OMNIA SUNT COMMUNIA
Daniele Nalbone
«Il lavoro nobilita l'uomo
Bologna, settembre 2007. Street parade contro Cofferati Giancarlo DonatiniDaniele Nalbone
«Il lavoro nobilita l'uomo.... il precariato lo mobilita»! Da Torino a Taranto, dalla Calabria alla Sardegna, oltre tremila lavoratori del settore dei call-center hanno manifestato ieri a Roma nonostante il diluvio torrenziale che si è abbattuto sulla capitale. «Speriamo che le cose migliorino ma se pensiamo a tutte le nefandezze che sono state fatte in questi anni non possiamo di certo gioire» si sfogano i manifestanti che fanno capo alla rete Colsenter. Troppe volte hanno visto materializzarsi tavoli dal nulla al quale si sono seduti in tanti (sindacati, imprese, governo), «alcune volte ci hanno chiamato inbound , fortunelli sulla via della salvazione, altre volte outbound , paria senza speranza. Alla faccia dei nomignoli che ci affibbiano noi siamo persone con dei diritti, dei desideri, che si traducono nel bisogno di un salario decente e di orari umani».
Gli organizzatori della mobilitazione e le segreterie nazionali di Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil chiedono che venga rafforzata l'attività ispettiva e creata una "carta delle responsabilità" affinché i committenti si impegnino a non praticare gare al massimo ribasso, assegnando le commesse solo alle società che impiegano lavoratori subordinati e che rispettano le leggi in tema di lavoro: «Vi sono decine di call-center che, ricorrendo a contratti a progetto, generano lavoro precario e mal pagato a danno di quelle imprese che, invece, hanno stabilizzato i dipendenti investendo sulla qualità».
Fra i quarantamila lavoratori del settore senza tutela che chiedono stabilità non vi sono soltanto giovani, alias precari, alle prime esperienze ma migliaia di persone che si sono reimmesse nel mondo del lavoro tramite i call-center. Per questo occorre attivare nuovamente il tavolo nazionale in materia presso il ministero del Lavoro, «anche perché vogliamo sapere che fine hanno fatto gli oltre 8mila verbali sanzionatori frutto dell'attività ispettiva fino a ora intrapresa». Il Circolo delle comunicazioni e dell'informatica di Rifondazione comunista, insieme alla Sezione Itc di Roma dei Comunisti italiani, uniche forze politiche presenti al corteo, reclamano «la stabilizzazione di tutti i call center e l'affermazione di una buona occupazione e del tempo indeterminato anche per lavoratori outbound perché, nonostante le importanti vittorie ottenute con le lotte dei lavoratori e delle lavoratrici dei call center più grandi, in primis Atesia, che hanno portato alla stabilizzazione di migliaia di posti di lavoro, la precarietà in questi ambienti non è stata ancora debellata». E' in questa ottica che si inquadrano le critiche al decreto 112 del governo Berlusconi, convertito in legge lo scorso 5 agosto: una manovra che annienta definitivamente le garanzie per i precari, prima tra tutte quella che imponeva l'obbligo di assunzione, tramutato ora in un "equo" risarcimento, da parte dell'azienda dopo 36 mesi di contratti. Le persone giunte ieri a piazza della Repubblica da tutta Italia non chiedono trattamenti di favore ma solo che si favorisca la crescita del settore in relazione alla qualità e ai nuovi servizi e non basandosi esclusivamente sulla competizione su salari e diritti puntualmente sacrificati in nome del profitto.
20/09/2008 Liberazione
ARDITI NON GENDARMI




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