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LA STAMPA di giovedì 18 settembre 2008
Sgravi fiscali? Ora è impossibile"
Tremonti alla Camera: con la crisi la riduzione delle tasse potrebbe slittare
STEFANO LEPRI ROMA
«La crisi in atto nel mondo e in Italia può aggravarsi e temo che si aggraverà» dice Giulio Tremonti; e si vanta di averla prevista per tempo, a differenza di altri.
«Questa crisi è stata... non dico niente perché non voglio litigare» aggiunge, dopo che l`altra sera in tv aveva accusato chi doveva vigilare di non aver vigilato.
La crisi è uno dei tre motivi elencati dal ministro dell`Economia, che ieri ha relazionato alla commissione Bilancio della Camera, per spiegare come mai non si possono ridurre subito le tasse. L`opposizione lo reclama, con Pierluigi Bersani del Pd («immediate misure per ridurre le imposte sui redditi da lavoro e pensione» e Pierferdinando Casini dell`Udc («il ceto medio va verso la povertà»).
Nella maggioranza si comincia a sentire qualche vo- ce che non vuole lasciare l`argomento - di vincente Finanziaria in anticipo sui tempi: sarà pronta già lunedì. Attesa per i 3 ddl collegati della riduzione delle tasse agli avversari.
Non è il momento, sostiene Tremonti. «La riduzione fiscale prevista dal nostro programma la faremo nell`arco della legislatura - ha detto ai deputati - e probabilmente anche della prossima» mostrandosi sicuro che, per come vanno ora le cose, il centro-destra vincerà anche nel 2013. La crisi, tra l`altro, spinge i mercati ad allargare il premio di rischio pagato dai titoli di Stato meno sicuri in Europa, come quelli italiani, sui più sicuri, i tedeschieri si è arrivati a 77 centesimi di «spread».
E` soprattutto la componente An della maggioranza ad essere inquieta. Ieri in commissione Maurizio Leo, esperto fiscale di Alleanza nazionale, ha chiesto un «sostegno alle famiglie con redditi più bassi». Il giorno prima Mario Baldassarri, sempre di An, presidente della commissione Finanze del Senato, aveva giudicato la manovra Tremonti troppo restrittiva, con effetto negativo di due decimi di punto sul prodotto lordo, e aveva chiesto un deciso taglio delle tasse.
Il Dpef del governo Berlusconi 4 non prevede nessun calo della pressione fiscale per tutto il quinquennio.
Intanto il sottosegretario all’Economia Giuseppe Vagas ha annunciato che i conti pubblici potrebbero chiudere il 2008 con un risultato leggermente migliore di quanto previsto a giugno nel Dpef. Il fabbisogno del Tesoro potrebbe fermarsi a 44 miliardi, 2,5 in meno dell`ultima stima. Il chiarimento è stato fornito durante la discussione alla Camera del bilancio di assestamento; anche dopo che la Corte dei Conti aveva lamentato una scarsa trasparenza delle cifre.
Il disegno di legge finanziaria per il 2009 sarà presentato «lunedì o martedì» annuncia Tremonti, in anticipo sul termine del 30 settembre.
Si limiterà a confermare le cifre della manovra triennale approvata per decreto-legge a luglio.
Sarà una finanziaria snella, di pochi articoli, solo di numeri e tabelle, «sperimentalmente» per quest`anno priva di provvedimenti specifici; ma la pressione degli emendamenti sembra destinata a scaricarsi sui 3 ddl «collegati




eri si è arrivati a 77 centesimi di «spread».
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