OMNIA SUNT COMMUNIA

Ricevo e pubblico

Che sta succedendo a Bologna



Molte cose stanno accadendo in questa città. Alcune hanno un interesse che
va al di là delle mura, perchè indicano la possibilità di interpretare in
maniera creativa, dinamica, cosciente, l'enorme cataclisma che sta
stravolgendo il mondo alla fine dell'estate di questo anno 2008 che sarà
segnato sui libri di storia delle epoche future con lo stesso rilievo con
cui si segneranno gli anni 1968 e 1989.
Il dogma neoliberista, che ha contribuito a devastare la civiltà sociale
moderna ed ha creato le condizioni di una rovina barbarica i cui segnali
sono già evidenti nelle società contemporanee, è ora morto.
Il suo cadavere imputridisce sulla scena del mondo, perché non esistono
ancora le forze soggettive capaci di rimuovere la carogna, e di lanciare un
progetto di umanesimo post-umano.
Suscitare una soggettività capace di interpretare questo cataclisma è oggi
il nostro compito, questa è la prospettiva che si apre davanti agli
intellettuali, ai poeti, agli attivisti mediatici, agli scienziati coscienti.
A questo compito non possiamo accingerci seguendo i percorsi antichi della
politica moderna, riesumando simboli defunti ricoperti di infamia, falci
martelli e bandiere.
Occorre procedere secondo un metodo di tipo olografico.
Olografia è la tecnica che rende possibile la creazione di immagini la cui
caratteristica essenziale è questa: in ogni punto della lastra olografica,
per quanto minuscola essa sia, è contenuto l'intero dell'informazione che
il nostro occhio può cogliere.
Una grafia capace di contenere il tutto nel frammento.
Il frammento è Bologna. In questa dimensione intendiamo sperimentare i
progetti che possano proiettare sullo schermo del futuro un nuovo umanesimo
dell'epoca ricombinante.

Sulla minuscola scala del nostro frammento-Bologna stiamo cercando di
scrivere la storia di un futuro capace di sottrarsi alla maledizione
disumana che la guerra il capitalismo e l'ignoranza hanno imposto negli
ultimi decenni.
Per far questo accettiamo di patrecipare ad un rito che in generale
consideriamo ridicolo: il rito delle elezioni democratiche, le quali come
sappiamo democratiche non sono.
Affronteremo, con la fionda dell'intelligenza simpatica (capace cioè di
sintonizzarsi con la patologia e con il pathos della maggioranza sociale)
il Golia bicefalo della destra berlusconoide e della sinistra fascistoide
dell'energumeno cremonese che la sorte ci inviò.
Per affrontare le forze unite della demenza tardo-liberista stiamo mettendo
in moto tutte le potenze della creatività cittadina, dell'intelligenza
tecnico-scientifica, dell'affettività repressa degli emarginati.

DOMANI SERA 23 SETTEMBRE alle ore 21 nella sala del Baraccano, Via Santo
Stefano 119

Oggi, 22 settembre, arriva il comunicato dei consiglieri dell'Altra
sinistra che decidono di unirsi alla lista dei cento sindaci.
Pubblichiamo qua sotto il loro comunicato.


Bologna, 20 settembre2008



UNA SCELTA DI CAMPO (BIOLOGICO?)

Alle donne e agli uomini che hanno (ancora) buona volontà

Non è più tempo di tentennamenti. L'attendismo é difficile da spiegare ai
cittadini, a meno che non si abbiano secondi fini e obiettivi nascosti. E
non è il nostro caso.
Così come è fuorviante l'eterno dilemma fra le due opzioni: Prima i
programmi o Prima il candidato sindaco?. Una tecnica collaudata, che dilata
i tempi di ogni decisione, consente manovre diversive a chi ha brutte
intenzioni, mortifica gli entusiasmi già scarsi e concede altro tempo ai
padroni della città.

Oggi, il Partito che ha in mano la città è molto cambiato. Alla gestione
quotidiana di una fitta rete di interessi economici si è aggiunta la
necessità di assicurare il potere sia alla vecchia componente maggioritaria
post-comunista che alla porzione politica di nuova aggregazione cattolica.
Poi ci sono altri transfughi che vengono da Sinistra e che hanno necessità
di trovare collocazione adeguate, a loro volta.
La città è bloccata. I progetti che entusiasmarono gli elettori di
centro-sinistra 4 anni fa sono abortiti. Le scelte che vengono rivendicate
come esemplari, sono decollate senza idonee risorse finanziarie e senza
guida politica.
Il Sindaco (che doveva rompere gli schemi consociativi) si è limitato a
creare altri schemi (non meno consociativi). Schemi che hanno privilegiato
rapporti di affari più stretti con il colosso cooperativo, riannodando,
anche relazioni affettuose con chi gestisce quello che, nei 50 anni di PCI,
è stato l'altro potere (Fondazioni, Camera di Commercio, Banche,
Curia, ecc..).
Il Partito del Sindaco è ostaggio del Sindaco. E' stato così per 4 anni e
la mono-candidatura di Cofferati lo conferma.
Ma un sindaco non è una medicina, che bisogna mandar giù ad ogni costo. I
cittadini devono poterne essere orgogliosi, non devono subirne i ricatti e
gli sbalzi d'umore.

Tiriamo le somme.
Ormai, i campi non sono più 2 ma 3. Da una parte, il PD con un Sindaco
maldigerito dal suo partito. Dall'altra, il centro- destra, diviso, che non
ha fatto opposizione. Il terzo campo è quello della città, con le sue
contraddizioni, le sue ansie, i suoi problemi irrisolti. Una città divisa,
con cui la Sinistra non ha saputo parlare. Una città che non vuole vedere
nuovamente un sindaco di destra ma che rifiuta il la 'cappa degli ultimi 4
anni.
Sui temi ambientali, sociali, delle politiche giovanili ed equo-solidali la
Giunta Cofferati ha fatto scelte tentennanti, di fronte alle gravi
situazioni che avrebbe dovuto affrontare e rispetto ai grandi cambiamenti
promessi. Questo atteggiamento altalenante ha creato scontento fra i
sostenitori della vecchia Unionee non ha fatto maturare le coscienze di chi
era contrario ai provvedimenti adottati. La Giunta ha multato più che
spiegare ai cittadini ciò che faceva. La Giunta ha imposto e chiacchierato
ma non ha convinto.

La Lista, di cui da alcuni mesi, parlano Bifo e Monteventi non è una lista
estremista, anche se sarà definita così.



Bologna Città Libera è un nome buono per mettere insieme 46 donne e uomini
che vogliano spezzare questo sistema di potere. Una lista di cittadini
(espropriati dalle decisioni) può essere un'occasione di richiamo e
incontro fra ambienti e gruppi autonomamente attivi nella comunità
bolognese. Un'opportunità per le organizzazioni sociali, sportive e
culturali volontarie, prima "usate" e poi rinnegate. Vogliamo iniziare un
viaggio politico nella città con tutti quelli che non si riconosco nel
percorso amministrativo di questi anni.

Una lista non ha bisogno di simboli di partito, di condizionamenti
ideologici e di nostalgie da reduci. Il viaggio sarà felice se le idee e le
intuizioni prenderanno forma in progetti comprensibili. Bologna ha una
lunga tradizione di lotte. E' abitata da vecchi e nuovi cittadini che
chiedono coerenza e risposte. Come consiglieri dell'Altra Sinistra,
crediamo di aver lavorato con coerenza. Le risposte, costruiamole insieme.
Ci rivolgiamo agli ambientalisti delusi, ai socialisti dispersi, ai
comunisti divisi, ai laici mortificati. Ci rivolgiamo ai comitati ed alle
associazioni che, contro larroganza di Cofferrati, chiedono trasparenza
nelle nomine pubbliche e nella vita di chi fa politica e che lottano per il
riconoscimento di diritti, contro i privilegi di casta.

Vi invitiamo a partecipare all'assemblea del 23 settembre al Baraccano per
urlare lo sdegno e illustrare serenamente i progetti che potranno cambiare
la città. Andiamo a vedere se sulla nave che parte c'è posto anche per noi
e per nuove idee.

Se si parte, non servono più tre Gruppi consiliari in Comune. Ne basterà
uno solo: Bologna città libera.

E' tempo di rompere gli indugi e gli ormeggi. Cofferati è stato la
"tempesta perfetta". Ma siamo ancora qui. Si navigherà in mare aperto.


Serafino D'Onofrio, Roberto Panzacchi


ARDITI NON GENDARMI