Tutta l'Italia sarà rimasta sconvolta dalle dichiarazioni antiunitarie che i leghisti hanno lanciato in questi giorni e non saranno mancati i pianti nelle private dimora a sentire che il ministro Calderoli non intendeva andare allo scoglio di Quarto. Sia chiaro non è che tutti gli italiani debbano essere concordi con questa o quella pubblica manifestazione, solo che certe assenze più che il dramma suscitano il sorriso. Sappiamo bene come ad avere una visione della politica che assomigli ad una eterna sbronza non serva andare a quartini di Marsala in alternativa al commemorare il viaggio di Garibaldi da Quarto a Marsala.
Anche il grande repubblicano e garibaldino, il patriarca dell'irredentismo democratico, Egisto Bezzi non volle partecipare al rito sabaudo e nazionalista della commemorazione di quell'evento, solo che egli aveva il senso così profondo dell'unità della Patria come unità di eguali nella libertà e nel diritto, che sapeva che solo l'Italia democratica sarebbe stata degna di commemorare quell'impresa. E , a dimostrazione della saggezza dellal visione di Bezzi, oggi i leghisti sono contratri all'Unità Italiana proprio perchè contrari all'unità degli italiani, e di quanti abitano nel territorio della repubblica, nei diritti e nella libertà, a partire dalla parità di diritti fra le diverse religioni a quella fra le diverse etnie di appartenenza. E qui il sorriso cede il passo all'amarezza; anche chi non trova illegittimina ( anche se profondamento inopportuna) una eventuale divisione del paese si deve porre il problema di quale modello di stato sorgerebbe da una eventuale separazione che parta dai presupposti propri della politca leghista , una separazione che, più che essere temuta da chi si troverebbe a non farne parte, credo debba essere temuta principalmente da quanti si troverebbero a vivere in un paese con i valori leghisti trasformati in norme costituzionali, con Bossi alla presidenza dello stato e Calderoli a capo del governo e Borghezio addetto al ministero per la diìfesa della padania e della nordità. Sarebbe uno stato retrivo e bigotto che ci farebbe tornare non alla Lombardia di Maria Teresa od alla Venezia della Serenissima , ma ad uno stato a metà borbonico ed a metà papalino,proprio là da quel nord da dove salparono i Mille e da dove doveva partire ( ed almeno in parte partì) il partigiano Vento del Nord per trasformare l'Italia in un paese più civile ed economicamente più sviluppato.




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