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Il mio intervento congressuale
6, July 2008, 2008, 11:24 - Politica
Posted by Administrator
Faccio qui quello che avrei voluto fare durante il congresso del mio circolo.
Non l'ha sentito nessuno, non l'ha letto nessuno.
Non lo leggerà nessuno nemmeno qui, ma almeno non mi rimane uno starnuto trattenuto.
Compagni e compagne,
Intervengo molto raramente nei dibattiti, ascolto, mi pronuncio poco.
Lo faccio non perché non abbia niente da dire, ma perché mentre penso alcune cose gli altri gli danno voce. Nella concordia, quindi, evitando retorica e ripetizione, me ne sto zitto.
Questa volta invece ho riflettuto molto sulle questioni congressuali, sulle cose che ho letto, sentito, e partendo da una bozza di idea che mi sono fatto sul futuro di rifondazione, sugli errori commessi e sulla sconfitta cocente, sono arrivato a conclusioni più chiare, più limpide, per me più ideologicamente proponibili.
Per questo oggi sento la necessità di intervenire, non come un avente diritto ma come un dovere nei confronti dei miei compagni.
Perché si parla del futuro di Rifondazione.
Prima di tutto vorrei sottolineare che cadere a terra non significa affatto rimanerci a vita. Ci si rialza
La buona notizia è che spesso e con sorpresa ci si accorge che va anche meglio di prima.
Da una foresta incendiata ne cresce una seconda più rigogliosa.
Gesù se non era risorto era un maghetto di bottega. Era stato un buon profeta, ma un profeta morto. punto.
Alla luce di questo, il futuro di rifondazione intanto è crederci e non darsi per vinti. E' la prima è insindacabile ricetta che esiste. I dubbi ce li hanno tutti, c'è chi si sente più comuista, chi meno, chi pensa di lavorare troppo chi poco, chi pensa di dare troppo tempo chi poco, chi pensa e chi non pensa.
Eppure senza tanti giri di parole la ricetta è semplice, è li, secondo me, alla portata di tutti. Per risorgere basta individuare bene il nemico. Focalizzato chi è, gli amici arriveranno da se.
Io ce l'ho un nemico, non so se corrisponde al vostro, ma io ce l'ho: E’ LA DEMOCRAZIA.
L'abuso di questa parola dal valore di una password (se te la scordi sei fottuto) sta generando dei fenomeni inquietanti.
In america la usano per porre in essere un REGIME, ci giustificano le guerre, in italia gli danno significati bizzarri 'lasciar correre', 'attendere la posizione dell'altro’, nel nome della democrazia dobbiamo essere più sicuri dagli immigrati, in special modo da quelli romeni che delinquono di più (gli albanesi son già passati di moda). No, se uno democratico come veltroni è d’accordo con le destre per una maggiore repressione di conseguenza io non sono democratico. Non so quanto comunista, ma di certo non democratico.
Ecco, sarebbe bene che Rifondazione Comunista la smettesse di adeguarsi ai principi democratici fasulli dei giorni nostri e tornasse a quel minimo di rigore indispensabile per la sopravvivenza di qualsiasi organizzazione.
Allo stato dell'arte Rifondazione è una scatola aperta in cui ognuno ha il diritto di buttare il proprio bigliettino senza un filo conduttore, senza un fine ben preciso. Ogni tanto si guarda a che punto è la scatola (senza leggere i biglietti, tanto ci sono scritte le stesse cose) e si discute per mesi se dichiararla mezza piena o mezza vuota.
Ordine. Ci vuole ordine. Si è parlato tanto di piramide rovesciata, ma interroghiamoci, chi ha vinto e chi ha perso?
ha vinto la classe dirigente o ha perso la base? io direi la seconda, perchè la base gliel'ha lasciato fare, significa, minimizzando, che la base non contava un bel niente.
Ma questa sarebbe una analisi e me ne tengo lontano.
Oggi si spaccia la ME-RI-TO-CRA-ZIA come un valore democratico, che trovo di una gravità assoluta. Oggi vogliono le classi composte da studenti che si applicano, che si impegnano e che arrivino, vogliono solo questi!! E quelli che non ci riescono? quelli che non possono perché minor-dotati? che hanno una famiglia che non è riuscita? La nostra democrazia gli da una pedata nel culo, ecco il rispetto dell'altro dove si manifesta. O sei democraticamente accettabile o non meriti rispetto.
Vogliamo noi far rinascere rifondazione? facciamolo su questi principi. Hanno stravolto e strumentalizzato il concetto democratico, io non voglio farne parte. Non mi interessano coalizioni o costituenti con nessuna altra forza politica, voglio ripartire da qui, CONTRO questo modello che taglia fuori una fetta consistente di aventi diritto a tutto.
Se l'obiettivo di riunirsi è quello di ridiscutere sulla scatola mezza piena o mezza vuota non sono interessato, tutto qui.
La mia percezione, magari sbagliatissima, è che il rischio che si corre sia questo.
Serve un cambiamento radicale, nella forma, nel sistema e nei contenuti.
Due parole sul nostro sistema di fare politica.
Si sa dagli esperti di comunicazione che per chiunque parli in pubblico in un ambiente con un audio sufficiente, la platea sente circa il 90% del discorso, ne ascolta il 70%, ne capisce il 50%, ne ricorda si e no il 10%. Succederà anche questa volta, se mi va bene. Sto leggendo questa cosa perfettamente consapevole di quanto arriverà a destinazione. Lo so io, lo sanno i politici, i professori, chiunque faccia l'oratore da decenni, eppure si continua ad insegnare a scuola con estenuanti spiegazioni, lezioni asfissianti, si continua a fare politica, specialmente a sinistra, con analisi su analisi delle analisi per le analisi.
Se in una classe bocciano tutti, si cambia il professore.
Se i ragazzi continuano a bocciare è il metodo che deve essere cambiato.
Invece l’impressione mia è che spesso si dia più importanza alla buona figura di colui che parla rispetto a quello che resta in chi ascolta.
La gente, i cittadini, non hanno nè tempo nè voglia di leggersi gli articoli di liberazione di Sansonetti, non hanno voglia di perdere una serata ad ascoltare i discorsi delle tribune elettorali della tv in bianco e nero.
Non hanno voglia di assistere la celelebrazione autoreferenziale del relatore.
Per come vedo io la politica non si tratta di una gara a chi lega meglio i termini 'precariato' con 'comunismo' con 'diritti civili' e 'salario'
Io non voglio che mio figlio cresca inscatolato in uno stato di polizia come in america, non voglio che ci raccontino le cazzate che per le direttive europee dobbiamo fare questo o quell'altro mentre sono tutte direttive americane. Ad amsterdam vogliono togliere le puttane dalle vetrine, i cittadini sono disperati perché è una tradizione che va avanti da più di 100 anni.
Che cazzo gliene frega al belgio o al portogallo se ad amsterdam ci sono le puttane?
Interessa agli USA che gli stati europei si fanno in quattro per copiare, perché privando l'individuo della libertà di scegliere lo gestiscono meglio. Laggiù vivono scatolati, da laggiù vogliono scappare, vogliono venire in italia, adorano l'italia. Chi glielo racconta che fra qualche anno non si saranno spostati di un centimetro?.
Voglio che si parli di energie alternative, sempre, in ogni dibattito, che ci sia un ampio e cazzuto impegno sulle alternative ai costi abituali di ogni cittadino, dalle bollette alla jungla di tariffe per una cazzo di telefonata.
Voglio il monopolio controllato, un monopolio che funzioni, non che sia un parcheggio per impiegati statali o per grandi scalate economiche. Affanculo la concorrenza, che se da una parte è vero che migliora il prodotto dall’altra alimenta l'esportazione di mano d'opera e genera insicurezza fra i lavoratori. Il nemico E' la CONCORRENZA, LA COMPETIZIONE, NEL NOME DI QUESTA CAZZO DI DEMOCRAZIA STRAVOLTA.
Ora, detto questo io andrò a votare la prima mozione, quella che vede RC ‘correre da sola’, come ho cercato di spiegare, e perché ho riflettuto bene su un paio di cose che mi trovano d’accordo.
Premetto che le mie osservazioni sulle mozioni non tendono a convincere nessuno sulle scelte che farà. Mi limito a dire che la ‘costituente di sinistra’ , la due, non l’accetto semplicemente perché dopo averla letta ho capito che non è diretta a me, non avendoci capito niente ne consegue che io non se fossi un destinatario. Quindi anche se ci fossero stati dei buoni propositi per me resta politichese anni 70 e la scarto a priori.
Primo: A sinistra siamo sempre stati il partito di maggioranza e dobbiamo contare ancora su questo.
Secondo: Necessità di ripartire dalle piccole cose, dalle questioni cruciali per la gente, fra la gente, unirsi al loro fianco nelle ingiustizie.
Per quanto riguarda il primo punto abbiamo affrontato un processo di cambiamento sull’onda dell’antiberlusconismo con i costi che conosciamo benissimo in termini di delusione di alcuni compagni.
Attraverso coalizioni disperate ci siamo spinti all’interno del governo con l’intento e la speranza di rappresentare i nostri principi comunisti sull’eguaglianza, sui diritti, e come sostegno ai ceti meno abbienti. Un progetto a cui ho creduto perché ho sempre pensato che se ti si rompe la macchina è inutile che berci fuori dal meccanico, entri dove te la riparano e festa finita. Le cose si fanno nei posti dove si possono fare.
Per quanto mi riguarda questo tipo di processo sarebbe stato ancora valido se solo avesse avuto un seguito. Non essendo stati fortunati, preso atto anche che l’esperienza Arcobaleno non ha migliorato, se non peggiorato la nostra forza, concordo con il secondo punto sulla ripartenza da soli dalle piccole battaglie. Le cose cambiano, devono necessarie cambiare anche le idee. Ho sostenuto RC dentro il governo, l’ho sostenuto con l’Arcobaleno.
Oggi ho preso - ci troviamo a prendere - quest’altra decisione. Non ci trovo nulla di anomalo.
Sul secondo punto le cose si complicano perché ci si scontra con delle questioni che sarebbe opportuno chiarire tutti insieme ancor prima di rimettere in moto la macchina. Per farlo dobbiamo parlare di colle, perché se sono chiamato a fare IO qualcosa partendo dal basso posso solo iniziare da Colle. La complessità che si presenta è da risolvere al nostro interno sulla possibile conciliazione tra una politica di denuncia, anche ed eventualmente nei confronti del PD, e il ruolo istituzionale che rappresentiamo a livello comunale.
La prima cosa che mi viene in mente da ristrutturare immediatamente è la visibilità e il tipo di visibilità che vogliamo dare del nostro circolo.
La mia opinione è che ogni direttivo debba, inderogabilmente, da oggi in avanti, come primo ordine del giorno PRODURRE UN MURALE. Ci siamo accorti tutti quanto sia facile a dirsi e meno facile a farsi. E’ indubbiamente molto più semplice discutere, ciascuno esponendo come sempre la propria opinione sull’ordine del giorno, che scrivere tre righe efficaci per sottolineare bisogni, disservizi, condizioni sociali, discriminazioni, soprusi, privilegi, o semplicemente informare la gente che esistiamo e che non abbiamo più dubbi.
E’ più difficile scrivere un murale che affrontare un dibattito per mille ragioni, ma ritengo che non ci sia alternativa. Abbiamo parlato spesso quanta importanza riveste l’informazione e la prima cosa da mettere in atto è un sistema che garantisca un murale a settimana.
Per capire bene di quello di cui sto parlando, della nostra situazione di stallo che va sbrogliata, mi sono immaginato una riunione della lega o della lista civica alla badia. Questa gente, magari un tempo iscritta a rifondazione, scrive e fa comunicati aberranti sui musulmani, come abbiamo visto tante volte. Tutta gente che rivendica il proprio valore cristiano di tolleranza e assolutamente antirazzista.
Eppure scrivono, sono incazzati, si pongono per 30 secondi il dubbio di coscienza ma scrivono lostesso.
Probabilmente noi non siamo così incazzati, ne va preso atto, perché prima di scrivere un murale ci interroghiamo come la prenderà il sindaco, che tipo di ritorsioni avrà tra 12 anni eccetera. Data risposta a tutti i dubbi alla fine non usciamo con niente.
Il risultato è che La Lega esiste, Rifondazione no.
Dobbiamo cambiare mentalità, o siamo fottuti in partenza, qualsiasi mozione andremo a votare.
http://prcvaldelsa.altervista.org/bl...y080706-112435




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