Dostoevskji ha detto una sacrosanta verità, che ai suoi tempi era percepita da tutti: Cavour e Vittorio Emanuele II non avevano in mente l'unità dell'Italia bensì la creazione di un regno del Nord Italia (accordi fra Cavour e Napoleone III). Un regno che doveva comprendere la Lombardia e se andava bene i ducati. Punto e basta. L'accordo con Napoleone III prevedeva che la guerra dovesse terminare nel cuore del territorio veneto, così da reclamare manu militari almeno la Lombardia (vecchia mira dei Savoia sin dalla Guerra dei Sette Anni o Successione Spagnola). La sanguinosa battaglia di Solferino, oltre 40.000 morti (definita la più sanguinosa battaglia del XIX secolo, per l'accanimento fra Francesi e Austriaci, suparata solo da quelle della guerra civile americana), sconvolse la Francia e Napoleone III (che fra l'altro paventava la forte presenza politica, prussiana alla frontiera), convincendo quest'ultimo a siglare, velocemente, la pace con gli Asburgo. Tant'è che l'Austria consegnò la Lombardia alla Francia e questa la rigirò ai Piemontesi, essendosi gli Austriaci rifiutati di arrendersi direttamente a questi ultimi. Le rivolte pilotate dalla Massoneria nei ducati presero la mano al Cavour e non furono affatto “di popolo”; valga ad esempio l'esilio volontario di circa 4.000 fra militari e civili del piccolo esercito del Ducato di Modena).
L'invasione del Regno Pontificio fu mascherata da richiesta di passaggio per le truppe piemontesi dirette verso Napoli, e facilitata dal rifiuto dei Francesi (il popolo) di mandare aiuti al Papa. Quando si trattò di aiutare il Papa dall'eretico Mazzini (non molto ben visto dai colleghi massoni), lo aiutarono eccome.
L'invasione, vera, del Sud fu dettata dal timore che Giuseppe Garibaldi si ritagliasse un suo dominio, e fu facilitata dalla flotta inglese che si frappose fra il vascello garibaldino e le navi da guerra napoletane.
L'unità d'Italia fu conseguita dalle baionette francesi, dai cannoni inglesi e dai soldi dei massoni. La battaglia di S.Martino, tanto decantata, fu un episodio della ben più grande Solferino (vinta dai Francesi). Le vittorie garibaldine al Sud si dovettero al tradimento di alcuni generali; quando i garibaldini si scontrarono con generali non venduti, le presero e di brutto (ma i libri di scuola non lo dicono).
Anni dopo, Bismarck, ad una cena in presenza di Vittorio Emanuele III, espresse queste lapidarie parole sull'Italia (si riferiva ai Savoia): "L'Italia è la nazione delle tre S: Solferino, Sadowa e Sedan". Si riferiva alle vittorie altrui che consentirono ai Savoia di "fare" l'Italia. Con Solferino i Francesi permisero all'Italia di "unificarsi", con Sadowa i Prussiani consegnarono il Veneto agli Italiani e con Sedan i Tedeschi permisero ai Piemontesi di entrare in Roma.
Sciaboletta ingoiò il rospo e di lì a pochi anni si vendicò tradendo (guarda caso) l'alleanza con Germania e Austria, consegnandoci mani e piedi agli anglosassoni. Tradimento bissato nel 1940.
Mi scuso per l'intervento ma leggendo su POL tante, benevolmente parlando, inesattezze, a volte mi scappa di rispondere.




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