
Originariamente Scritto da
Gianluca J
http://www.ansa.it/opencms/export/si...763328408.html
VENEZIA - E' venuto il momento di attuare il federalismo fiscale, dice Giorgio Napolitano a un convegno a Palazzo Ducale sul futuro della Costituzione. Le posizioni sono ancora distanti ma, aggiunge il capo dello Stato, non sono inconciliabili. E' possibile giungere a soluzioni "largamente condivise" se si procederà con accortezza e reciproca attenzione, "senza nervosismi e forzature, con gradualità", senza mettere in discussione l'unità nazionale e la solidarietà fra regioni. E' un discorso di ampio respiro quello che il presidente ha fatto oggi in visita nel capoluogo del Veneto che scalpita per attuare il federalismo e per disporre di una quota maggiore delle risorse che produce sul territorio. E' un discorso rispettoso di queste esigenze, ma anche un richiamo a vincoli non superabili. La Carta del '48, dice il presidente della Repubblica, ''non é un'icona" del passato a cui rendere retorici omaggi "a fior di labbra", "é qualcosa di vivo e ha un futuro". Resta "una tavola di valori e di principi, di diritti e di doveri, di regole e di equilibri", una bussola per orientarci nelle scelte di oggi.
E' un punto fermo a cui dobbiamo ancorarci di fronte a "un pericolo di disorientamento della comunità nazionale per l'indebolirsi della sua coesione e del suo tessuto civile". Quella Carta fu scritta con lungimiranza, conteneva in nuce già il principio di una ampia articolazione autonomistica che oggi può essere interpretata con il federalismo. Ma è chiaro che essa sancisce "l'unità e indivisibilità della Repubblica come valore storico e principio regolatore fondamentale di certo non negoziabile". Napolitano respinge anche le critiche che sono state rivolte ai privilegi delle cinque regioni a Statuto Speciale. L'Italia, ricorda era stata tagliata in due e c'erano "insidie separatiste e delicati contenziosi internazionali", perciò quegli statuti furono approvati per rafforzare l'unitarietà, anche se poi lo abbiamo dimenticato. Quella carta sancisce anche il dovere della solidarietà, di colmare il divario fra Nord e Sud, che finché persiste "denuncia la storica incompiutezza dell'unificazione nazionale" e richiede di "combattere chiusure ed egoismi nelle regioni più sviluppate".
A loro volta, però, le Regioni del Mezzogiorno non possono chiedere sconti rispetto al dovere e alla responsabilità di fare un uso economico corretto delle risorse pubbliche. La Costituzione non è perfetta, aggiunge Napolitano, e naturalmente non è intoccabile, e infatti ha avuto 38 modifiche. Ma sarebbe "velleitario e dannoso" puntare a una sua riforma globale, "si correrebbe il rischio di nuove defatiganti e inconcludenti progettazioni", dice evocando i fallimenti delle Bicamerali. Invece alcune riforme "mirate" sono possibili e anche auspicabili: per attuare il federalismo, per superare il bicameralismo perfetto, per istituire una Camera delle Regioni. Napolitano mette fuori dall'agenda anche il superamento della forma di governo parlamentare. Non ci sono state riforme che lo mettono in discussione. Semmai, consiglia, facciamo quel che la Costituente non riuscì a fare: tuteliamo "con dispositivi costituzionali idonei le esigenze di stabilità del governo, una questione che è rimasta aperta" e che andrebbe affrontata per quel che è. Domani Napolitano andrà a trovare il presidente della regione Veneto Galan. Poi proseguirà la visita a Vicenza, per inaugurare le celebrazioni di Andrea Palladio a 500 anni dalla nascita.