Il piano B, tramvia lontani dal Duomo
In Comune c'è un progetto alternativo per la linea 2: Stazione-San Marco attraverso i viali. Due problemi collegati a questa ipotesi: in via Arazzieri c'è spazio per un solo binario, e il centro rimarrebbe isolato
In Comune esiste un progetto di tracciato alternativo al passaggio in piazza Duomo della linea 2 del tram. Un progetto serio, elaborato in base a misurazioni ed a considerazioni sui flussi del traffico e tecnicamente fattibile. È naturalmente solo un'ipotesi, ed è semplice: i binari dalla stazione proseguirebbero — come già previsto — in via Valfonda e viale Strozzi per poi girare a destra in via Ridoldi, attraversare piazza Indipendenza, proseguire in via XVII aprile e via Arezzieri per arrivare in piazza San Marco. Qui il tracciato si unirebbe a quello già disegnato che, passando con un binario in via La Marmora e un altro in via Cavour, porta in piazza Libertà e sui viali. Poco meno di 700 metri, che consentirebbero però di mantenere il collegamento tra le linee senza passare da piazza San Giovanni e piazza Duomo.
LA LINEA ALTERNATIVA. Settecento metri che rimedierebbero alla cancellazione del collegamento tra piazza Stazione, via Panzani, via Cerretani, piazza Duomo, via Martelli e via Cavour (1.400 metri). L'ipotesi, considerazioni politiche a parte, ha due veri problemi: il primo è che in via Arazzieri c'è spazio per un solo binario, il secondo è che il centro storico rimarrebbe non servito dalla tramvia, con fermate lontane centinaia di metri da Duomo, piazza Repubblica e Palazzo Vecchio. In via Arazzieri, il breve tratto che unisce piazza San Marco a via XVII aprile e che è noto per il Casino Mediceo e la sede del Comi-liter, la soluzione studiata dai tecnici — dal momento che la carreggiata è larga solo 5.70 metri — prevede che i tram si scambino grazie ad un semaforo e a binari parzialmente sovrapposti, con un aumento quasi insignificante dei tempi di servizio. Il progetto ha l'ostacolo principale nella distanza, ritenuta eccessiva per gli utenti, da San Marco alla stazione, motivo per il quale il Comune ha sempre scartato questa soluzione. Lo studio però esiste, e anche se fino ad ora nessun passo è stato fatto per tradurlo in un progetto vero e proprio, cantierabile, resta da capire il perché sia stato fatto. Probabilmente la risposta più semplice è quella vera: una amministrazione deve sempre avere nel cassetto un piano B. Perché se qualcosa col tracciato approvato dovesse andare storto (veti ministeriali o ostacoli imprevisti nel cantiere) bisogna farsi trovare pronti. In fondo i ministri del Pdl Sandro Bondi (cultura) e Altero Matteoli (trasporti) hanno continuato a parlare contro il tram in piazza Duomo, e il cantiere ora che si avvicina al centro comincia a fermarsi per i ritrovamenti delle antiche Firenze.
MA IL PROGETTO PRINCIPALE NON CAMBIA. In Palazzo Vecchio naturalmente nessuno ha cambiato idea. Senza il passaggio nel cuore del centro storico, continuano a pensare in Comune, l'intera filosofia della tramvia non avrebbe senso. «Il centro non può essere servito con una rete di bussini elettrici, sarebbe impossibile coprire la richiesta di mobilità dei cittadini, e senza tram si desertificherebbe. Le linee devono passare da Duomo e avranno meno impatto degli autobus che vi transuitano oggi», ribadisce il vicesindaco Giuseppe Matulli. Intanto però manca l'ok del ministero dei trasporti ai progetti delle linee 2 e 3 (primo lotto) come modificati da Palazzo Vecchio con una maggiore spesa di 100 milioni di euro, passaggio che Domenici attende da mesi. Nessuna certezza per adesso anche sul tavolo Bondi-Domenici su Firenze che dovrebbe parlare anche di tramvia, dell'impatto dei binari a pochi metri dal Battistero (ma dovrebbe riunirsi a breve).




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