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Discussione: Le molte Destre di LDN

  1. #1
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    Predefinito Le molte Destre di LDN

    Penso che sia giunto il momento di fare una riflessione su cosa sia LDN. Come ci saremo accorti tutti all'interno del partito ci sono persone che rappresentano esperienze di ciò che è la Destra significativamente diverse tra loro. Ma che non sono, né devono essere in contraddizione. La base comune va trovata nella comunanza dei valori. Come nell'antica Roma il Senato era diviso in fazioni in lotta per il predominio, che avevano differenti visioni della politica contingente, ma in cui nessuno metteva in dubbio il patriottismo del collega, né ciò che Roma era, nella sua identità fondante. Noi tutti siamo per una sana società tradizionale, come debba essere raggiunto questo obiettivo, ed i dettagli della sua organizzazione sono materia di doverosa discussione. Ma sicuramente non siamo per la società che la Sinistra (le varie sinistre) ha imposto ai nostri giorni. Auspico che prima o poi tutti i gruppi di Destra di POL si unifichino, e diano ciascuno il proprio contributo, con un approccio pragmatico, così com'è - o dovrebbe essere - nella politica reale.
    L'utente di POL è più acculturato e consapevole dell'italiano medio, quindi è necessario un maggiore sforzo dialettico, rispetto a chi non si fa problemi a portare il cervello all'ammasso.

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  2. #2
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    Citazione Originariamente Scritto da cavalierenero6 Visualizza Messaggio
    Penso che sia giunto il momento di fare una riflessione su cosa sia LDN. Come ci saremo accorti tutti all'interno del partito ci sono persone che rappresentano esperienze di ciò che è la Destra significativamente diverse tra loro. Ma che non sono, né devono essere in contraddizione. La base comune va trovata nella comunanza dei valori. Come nell'antica Roma il Senato era diviso in fazioni in lotta per il predominio, che avevano differenti visioni della politica contingente, ma in cui nessuno metteva in dubbio il patriottismo del collega, né ciò che Roma era, nella sua identità fondante. Noi tutti siamo per una sana società tradizionale, come debba essere raggiunto questo obiettivo, ed i dettagli della sua organizzazione sono materia di doverosa discussione. Ma sicuramente non siamo per la società che la Sinistra (le varie sinistre) ha imposto ai nostri giorni. Auspico che prima o poi tutti i gruppi di Destra di POL si unifichino, e diano ciascuno il proprio contributo, con un approccio pragmatico, così com'è - o dovrebbe essere - nella politica reale.
    L'utente di POL è più acculturato e consapevole dell'italiano medio, quindi è necessario un maggiore sforzo dialettico, rispetto a chi non si fa problemi a portare il cervello all'ammasso.
    Complimenti a cavalierenero. Sul pragmatismo mi troverai sempre d'accordo. A questo punto, prima di quotarti al 100% mi piacerebbe leggere una tua bozza che segnasse i punti base di quest'azione comune alla luce delle vicende di politica interna e di quella estera. E' un compito impegnativo, ma dobbiamo prepararci ad affrontarlo.

  3. #3
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    Complimenti a cavalierenero. Sottolineo che dal mio punto di vista non ho mai dato patenti di destra a nessuno ritenendomi migliore di altri. Le discussioni fra di noi non possono fare altro che arricchire il forum. Le discussioni argomentate però, non gli slogan a casaccio.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
    Complimenti a cavalierenero. Sul pragmatismo mi troverai sempre d'accordo. A questo punto, prima di quotarti al 100% mi piacerebbe leggere una tua bozza che segnasse i punti base di quest'azione comune alla luve delle vicende di politica interna e di quella estera. E' un compito impegnativo, ma dobbiamo prepararci ad affrontarlo.
    Ehm...ti ringrazio per l'apprezzamento, mi chiedi un compito improbo. Ritengo che prima di analizzare dei punti specifici da sviluppare come programma, cosa che dovremmo in ogni caso fare tutti assieme, sia fondamentale capire chi vogliamo essere. I miei valori fondanti li ho scoperti nella storia - nell'insegnamento - di Roma. Un'idea di Roma che nulla ha a che spartire con gli istrionismi di quarta categoria del fascismo (gli amici che guardano con simpatia ad un certo fascismo non me ne vogliano, perchè la realizzazione strorica del fascismo mussuliniamo è stata molto diversa dall'ideale predicato). Roma come madre della Civiltà occidentale, come paradigma d'integrazione nel rispetto di tutte le identità, come società dove il ruolo tradizionale delle persone: uomo e donna, vecchio e giovane, é un bene fondamentale, ma che contemporaneamente consente l'emergere dei meritevoli. Roma come antitesi del razzismo, e col suo peculiare sistema politico, garante, con la democrazia geometrica (termine coniato dai moderni, naturalmente), dei diritti senza dimenticare mai i doveri. Roma, sistema perfetto dunque? Proprio no, la storia stessa ce lo testimonia. L'aggettivo in cui mi riconosco maggiormente è tradizionalista, nell'accezione romana. Ovvero, a secondo delle necessità posso essere conservatore o progressita, ma sempre per rendere attuali e praticabili i valori che stanno alla base della nostra società. La mia Patria è un'Europa che per il momento non esiste, ma la cui idea dovrebbe essere al centro della nostra attività politica. Forse è un vaneggiamento, ma dopotutto ma perchè non cercare di avere ciò che si vuole? In sostanza, per cercare di rispondere alla tua domanda, una volta stabilito chi siamo, tutto viene di conseguenza. Rileggendo il programma del GOP postato qui, per quanto generico sia, credo potrebbe essere un buono spunto di discussione, per scrivere delle leggi che concretizziono i valori in cui diciamo di credere. Ricordandoci che siamo europei e non americani, né russi o cinesi o indiani.
    Non so in che misura tutto ciò c'entri col gioco di "camera", che sinceramente non mi appassiona, ma vedo molto fervore in LDN, e questo è un gran bene.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
    Complimenti a cavalierenero. Sul pragmatismo mi troverai sempre d'accordo. A questo punto, prima di quotarti al 100% mi piacerebbe leggere una tua bozza che segnasse i punti base di quest'azione comune alla luve delle vicende di politica interna e di quella estera. E' un compito impegnativo, ma dobbiamo prepararci ad affrontarlo.
    Ehm...ti ringrazio per l'apprezzamento, mi chiedi un compito improbo. Ritengo che prima di analizzare dei punti specifici da sviluppare come programma, cosa che dovremmo in ogni caso fare tutti assieme, sia fondamentale capire chi vogliamo essere. I miei valori fondanti li ho scoperti nella storia - nell'insegnamento - di Roma. Un'idea di Roma che nulla ha a che spartire con gli istrionismi di quarta categoria del fascismo (gli amici che guardano con simpatia ad un certo fascismo non me ne vogliano, perchè la realizzazione strorica del fascismo mussuliniamo è stata molto diversa dall'ideale predicato). Roma come madre della Civiltà occidentale, come paradigma d'integrazione nel rispetto di tutte le identità, come società dove il ruolo tradizionale delle persone: uomo e donna, vecchio e giovane, é un bene fondamentale, ma che contemporaneamente consente l'emergere dei meritevoli. Roma come antitesi del razzismo, e col suo peculiare sistema politico, garante, con la democrazia geometrica (termine coniato dai moderni, naturalmente), dei diritti senza dimenticare mai i doveri. Roma, sistema perfetto dunque? Proprio no, la storia stessa ce lo testimonia. L'aggettivo in cui mi riconosco maggiormente è tradizionalista, nell'accezione romana. Ovvero, a secondo delle necessità posso essere conservatore o progressita, ma sempre per rendere attuali e praticabili i valori che stanno alla base della nostra società. La mia Patria è un'Europa che per il momento non esiste, ma la cui idea dovrebbe essere al centro della nostra attività politica. Forse è un vaneggiamento, ma dopotutto ma perchè non cercare di avere ciò che si vuole? In sostanza, per cercare di rispondere alla tua domanda, una volta stabilito chi siamo, tutto viene di conseguenza. Rileggendo il programma del GOP postato qui, per quanto generico sia, credo potrebbe essere un buono spunto di discussione, per scrivere delle leggi che concretizziono i valori in cui diciamo di credere. Ricordandoci che siamo europei e non americani, né russi o cinesi o indiani.
    Non so in che misura tutto ciò c'entri col gioco di "camera", che sinceramente non mi appassiona, ma vedo molto fervore in LDN, e questo è un gran bene.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da cavalierenero6 Visualizza Messaggio
    Ehm...ti ringrazio per l'apprezzamento, mi chiedi un compito improbo. Ritengo che prima di analizzare dei punti specifici da sviluppare come programma, cosa che dovremmo in ogni caso fare tutti assieme, sia fondamentale capire chi vogliamo essere. I miei valori fondanti li ho scoperti nella storia - nell'insegnamento - di Roma. Un'idea di Roma che nulla ha a che spartire con gli istrionismi di quarta categoria del fascismo (gli amici che guardano con simpatia ad un certo fascismo non me ne vogliano, perchè la realizzazione strorica del fascismo mussuliniamo è stata molto diversa dall'ideale predicato). Roma come madre della Civiltà occidentale, come paradigma d'integrazione nel rispetto di tutte le identità, come società dove il ruolo tradizionale delle persone: uomo e donna, vecchio e giovane, é un bene fondamentale, ma che contemporaneamente consente l'emergere dei meritevoli. Roma come antitesi del razzismo, e col suo peculiare sistema politico, garante, con la democrazia geometrica (termine coniato dai moderni, naturalmente), dei diritti senza dimenticare mai i doveri. Roma, sistema perfetto dunque? Proprio no, la storia stessa ce lo testimonia. L'aggettivo in cui mi riconosco maggiormente è tradizionalista, nell'accezione romana. Ovvero, a secondo delle necessità posso essere conservatore o progressita, ma sempre per rendere attuali e praticabili i valori che stanno alla base della nostra società. La mia Patria è un'Europa che per il momento non esiste, ma la cui idea dovrebbe essere al centro della nostra attività politica. Forse è un vaneggiamento, ma dopotutto ma perchè non cercare di avere ciò che si vuole? In sostanza, per cercare di rispondere alla tua domanda, una volta stabilito chi siamo, tutto viene di conseguenza. Rileggendo il programma del GOP postato qui, per quanto generico sia, credo potrebbe essere un buono spunto di discussione, per scrivere delle leggi che concretizziono i valori in cui diciamo di credere. Ricordandoci che siamo europei e non americani, né russi o cinesi o indiani.
    Non so in che misura tutto ciò c'entri col gioco di "camera", che sinceramente non mi appassiona, ma vedo molto fervore in LDN, e questo è un gran bene.
    Su Roma niente da ridire. E' un modello al quale la civiltà occidentale si è sempre ispirata, e lo ha fatto da ultimo il conservatore inglese, neosindaco di Londra, Boris Johnson. Per quanto riguarda il resto, invece, sono un po' recalcitrante a pensare di poter essere qualcosa di diverso da quello che la realtà mi impone. Non possiamo far finta che la realtà non esiste o magari che la nostra volontà basti a piegare a nostro piacimento processi che durano da secoli. Non è realistico e dunque non è nemmeno conservatore.
    Ognuno di noi ha un'"Arcadia" ideale a cui tornare con piacere tramite la memoria; ma la politica ci impone di giocare con le carte che sono presenti già lì sul tavolo, non ce le possiamo inventare noi. Per questo la destra radicale (utilizzo questo termine per definire ciò che si muove “a destra” dei partiti conservatori/moderati tradizionali) è destinata all'isolamento e alla frustrazione. Perchè si rinchiude nei miti, in costruzioni da romanzo geopolitico, e quasi mai vuole fare i conti con lo stato delle cose.
    L'Europa politica non c'è per ragioni indipendenti dalla nostra volontà e che risiedono invece, come ha ben detto Kagan in un articolo che ho riportato in un altro thread, nel rifiuto di responsabilità politiche degli europei stessi. L'11 settembre poteva provocare una scossa, una chiamata alle armi, invece l'Europa si è preoccupata principalmente che l'"amico" americano sarebbe venuto - come ovviamente è stato - a bussare alla sua porta. Da qui il panico, l'ondata di antiamericanismo che non è una visione geopolitica, ma paura di tornare a giocare alla Grande Politica.
    La fine della Storia è un saggio che è stato scritto da un americano (Fukuyama), ma che è stato preso sul serio soprattutto dagli europei, i quali hanno pensato che fosse giunta per tutti la tanto agognata ora della "pace perpetua" di Kant. Non era vero, non poteva esserlo, col risultato che gli americani sono rimasti invischiati in logiche belliche, mentre nessuno o quasi in Europa ne vuole più sapere.

    Dunque, finchè le cose non muteranno - e mi sa ci vorrà del tempo e un cambiamento di umore che ancora non si vede all’orizzonte - l'Europa sarà sempre e soltanto l'alleato riluttante degli USA. La nostra riflessione dovrebbe allora partire da qui, e ragionare su questa alleanza euro-americana, che bene o male rimane pur sempre fonte di stabilità, nell'ottica di un possibile inedito multipolarismo imposto dall'irrompere sulla scena di potenze quali l'Islam, la Cina e l'India.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
    Su Roma niente da ridire. E' un modello al quale la civiltà occidentale si è sempre ispirata, e lo ha fatto da ultimo il conservatore inglese, neosindaco di Londra, Boris Johnson. Per quanto riguarda il resto, invece, sono un po' recalcitrante a pensare di poter essere qualcosa di diverso da quello che la realtà mi impone. Non possiamo far finta che la realtà non esiste o magari che la nostra volontà basti a piegare a nostro piacimento processi che durano da secoli. Non è realistico e dunque non è nemmeno conservatore.
    Ognuno di noi ha un'"Arcadia" ideale a cui tornare con piacere tramite la memoria; ma la politica ci impone di giocare con le carte che sono presenti già lì sul tavolo, non ce le possiamo inventare noi. Per questo la destra radicale (utilizzo questo termine per definire ciò che si muove “a destra” dei partiti conservatori/moderati tradizionali) è destinata all'isolamento e alla frustrazione. Perchè si rinchiude nei miti, in costruzioni da romanzo geopolitico, e quasi mai vuole fare i conti con lo stato delle cose.
    L'Europa politica non c'è per ragioni indipendenti dalla nostra volontà e che risiedono invece, come ha ben detto Kagan in un articolo che ho riportato in un altro thread, nel rifiuto di responsabilità politiche degli europei stessi. L'11 settembre poteva provocare una scossa, una chiamata alle armi, invece l'Europa si è preoccupata principalmente che l'"amico" americano sarebbe venuto - come ovviamente è stato - a bussare alla sua porta. Da qui il panico, l'ondata di antiamericanismo che non è una visione geopolitica, ma paura di tornare a giocare alla Grande Politica.
    La fine della Storia è un saggio che è stato scritto da un americano (Fukuyama), ma che è stato preso sul serio soprattutto dagli europei, i quali hanno pensato che fosse giunta per tutti la tanto agognata ora della "pace perpetua" di Kant. Non era vero, non poteva esserlo, col risultato che gli americani sono rimasti invischiati in logiche belliche, mentre nessuno o quasi in Europa ne vuole più sapere.

    Dunque, finchè le cose non muteranno - e mi sa ci vorrà del tempo e un cambiamento di umore che ancora non si vede all’orizzonte - l'Europa sarà sempre e soltanto l'alleato riluttante degli USA. La nostra riflessione dovrebbe allora partire da qui, e ragionare su questa alleanza euro-americana, che bene o male rimane pur sempre fonte di stabilità, nell'ottica di un possibile inedito multipolarismo imposto dall'irrompere sulla scena di potenze quali l'Islam, la Cina e l'India.

    Non so granchè riguardo al Sindaco di Londra, me ne dai un accenno?

    Riguardo alla tua analisi essa è condivisibilissima, perchè esprime la realtà dei fatti. Ma la realtà si può cambiare se non ci si arrende al pensiero che ciò che è sia ineluttabile. E' velleitario, sfrustrante e romantico? Probabilmente sì! Tuttavia un approccio ragionevole può essere quello di confrontarsi con la realtà di oggi e cercare di creare quella che si "sogna". Per quanto non abbia una sfrenata simpatia per De Gaulle, mi sembra che la sua politica interna ed europea possa essere una fonte d'spirazione. Non dico di replicarla, ma forse è stato l'unico statista di caratura europea del secondo dopoguerra, e l'unico a cui, a suo particolarissimo modo, la costruzione dell'Europa importasse.
    Sono interessato a discutere dei rapporti euro-americani, e non nego che oggi una qualche forma di cooperazione forte con gli USA sia ineluttabile. Ma il mondo è destinato a diventare multipolare, ed in breve tempo. Noi come membri di LDN non abbiamo alcuna influenza sulla politica reale, ma qui, siccome è uno scambio di idee, dovremmo ragionare come se fossimo noi i responsabili politici. Se rinunciamo all'idea di fare politica cessa anche lo scopo del forum. Ed il diventimento intellettuale.

    Infine capisco il tuo scetticismo riguardo alla destra radicale, ma per quanto possa essere velleitario come europeista, non mi considero appartenente a quell'area, anche se certamente non posso essere classificato tra la destra moderata. Magari chiacchierando riuscirai a trovare un aggettivo che mi può contraddistinguere. Sto parlando seriamente, in quanto noto che conosci a fondo il pensiero della destra, preparazione teorica che è lacunosa nel mio caso. Per certo è che la mia visione della società è parecchio da "periodo tra le due guerre", come struttura sociale (per carità senza i privilegi e le discriminazioni dell'epoca).

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da cavalierenero6 Visualizza Messaggio
    Non so granchè riguardo al Sindaco di Londra, me ne dai un accenno?

    Di Boris Johnson puoi trovare qualcosa in questo thread:

    http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=430068

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
    Di Boris Johnson puoi trovare qualcosa in questo thread:

    http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=430068

    Boris mi piace
    Un Regno Unito, come si potrebbe immaginare se un uomo come Johnson fosse Premier, sarebbe un ottimo alleato della Federazione Europea.

  10. #10
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