From Ia Merkviladze (Georgian independent newspaper
Sakartvelos Respublika)
Qual è la sua opinione sull’invasione russa della Georgia?
Che fu un’aggressione premeditata e molto ben programmata in anticipo
Il Parlamento italiano è unanime nella posizione sulla Georgia?
No, è profondamente diviso. Oggi ci troviamo di fronte a una paradossale coincidenza di posizioni condivise fra il Primo Ministro Berlusconi, grande amico di Putin, e gli ex comunisti italiani. Ad occhio e croce direi che il 15 per cento dei parlamentari italiani sono apertamente a favore della Georgia mentre gli altri si dividono fra chi appoggia apertamente i russi e chi invoca le necessità della “realpolitik”.
Ma che pensa la gente comune? Sappiamo che la televisione italiana ha trasmesso filmati dai quali si ricava che le truppe georgiane sono quelle che hanno aggredito. Lei perché pensa che sia stata diffusa questa versione?
“Gli italiani sono gente confusa. Non sapevano nemmeno che esistesse sul pianeta terra una cosa che si chiama Ossezia, ma molti di loro dicono: se gli americani possono fare quel che vogliono in Iraq, perché i russi non possono farlo in Georgia? E’ triste, ma è così.
Qual è stata la posizione italiana al summit della Nato a Bucarest nell’aprile scorso, a proposito dell’ingresso della Georgia?
La maggior parte dei membri della classe politica ha tirato un sospiro di sollievo perché era stat sbattuta la porta in faccia alla Georgia. Hanno detto: meno male! Pensate che rogna se adesso la Georgia faceva parte della Nato e dovevamo intervenire contro la Russia. Il che è l’esatto opposto della verità perché è ovvio che se la Georgia avesse fatto parte della Nato, la Russia non avrebbe osato attaccare la Georgia.
Per quale motivo pensa che la Georgia non sia stata fatta entrare nella Nato?
Perché l’atteggiamento di base è quello di non dar fastidio all’orso russo.
Che ne pensa della grande amicizia fra Putin e Berlusconi? Quali sono gli effetti positivi e quelli negativi per l’italia, per la Georgia, per l’Unione Europea e per il mondo in generale? Berluskoni dice che con molta fatica è riuscito a convincere Putin dal bombardare Tbilisi. Ma se ha questo potente impatto con la dirigenza russa come mai non ha cercato di convincere Putin a non bombardare Tskhinvali, Gori, Poti, e altre città e villaggio della Georgia?
Io sono personalmente nauseato e in una posizione molto scomoda quando sento il primo ministro Berlusconi parlare di Vladimir Putin come del “mio caro amico”, o di “Vladimir il grande”. Il fatto è che oggi l’Italia oppone il suo veto contro ogni azione che possa costituire una sanzione o anche una semplice condanna verso l’aggressione russa. L’Italia garantisce la Russia, e in questo gioco c’è una sostanziale sintonia fra il ministro degli esteri ombra, l’ex comunista Piero Fassino, il presidente della Repubblica, il Primo Ministro e il ministro degli Esteri in carica. Circolano soltanto voci, ma una di queste è che Berlusconi si vanta di aver ridimensionato le mire di Putin.
A chi giova di più il tandem Putin Berlusconi? Chi ne trae più vantaggi a livello personale? E’ vero quel che si dice e cioè che Putin e Berlusconi si sono spartiti le proprietà che appartenevano alla Yukos?
Io posso dire che la relazione personale fra Putin e Berlusconi non appare limpida: ci sono molti interessi in gioco e i due traggono vantaggio l’uno dell’altro. Quanto ai beni della Yukos, non ne so nulla.
Che rapporti ci sono fra il presidente italiano e Dmitry Medvedev?
Credo che sia un rapporto mediato da Putin, ma non ho informazioni dirette.
E’ una cosa buona per una democrazia che il premier, uomo o donna che sia, sia anche un grande affarista?
No, ma in Italia non esiste alcun divieto per questa combinazione. E in ogni caso Berlusconi fin dal 1994 ha fermato l’irresistibile arrivo al potere dell’ex partito comunista. Resta uno strenuo anticomunista, ma innamorato di Putin. Ma è chiaro che l’ombra degli interessi personali grava sempre sulla scena.
L’Italia sosterrà l’esclusione della Russia dal G8 e dalle altre organizzazioni internazionali?
Naturalmente no. L’Italia bloccherà qualsiasi azione contro la Russia.
Ricorda qualche genere di relazione fra Italia e Georgia negli ultimi anni?
Oggi esiste un forte anche se piccolo movimento pro-Georgia, di cui anch’io faccio parte, da quando cioè l’aggressione russa l’ha fatto diventare una questione di primo piano.
Che vantaggio ha l’Italia ad investire in Liberia? Perché paesi come l’Italia non prendono l’abitudine di investire nelle democrazie?
L’Italia ha inventato il motto “pecunia non olet”, il denaro non ha odore.
Pensa che la Georgia potrà riunire Ossezia ed Akbazia?
Francamente no. Forse diventerà possibile il giorno in cui Stati Uniti e Europa insieme daranno un aut-aut alla Russia. Ma la Russia sembra avere molta voglia di menare le mani anche usando i suoi mezzi militari.
Se l’Occidente decidesse di isolare la Russia, questo migliorerebbe o peggiorerebbe la situazione economica mondiale?
La Russia non produce tecnologia, scienza, cultura, anche la sua forza militare è vecchia e le recenti operazioni hanno mostrato la vecchiezza delle sue forze armate. Ma ha forza bruta, cattivi ufficiali, ottimi soldati. La Russia non può vivere isolata: il suo petrolio e il suo gas valgono qualcosa soltanto se qualcuno li compera in Europa. Senza clienti la Russia non esiste. Ma la Russia ha una formidabile capacità di usare il suo denaro per corrompere, dare tangenti, comperare giornalisti. E, quel che è più importante, i russi conoscono perfettamente la posta n gioco, conoscono gli europei molto meglio degli americani: usano lo stesso linguaggio astuto e imbroglione degli europei, specialmente quello degli italiani.
Pensa che sia stato a causa della sordità europea di fronte alla guerra cecena che i russi abbiamo deciso di seguitare a giocare sui conflitti etnici per dominare?
I russi sono stati molto abili a presentare il massacro ceceno come parte della guerra mondiale al terrorismo islamico e la cosa non ha interessato gli italiani. A loro interessa l’Iraq per dare addosso all’America.
Penso che Italia e Germania possano sapere meglio di altre nazioni quale sia il costo della pace e della giustizia, se hanno la memoria della seconda guerra mondiale. _
Gli italiani non ricordano. Ricordare è un’attività quasi proibita. L’Italia è rimasta completamente sorda di fronte alle sofferenze della Cecenia e la sinistra ha occhi e orecchie soltanto per l’Iraq. Io ho udito negli Stati Uniti l’ambasciatore russo dichiarare: “Siamo tornati. Decidiamo noi se quando e come intervenire e quanto tempo restare in Giorgia: noi avvertiamo lo spazio che fu dell’Unione Sovietica come parte del nostro spazio di sicurezza, in cui vogliamo avere le mani libere per fare tutto quel che riteniamo necessario per la nostra sicurezza”. Io penso che la prossima generazione vedrà il confronto finale fra la società occidentale e il nuovo asse che vede insieme Russia Iran e Cina. E possiamo soltanto sperare che l’Occidente a quel punto vinca di nuovo e definitivamente.