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    Predefinito Per abbassare davvero le tasse bisogna spostarle dal lavoro all'ambiente

    Per abbassare davvero le tasse bisogna spostarle dal lavoro all'ambiente
    LA PROPOSTA DEI RADICALI AL PARTITO ANTITASSE

    • da Il Foglio del 1 maggio 2010, pag. 2

    di Elisabetta Zamparutti, Marco Cappato

    A 16 anni di distanza dal tremontiano "spostare le tasse dalle persone alle cose", è necessario non solo passare dalle parole ai fatti, ma anche prendere in considerazione l’immenso patrimonio delle risorse naturali finora fiscalmente trascurato. Spostare le tasse "dal lavoro all’ambiente", dunque: questa è l’urgenza per una rivoluzione fiscale che non si ponga soltanto l’obiettivo di una maggiore equità nei confronti dei lavoratori e di efficienza nella riscossione, ma anche di migliorare la qualità della vita rafforzando il libero mercato.

    Aria, acqua e suolo sono risorse quasi sempre utilizzate senza che alcuno paghi un prezzo corrispondente al loro valore. Dalle emissioni di CO2 all’inquinamento di mari e fiumi, dalla cementificazione del suolo alla distruzione di biodiversità, il consumo di risorse non rinnovabili sotto forma di inquinamento e esaurimento di capitale naturale è realizzato senza che le ricadute per tutti in termini di minore salute, benessere e ricchezza siano riconosciute nel loro effettivo valore economico. In termini globali, l'utilizzo di risorse naturali da parte dell’uomo ha da tempo abbondantemente superato la capacità del pianeta stesso di rigenerarle.

    Nel mettere mano alla riforma di un fisco come quello italiano, che spreme i lavoratori e penalizza le imprese, bisogna dunque valorizzare il patrimonio dilapidato di risorse comuni ambientali. Il principio da affermare per una riforma fiscale sostenibile dovrebbe essere quello di una progressiva riduzione del carico fiscale sul lavoro al quale corrisponda un aumento della pressione fiscale sul consumo dei beni ambientali. Una prima occasione è resa urgente dallo sforamento degli impegni italiani in sede di Unione europea per la riduzione delle missioni di CO2. I Parlamentari radicali hanno presentato una proposta di legge per creare un’imposta "sui consumi di combustibili fossili" nei settori non soggetti al sistema dell’emission trading" e "finalizzare il gettito derivante dall’imposta a ridurre il carico fiscale sui redditi da lavoro". Gli ordini di grandezza inizialmente limitati (si potrebbe partire da 13 euro a tonnellata di CO2 emessa, cioè circa 3 miliardi) diverrebbero importanti (35 miliardi) qualora raggiungessimo, con la necessaria gradualità, l`attuale livello svedese.

    Se il principio della carbon tax fosse esteso agli altri beni ambientali, l’incidenza sulla composizione del carico fiscale potrebbe in pochi anni diventare davvero significativa, a livello non solo nazionale, ma anche locale: consumo di acqua potabile al di là dell’uso domestico minimo; consumo del suolo; occupazione di suolo pubblico per automezzi privati; produzione di rifiuti domestici e industriali. In tempi di federalismo fiscale non si tratta di questioni marginali.
    L`impatto e la sostenibilità politica di una riforma fiscale di questo tipo dipende da alcune condizioni.

    La prima è che non possa avere in alcun caso come conseguenza l’aumento della pressione fiscale: ogni euro raccolto dalle tasse ambientali, qualunque sia il loro gettito complessivo, deve essere rigidamente vincolato alla corrispondente diminuzione di almeno un euro delle tasse provenienti dai redditi da lavoro e impresa. La pressione fiscale complessiva dovrebbe semmai nettamente diminuire, attraverso quella riforma delle pensioni e del welfare che De Benedetti ha proposto su questo giornale e sulla quale come Radicali abbiamo presentato diverse iniziative anche parlamentari.

    Sempre sul piano sociale, la seconda condizione è che si neutralizzino gli effetti regressivi che ogni tassazione indiretta produce. Le compensazioni a favore dei più poveri non dovranno necessariamente avvenire sotto forma di esenzioni, ma preferibilmente di accesso a servizi pubblici anch’essi "virtuosi", in particolare nel settore dei trasporti (pubblici e collettivi) o delle abitazioni (promuovendo la massima efficienza energetica). Solo garantendo il contenimento della pressione fiscale complessiva e l’eliminazione degli effetti regressivi si può ottenere il consenso sulle tasse ambientali. Anche per questo, incontreremo i sindacati dei lavoratori e degli imprenditori per discutere la nostra proposta.

    La terza condizione è quella di definire subito l’andamento del nuovo sistema di imposizione nel lungo periodo, anche tra venti o trent’anni: solo con aspettative certe si può innescare un circolo virtuoso sugli investimenti che portino a una transizione "dolce" verso settori e metodi di produzione più sostenibili. Una riforma del genere contribuirebbe ad avviare una vera e propria rivoluzione, oltre che "ambientalista" anche "sociale" (rispetto al costo del lavoro e all’evasione) e persino "liberista", nel senso dell’applicazione del libero mercato, operando sul meccanismo dei prezzi invece che su dirigiste imposizioni di metodi produttivi o di altrettanto arbitrari e distorcenti""ecoincentivi".

    Marco Cappato e Elisabetta Zamparutti
    Radicali Italiani

    NOTE

    Gli interventi di Carlo De Benedetti e Stefano Fassina, con le altre reazioni già raccolte dal Foglio su questo tema, sono disponibili su Il Foglio.it - [ Edizione online ]
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  2. #2
    repubblicano perciò di Sx
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    Predefinito Rif: Per abbassare davvero le tasse bisogna spostarle dal lavoro all'ambiente

    a molti sembrerà una bestemmia; ma credo che la prima politica fiscale da fare a favore dell'ambiente sia quella di smetterla con le politiche fiscali di appoggio alle famiglie numerose.
    Mi sembra che il pregiudizio nei confronti degli ecoincentivi sia piuttosto ideologica; ma , per la verità, ho parecchi dubbi su tutta l'impostazione del problema . Non sempre una politica fiscale che può risultare utile rispetto alle politiche che tramite la stessa si voglioo ottenere riesce ad essere altrettanto efficente come sistema generale; e del resto mi sembra che immaginare di sostituire alle detrazioni fiscali delle politiche di servizi, ad un interventista come me potrebbero anche andar bene, sia contradditorio con politiche ceconomiche he vogliono essere liberiste.*
    Se debbo contribuire a sollevare il disagio di una persona gl idò i quattrini perchè li spenda come meglio crede e secondo la sua scala di ofemilità, non lo accompagno all'opera anche se lui preferisce uno spettacolo rock, distorcendo, con il mio comportamento, il prezzo di entrambe le manifestazioni.
    Comunque il tutto mi sembra un bel passo avanti rispetto a certe sparate ultraliberiste che serpeggiano fra i radicali.

    * ricordo, e mi sembraun discorso analogo, che durante il referendum sul finanziamento pubblico sui partiti , io ero favorevole a trasformare quei soldi in disponibilità, gratis ad un prezzo politico, di accedere a spazi per conferenze, a tipografie ecc , favorendo così le periferie dei partiti rispetto ai vertici e favorandone l'autonomia dagl istessi( ma io non mi sono mai dichiarato un liberista)
    Ultima modifica di edera rossa; 01-05-10 alle 20:51
    "E' decretato che ogni uomo il quale s'accosta alla setta dei moderati debba smarrire a un tratto senso morale e dignità di coscienza?" G. Mazzini

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  3. #3
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    Predefinito Rif: Per abbassare davvero le tasse bisogna spostarle dal lavoro all'ambiente

    Quelle dell'articolo citato mi sembrano parole molto sagge, ma spesso proprio queste non vengono minimamente ascoltate da chi di dovere, forse sono un po' troppo pessimista, eppure non riesco a pensare che possano essere davvero messe in pratica.

  4. #4
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    Predefinito Rif: Per abbassare davvero le tasse bisogna spostarle dal lavoro all'ambiente

    Citazione Originariamente Scritto da subiectus Visualizza Messaggio
    Quelle dell'articolo citato mi sembrano parole molto sagge, ma spesso proprio queste non vengono minimamente ascoltate da chi di dovere, forse sono un po' troppo pessimista, eppure non riesco a pensare che possano essere davvero messe in pratica.
    ...eppure basterebbe così poco...
    Liberalismo e socialismo, considerati nella loro sostanza migliore, non sono ideali contrastanti né concetti disparati

 

 

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