di Monica Centofante - 16 settembre 2008
Palermo
. Deciderà entro il prossimo 24 settembre se richiedere o meno l'acquisizione al processo contro Marcello Dell'Utri delle carte ricevute nei giorni scorsi dalla Procura di Reggio Calabria.



Il sostituto procuratore generale di Palermo Antonino Gatto, che rappresenta l'accusa al processo d'appello che vede il senatore del Pdl accusato di concorso esterno in associazione mafiosa (in primo grado Dell'Utri è stato condannato a nove anni di reclusione) ha fatto sapere che comunicherà la sua decisione, in merito ai documenti ricevuti dai colleghi calabresi, nel corso dell'udienza che si terrà la prossima settimana a Firenze. E a seguito della quale, in caso il pg propendesse per la richiesta di acquisizione, dovranno esprimersi i giudici della Corte d'Appello di Palermo e successivamente il Senato, che sarà chiamato a decidere se concedere o meno l'autorizzazione all'utilizzo di alcune delle intercettazioni contenute in quelle carte.
Negli atti trasmessi al Dott. Gatto dal procuratore calabrese Giuseppe Pignatone sarebbero infatti riportate, tra le altre cose, compromettenti conversazioni tra il senatore Dell'Utri e l'indagato per associazione mafiosa Gioacchino Arcidiaco, parente di Antonio Piromalli, figlio del boss Giuseppe Piromalli, detenuto e sottoposto allo speciale regime del 41bis. E considerato il capo di una delle più potenti 'ndrine insediate nella Piana di Gioia Tauro. L'Arcidiaco, stando a quanto si legge nel documento di fermo e sequestro preventivo emesso dalla procura di Reggio Calabria – firmato dai pm Pennisi, Boemi, Prestipino, Di Palma e Miranda - “doveva incontrare l'on. Marcello Dell'Utri”, sul finire dello scorso anno, “per prospettargli talune situazioni che riguardavano la famiglia Piromalli e sollecitare un suo intervento”. In vista di questo importante summit – al quale avrebbe partecipato anche l'avv. Lima – aveva chiesto delucidazioni ad Aldo Miccichè – ex politico dai rilevanti trascorsi penali, indagato per associazione mafiosa, da tempo residente in Venezuela, personaggio chiave dell'inchiesta e suo tramite con lo stesso senatore.
“Voglio capire in che termini mi devo proporre”, è la domanda posta dall'Arcidiaco al Miccichè, lo scorso 2 dicembre del 2007, alla quale quest'ultimo risponde: “Spiegagli chi siamo, che cosa rappresentiamo per la Calabria... voglio che tu sia rappresentato bene... io gli ho già detto tante cose... mi sono spiegato?” Poi continua: “La Piana ... la Piana è cosa nostra facci capisciri … il Porto di Gioia Tauro lo abbiamo fatto noi, insomma! Hai capito o no? Fagli capire che in Aspromonte e tutto quello che succede là sopra è successo tramite noi, mi hai o capito? ... ”.
Gioacchino, però, non è convinto e chiede delucidazioni: “...adesso l'oggetto che... voglio capire... è stato lui a cercare noi tramite te... perché avesse bisogno di qualcosa giù”... E Micciché si spiega meglio: “Sono stato io a collocare i miei due pupilli, Gioacchino ed Antonio (Arcidiaco e Piromalli ndr.), in mano loro quando ho capito che la loro forza politica che si stava svolgendo in questo senso...”. “Ora fagli capire – prosegue - che in Calabria o si muove sulla Tirrenica o si muove sulla Ionica o si muove al centro ha bisogno di noi … hai capito il discorso? E quando dico noi intendo dire Gioacchino ed Antonio, mi sono spiegato ..”?
Il successivo passo dell'intercettazione spiega quale sarebbe stata una delle principali richieste che l'Arcidiaco avrebbe rivolto al senatore nell'interesse del “cugino” Antonio Piromalli. E che consisteva nel far ottenere l'immunità allo stesso Piromalli attraverso il conferimento di una funzione consolare per conto di un qualsiasi stato estero. Che sia “russo, vietnamita, arabo, brasiliano, non mi interessa”, sottolinea Arcidiaco, “perché se c'è zio fuori e pure lui ... eh ... poi siamo rovinati!”.
In riferimento alla presenza dell'Avv. Lima all'appuntamento Miccichè invece sottolinea: così “capisce che non sei l'ultimo arrivato! Mica è facile parlare con Marcello Dell'Utri, parliamo chiaro... parlare con Marcello Dell'Utri significa l'anticamera di Berlusconi”. E ancora aggiunge: “...Lui vorrà che si facciano i centri della Libertà...” “...e tu gli dici che noi siamo a disposizione che quando deve partire l'operazione per i Centri lui deve venire incontro”.
Il giorno dopo, 3 dicembre 2007, sono ancora le intercettazioni a confermare che quell'incontro è realmente avvenuto.
Al telefono con Arcidiaco, Miccichè riferisce di un colloquio avuto con il senatore Dell'Utri in riferimento alla riunione tenuta poco prima. Marcello Dell'Utri “mi ha chiamato... era entusiasto”, e di Arcidiaco aveva detto: “pensa a quante cose possiamo fare... un giovane meraviglioso ...etc...etc...”. Lo stesso giorno Dell'Utri si sente con l'Arcidiaco, che in presenza di Antonio Piromalli lo chiama e viene intercettato. La conversazione tra i due non solo conferma l'avvenuto incontro , ma consente di accertare quale fosse stato l'oggetto della riunione: “La piena disponibilità offerta dall'Arcidiaco all'uomo politico di organizzare le basi del partito (circoli) nel territorio di Gioia Tauro, ed altri luoghi, e pienamente accolta dal Dell'Utri”.
E mentre per l'utilizzo a Palermo di tali intercettazioni si aspetta la decisione del pg Gatto, nei giorni scorsi la procura di Reggio aveva deciso di convocare Dell'Utri – che non risulta iscritto nel registro degli indagati – come persona informata sui fatti. Ma il senatore ha spiegato in una lettera inviata alla stessa procura che non intende rispondere alle domande dei magistrati. Attraverso il proprio difensore, l'avvocato Giuseppe Di Peri, ha fatto sapere che si avvarrà infatti della facoltà di non rispondere perché le sue eventuali dichiarazioni potrebbero essere utilizzate dai magistrati siciliani.
http://www.antimafiaduemila.com/content/view/9040/84/

Dell' Utri : L'uomo che durante l' ultima campagna elettorale Berlusconi ha proposto ai giovani come modello !