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Risultati da 1 a 7 di 7

Discussione: Un Grillo al minimo

  1. #1
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    Predefinito Un Grillo al minimo

    E' difficile trovare ogni giorno qualcosa di buono da scrivere e questo pezzo di Grillo ne è una dimostrazione limpidissima.





    Ogni anno vengono uccisi 40 milioni di squali dagli uomini. Ogni anno sono uccisi 10 uomini dagli squali. Se uno squalo incontra un uomo dovrebbe darsi alla fuga.
    Sei immigrati sono stati assassinati in un solo giorno dalla camorra a Castelvolturno. Un italiano di origine africana è stato bastonato a morte a Milano al grido di: “Sporco negro” da padre e figlio per aver rubato dei biscotti. Due ucraine sono state massacrate da un pensionato italiano. Era geloso. Centinaia di extracomunitari muoiono sul lavoro in Italia inghiottiti da un tombino o inceneriti in una fornace. Minorenni extracomunitari, spesso bambini, sono stuprati in massa dagli “Italiani brava gente”. Prezzi modici: 20/30 euro. Stranieri scompaiono nei campi di raccolta dei pomodori in Puglia. Gente della quale non sono state trovate neppure le ossa.
    L’Italia è la portaerei mondiale della cocaina. Passa tutta di qua, dal porto di Gioia Tauro. Una dose costa 5/10 euro, come un aperitivo. A Milano è così diffusa che si respira nell’aria, è gratis.
    L’esercito fa la guardia alle discariche della Impregilo e ai cassonetti, mentre all’angolo della strada la camorra ammazza uno dopo l’altro i testimoni di giustizia.
    Se un extracomunitario onesto incontra un italiano dovrebbe darsi alla fuga. L’italiano è lo squalo bianco d’Europa. In quale Paese ci sono più squali in Parlamento? Dell’Utri e Cuffaro hanno denti affilatissimi. Lo psiconano in bocca ha solo canini, mentre Topo Gigio Veltroni ha la dentiera (è uno squalo di seconda classe). Dove si può trovare una criminalità organizzata del livello di Mafia, Ndrangheta e Camorra? Nessun Paese al mondo ha squali tigre come i nostri.
    Dal crollo delle Torri il pericolo è il musulmano. Ma dal 2001 non un solo italiano, non UNO, è stato ucciso in Italia da un musulmano per motivi religiosi. La Lega vieta le moschee, luoghi di preghiera, ma non si preoccupa del dilagare della mafia e della droga al Nord.
    Squalo non mangia squalo…
    In Italia sopravvivere e già difficile per un italiano, l’extracomunitario rischia la vita. Arriva e finisce in un Cpt o in galera. Se non paga il pizzo è ammazzato, deve lavorare in nero, se è una donna o un minore è a rischio stupro.
    Solo se è un delinquente si sente a suo agio. Qui non corre nessun rischio. Si trova meglio che a casa sua. E’ nella patria degli squali.

    www.beppegrillo.it

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  2. #2
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    Citazione Originariamente Scritto da YSBYSB Visualizza Messaggio
    E' difficile trovare ogni giorno qualcosa di buono da scrivere e questo pezzo di Grillo ne è una dimostrazione limpidissima.





    Ogni anno vengono uccisi 40 milioni di squali dagli uomini. Ogni anno sono uccisi 10 uomini dagli squali. Se uno squalo incontra un uomo dovrebbe darsi alla fuga.
    Sei immigrati sono stati assassinati in un solo giorno dalla camorra a Castelvolturno. Un italiano di origine africana è stato bastonato a morte a Milano al grido di: “Sporco negro” da padre e figlio per aver rubato dei biscotti. Due ucraine sono state massacrate da un pensionato italiano. Era geloso. Centinaia di extracomunitari muoiono sul lavoro in Italia inghiottiti da un tombino o inceneriti in una fornace. Minorenni extracomunitari, spesso bambini, sono stuprati in massa dagli “Italiani brava gente”. Prezzi modici: 20/30 euro. Stranieri scompaiono nei campi di raccolta dei pomodori in Puglia. Gente della quale non sono state trovate neppure le ossa.
    L’Italia è la portaerei mondiale della cocaina. Passa tutta di qua, dal porto di Gioia Tauro. Una dose costa 5/10 euro, come un aperitivo. A Milano è così diffusa che si respira nell’aria, è gratis.
    L’esercito fa la guardia alle discariche della Impregilo e ai cassonetti, mentre all’angolo della strada la camorra ammazza uno dopo l’altro i testimoni di giustizia.
    Se un extracomunitario onesto incontra un italiano dovrebbe darsi alla fuga. L’italiano è lo squalo bianco d’Europa. In quale Paese ci sono più squali in Parlamento? Dell’Utri e Cuffaro hanno denti affilatissimi. Lo psiconano in bocca ha solo canini, mentre Topo Gigio Veltroni ha la dentiera (è uno squalo di seconda classe). Dove si può trovare una criminalità organizzata del livello di Mafia, Ndrangheta e Camorra? Nessun Paese al mondo ha squali tigre come i nostri.
    Dal crollo delle Torri il pericolo è il musulmano. Ma dal 2001 non un solo italiano, non UNO, è stato ucciso in Italia da un musulmano per motivi religiosi. La Lega vieta le moschee, luoghi di preghiera, ma non si preoccupa del dilagare della mafia e della droga al Nord.
    Squalo non mangia squalo…
    In Italia sopravvivere e già difficile per un italiano, l’extracomunitario rischia la vita. Arriva e finisce in un Cpt o in galera. Se non paga il pizzo è ammazzato, deve lavorare in nero, se è una donna o un minore è a rischio stupro.
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    che insieme eterogeneo di boiate vomitate a caso.
    complimenti...

  3. #3
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    non val la pena di prendere sul serio questo pezzo, quindi mi limito a celebrare il nostro squalo bianco...

  4. #4
    a mia insaputa
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    Grillo è un itagliano, anzi, peggio un padiota e come tale ragiona (tra l'altro fregando le battute a Luttazzi).
    E da bravo padiota raduna per la transumanza ideologica tutto il pecorame che lo segue; "ci pensi lui a ragionare che a noi il cervello serve per altre cose... "
    E' un mix di ignoranza e furberia da hard discount dove tutto, opinioni per modo di dire e concetti anche più o meno condivisibili finiscono nel calderone... Sotto un certo punto di vista svolge un ruolo naturalmente legittimo in quanto va ad occupare una "nicchia ecologica" per la quale altri suoi colleghi hanno milioni di anni d'esperienza... iene, stercorari ecc.. Sia detto fuor di polemica e senza fini denigratori; Grillo è quella roba lì; punto.
    L'unica cosa sensata che ricordo di avergli sentito dire fu, anni fa, la proposta di istituire praticamente a costo zero le "autostrade chiastiche" (vado a memoria). In pratica incidenti come quello recente di Mestre ad agosto non avrebbero modo di avvenire (o sarebbero meno cruenti) invertendo semplicemente le corsie di marcia in autostrada (A4: verso Milano si sta sul nastro d'asfalto a sinistra - Verso Venezia, a destra). Chissà chi glie l'ha suggerita.
    Per il resto fuffa italica low cost (la migliore, quindi)

    Se vedòm!
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  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Gatto rognoso Visualizza Messaggio

    Grillo è un itagliano, anzi, peggio un padiota e come tale ragiona (tra l'altro fregando le battute a Luttazzi).
    E da bravo padiota raduna per la transumanza ideologica tutto il pecorame che lo segue; "ci pensi lui a ragionare che a noi il cervello serve per altre cose... "
    E' un mix di ignoranza e furberia da hard discount dove tutto, opinioni per modo di dire e concetti anche più o meno condivisibili finiscono nel calderone... Per il resto fuffa italica low cost (la migliore, quindi)

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    ,,, è italiano di diritto... calabrese !
    ==================================
    PADANIA LIBERA
    dagli italiani ed italioti,
    dal vatekanaglismo klericale romano e
    dal krociato nazileghismo razzista bossiano

    italioti sono i padani ke si credono italiani... xkè hanno smarrito la coscienza di se' stessi e della loro storia.-

  6. #6
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    Predefinito Circa i poveri immigrati di Castelvolturno...


    Roberto Galullo "il Sole 24 Ore"

    ‘O Sistema e la mafia nera di nuovo faccia a faccia. Il volto bianco dei Casalesi e quello nero degli extracomunitari contrapposti dopo oltre 20 anni di convivenza nel nome degli affari. Vecchi e nuovi. In questo gioco di violenza e di colori allo specchio, l'anima nera dei Casalesi, sporca e spregiudicata, si contrappone innanzitutto a quella bianca dei nigeriani, mafiosi calcolatori che però odiano la violenza al punto da temere la scalata degli albanesi e la loro ferocia.

    I santini della camorra contro le magie delle tribù Igbo, Yoruba, Bini ed Edo che con i riti woodoo tengono legati a filo doppio i criminali sguinzagliati in tutto il mondo, addestrati a Benin City e Lagos. Dietro la strage che ha portato all'eccidio di sei africani (da Ghana, Togo e Liberia) sulla statale domiziana - e che ieri ha fatto vivere a Castel Volturno un clima da guerra con gli extracomunitari in rivolta e il sindaco Francesco Nuzzo che denunciava l'isolamento e lo strapotere dei clan - ci sono gli affari miliardari del traffico di stupefacenti, ma non solo.

    Da ieri gli investigatori sono al lavoro per capire che cosa ha rotto la tregua tra Casalesi e nigeriani che manovrano le pedine e i soldati africani nella prostituzione e nel traffico della droga. Finora sono stati rispettosi del potere e della supremazia dei clan, ai quali versano regolarmente una fetta d'introiti per spingere i propri traffici sulla costa e all'interno della Campania.

    Sembra di essere tornati agli anni 80 quando a migliaia – spinti dalla fame – giunsero prima a Villa Literno e poi nei paesi al confine tra la provincia di Napoli e quella di Caserta per essere sfruttati come stagionali nell'agricoltura. Ma tra gli africani, i nigeriani dimostrarono subito di saperci fare e di non volersi accontentare dell'elemosina. «Non guardano in faccia a nessuno – si legge nella relazione 2007 della Direzione nazionale antimafia - e considerano per tradizione la ricchezza come un obiettivo da raggiungere a tutti i costi: a patto che la si distribuisca con familiari e bisognosi».

    Dallo sfruttamento in agricoltura al traffico di droga – del quale la Nigeria è crocevia in Africa e luogo di stoccaggio di enormi quantità – il passo è breve. I Casalesi non sopportano che si spacci in una delle zone più belle della regione – il litorale domizio dove il turismo d'élite cerca radici e intanto specula sull'abusivismo edilizio. «Questi qui – dichiarerà un collaboratore di giustizia ai pm della Direzione distrettuale antimafia di Napoli – vendevano la droga e la gente non veniva più nei villaggi turistici».

    Una lezione: ecco cosa ci voleva per far capire chi comandava in quell'area dove le famiglie Bidognetti, Schiavone e La Torre rappresentavano l'unica giustizia efficiente. «A Villa Literno – farà mettere a verbale un altro pentito – decidemmo di incendiare centinaia di roulotte di extracomunitari». La strage fu evitata per un nulla ma i nigeriani non mollavano. Anzi. Le ondate continue di disperati veri e falsi bisognosi costrinse i Casalesi a giungere a patti.

    Erano i primi anni 90 ed ecco maturare il patto tra ‘o Sistema e la mafia nera: i traffici di esseri umani e di droga avevano spiazzato il turismo che nel frattempo doveva fare i conti più con il mattone selvaggio (solo a Castel Volturno nel 2000 furono censiti 12mila immobili abusivi) che con la calata dal Nord dei ricchi in cerca di sole e svago.

    «I clan - spiega il procuratore aggiunto di Torre Annunziata, Raffaele Marino, 57 anni, dal '99 a pochi mesi fa punta di diamante del pool anticamorra della Dda di Napoli dove ha seguito da vicino la mafia nigeriana – capirono che era inutile scontrarsi e, soprattutto, che c'era da lucrare».

    Un matrimonio d'interesse, insomma, quello tra i nigeriani – che contano in patria 400 centrali del crimine, 136 delle quali specializzate nel traffico di droga e la metà con ramificazioni internazionali - e i Casalesi. La logica porta a giustificare il massacro con un regolamento di conti per ribadire chi detta legge.L'intuito,però,spinge a guardare oltre.

    «Questo massacro –spiega Marino – non si giustifica con il tentativo dei nigeriani di rompere ilvincolo. Un'ipotesi verosimile è che i Casalesi abbiano voluto far pagare agli extracomunitari qualche sgarro e la lezione doveva essere quanto più eclatante possibile a costo di turbare popolazione e opinione pubblica.

    Nella zona dove è accaduto il fatto di sangue operano alcuni tra i più pericolosi latitanti casertani che non possono permettere l'ulteriore degrado della loro forza e del loro carisma, proprio ora che i Casalesi appaiono in difficoltà e sono dunque vulnerabili».

    La spiegazione è logica e verosimile ma sul litorale domizio – in cui l'urbanizzazione selvaggia nell'area di Pinetamare, denuncia il Wwf, a Sud della foce del fiume Volturno, avrebbe modificato totalmente la linea di costa e distrutto la duna costiera – in questo momento il business è un altro: la riqualificazione urbanistica e immobiliare per chilometri e chilometri dopo l'abbattimento delle torri del Villaggio Coppola.

    In quell'area immensa si sta studiando la costruzione di darsene, un nuovo porto, alberghi, campi da golf, centri commerciali, c'è un progetto di disinquinamento delle acque e di rinascita dei villaggi turistici ma, soprattutto, c'è un ospedale privato che dovrà sorgere e che ha già respinto nel 2004 i tentativi d'infiltrazione della camorra. In quell'area la Campania che vuole girare pagina cerca anche di portare calore e affetto: è li che pulsa il quartier generale del Napoli calcio.

    Eccolo il palco che ha bisogno di una sola compagnia (il clan dei Casalesi) e che può e deve fare a meno delle comparse (gli extracomunitari). «È un'ipotesi inquietante – spiega Marino – ma la strage potrebbe essere stata dettata da un'ondata di rigetto nei confronti dei neri che disturbano il business e i tentativi dei clan di allungare le mani sulla torta miliardaria della riqualificazione».

    Ma la camorra non dovrà fare i conti solo con la mafia nera. La società civile campana sta faticosamente rivitalizzando gli anticorpi contro i clan. Per quell'area che dovrà rinascere, il 1 agosto 2003 è stato firmato un accordo di programma tra Regione, enti locali, Consorzio Rinascita e Fontana Bleu Spa. A presiedere il consorzio è stato chiamato Felice Di Persia, un ex magistrato napoletano che ha passato una vita a combattere i clan. In fin dei conti ha cambiato solo una scrivania: da quella che gli aveva messo a disposizione lo Stato a quella di un Consorzio di imprenditori che hanno deciso di scommettere sulla rinascita.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da YSBYSB Visualizza Messaggio
    ....Nella zona dove è accaduto il fatto di sangue operano alcuni tra i più pericolosi latitanti casertani che non possono permettere l'ulteriore degrado della loro forza e del loro carisma, proprio ora che i Casalesi appaiono in difficoltà e sono dunque vulnerabili»....
    ..e del loro sistema... altro frammento da aggiungere alla quantomai caleidoscopica situazione: L'IRA, ai tempi d'oro, fece lo stesso per autotutelarsi nei confronti della piccola criminalità legata al mondo dello spaccio, se non ricordo male.... Anche là, nota fucina d'informatori.......

    Se vedòm!
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