Pia Locatelli, Presidente dell'I.S. donne e del CN del partito, invitata all' International Leaders hip Forum, che è organizzato dal National Democratic Institute, ha partecipato alla Convention che ha eletto Barack Obama candidato democratico alla presidenza degli Stati Uniti. Ecco le sue riflessioni di ritorno da Denver.
Barak Obama: chiara visione, chiari impegni, poca demagogia.
di Pia Locatelli
“Time to change” (tempo di cambiare), lo slogan della Convention del Partito democratico americano, risuonata in continuazione per tutti i quattro giorni di questo mega-incontro che ha riunito 4.800 delegati in rappresentanza di milioni di militanti, simpatizzanti, semplici cittadini chiamati nei mesi scorsi a scegliere tra i possibili candidati, infine tra Barack Obama e Hillary Clinton. Insieme ai delegati ed ai superdelegati, che contano circa per il 20%, migliaia di presenti per tre giorni nel Pepsi-Centre e nel quarto, all'aperto, come John Kennedy nel 1960, nello stadio Invesco dove Obama ha tenuto il suo discorso di accettazione della candidatura ed ha presentato il suo programma davanti a 84.000 persone. Il suo discorso a chiusura della Convention democratica ha fatto fare ad Obama un balzo di otto punti, ritornando largamente in testa nei sondaggi (48% contro 42% per McCain). Diversamente dall'opinione dell'Osservatore Romano (che ritiene sarà vantaggio di breve durata), penso che il programma presentato nel suo discorso darà solidità alla candidatura di Obama, finora presentata più attraverso la novità del personaggio, il primo candidato afro-americano, che non appunto il programma. Inizia con le tasse e subito precisa che cambiare significa un sistema di tassazione che non favorisca i lobbisti che l'hanno scritto ma i lavoratori e le piccole imprese che lo meritano; dire basta agli incentivi fiscali per le aziende che esportano posti di lavoro per darli invece alle aziende che creano nuovi posti di lavoro nel Paese; taglio delle tasse del 95% per le famiglie della middle class, sostegno alle piccole aziende e a quelle nuove, altamente tecnologiche che creeranno posti di lavoro a loro volta altamente tecnologici. Con grande soddisfazione dell'ex vicepresidente Al Gore - presente con un ottimo discorso sui temi a lui cari del cambiamento climatico, dell'energia, dell'emergenza ecologica -, Barack Obama si è impegnato ad eliminare la dipendenza dal petrolio del Medio Oriente in 10 anni, per il bene dell'economia, della sicurezza, del futuro del pianeta. 150 miliardi di investimenti in dieci anni per fonti energetiche rinnovabili, energia eolica, solare, nuova generazione di biocarburanti... e ricerca per rendere sicura l'energia nucleare. Investimenti nell'istruzione, a partire dalla scuola elementare per la quale sarà reclutato un esercito di nuovi insegnanti, meglio pagati e meglio supportati, ai quali verranno chiesti in cambio alti standard di qualità ed insieme responsabilità. E promessa a tutti gli studenti, impegnati a servire la comunità e il Paese, della certezza di un'educazione universitaria. Servizi sanitari a costi accessibili, possibilità di conciliare lavoro e famiglia, uguale salario per uguale lavoro perché “voglio che le mie figlie abbiano esattamente le stesse opportunità dei vostri figli”... Un riferimento a dove trovare i fondi viene dall'impegno a impedire alle grandi società scappatoie per eludere le tasse ed a chiudere i paradisi fiscali, insieme ad un lavoro di verifica puntuale e sistematica del budget federale per eliminare spese inutili ed inefficaci, razionalizzazione della macchina pubblica, perché non si può vincere le sfide del XXI secolo con una burocrazia del XX. Promesse ed impegni che si riferiscono al governo ma a ciascun cittadino americano. Non basta trovare le risorse finanziarie, che certamente servono, ma occorre soprattutto un rinnovato senso di responsabilità che Barack Obama sollecita soprattutto fra i Democratici, richiamando John Kennedy e quella che lui definiva “la nostra forza intellettuale e morale”. La promessa americana significa responsabilità individuale e responsabilità reciproca, significa mantenere gli impegni, nel Paese e all'estero. Obama rivendica di aver previsto l'errore della guerra in Iraq e di aver votato contro perché era una guerra che distraeva dalle vere minacce per l'America; rimprovera a McCain di aver respinto la richiesta di maggiori risorse e truppe in Afghanistan per combattere il terrorismo e accusa la coppia Bush e McCain di aver dissipato la credibilità dell'America nel mondo Un grande discorso, che ha richiamato tutti alla responsabilità: chiara visione, chiari impegni, poca demagogia ed insieme un po' di poesia e soprattutto ottimismo e fiducia, fiducia nel futuro e nelle persone per dare slancio al Paese, quello che manca in Europa, quello che manca in Italia.




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