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  1. #1
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito Un altro '29 alle porte?

    Il destino della banca d'affari segnato dopo il disimpegno di Fed e Tesoro
    Le banche interessate al salvataggio si sono tirate indietro, creando un fondo anticrac


    Lehman dichiara il fallimento
    Sui mercati arriva il terremoto


    http://www.repubblica.it/2008/09/sez...di-lehman.html

    NEW YORK - La Lehman Brothers ha dichiarato fallimento, chiedendo l'ammissione al "Chapter 11" alla "Us Bankruptcy Court", nel distretto Sud di New York. Il sistema finanziario di tutto il mondo ha quindi iniziato la settimana subendo le pesanti ripercussioni che l'ennesima vittima eccellente della crisi dei mutui facili ha innescato.

    Intanto Lehman ha deciso il licenziamento di 6 mila dipendenti in Europa, comprese, per quel che riguarda l'Italia, personale delle sedi di Milano (120 dipendenti) e Roma (20). I licenziamenti, secondo l'Adnkronos, sono operativi da oggi. In Italia è stata sospesa l'autorizzazione come operatore a Piazza Affari, mentre l'autorita' di controllo dei servizi finanziari in Germania, Bafin, ha vietato alla divisione tedesca di effettuare e ricevere pagamenti oltre che realizzare disinvestimenti.

    Il destino della Lehman Brothers, la più piccola delle banche d'affari statunitense, è stato segnato dall'abbandono delle trattative per il salvataggio da parte di Barclays e di Bank of America. In mancanza di un appoggio da parte delle autorità tutti i papabili acquirenti si sono tutti tirati indietro rendendo inevitabile la richiesta di bancarotta.

    Un precipitare degli eventi che non ha fatto cambiare posizione né al Tesoro Usa né alla Fed, entrambe ferme nella scelta di non mettere in campo questa volta un salvataggio sullo stile Bear Stearns o, tanto meno, sulla scia di quanto deciso per Fannie Mae e Freddie Mac. Prima Bank of America, poi Barclays hanno abbandonato le trattative in quanto, a loro avviso, recuperare la situazione senza un aiuto del governo era impossibile.

    Bank Of America, però non si è lasciata spaventare e anzi, nelle ultime ore ha lavorato intensamente per accaparrarsi quella che per gli operatori sarebbe, in caso di collasso di Lehman, il nuovo bersaglio del mercato: Merrill Lynch. L'acquisizione, alla quale mancherebbe solo la firma, dovrebbe avvenire per una cifra che si aggira sui 44 miliardi di dollari, cioè 29 dollari per azione, con un premio del 70% rispetto alla chiusura di Merrill di venerdì.

    Le autorità americane si sono limitate piuttosto a mettere in campo a sostegno dei mercati misure di natura tecnica in grado di allentare i timori e ad aumentare la liquidità. La Fed, con l'esplicito appoggio del Tesoro, ha infatti annunciato l'ampliamento della gamma di garanzie accettate per prestiti dalle banche di investimento che, ora, potranno presentare a garanzia anche titoli spazzatura.

    Visto il nuovo atteggiamento delle autorità pubbliche, le banche (almeno quelle ancora in grado di farlo) si sono viste costrette a correre ai ripari, realizzando una sorta di fondo anti-fallimento: dieci istituti, non solo americani, hanno dato così vita a un fondo da 70 miliardi con il quale si assicurano liquidità aggiuntiva a sufficienza. Le risorse del fondo possono anche aumentare se altre istituzioni decidessero di aderire all'iniziativa di Bank of America, Citibank, Barclays, Credit Suisse, Ubs, JpMorgan, Merrill Lynch, Goldman Sachs, Deutsche Bank e Morgan Stanley.

    A rendere ancora più esplosiva una situazione già molto difficile, si aggiungono le difficoltà della Aig. Il colosso assicurativo svelerà domani un piano di ristrutturazione ed è alla ricerca di un prestito ponte da 40 miliardi da parte della Fed.

    (15 settembre 2008)

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  2. #2
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito

    Aprono in forte ribasso tutte le piazze europee. Piazza Affari in pochi minuti giù del 2,64% con l'offerta che non risparmia nessun settore del listino

    Effetto Lehman, per le Borse è subito crollo

    http://www.repubblica.it/2008/08/sez...t-15-matt.html

    MILANO - Si è subito fatto sentire, in piazza Affari come sugli altri listini europei, l'effetto della decisione di Lehman Brothers di accedere alla procedura di bancarotta: in avvio di seduta, le vendite hanno prevalso su tutti i principali titoli del listino facendo precipitare le quotazioni. Dopo pochi minuti di attività, l'indice Mibtel perdeva già il 2,64% e l'offerta non risparmiava nessun settore del listino, con ribassi particolarmente accentuati per i titoli bancari e industriali.

    L'eccezione di Telecom, che ha beneficiato del giudizio positivo della banca d'affari Morgan Stanley con un iniziale rialzo, è poi rientrata nel corso della seduta e anche il titolo telefonico mostra una quotazione in calo.

    A poco più di un'ora dall'inizio delle contrattazioni il ribasso appare in accelerazione, con Parigi maglia nera d'Europa che scende di oltre il 4% e le altre piazze che perdono fra il 3 e il 4%. Anche Piazza Affari accelera al ribasso con una perdita intorno al 3,75%.

    (15 settembre 2008)

  3. #3
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito Le colonie europee aspettano notizie dal "migliore dei sistemi economici"...

    La dichiarazione di bancarotta della Lehman Brothers

    Il più grande fallimento della storia

    Più di Enron e di Worldcom: con 600 miliardi di attivi e 30 di capitale la banca non poteva più stare in piedi

    http://www.corriere.it/economia/08_s...4f02aabc.shtml

    Il più grande fallimento della storia. Più di Enron, più del gigante hit-tech Worldcom. Segno che lo tsunami della crisi dei mutui subprime è tutt’altro che finito. Con la dichiarazione di bancarotta della Lehman Brothers, uno dei big di Wall Street, il mondo della finanza , che fino all’ultimo aveva sperato in un salvataggio, alla fine si è arreso ai numeri.

    Con 600 miliardi di attivi e 30 miliardi di capitale, la banca non poteva più stare in piedi. Nelle stesse ore il gigante Bank of America ha invece comprato Merrill Lynch, per 50 miliardi di dollari in azioni. Nel più classico gioco della torre, uno si salva, l’altro viene buttato giù. A questo punto l’America ha mostrato almeno quattro modi per rispondere alla crisi, che poco si possono racchiudere nel classico bivio Stato-mercato.

    PrimaJp Morgan ha comprato Bear Sterns; domenica dell’altra settimana il governo federale è intervenuto per salvare Fannie Mae e Freddie Mac. Una mossa voluta dalla Casa Bianca perché quelle due agenzie federali rappresentano metà dei prestiti casa sottoscritti dagli americani. E stanotte la scelta di non intervenire per Lehman. Come dire: in tempi di crisi si sceglie la strada che in quel momento appare la più efficace. E forse la campagna elettorale non è del tutto estranea ad alcune scelte.

    Una cosa è certa, con il crac della banca nata 158 anni fa si chiude l’epoca iniziata dopo la Grande Depressione, che portò alla netta separazione tra le banche commerciali e le banche d’investimento. Prima, molti anni fa, Citigroup con Salomon, poi Jp Morgan con Bear Sterns, ora Bank of America con Merrill Lynch. Le banche commerciali, che hanno una rete di sportelli capace di raccogliere i capitali hanno vinto questo round al mercato dei rischi. Restano solo in due ad essere indipendenti, Goldman Sachs e Morgan Stanley.

    Nicola Saldutti
    15 settembre 2008

  4. #4
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    Greenspan: è la crisi peggiore da 50 anni, forse da un secolo

    http://www.wallstreetitalia.com/arti...?art_id=613964

    L'ex presidente della Fed stavolta dice che la crisi in atto è ancora lontana dall'essere terminata. E su Lehman ha perfettamente ragione: "Il fallimento di una banca non è di per sé un problema. Tutto dipende da..." L'attuale crisi finanziaria è la più grave da 50 anni e forse da un secolo a questa parte. Ad affermarlo è l'ex presidente della Fed, Alan Greenspan, secondo il quale la crisi in atto è ancora lontana dall'essere terminata. In un'intervista alla Abc, Greenspan prevede che saranno ancora diverse le istituzioni finanziarie a soccombere.

  5. #5
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    Ad occhio e croce sembra che il ’29 sia una barzelletta di fronte agli avvenimenti attuali e per quelli che si prospettano.
    Il ’29 era un problema della economia che nessuno osa affermare essere la conseguenza del cambio epocale derivante dal convegno di Genova del 1922.

    Gli economisti piuttosto di ammetterlo si fanno uccidere. Anche perché se lo ammettono perdono il posto e non solo.

    Ora invece è il crollo del sistema bancario. Hanno lasciato andare troppo con il trattato Basilea 2.

    Adesso si vedono i risultati. Già alcuni anni or sono erano sorti dubbi su questo trattato, ma come al solito il cittadino medio che casualmente aveva saputo della cosa, era stato convinto che si aveva timore del trattato solo per la grande ignoranza , mentre invece era un opera di genio.

    Ora Basilea 2 non è un più una grande mossa.
    Forse qualcuno con quella mossa credeva di mettere le basi per assorbire una miriade di banche, oppure qualcuno voleva semplicemente sconvolgere il sistema mondiale economico e forse anche politico.

    Sembra che sia per la seconda soluzione.

    Vedremo.
    E noi siamo ancora al federalismo fiscale.

  6. #6
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    la cinghia
    preparumse a tirè la cinghia.
    mi c'a l'hai semper tirada faria nèn tant tavaj, ma i "bambucciùn" 'd Padoa Sciopa 'a fariu gran fatiga!!!

    "tira 'n poch pì la cinghia...ma cala nèn le braje..!!"
    desvijumse...!
    ciareia

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Jotsecondo Visualizza Messaggio
    ... Hanno lasciato andare troppo con il trattato Basilea 2...
    Preciso e puntuale come l'ulcera, Jot... accidenti a te...

    Giusto una domanda mi frulla per la testa: anche un golem come Lehman Bros (fulgido esempio di adamantina purezza contabile) ha detto la sua sul rating delle aziende?

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Jotsecondo Visualizza Messaggio
    Ad occhio e croce sembra che il ’29 sia una barzelletta di fronte agli avvenimenti attuali e per quelli che si prospettano...
    Non solo, in prospettiva della più che reale possibilità che G.W.Bush sia la pedina necessaria per riabilitare il collega del'29, Herbert Hoover.

    http://www.corriere.it/economia/08_s...4f02aabc.shtml
    E Bank of America acquista Merrill Lynch. Bush: lavoriamo per ridurre impatto crisi

    Lehman Brothers dichiara fallimento

    I possibili acquirenti si sono ritirati dopo il rifiuto del governo Usa di intervenire con fondi a sostegno





    La sede della Lehman Brothers sulla 6th Avenue a New York (Afp)NEW YORK - Lehman Brothers ha avviato la procedura fallimentare. La banca d'affari statunitense ha chiesto alle autorità americane di far ricorso al "Chapter 11" che le consentirà di procedere alla ristrutturazione, mentre vengono congelate le iniziative autonome dei suoi singoli creditori. Una decisione presa dopo che la banca d'affari non è riuscita a trovare un acquirente che si facesse carico dei suoi 60 miliardi di dollari di attività sull'immobiliare a elevato rischio. Ora i 26.000 dipendenti perderanno probabilmente il posto di lavoro. Lehman in Europa conta su 6 mila dipendenti. Nelle sedi italiane i dipendenti sarebbero complessivamente 140, di cui 120 operativi su Milano e i restanti 20 su Roma.
    FALLIMENTO RECORD - Il fallimento di Lehman è il più grande nella storia delle bancarotte mondiali. Lehman ha superato infatti il crac di WorldCom, il gruppo telefonico che finì in amministrazione controllata nel 2002. Lehman ha un debito pari a circa 613 miliardi di dollari.
    BUSH: LIMITARE I DANNI - «Siamo al lavoro per ridurre l'impatto della crisi finanziaria sull'economia», ha detto il presidente Usa George W. Bush in una breve conferenza stampa alla Casa Bianca. La situazione è critica, ha aggiunto, e «nel breve periodo l’impatto potrebbe essere grave», ma il governo americano «sta lavorando per ridurre l’effetto negativo delle turbolenze». Bush ha sottolineato di essere in continuo contatto con il segretario al Tesoro, Henry Paulson, e con la Securities and Exchange Commission (la Consob statunitense) allo scopo di «promuovere la stabilità». Il presidente si è detto «fiducioso» circa la capacità dell’economia americana, che «rimane solida», di «bilanciare aggiustamenti sui mercati finanziari».
    E BOFA COMPRA MERRILL - Il passo è diventato inevitabile dopo che gli ultimi potenziali acquirenti si sono defilati: la Bank of America si è infatti lanciata sull'acquisto della banca d'affari Merrill Lynch (accordo per 50 miliardi di dollari, con un premio del 70% rispetto alla chiusura della quotazione di Wall Street di venerdì scorso), mentre la britannica Barclays non ha voluto procedere dopo che il governo americano ha chiarito che non avrebbe garantito i debiti di Lehman.

    LA CRISI - Lehman Brothers, fondata 158 anni fa, è stata messa in ginocchio dalla crisi dei mutui. Il tracollo è anche il frutto della decisione del Tesoro e della Fed di concedere col contagocce i soldi dei contribuenti americani per Lehman, a differenza di quanto avevano fatto a marzo per Bear Stearns, il cui crac era stato attenuato, grazie ai 30 miliardi che la Fed aveva messo a disposizione di Jp Morgan accorsa a salvarla. Anche una settimana fa, di fronte alla crisi di insolvenza di Freddie Mac e Fannie Mae, le autorità avevano optato per una rete di salvataggio, che costerà non meno di 200 miliardi di dollari. In questi giorni però, di fronte al crac di Lehman, Fed e Tesoro si sono dimostrate restie ad intervenire.
    ESPOSIZIONE - L'esposizione di Lehman Brothers nel settore dei mutui residenziali ammontava alla fine di agosto a 13 miliardi di dollari, mentre quella sui mutui commerciali a 33 miliardi di dollari. Lo evidenzia il «Wall Street Journal» secondo cui la liquidazione di Lehman Brothers potrebbe provocare un'ondata di «fire sale» nei due settori abbattendo ulteriormente il valore degli asset detenuti dagli altri istituti di credito. Lehman, precisa il quotidiano finanziario Usa, è anche fortemente interconnesso con moltri altri mercati come quelli sui credit-default swap di cui è uno dei top 10 player.
    GOLDMAN SACHS E MORGAN STANLEY A RISCHIO - E ora l’attenzione è sulle due banche d’affari americane rimaste apparentemente in piedi, ovvero Goldman Sachs e Morgan Stanley. A questo punto, cosa accadra’ a Goldman Sachs e Morgan Stanley? Molti investitori ritengono che Morgan Stanley potrebbe essere costretta a una fusione con un’altra banca, come fa notare la stessa agenzia di stampa Dow Jones. Tuttavia altri esperti mettono in rilievo come non ci sia al momento un colosso che possa acquistare Morgan, se si considera che ormai Bank of America, con l’acquisto di Merrill Lynch, sara’ in effetti fuori gioco. Ci sarebbero si’ Wells Fargo e US Bancorp, ma nessuna delle due ha manifestato un interesse per rilevare una societa’ grande del calibro di Morgan Stanley. Ed e’ anche per questo motivo che secondo Nancy Bush, analista di NAB Research, l’unico potenziale acquirente potrebbe essere proprio Goldman Sachs. A meno che non si considerino le grandi banche straniere, tra cui Barclays, che aveva manifestato un interesse per Lehman, per poi fare dietrofront. Nessun commento e’ arrivato al momento da Goldman Sachs, sebbene il colosso abbia diffuso un comunicato in cui conferma la responsabilita’ per tutte le azioni quotate che per il loro trading hanno utilizzato Lehman Brothers.

    LICENZIAMENTI - La bancarotta di Lehman Brothers, oltre a mandare a picco le Borse, sta avendo gravi ripercussioni sul fronte occupazionale. Solo in Europa, riferisce l'Adnkronos, sono stati licenziati seimila dipendenti.
    FONDI - Per far fronte a una mancanza di liquidità, la Bce ha inserito nel mercato 30 miliardi di euro, più altri 6,4 la Banca d'Inghilterra. Dieci banche (Bank of America, Citibank, Barclays, Credit Suisse, Ubs, JpMorgan, Merrill Lynch, Goldman Sachs, Deutsche Bank e Morgan Stanley) hanno dato vita a un fondo di 70 miliardi con il quale si assicurano liquidità aggiuntiva a sufficienza. Le risorse del fondo possono anche aumentare se altre istituzioni decidessero di aderire all'iniziativa. Non c'è nessun nome italiano tra i 30 maggiori creditori non garantiti di Lehman Brothers nel documento depositato al tribunale di New York. «La nostra esposizione con Lehman Brothers è limitata», ha riferito l'amministratore delegato di Unicredit, Alessandro Profumo.




    15 settembre 2008

  9. #9
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    Goldman Sachs in crisi: novità sul rating aggiornato di Mario Draghi?

  10. #10
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    L'importante è lasciare che tutto il marcio sia spurgato fuori senza salvare nessuna banca o istituzione finanziaria.
    Il capitalismo e il Mercato sanno autoregolarsi.

 

 
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