A Palermo "Palermo Siclinista" porta avanti una proposta per adeguare la pressione fiscale al bisogno del territorio e per far recuperare un pò della sua identità al popolo siciliano nel rispetto delle leggi costituzionali della Repubblica Italiana.
Vi lascio il comunicato stampa che farà comprendere la faccenda:
Comunicato Stampa
Martedì 23 Sett. ore 9,00 manifestazione del gruppo "Palermo Sicilianista" davanti palazzo D'Orleans.
Ci saranno palermitani, arabi e immigrati vari, ormai impiantati in Sicilia e che vogliono partecipare alla vita sociale.
Il motivo dell'evento sarà per rendere pubblico il rifiuto da parte del Presidente Raffaele Lombardo, alla richiesta che lo vuole attivo fin da subito per rendere efficace l'art.36 dello Statuto Speciale Siciliano (legge costituzionale italiana e diritto dei siciliani), attraverso l'utilizzo dell'art.30 dello stesso Statuto siciliano e per richiedere la stessa cosa un'altra volta in maniera più palese.
Il Presidente attraverso i suoi collaboratori Dott. Tutino, Dott.ssa Castellucci dell'Uffico di gabinetto, si rifiuta di incontrarmi personalmente, poiche dovrebbe motivare questo suo rifiuto di messa in pratica del nostro diritto e io lo vorrei messo per iscritto come documento storico. Un pò imbarazzante anche perche egli è il leader dell'MPA.
Quindi alla manifestazione si renderà pubblica una vicenda che dura da circa un mese e che si vuole risolvere o con un rifiuto messo per iscritto e reso pubblico da parte del Presidente della Regione alla nostra richiesta, oppure con la presa d'impegno resa pubblica, di avviare da subito le procedure per l'applicazione dell Art.30 affinche si stabilisca la pienezza dell'art.36 dello Statuto Siciliano e si adegui di conseguenza una pressione fiscale conforme al bisogno del territorio e anche per ricordare alla Repubblica d'Italia e al mondo, che la Sicilia ha una sua identita storica giuridica.
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Spiegazione per il cronista.
L'art.36 dello Statuto limita la pressione fiscale dello Stato solo a particolari tributi, non è prevista l'IVA, l'Irpef, Imposte sulle successioni, ritenute fiscali varie, insomma e tutto ciò che non è previsto per lo Stato dall'articolo 36.
L'art.30 invece, prevede l'impugnatura delle leggi ordinarie dello Stato da parte del Presidente della Regione, però questo diritto vale 30 giorni dalla data di pubblicazione della legge, se no, l'effetto giuridico della medesima legge è lecito, e di fatti lo Stato incassa Irpef, Iva, legittimamente da quando sono divenute leggi se nessuno le ha impugnate ma ciò non vuol dire che non possono essere più impugnate, solo che non si può chiedere il rimborso.
Ora noi chiediamo al Presidente non una semplice impugnazione di una legge ma di un gruppo di leggi, e non come se fossimo l'assemblea del Parlamento Siciliano ad indicarla-e, ma da cittadini oppressi da un sistema tributario fiscale non adeguato del quale non vogliamo più essere appesantiti e perciò desideriamo un cambiamento epocale chiedendo al Presidente dei siciliani che si muova per questo in nostro favore.
Gl'immigrati e i ragazzi che parteciperanno alla manifestazione desiderano che i loro padri o parenti, lavorino di più, ed essendoci più moneta in circolazione ciò favorirebbe chi è nel bisogno più fitto.
Ma nel gruppo c'è anche chi vuole riconosciuta la sua identità sociale e giuridica che la storia ci ha consegnato, che vede la Sicilia con un proprio Statuto, con un proprio Parlamento, con un proprio diritto e dovere da far conoscere alle nazioni e pure da siciliano, non vuole più assecondare in maniera anormale le bugie e le follie della classe dirigente locale e nazionale che schiacciano l'identità del popolo lasciandolo alla confusione, poiche poggiato per punti di riferimento su bande criminali e non sulle proprie istituzioni che certamente dovrebbero essere molto più corrette.




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