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    Predefinito I Liberal sono i veri neo-fascisti

    I progressisti credono nello Stato-padrone, nell’economia dirigista e nella necessità di tenere l’uomo sempre sotto controllo. Tanto, se serve, da poterlo pure sacrificare. Sembrano davvero i nazisti.



    I LIBERAL SONO I VERI NEO-FASCISTI, DÌ LORO DI SMETTERE

    IL DOMENICALE, Sabato 31 maggio 2008

    Scrive Jonah Goldberg in un libro americano grosso e ben documentato che il fascismo è cosa tutta loro, progressista, di sinistra, illuminista. Che con la vera Destra non c’entra e che quindi bisogna tenersene a distanza. Perché strepita, sputa, vessa e alla fine pure uccide, oggi come ieri. Urge traduzione italiana immediata

    Tutto quello che credete di sapere su fascismo e nazismo è sbagliato sin dal principio

    di Marco Respinti


    Immaginatevi di entrare in una di quelle grandi librerie che sfoggiano in tempo reale ogni e qualsiasi novità, uno di quei negozi che in fatto di libri hanno praticamente tutto e che non si (e non ci) lasciano mancare davvero nulla. Immaginatevi di comperare lì, per pochi soldi, il bestseller del momento, il saggio di cui stanno discutendo i maggiori quotidiani e a cui i periodici fanno eco in prima pagina. Immaginatevi adesso che il libro che avete fra le mani si butti subito nella mischia dicendo: le cose che sapete sul fascismo? Dimenticatele tutte, sono solo un mucchio di falsità. La realtà vera è infatti l’esatto contrario di quanto normalmente si legge sui libri, s’insegna a scuola, si sente alla televisione. Tutte bugie, quelle, perché – spiega appunto il libro che avete appena acquistato – è giunta l’ora di smetterla con le fanfaluche sul fascismo come fenomeno conservatore, reazionario, persino tradizionalista, oggi riportato in auge tra fasti e tripudi da una folta schiera di fondamentalisti cristiani e di papalini incalliti. Il fascismo (dice sempre quel libro) è infatti un fenomeno eminentemente di sinistra, è socialismo appena appena camuffato, è la diretta conseguenza della mentalità progressista. I suoi padri e i suoi vessilliferi sono cioè quelli che oggi chiamiamo i liberal, lupi feroci in panni buonisti, tutta gente che con la cultura della Destra autentica non ha alcunché da spartire.
    Se questo accadesse sul serio senza dubbio sobbalzereste. E allora continuate, immaginatevi una scena così, con parole così e poi aggiungeteci la ciliegina sulla torta. Aggiungeteci cioè che l’autore del libro che avete appena comperato e che del fascismo dice cose così è un ebreo, un ebreo che più ebreo non si può, e pure praticante e osservante.
    Fantascienza pura, pensate? Sarebbe bello se fosse vero? Ebbene, la notizia del giorno è che è tutto cristallinamente autentico, fino all’ultima riga. Quel libro esiste, il suo autore ebreo pure, le cose che ivi vengono dette anche. Il libro s’intitola Liberal Fascism: The Secret History of the American Left from Mussolini to the Politics of Meaning (pp.488, $27,95), l’autore è Jonah Goldberg, l’editore che lo pubblica la Doubleday di New York, non certo una etichetta di nicchia commerciale o di frangia lunatica.

    Tutto origina dai progressisti

    Jonah Jacob Goldberg, nato nel 1963, è oggi una delle firme di punta dell’ultima generazione di opinionisti conservatori statunitensi. Dal 1988 scrive regolarmente su National Review e a lui si deve il lancio sul web di National Review Online (le due testate non sono mai uno la pedissequa duplicazione dell’altro), di cui per anni è stato direttore e oggi è editor-at-large. Vecchia volpe del piccolo schermo alla scuola del guru tivù neocon Ben J. Wattenberg (yellow all’American Enterprise Institute di Washington), Goldberg è spesso ospite di show televisivi importanti (Good Morning America, Crossfire, Nightline, Real Time with Bill Maher, Larry King Live, per non citare che i più noti). Famoso per l’ironia a volte caustica che lo contraddistingue, si getta volentieri nelle polemiche e, come dicono dalle sue parti, non fa mai prigionieri. La cosa che di solito gli riesce meglio è rigirare su se stesse le affermazioni e le accuse proferite con nonchalance dalla Sinistra. Lo fa sempre, Goldberg, ma in Liberal Fascism evita.
    Evita perché non è questo il punto. Se infatti i liberal appiccicano con faciloneria e con malizia a tutto ciò che odiano il marchio infame di “fascista” mica per questo li si deve imitare etichettandoli a nostra volta allo stesso modo. Goldberg scegli qui una strada più seria, assai più profonda.
    Afferma l’opinionista conservatore americano che, a far data da quell’epoca che gli storici definiscono Progressismo (dagli anni Novanta dell’Ottocento agli anni Venti del Novecento), la Sinistra statunitense ha abbracciato sistematicamente mentalità e pratica politiche in linea con il credo fascista, in alcuni casi persino con gl’ideali nazionalsocialisti.

    Wilson, FDR, Hillary, Obama...

    L’affermazione, forte, di Goldberg si sviluppa per cerchi concentrici, tre. Il primo dice che progressismo e fascismo provengono dalla medesima radice ideologica affermatasi alla fine del secolo XIX come esito finale di un lungo itinerario d’involuzione culturale, insomma che i due fenomeni sono uniti da un ntenato comune. Il secondo dice che progressismo e fascismo si sono scambiati, ideologicamente parlando, più di una occhiata d’intesa negli anni del “regime americano”, dalla presidenza di Thomas Woodrow Wilson a quella di Franklin Delano Roosevelt. Il terzo dice che progressismo e fascismo si sono combattuti sui campi di battaglia della Seconda guerra mondiale come in una guerra civile, e che la vittoria del progressismo ha comportato quell’inveramento dello spirito fascista che oggi si presenta in Occidente vestito nei panni del relativismo più aggressivo, avendo imparato solo a sorridere un poco di più.
    Semplici boutade a effetto? Per nulla. Basta, come fa Goldberg, mettere in parallelo i punti fermi della politica e della mentalità fasciste con quelli tipici del progressismo liberal.
    Sia i fascisti sia i liberal, elenca lo studioso americano, venerano lo Stato come la fonte di ogni legge e di ogni diritto, non riconoscendo al sopra di esso alcun’altra autorità; al massimo (con poche varianti nell’uno e nell’altro caso) vedono lo Stato come inveramento di uno spirito assoluto coincidente con gl’irrinunciabili fondamenti ideologici della propria visione del mondo. Per entrambi lo Stato è il grande taumaturgo dell’economia, il supremo educatore dei giovani, il gran maestro di etica per le masse, il gran dispensatore di eguaglianze materiali e di ridistribuzioni, il gran demiurgo capace di creare e di garantire ai cittadini diritti nuovi a seconda delle necessità storiche, insomma il grande fratello che a tutto provvede. Sembra davvero il regime mussoliniano, o il Terzo Reich hitleriano, che a sua volta sembra però l’Unione Sovietica, ma che a sua volta assomiglia al futuro radioso promesso da una Hillary Clinton o da un Barack Hussein Obama qualsiasi.
    Sia il mondo liberal sia la mentalità fascista credono cioè che gli esseri umani non siano affatto capaci di vivere con responsabilità le proprie libertà e quindi ritengono che le persone vadano continuamente messe sotto tutela, vigilate, controllate. Entrambi ritengono che troppa libertà faccia male, e che più burocrazia faccia invece un gran bene alla società. Entrambi demonizzano i propri avversari imbastendone grossolane e malevole caricature. Entrambi funzionano grazie a sofisticate macchine di propaganda capaci d’imporre a tutti la voce del padrone e di trattare da reprobo e da eretico chiunque, per qualsivoglia motivo, dissenta.
    E c’è persino di più. I liberal di oggi afferma Goldberg, dimostrano addirittura una mentalità positivamente filonazista, non solo similfascista, nella misura in cui adoperano linguaggi terroristici nei confronti degli avversari, minacciando il cataclisma cosmico qualora quelli dovessero avere la meglio in questo o in quel settore della vita pubblica. Descrivono gli oppositori come gli agenti di una grande cospirazione ordita da capitalisti, liberisti, ebrei e cristiani che mira alla conquista del mondo e al loro annientamento. Li accusano di praticare quella intolleranza che invece sono essi stessi a praticare. E, più grave di ogni altra cosa, considerano l’uomo sostanzialmente un virus da estirpare, qualora non si sia preventivamente riusciti a porvi rimedio, rigenerando per intero la specie.

    Contro l’uomo, sempre

    I nazisti ieri e i liberal oggi sono infatti i più grandi propugnatori – ricorda Goldberg – di aborto, sterilizzazione, eutanasia ed eugenetica. Qual è la reale differenza che intercorre allora fra quei due mondi? Goldberg è tranchant nel rispondere che, in essenza, non vi è proprio alcuna differenza. Nel nostro mondo hanno trionfato i nazisti, dice, e questi vestono oggi i panni dell’ipocrita tanto quanto violenta mentalità liberal.
    Polemiche da campagna elettorale, si dirà, rozze e malevole. Niente affatto. Il libro di Goldberg è ricco di esempi, circostanziato, meticoloso. Va studiato minuziosamente, approfondito,
    seguito nelle piste di ricerca che traccia. È infatti un grande portale, varcata la soglia del quale si spalanca agli occhi del lettore una prospettiva nuova, uno scenario inedito, un panorama sconosciuto.
    Goldberg ha del resto assimilato bene la lezione appresa per esempio da un italiano quale Giordano Bruno
    Guerri, nelle cui pagine egli ha trovato quell’idea forte e intrigante secondo cui il fascismo altro non è se non il primo esempio riuscito, dalla Rivoluzione Francese a oggi, d’istituzionalizzazione della nuova religione laicista nata dalla Rivoluzione Francese stessa. Uno spunto che in Goldberg ha fatto tornare alla mente le sapide analisi condotte dal filosofo della politica tedesco-americano Eric Voegelin sulla natura stessa dello spirito ideologico, quindi sulle sue molteplici (diverse e uguali) manifestazioni storiche in ideocrazie totalitarie del potere politico.
    Le ideologie, solo apparentemente fra loro diverse, sono cioè incarnazioni contingenti di un medesimo animus sovversivo che attraversa tutta la storia umana combattendo solo per ottenere la distruzione finale di ogni e qualsiasi cosa, in primis l’uomo. Per questo chi si oppone allo loro marcia è (nel senso più pieno e puro dell’espressione, Goldberg non ha dubbi) un conservatore, un difensore dell’uomo e della sua civiltà.

    Eric Voegelin come maestro

    Ideologia fascista o nazista – oppure, ovvio, anche comunista – da un lato e mentalità liberal dall’altro sono perfettamente solidali in questa feroce battaglia scatenata contro l’uomo, schieramenti diversi dello stesso nemico, non c’è da farsi illusioni.
    Ora, che un’analisi seria come questa venga svolta da un autore ebreo aggiunge valore a valore. Di fronte al libro, corposo e documentato, di Goldberg nessuno può infatti sfoderare le solite vecchie accuse di revisionismo o parlare di manipolazioni. Nessun può permettersi cioè il brutto lusso di dipingere l’autore di Liberal Fascism come un dozzinale sdoganatore d'ideologie disumane.
    Ecco, quello segnato dalla comparsa di questo libro è il vero giorno della liberazione, della liberazione da certi falsi pudori e da taluni rispetti umani ingiustificati. Sulle orme di Liberal Fascism è infatti opportuno, anzi doveroso riaprire (una volta in più, ma ora con maggiori conforti e più certezze) l’antica pratica relativa alle origini del totalitarismo, all’involuzione totalitaria della democrazia, persino alle origini illuministe, progressiste e sinistre del razzismo in genere e dell’antisemitismo in specie. Un capitolo di storia della verità a cui manca ancora la parola fine. •



    http://www.ildomenicale.it/pdf/LiberalFascism.pdf

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  2. #2
    Bieco reazionario colonialista
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    Interessante articolo.

    Ne parlavamo con amici giorni fa, i fossili neo-fascisti, con il loro filo-statalismo obsoleto (perché devono essere quanto più vicini ad un "ortodossia Fascista" che tra l'altro non è mai esistita) sono praticamente insieme alla sinistra.

    Non capicono che non c'è nessuna ortodossia da seguire in questo campo, e che il futuro della Destra si chiama Identità e Libertà, proprio contro questo regime creato dalla criminale e assassina "resistenza" rossa, nemico dell'Identità e della Libertà.


    carlomartello

 

 

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