diamo lo stop al sistema di Roma ladrona. E’ venuta la Lega, figlia del Carroccio, che può far cambiare il Paese. Noi abbiano saputo restare legati alla gente ed ascoltarla».

«CHIUDERE I CAMPI NOMADI» - Prima del Senatùr erano intervenuti gli altri colonnelli leghisti. Tra loro, in particolare, il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, che aveva esordito all'insegna del grido «Padania libera» per poi spiegare che «i campi nomadi abusivi saranno chiusi tutti». Parlando di immigrazione, Maroni se l'è presa con la Libia, accusandola di non rispettare gli accordi: «Continua a lasciar partire clandestini a centinaia che giungono a Lampedusa - ha spiegato -. Ad ottobre ci andrò personalmente in visita affinchè gli accordi internazionali con quel Paese vengano rispettate».

http://www.corriere.it/politica/08_settemb...44f02aabc.shtml

Il leader conclude a Venezia la tre giorni sul Po. E lancia un avvertimento
rivolto soprattutto agli alleati: "In Aula conteremo chi è amico e chi no"
Bossi: "Difficile fare il federalismo C'è chi è fermo alla Prima Repubblica"
Umberto Bossi
VENEZIA - La tre giorni leghista del Po si è chiusa poco fa con la consueta cerimonia dell'acqua: due bambini hanno lanciato nella Laguna l'acqua raccolta dal fiume Tagliamento e dal fiume Piave. Umberto Bossi, invece, ha lanciato sui militanti della Lega l'acqua del Po che lui stesso ha raccolto venerdì alle sorgenti sul Monviso. Poi, in chiusura, le note di Va pensiero. Ma non ci sono stati solo riti, in questa domenica del Carroccio. Visto che il loro leader ha parlato di federalismo, con avvertimenti per tutti, amici e nemici: "'Non sarà facile farlo passare - ha detto - molti sperano che si torni indietro, siamo ancora in piena Prima Repubblica. Ma noi abbiamo bisogno non di passato, bensi' di futuro''.

Secondo Bossi, il federalismo fiscale ''cerca di
mettere a posto uno Stato che non ha un soldo come l'Italia''. Rispettando 'la Costituzione' che ''garantisce che scuola, sanita' e assistenza siano uguali in tutte le regioni del Paese''. ''Non ci possono essere figli e figliastri - ha aggiunto - ma 'tutti deviono essere trattati alla pari".

Quanto al percorso della riforma, il numero uno del Carroccio non ha nascosto le difficoltà: ''E' passato il federalismo al Consiglio dei ministri, arriverà alle commissioni dove si litiga molto, poi approderà in Parlamento dove si fa finta di non litigare perché la gente vede. In Aula conteremo chi è nostro amico e chi nostro nemico e questo sarà per sempre''. Un avvertimento che sembra rivolto più agli alleati che all'opposizione.

http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/p...ssi-nemici.html

Federalismo, Bossi avverte il Pdl: "In aula vedremo chi è il nemico"
Il leader leghista attacca da Venezia
VENEZIA
«Sull’approvazione del federalismo divideremo gli amici dai nemici e i nemici lo saranno per sempre». L'affondo di Umberto Bossi arriva nel giorno della festa della Lega a Venezia, corroborata dal primo sì del governo al ddl Calderoli. Il leader del Carroccio si fa attendere sul palco. Al popolo leghista, numeroso nonostante la pioggia (150mila persone secondo gli organizzatori), portava in regalo quello che ha ottenuto giovedì in Consiglio dei ministri, ovvero il primo via libera al federalismo fiscale.

Bossi si è fatto attendere fin quasi alle 14 e così sul palco hanno dovuto susseguirsi gli interventi di alcune decine di esponenti minori della Lega per prendere tempo. E quando il Senatur è arrivato è anche spuntato il sole, così che ha potuto farci sopra una battuta: «Il sole ci segue, lo avete portato voi, è il sole delle Alpi, il sole dell’anima». Ringraziati i suoi, presenti nonostante il freddo e la pioggia a tratti imperiosa, Bossi è partito in quarta. «È passato il federalismo in consiglio dei ministri - ha detto - e adesso arriva in commissione dove si litiga molto, poi andrà in aula, dove si fa finta di non litigare perchè lì la gente lo vedrebbe. Ma sarà evidente a tutti e tutti la scopriranno l’anima gentile del federalismo». «Certo - ha proseguito - sarà anche il momento in cui vedremo chi è davvero amico del federalismo e chi no. E i nemici lo saranno per sempre».

E dopo una breve parentesi di ricordi - «qui siamo venuti il 15 settembre del ’96 per lanciare il progetto dell’ indipendenza, ma dovremo tornare dall’anno prossimo in primavera perchè questa sia una festa di primavera» - Bossi ha detto che «il federalismo fiscale cerca di mettere a posto il problema dello Stato italiano che non ha una lira per pagare le pensioni e per mettere a posto le strade. Tutto questo perchè le regioni sbattono via i soldi». Secondo il ministro delle Riforme, «dare tanti soldi non serve a far crescere le regioni che sprecano, anzi serve ad anestetizzare la classe politica di quelle regioni. E allora occorre obbligare i politici a fare le scelte giuste e a non buttare i soldi, i soldi mica crescono sugli alberi al Nord, teste di c... di Roma ladrona. Va bene aiuti a chi ne ha bisogno ma non più sulla spesa storica». Poi l’apertura al futuro: «Certo ci sono ancora molti che sperano che si torni alla prima Repubblica ma il Paese ha bisogno di futuro e quindi di federalismo fiscale».

Prima di lui avevano preso la parola anche i ministri leghisti e in particolare il responsabile del Viminale Roberto Maroni, che aveva esordito con un «Padania libera» e ribadito il no della Lega al voto agli immigrati e la inflessibilità del Carroccio sui temi della sicurezza; e c’era stato Roberto Calderoli che si è definito «un mulo», spiegando «me lo dicono perchè lavoro come una bestia, e tiro anche calci. Con Bossi abbiamo inventato un tandem formidabile, lui guida e io pedalo». Ma Calderoli ha battuto soprattutto sul tema del federalismo, sottolineando che a suo parere federalismo fiscale e costituzionale nel 2009 potranno camminare insieme e arrivare insieme in porto. Poi, la chiusura di Bossi con il rito dell’acqua del Po, del Tagliamento e del Piave versati in Laguna e la frase finale: «Siamo partiti come due gocce d’acqua e siamo diventati come il fiume Po, tutti sanno che quando io parlo dietro di me ci sono milioni di persone e se bocciassero il federalismo sarebbe bocciare milioni di cittadini».

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezion...36467girata.asp


Notare come la stampa "libera" si limiti a denominarla "3 giorni su Po'" e non si azzardi a fare cifre sulle presenze.