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    Predefinito 23 settembre - Commemorazione di S. Tecla di Iconio, Vergine e martire

    Dal sito SANTI E BEATI:

    Santa Tecla di Iconio, Martire

    23 settembre

    Venerata a Seleucia (la moderna Selefkie in Asia Minore) è la santa, fra le molte che portano questo nome, di cui si posseggono i documenti più antichi e il cui culto ha avuto una diffusione straordinaria sia in Oriente che in Occidente. Ciò nonostante un destino di oscurità storica copre la sua personalità. Santuari in suo onore sorsero in tutto il mondo antico perfino in Puglia e a Milano, dipinti, statue, ipogei, lapidi, affreschi sono sparsi in tutto il mondo allora conosciuto specie in Spagna e Germania, tutti raffiguranti momenti e simboli del suo leggendario martirio. La si vede quasi sempre con un leone a fianco per la tortura subita con le belve e una colonna con il fuoco alla base, simbolo del suo martirio. Altra leggenda vuole che la santa vivesse negli ultimi anni della sua vita in grotte sotto una collina: all'approssimarsi dei nemici, era penetrata nella roccia che si era rinchiusa su di lei. In Italia abbiamo una statua nel Duomo di Milano e un grande quadro del Tiepolo a Santa Tecla d'Este nella chiesa a lei intitolata. (Avvenire)

    Patronato: Osimo. Malati di cancro alle ossa.

    Etimologia: Tecla = (forse) gloria a Dio; oppure lucente, dal greco

    Emblema: Palma

    Martirologio tradizionale (23 settembre): Ad Iconio, nella Licaonia, santa Tecla, Vergine e Martire, la quale, convertita alla fede da san Paolo Apostolo, sotto l'Imperatore Nerone, nella confessione di Cristo vinse il fuoco e le fiere; e dopo aver superato, per istruzione di molti, innumerevoli combattimenti, andò a Selencia, ed ivi si riposò in pace. Essa fu celebrata con somme lodi dai santi Padri.

    Venerata a Seleucia (la moderna Selefkie in Asia Minore) è la santa, fra le molte che portano questo nome, di cui si posseggono i documenti più antichi e il cui culto ha avuto una diffusione straordinaria sia in Oriente che in Occidente.
    Ciò nonostante un destino di oscurità storica copre la sua personalità; la colpa di ciò è del presbitero dell’Asia Minore che, secondo Tertulliano aveva composto per affetto verso s. Paolo, un romanzo fantastico sui suoi viaggi e sulla conversione della vergine Tecla a Iconio (Anatolia, Turchia), Questi Acta Pauli et Theclae degli ultimi trent’anni del II secolo, benché riconosciuti falsi dallo stesso autore, (che per questo fu deposto dall’ufficio) e rifiutati nel Decreto Gelasianum, hanno riempito tutte le successive recensioni sulla vita di Tecla che ci sono giunte.
    L’eccessiva leggendarietà del racconto della sua vita, è in contrasto comunque con la citazione della sua esistenza fuor di ogni dubbio espressa dai martirologi antichi e dai monumenti esistenti in ogni epoca.
    Commemorata nel Martirologio Geronimiano con la dizione “s. Tecla d’Oriente”, nei sinassari bizantini è citata come “protomartire” al 24 settembre e alla stessa data è iscritta nel Calendario marmoreo napoletano. Innumerevoli menzioni vi sono nei libri liturgici greci e latini come pure nelle opere dei Padri sia orientali che occidentali.
    Santuari in suo onore sorsero in tutto il mondo antico perfino in Puglia e Milano, dipinti, statue, ipogei, lapidi, affreschi sono sparsi in tutto il mondo allora conosciuto specie in Spagna e Germania, tutti raffiguranti momenti e simboli del suo leggendario martirio. La si vede quasi sempre con un leone a fianco per la tortura subita con le belve e una colonna con il fuoco alla base, simbolo del suo martirio.
    Altra leggenda vuole che la santa vivente negli ultimi anni della sua vita in grotte sotto una collina, all’approssimarsi dei nemici, era penetrata nella roccia che si era rinchiusa su di lei.
    Il suo culto fiorì proprio in quella zona presso Seleucia, il cui vescovo Basilio, verso la metà del V sec., scrisse due libri sulla vita e i miracoli di Tecla.
    In Italia abbiamo una statua nel Duomo di Milano e un grande quadro del Tiepolo (sec. XVIII) a Santa Tecla d’Este nella chiesa a lei intitolata quale patrona del paese e in ricordo dello scampato pericolo di una pestilenza.
    Il nome è tuttora molto usato specie nei paesi di lingua tedesca.

    Autore: Antonio Borrelli

    •   Alt 

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  2. #2
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    EADEM DIE 23 SEPTEMBRIS

    Pro SANCTA THECLA

    VIRGINE ET MARTYRE


    Semiduplex

    Missa Loquébar, de Communi Virginum 1° loco infra, præter Orationem ut infra:


    Oratio

    D
    A, QUAÉSUMUS, omnípotens Deus: ut, qui beátae Theclae Vírginis et Mártyris tuae natalítia cólimus; et ánnua solemnitáte laetémur, et tantae fídei proficiámus exémplo. Per Dóminum.

    Secreta

    S
    ÚSCIPE, Dómine, múnera, quae in beátae Theclae Vírginis et Mártyris tuae solemnitáte deférimus: cujus nos confídimus patrocínio liberári. Per Dóminum.

    Postcommunio

    A
    UXILIÉNTUR nobis, Dómine, sumpta mystéria: et, intercedénte beáta Thecla Vírgine et Mártyre tua, sempitérna fáciant protectióne gaudére. Per Dóminum.


    FONTE

  3. #3
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    Jacques Callot, S. Tecla, 1630-36, Auckland Art Gallery, Auckland, Nuova Zelanda

  4. #4
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    Sts. Thecla

    I. Thecla of Iconium.

    The reputed pupil of the Apostle Paul, who is the heroine of the apocryphal "Acta Pauli et Theclae" (cf. APOCRYPHA). Our knowledge of her is derived exclusively from these Acts, which appeared about 180. According to this narrative Thecla was a virgin of Iconium who was converted to Christianity and led to dedicate herself to perpetual virginity by the preaching of the Apostle Paul. Miraculously saved from death at the stake to which she had been condemned, she went with St. Paul to Antioch in Pisidia where she was thrown to the wild beasts and was again saved from death by a miracle. After this she went to Myra where the Apostle was, and finally to Seleucia where she died. With the consent of St. Paul she had acted as a "female Apostle" in proclaiming the Gospel. Notwithstanding the purely legendary character of the entire story, it is not impossible that it is connected with an historical person. It is easy to believe that a virgin of this name who was a native of Iconium was actually converted by St. Paul and then, like many other women of the Apostolic and later times, laboured in the work of Christian missions (cf. Harnack, "Die Mission und die Ausbreitung des Christentums in den ersten drei Jahrhunderten", 2nd ed., I, 295; II, 58). In the Eastern Church the wide circulation of the Acts led to a great veneration of Thecla. She was called "Apostle and protomartyr among women". Her veneration was especially great in a number of Oriental cities, as Seleucia where she was buried, Iconium, and Nicomedia. Her cult appeared very early also in Western Europe, particularly in those districts where the Gallican Liturgy prevailed; there is direct proof of this in the fourth century. Her name is given with various topographical comments (Nicomedia, Seleucia, Asia) on several days in the "Martyrologium Hieronymianum". Thus Thecla is mentioned in this martyrology on 22 February, 25 February, 12 September, 23 September, and 17 November ("Mart. Hieron.". ed. de Rossi-Duchesne, 24, 36, 120, 124, 144). It seems certain that on all these dates, and probably also on 20 and 21 December, the same St. Thecla, the pupil of St. Paul, is meant. In Bede's Martyrology (cf. Quentin, "Martyrologes historiques du moyen âge", 93) her name is mentioned with a brief notice taken from the Acts on 23 September, the same date as that on which her feast is given in the present Roman Martyrology. The Greek Church celebrates her feast on 24 September and gives her the title of "Protomartyr among women and equal to the Apostles" (cf. Nilles, "Calendarium utriusque ecclesiae", I, 283 sq.). See bibliography of APOCRYPHA; HOLZHEY, Die Thecla-Akten, ihre Verbreitung u. Beurteilung in der Kirche (Munich, 1905).

    II. We possess historically accurate accounts of the martyrdom of a Christian of Gaza in Palestine named Thecla. According to Eusebius ("De martyribus Palestinen.", 3) she was condemned to death in the second year of the great persecution (304-05) together with a Christian named Agapius and was torn to pieces in a horrible manner by the wild beasts to which she was thrown. The present Roman Martyrology gives the feast of this saint under the date of 19 August.

    III. The "Martyrologium Hieronymianum mentions a Thecla in connection with a Zosimus among the martyrs whose feast was celebrated on 1 June; these two saints were commemorated at Antioch. Whether this Thecla was a local saint of the Oriental metropolis is not known.

    IV. A catacomb of St. Thecla on the Via Ostiensis, not far from the burial place of St. Paul, is mentioned in the seventh-century itineraries to the graves of the Roman martyrs. A church stood on this spot on a hill over the catacomb where the body of the saint rested. St. Thecla must be regarded as a Roman martyr. Armellini believes that he has found the cemetery of St. Thecla (cf. Marucchi, Les catacombes romaines", Rome, 1903, p. 91 sqq.).

    V. The Martyrology of St. Jerome mentions under 31 May (69), in connection with two martyrs buried on the Via Aurelia, a group of martyrs named Tertulla, Lupus, Justa, and Thecla. It is very possible that besides the St. Thecla buried on the Via Ostiensis another Roman female martyr bearing the same name was buried on the Via Aurelia. Still we have no further account of this group of martyrs, and just as little of a number of Roman martyrs, among whom the name of a Thecla also occurs, that are given under 26 March in the present Roman Martyrology.

    VI. In the "Martyrologium Hieronymianum" (58, 78) a long list of the names of African martyrs is given under the dates of 10 May, 13 and 14 June, and each time a Thecla is mentioned. Nothing further is known of this saint. In the legend of the twelve brothers and martyrs, Donatus, etc. (cf. Acta SS., Sept., I, 138-41), the parents of the brothers are called Boniface and Thecla, and these two are also given in the present Roman Martyrology as martyrs under 30 August. Apart from the purely legendary Acts just mentioned nothing is known of them. VII. In the "Acts of St. Hermagoras", which are equally legendary (Baronius, "Martyr. Romanum cum notis Baronii", Venice, 1609, p. 494) a St. Thecla of Aquileia is mentioned together with several other martyrs who are only known through this legend. Their feast is observed on 3 September.

    Bibliography

    HAUCK, Kirchengesch. Deutschlands, I, 476-79.

    Fonte: The Catholic Encyclopedia, vol. XIV, New York, 1912

  5. #5
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    Eustache Le Sueur, Apparizione della Vergine accompagnata dalle SS. Tecla ed Agnese a S. Martino, 1654, musée du Louvre, Parigi

    Giovan Battista Tiepolo, S. Tecla intercede per la fine della peste, 1758-59, Metropolitan Museum, New York

    Giovan Battista Tiepolo, S. Tecla intercede per la fine della peste ad Este, 1759, Duomo di S. Tecla, Este

  6. #6
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    Lightbulb Re: 23 settembre - Commemorazione di S. Tecla di Iconio, Vergine e martire

    23 settembre: sabato delle Quattro tempora di Settembre (digiuno ed astinenza); anniversario della morte terrena e nascita al Cielo di Padre Pio (23 settembre 1968); Santa Tecla di Iconio, vergine e martire; San Lino, Papa e Martire…



    http://www.sursumcorda.cloud/
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/

    "Preghiera al Santo del giorno.
    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.

    Eterno Padre, intendo onorare san Lino Papa e Martire [e santa Tecla protomartire delle donne], e Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi avete loro elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima, per i meriti di questi santi, ed a loro affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, san Lino Papa e Martire [e santa Tecla protomartire delle donne] possano essere miei avvocati e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia."





    Ligue Saint Amédée
    http://www.SaintAmedee.ch
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/?hc_ref
    “23 Septembre : Saint Lin, Pape et martyr (Ier siècle).”
    “23 Septembre : Sainte Thècle, Vierge et Première Martyre (Ier siècle).”











    San Lino - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/san-lino/
    “23 settembre, San Lino, Papa e Martire (+23 settembre 76/79). E’ stato il primo successore di San Pietro.

    “A Roma san Lino, Papa e Martire, il quale, per il primo dopo il beato Pietro Apostolo, governò la Chiesa Romana e, coronato col martirio, fu sepolto nel Vaticano, presso le stesso Apostolo”.”











    Radio Spada | Radio Spada ? Tagliente ma puntuale
    http://radiospada.org/
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/?fref=nf

    “23 settembre 2017.
    Lino, papa, santo, nativo della Tuscia, 67-76. Il corpo fu ritrovato, nel 1615, durante gli scavi vicino alla confessione di S. Pietro in Vaticano.
    M.R.: 23 settembre - A Roma san Lino, Papa e Martire, il quale, per il primo dopo il beato Pietro Apostolo, governò la Chiesa Romana, e, coronato col martirio, fu sepolto nel Vaticano, presso lo stesso Apostolo. [ Tratto dall'opera «Reliquie Insigni e "Corpi Santi" a Roma» di Giovanni Sicari ].”







    “23 settembre 2017: Santa Tecla, vergine e martire - sabato delle Quattro tempora di Settembre.”







    https://www.radiospada.org/2016/09/l...-di-settembre/



    "Oggi è l'anniversario della nascita al Cielo di Padre Pio (23 settembre 1968). Vogliamo ricordarlo con una delle sue narrazioni riguardanti la devozione a San Giuseppe, invocando la sua preziosa intercessione presso il Patriarca."

    ***
    "Chiunque ha incontrato Padre Pio e lo ha conosciuto ha subito il fascino della sua persona. Nella sua indole e nel suo fare c’era qualcosa di semplice e di sublime nello stesso tempo. Questa caratteristica costituiva la forza morale, che trascinava e affascinava. A volte, con la sola intonazione di voce riusciva ad essere severo, scherzoso, allegro, senza che fosse alterato il suo animo, che conservava sempre una amabile dolcezza [...].
    Durante le conversazioni Padre Pio amava raccontare barzellette a sfondo religioso e fatterelli, che tenevano desta l’attenzione dei suoi interlocutori, specie quando usava il suo colorito dialetto napoletano.
    Un giorno la conversazione cadde su come fosse facile diventare ufficiale dell’ordine dei Cavalieri (Padre Pio spesso scherzava sulle sue esperienze da militare, specialmente sul periodo in cui era stato falsamente accusato di diserzione). A proposito raccontò con gioia la seguente storia: «Un ufficiale dell’esercito, dopo aver trascorso un certo numero di anni nel Purgatorio, si presentò alla porta del Paradiso. San Pietro, vedutolo lo ammonì dicendo: “È troppo presto! Ci vogliono ancora mille anni!”. All’udire queste parole, l’ufficiale rispose con un sorrisetto malizioso: “Ma io ho una lettera di raccomandazione datami dal tuo collega san Giuseppe”. San Pietro lo vide strizzare l’occhio come se fosse stato già risolto il caso, quindi piuttosto seccato rispose: “Qui le raccomandazioni non hanno valore e della lettera di san Giuseppe non me ne importa proprio nulla!”. A questa risposta l’ufficiale capì che in quel posto la procedura era ben diversa da quella usata dagli uomini sulla terra, pertanto se ne tornò nel Purgatorio. Dopo qualche tempo san Giuseppe, a passeggio per il Purgatorio, incontrò il cavaliere, e stupito di trovarlo ancora in quel posto, gli chiese: “Ma come... sei ancora qui! Ho scritto per te una lettera al mio collega san Pietro, che fine ha fatto la lettera?”. L’ufficiale un po’ rammaricato e risentito rispose: “Mi dispiace per te, caro san Giuseppe, ma il tuo collega lassù dice che della tua lettera non sa che farsene”. San Giuseppe, sbalordito di essere così poco considerato nel Cielo, andò subito a chiedere spiegazione al Custode dell’ingresso del Paradiso. “Cos’è tutto questo?”, protestò il padre putativo di Gesù. “Tu accetti le raccomandazioni di sant’Antonio di Padova e di san Gennaro e poi rifiuti le mie! Spiegami il perché!”. San Pietro, non sapendo cosa rispondergli, gli dette una risposta evasiva: “È così che voglio io!”. C’era da arrabbiarsi contro la prepotenza di san Pietro. San Giuseppe, invece, si servì della sua autorità di capo famiglia e, volgendosi alla Madonna, le disse: “Maria, prendi il Bambino Gesù e andiamo via dal Paradiso!”».
    La storiella fece ridere tutti, ma Padre Pio volle insegnare ai presenti che è un bene avere la devozione a san Giuseppe, patrono della buona morte, perché egli è potente in Paradiso.
    {Padre Alessio Parente, Padre Pio e le anime del purgatorio, pp. 237-240}"






    “In devoto ricordo di Padre Pio da Pietrelcina OFM Cap, nel quarantanovesimo anniversario della morte. (23 settembre 1968).”









    Amici di Fra Daniele ? In devozione di Fra Daniele
    http://www.amicidifradaniele.it/sito/
    CI SARA? UNA FALSA CHIESA ? Amici di Fra Daniele

    “CI SARA’ UNA FALSA CHIESA
    LO DISSE PADRE PIO NEL 1960: «È SATANA CHE SI È INTRODOTTO NEL SENO DELLA CHIESA E, IN POCO TEMPO, VERRÀ A GOVERNARE UNA FALSA CHIESA»
    L’autorevole testata cattolica online americana ‘OnePeterFive’ riprende un’intervista concessa nel 2011 da padre Gabriele Amorth al giornalista spagnolo José María Zavala – a noi già noto -, da divulgare solamente dopo la morte del famoso esorcista.
    Padre Amorth frequentò Padre Pio da Pietrelcina per ventisei anni.
    Alcune battute:
    Dopo aver ricordato che la Consacrazione del mondo al Cuore Immacolato di Maria, con quella formula escogitata ‘in extremis’, fatta da Giovanni Paolo II il 25 marzo 1984 non è valida, anche perché avallata da una falsa lettera di Suor Lucia, l’intervista prosegue:
    ZAVALA – “Mi perdoni se insisto sul Terzo Segreto di Fatima: Padre Pio, allora, lo riferiva alla perdita di fede all’interno della Chiesa?”
    Padre Gabriele corruga la fronte e protende il mento. Sembra molto colpito.
    P. GABRIELE – “Effettivamente. Un giorno Padre Pio mi ha detto molto dolorosamente: ‘Lo sai, Gabriele? È Satana che si è introdotto nel seno della Chiesa e, in poco tempo, verrà a governare una falsa Chiesa’.”
    Z. – “Dio mio! Una specie di Anticristo! Quando lo ha profetizzato questo?”
    P.G. – “Dev’essere stato intorno al 1960, poiché ero già un prete allora”.
    Z. – “È stato per questo che Giovanni XXIII aveva un tale panico nel rendere pubblico il Terzo Segreto di Fatima, perché i fedeli non pensassero che fosse un antipapa o qualcosa del genere …?”
    Padre Amorth sorride.
    Z. – “Padre Pio le ha detto altro su catastrofi future: terremoti, inondazioni, guerre, epidemie, fame …? Ha fatto allusione alle stesse piaghe profetizzate nelle Sacre Scritture? ”
    P.G. – “Nessuna cosa del genere gli importava, per quanto terrificanti si dimostrassero, tranne la grande apostasia all’interno della Chiesa. Questa è stata la questione che lo ha veramente tormentato e per cui ha pregato e ha offerto gran parte della sua sofferenza, crocifisso per amore”.
    Z. – “Il Terzo Segreto di Fatima?”
    P.G. – “Esattamente.”
    Z. – “C’è un modo per evitare qualcosa di così terribile, padre Gabriele?”
    P.G. – “C’è la speranza, ma è inutile se non è accompagnata da opere. Cominciamo consacrando la Russia al Cuore Immacolato di Maria, recitiamo il Santo Rosario, preghiamo e facciamo tutti penitenza …”
    Chiusura dell’articolo:
    Come con altri figli spirituali di Padre Pio – il dott. Ingo Dollinger (quello delle indiscrezioni attribuite a Ratzinger sul “cattivo Concilio” e la “cattiva Messa”) e don Luigi Villa – sembra che padre Pio stia ancora intercedendo per noi, operando in favore di coloro che ha incontrato e guidato quando era ancora in questo mondo. Sembra che faccia parte del suo carisma aiutarci in questi tempi difficili. Preghiamo allora Padre Pio di Pietrelcina e chiediamo la sua intercessione!
    La fonte spagnola: http://www.larazon.es/cultura/el-sec...4739440”
    COSA AVVERREBBE QUALORA UN PAPA CADESSE IN ERESIA ? Amici di Fra Daniele
    L?ORAZIONE ORIGINALE DI PAPA LEONE XIII A SAN MICHELE: UNA PROFEZIA CIRCA LA FUTURA APOSTASIA A ROMA ? Amici di Fra Daniele




    https://www.padrepio.it/


    https://padrepiopietr.files.wordpres...enza-messa.jpg








    PADRE PIO, PREGA PER NOI!
    Luca, Sursum Corda!
    ADDIO GIUSEPPE, amico mio, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    «Réquiem aetérnam dona ei, Dómine, et lux perpétua lúceat ei. Requiéscat in pace. Amen.»

    SURSUM CORDA - HABEMUS AD DOMINUM!!! A.M.D.G.!!!

  7. #7
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    Lightbulb Re: 23 settembre - Commemorazione di S. Tecla di Iconio, Vergine e martire

    23 SETTEMBRE 2018: 50esimo anniversario della morte terrena e nascita al Cielo di PADRE PIO (23 settembre 1968), XVIII DOMENICA DOPO LA PENTECOSTE; Santa Tecla di Iconio, vergine e martire; SAN LINO, PAPA E MARTIRE…



    «San Lino, papa e martire, 23 settembre.»
    Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico
    http://www.unavoce-ve.it/gueranger.htm

    «Commemorazione di santa Tecla, vergine e martire, lo stesso giorno.»
    MISSALE ROMANUM - Eadem die 23 Septembris. S. Pro S. Tecla Virgine et Martyre
    http://www.unavoce-ve.it/mr-23sept-2=lat.htm


    «DOMENICA DICIOTTESIMA DOPO LA PENTECOSTE.»
    Guéranger, L'anno liturgico - Domenica Diciottesima dopo la Pentecoste
    http://www.unavoce-ve.it/pg-dopopent-dom18.htm




    «Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre.
    XVIII domenica d. Pentecoste (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=uHnbKZLTRpc
    XVIII domenica d. Pentecoste (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=tK7zpDRLmvk
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz/
    http://www.domusmarcellefebvre.it/
    Ogni giovedì alle ore 20.30 ha luogo la lettura in diretta di una o due questioni del Catechismo di San Pio X.
    http://www.domusmarcellefebvre.it/
    La Santa Messa tutte le domeniche alle ore 10.30 a Paese, Treviso.»




    “San Lino - Sodalitium”
    San Lino - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/san-lino/
    «23 settembre, San Lino, Papa e Martire (+23 settembre 76/79). E’ stato il primo successore di San Pietro.

    “A Roma san Lino, Papa e Martire, il quale, per il primo dopo il beato Pietro Apostolo, governò la Chiesa Romana e, coronato col martirio, fu sepolto nel Vaticano, presso le stesso Apostolo”.»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...-1-169x300.png





    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/

    "S. Messa in provincia di Verona - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/s-messa-provincia-verona/

    “Sodalitium - I.M.B.C. (Istituto Mater Boni Consilii).”
    https://www.youtube.com/user/sodalitium

    “Omelie dell'I•M•B•C a Ferrara.”
    https://www.facebook.com/OmelieIMBCFerrara/

    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/
    “Oratorio Sant'Ambrogio – Milano - Offertur Oblatio Munda (Malachia 1, 11)”





    https://tradidiaccepi.blogspot.com/

    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...8f&oe=5C2246E0





    «Confíde, fili, remittúntur tibi peccáta tua... Ut autem sciátis, quia Fílius hóminis habet potestátem in terra dimitténdi peccáta, tunc ait paralýtico: Surge, tolle lectum tuum, et vade in domum tuam.»
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    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...c9&oe=5C1EAB9A





    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...dd&oe=5C18639D





    «NOVENA IN PREPARAZIONE DELLA FESTA DEI SANTI ANGELI CUSTODI.
    (23 Settembre - 1 Ottobre)

    ℣. Deus, ☩ in adiutorium meum intende.
    ℞. Domine, ad adiuvandum me festina.
    Gloria Patri.
    [℣. Provvedi, ☩ o Dio, al mio soccorso.
    ℞. Signore, affrettati ad aiutarmi.
    Gloria al Padre.]
    Primo giorno.
    O fedelissimo Esecutore dei consigli di Dio, santo Angelo mio Tutelare, che fino dai primi momenti della mia vita vegliate sempre sollecito alla custodia dell’anima mia e del mio corpo; io vi saluto e vi ringrazio, unitamente a tutto il coro degli Angeli dalla divina bontà destinati a custodi degli uomini: e istantaneamente vi prego di raddoppiare la vostra premura per preservarmi da ogni caduta nel presente pellegrinaggio, affinché l’anima mia si conservi sempre monda e pura quale voi stesso procura¬ste che divenisse per mezzo del santo battesimo.
    Angele Dei.
    ℣. Ora pro nobis, beate Dei Angele.
    ℞. Ut digni efficiamur promissionibus Christi.
    Oremus.
    Deus, qui ineffabili providentia sanctos Angelos tuos ad nostram custodiam mittere dignaris, largire supplicibus tuis, et eorum semper protectione defendi, et æterna societate gaudere.
    Per Dominum nostrum Jesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum.
    ℞. Amen.
    [℣. Prega per noi, beato angelo di Dio.
    ℞. Affinché siamo fatti degni delle promesse di Cristo.
    Preghiamo.
    Dio, che nell'ineffabile provvidenza, ti degni di mandare i tuoi santi Angeli a nostra custodia, concedine, ti supplichiamo, e di esser sempre difesi dalla loro protezione e di godere in eterno della loro compagnia.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
    ℞. Amen.»
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    "Preghiera al Santo del giorno.

    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.

    Eterno Padre, intendo onorare san Lino Papa e Martire [e santa Tecla protomartire delle donne], e Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi avete loro elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima, per i meriti di questi santi, ed a loro affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, san Lino Papa e Martire [e santa Tecla protomartire delle donne] possano essere miei avvocati e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia."
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    “23 settembre 2018.
    Lino, papa, santo, nativo della Tuscia, 67-76. Il corpo fu ritrovato, nel 1615, durante gli scavi vicino alla confessione di S. Pietro in Vaticano.
    M.R.: 23 settembre - A Roma san Lino, Papa e Martire, il quale, per il primo dopo il beato Pietro Apostolo, governò la Chiesa Romana, e, coronato col martirio, fu sepolto nel Vaticano, presso lo stesso Apostolo. [ Tratto dall'opera «Reliquie Insigni e "Corpi Santi" a Roma» di Giovanni Sicari ].”
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    “23 settembre 2018: Santa Tecla, vergine e martire.”
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    "Oggi è l'anniversario della nascita al Cielo di Padre Pio (23 settembre 1968). Vogliamo ricordarlo con una delle sue narrazioni riguardanti la devozione a San Giuseppe, invocando la sua preziosa intercessione presso il Patriarca."

    ***
    "Chiunque ha incontrato Padre Pio e lo ha conosciuto ha subito il fascino della sua persona. Nella sua indole e nel suo fare c’era qualcosa di semplice e di sublime nello stesso tempo. Questa caratteristica costituiva la forza morale, che trascinava e affascinava. A volte, con la sola intonazione di voce riusciva ad essere severo, scherzoso, allegro, senza che fosse alterato il suo animo, che conservava sempre una amabile dolcezza [...].
    Durante le conversazioni Padre Pio amava raccontare barzellette a sfondo religioso e fatterelli, che tenevano desta l’attenzione dei suoi interlocutori, specie quando usava il suo colorito dialetto napoletano.
    Un giorno la conversazione cadde su come fosse facile diventare ufficiale dell’ordine dei Cavalieri (Padre Pio spesso scherzava sulle sue esperienze da militare, specialmente sul periodo in cui era stato falsamente accusato di diserzione). A proposito raccontò con gioia la seguente storia: «Un ufficiale dell’esercito, dopo aver trascorso un certo numero di anni nel Purgatorio, si presentò alla porta del Paradiso. San Pietro, vedutolo lo ammonì dicendo: “È troppo presto! Ci vogliono ancora mille anni!”. All’udire queste parole, l’ufficiale rispose con un sorrisetto malizioso: “Ma io ho una lettera di raccomandazione datami dal tuo collega san Giuseppe”. San Pietro lo vide strizzare l’occhio come se fosse stato già risolto il caso, quindi piuttosto seccato rispose: “Qui le raccomandazioni non hanno valore e della lettera di san Giuseppe non me ne importa proprio nulla!”. A questa risposta l’ufficiale capì che in quel posto la procedura era ben diversa da quella usata dagli uomini sulla terra, pertanto se ne tornò nel Purgatorio. Dopo qualche tempo san Giuseppe, a passeggio per il Purgatorio, incontrò il cavaliere, e stupito di trovarlo ancora in quel posto, gli chiese: “Ma come... sei ancora qui! Ho scritto per te una lettera al mio collega san Pietro, che fine ha fatto la lettera?”. L’ufficiale un po’ rammaricato e risentito rispose: “Mi dispiace per te, caro san Giuseppe, ma il tuo collega lassù dice che della tua lettera non sa che farsene”. San Giuseppe, sbalordito di essere così poco considerato nel Cielo, andò subito a chiedere spiegazione al Custode dell’ingresso del Paradiso. “Cos’è tutto questo?”, protestò il padre putativo di Gesù. “Tu accetti le raccomandazioni di sant’Antonio di Padova e di san Gennaro e poi rifiuti le mie! Spiegami il perché!”. San Pietro, non sapendo cosa rispondergli, gli dette una risposta evasiva: “È così che voglio io!”. C’era da arrabbiarsi contro la prepotenza di san Pietro. San Giuseppe, invece, si servì della sua autorità di capo famiglia e, volgendosi alla Madonna, le disse: “Maria, prendi il Bambino Gesù e andiamo via dal Paradiso!”».
    La storiella fece ridere tutti, ma Padre Pio volle insegnare ai presenti che è un bene avere la devozione a san Giuseppe, patrono della buona morte, perché egli è potente in Paradiso.
    {Padre Alessio Parente, Padre Pio e le anime del purgatorio, pp. 237-240}"

    “In devoto ricordo di Padre Pio da Pietrelcina OFM Cap, nel cinquantesimo anniversario della morte. (23 settembre 1968).”
    “23 settembre 1968 - 2018. Cinquant'anni fa nasceva al Cielo Padre Pio da Pietrelcina, frate cattolico intransigente e di santità insigne, taumaturgo col dono della profezia, padre spirituale di più generazioni. Ci benedica dall'Alto nella tempesta in cui siamo. Gloria a Dio nei Suoi Santi, gloria ai Santi in Dio. W Padre Pio!”
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    “23 settembre 2018: DOMENICA DICIOTTESIMA DOPO LA PENTECOSTE.”
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    http://www.cmri.org/ital-index.html

    "Centro Studi Giuseppe Federici - sito ufficiale"
    http://www.centrostudifederici.org/

    "Sito ufficiale del Centro Culturale San Giorgio, tratta di messaggi subliminali, rock satanico, occultismo, massoneria"
    http://www.centrosangiorgio.com/

    "sito dedicato alla crisi dottrinale nella chiesa cattolica"
    http://www.crisinellachiesa.it/

    https://www.agerecontra.it/
    https://www.agerecontra.it/category/arai-daniele/
    https://www.facebook.com/Traditio.Verona.it/

    https://www.facebook.com/pietroferrari1973/

    “Non Una Cum - Roman catholics sedevacantists.”
    https://www.facebook.com/romancatholicsnonunacum/

    https://www.facebook.com/fidecatholica/

    http://www.traditionalmass.org/

    https://novusordowatch.org/

    ": Quidlibet : ? A Traditionalist Miscellany — By the Rev. Anthony Cekada"
    http://www.fathercekada.com/

    https://www.truerestoration.org/


    https://moimunanblog.com/


    https://militesvirginismariae.wordpress.com/


    "Sede Vacante -"
    http://www.catholique-sedevacantiste.fr/




    Ligue Saint Amédée
    http://www.SaintAmedee.ch
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/?hc_ref
    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].»

    “Dix-huitième Dimanche après la Pentecôte.”
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    “Sermon du Père Joseph-Marie Mercier pour le Dix-huitième Dimanche après la Pentecôte : laxisme et scrupule.
    http://prieure2bethleem.org/predica/2016_09_18.mp3”
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    23 septembre : Sainte Thècle, Vierge et Première Martyre (Ier siècle) :: Ligue Saint Amédée
    “23 Septembre : Sainte Thècle, Vierge et Première Martyre (Ier siècle).”
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    23 septembre : Saint Lin, Pape et Martyr (Ier siècle) :: Ligue Saint Amédée
    “23 Septembre : Saint Lin, Pape et martyr (Ier siècle).”
    http://liguesaintamedee.ch/applicati..._saint_lin.jpg








    SAN LINO, PAPA E MARTIRE, PREGA PER NOI!!!
    PADRE PIO PREGA PER NOI!!!
    Luca, Sursum Corda - Habemus Ad Dominum!!!
    ADDIO GIUSEPPE, amico mio, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    «Réquiem aetérnam dona ei, Dómine, et lux perpétua lúceat ei. Requiéscat in pace. Amen.»

    SURSUM CORDA - HABEMUS AD DOMINUM!!! A.M.D.G.!!!

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    Lightbulb Re: 23 settembre - Commemorazione di S. Tecla di Iconio, Vergine e martire

    23 SETTEMBRE 2019: 51esimo anniversario della morte terrena e nascita al Cielo di PADRE PIO DA PIETRELCINA (Pietrelcina, 25 maggio 1887 – San Giovanni Rotondo, 23 settembre 1968); Santa Tecla di Iconio, vergine e martire; SAN LINO, PAPA E MARTIRE…



    «San Lino, papa e martire, 23 settembre.»
    Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico
    http://www.unavoce-ve.it/gueranger.htm

    «Commemorazione di santa Tecla, vergine e martire, lo stesso giorno.»
    "MISSALE ROMANUM - Eadem die 23 Septembris. S. Pro S. Tecla Virgine et Martyre"
    MISSALE ROMANUM - Eadem die 23 Septembris. S. Pro S. Tecla Virgine et Martyre
    http://www.unavoce-ve.it/mr-23sept-2=lat.htm





    San Lino - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/san-lino/
    «23 settembre, San Lino, Papa e Martire (+23 settembre 76/79). E’ stato il primo successore di San Pietro.
    “A Roma san Lino, Papa e Martire, il quale, per il primo dopo il beato Pietro Apostolo, governò la Chiesa Romana e, coronato col martirio, fu sepolto nel Vaticano, presso le stesso Apostolo”».
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...-2-169x300.png






    SANTE MESSE CATTOLICHE "NON UNA CUM" CELEBRATE DAI SACERDOTI DELL' I.M.B.C. ("ISTITUTO MATER BONI CONSILII") E DA DON FLORIANO ABRAHAMOWICZ IN TUTTA ITALIA:


    "Sante Messe - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/

    "Torino - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/torino/

    "Modena - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/modena/

    "Rimini - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/rimini/

    "Pescara - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/pescara/

    "Potenza - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/potenza/

    "Roma - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/roma/

    "S. Messa in provincia di Verona - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/s-messa-provincia-verona/

    “Sodalitium - IMBC.”
    https://www.youtube.com/user/sodalitium

    “Omelie dell'I.M.B.C. a Ferrara.”
    https://www.facebook.com/OmelieIMBCFerrara/


    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/
    “Oratorio Sant'Ambrogio, Milano - Offertur Oblatio Munda (Malachia 1, 11).”
    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/category/omelie/




    «Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre.
    http://www.domusmarcellefebvre.it/
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz
    XV Domenica di Pentecoste (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=B2XB1kg2c7A
    XV Domenica di Pentecoste (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=Psy7xALNE2k
    15° après Pentecòte (Sermon)
    https://www.youtube.com/watch?v=NCk0U9VDJek
    Domenica d. Madonna Addolorata - Festa di San Pio X alla domus Marcel Lefebvre - (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=nQD0orJ6Wng
    Domenica d. Madonna Addolorata - Festa di San Pio X alla domus Marcel Lefebvre - (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=G7PuqwYnFPo
    Natività B.V. Maria (XIII domenica d. Pentecoste)- (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=5Z9v7udCG6U
    Natività B.V. Maria (XIII domenica d. Pentecoste)- (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=Y93dn88ORpk
    XII domenica d. Pentecoste (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=nIk0skekqQI
    XII domenica d. Pentecoste (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=ewDURGc0UNA
    XI domenica d. Pentecoste (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=NNOE3X7h7kc
    XI domenica d. Pentecoste (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=hk75pIqAtog
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php
    La Santa Messa tutte le domeniche alle ore 10.30 a Paese, Treviso».

    «XV domenica d. Pentecoste (Festa di San Pio X alla domus Marcel Lefebvre)
    https://www.youtube.com/watch?v=q0ACQKbp5Pc
    XV domenica d. Pentecoste (Festa di San Pio X alla domus Marcel Lefebvre) (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=Q3JVWDby2_Q
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz/
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php »





    “23 settembre - S. Lino, Papa e martire”
    https://forum.termometropolitico.it/...e-martire.html
    "23 settembre - Commemorazione di S. Tecla di Iconio, Vergine e martire"
    https://forum.termometropolitico.it/...e-martire.html








    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «MARTIROLOGIO ROMANO, 1955. Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis»








    "Il 23 settembre 1968 saliva al Cielo P. Francesco Forgione OFM, in religione Padre Pio.
    PADRE PIO DA PIETRELCINA (Francesco Forgione)
    Sacerdote cappuccino
    (Pietrelcina, Benevento, 25 maggio 1887 - San Giovanni Rotondo, Foggia, 23 settembre 1968)"


    "MESE DI SETTEMBRE: MESE DI NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA ADDOLORATA.
    [Meditazioni sui Dolori della Madonna Addolorata. Meditazioni sopra i dolori della SS. Vergine Madre di Dio proposte alla devozione dei fedeli da un sacerdote passionista. Roma, Santuario della Scala Santa, 1938]"


    «NOVENA IN PREPARAZIONE DELLA FESTA DEI SANTI ANGELI CUSTODI.
    (23 Settembre - 1 Ottobre)

    ℣. Deus, ☩ in adiutorium meum intende.
    ℞. Domine, ad adiuvandum me festina.
    Gloria Patri.
    [℣. Provvedi, ☩ o Dio, al mio soccorso.
    ℞. Signore, affrettati ad aiutarmi.
    Gloria al Padre.]
    Primo giorno.
    O fedelissimo Esecutore dei consigli di Dio, santo Angelo mio Tutelare, che fino dai primi momenti della mia vita vegliate sempre sollecito alla custodia dell’anima mia e del mio corpo; io vi saluto e vi ringrazio, unitamente a tutto il coro degli Angeli dalla divina bontà destinati a custodi degli uomini: e istantaneamente vi prego di raddoppiare la vostra premura per preservarmi da ogni caduta nel presente pellegrinaggio, affinché l’anima mia si conservi sempre monda e pura quale voi stesso procura¬ste che divenisse per mezzo del santo battesimo.
    Angele Dei.
    ℣. Ora pro nobis, beate Dei Angele.
    ℞. Ut digni efficiamur promissionibus Christi.
    Oremus.
    Deus, qui ineffabili providentia sanctos Angelos tuos ad nostram custodiam mittere dignaris, largire supplicibus tuis, et eorum semper protectione defendi, et æterna societate gaudere.
    Per Dominum nostrum Jesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum.
    ℞. Amen.
    [℣. Prega per noi, beato angelo di Dio.
    ℞. Affinché siamo fatti degni delle promesse di Cristo.
    Preghiamo.
    Dio, che nell'ineffabile provvidenza, ti degni di mandare i tuoi santi Angeli a nostra custodia, concedine, ti supplichiamo, e di esser sempre difesi dalla loro protezione e di godere in eterno della loro compagnia.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
    ℞. Amen»







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    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/
    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda.
    Preghiera al Santo del giorno.

    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.

    Eterno Padre, intendo onorare san Lino Papa e Martire [e santa Tecla protomartire delle donne], e Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi avete loro elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima, per i meriti di questi santi, ed a loro affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, san Lino Papa e Martire [e santa Tecla protomartire delle donne] possano essere miei avvocati e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia».

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    «"Instaurare omnia in Christo", restaurare la società al cattolicesimo integrale e contro ogni forma di ecumenismo e laicità. Questa è la risposta di San Pio X agli uomini politici che si dicono cristiani e che intendono governare secondo l'ordine di Dio.
    Non esistono altre soluzioni, non esistono compromessi»

    “Per affrontare, con dati oggettivi e senza compromessi, il problema del Vaticano Secondo e dei modernisti che occupano la maggior parte delle nostre chiese --> La questione del cosiddetto "papa eretico" ed il problema dell'autorità nella Chiesa -->
    Appunti sulla questione del cosiddetto «papa eretico»”
    https://www.sursumcorda.cloud/massim...a-eretico.html


    “Preghiera di San Pietro Canisio per conservare la vera fede”
    "Preghiere e tradizionali pie pratiche cristiane. Chiediamo a Nostro Signore di ottenere la vera fede e di perseverare"
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    “23 settembre 2019.
    Lino, papa, santo, nativo della Tuscia, 67-76. Il corpo fu ritrovato, nel 1615, durante gli scavi vicino alla confessione di S. Pietro in Vaticano.
    M.R.: 23 settembre - A Roma san Lino, Papa e Martire, il quale, per il primo dopo il beato Pietro Apostolo, governò la Chiesa Romana, e, coronato col martirio, fu sepolto nel Vaticano, presso lo stesso Apostolo. [ Tratto dall'opera «Reliquie Insigni e "Corpi Santi" a Roma» di Giovanni Sicari ]”






    “23 settembre 2019: Santa Tecla, vergine e martire.”







    https://www.radiospada.org/2019/09/i...-liberio-papa/
    "Il culto di San Liberio Papa di Redazione RS il 24 Settembre 2019 a cura di Giuliano Zoroddu.
    da : Cardinale Alfredo Ildefonso Schuster OSB, Liber Sacramentorum. Note storiche e liturgiche sul Messale Romano. Vol. VIII. I Santi nel Mistero della Redenzione (Le Feste dei Santi dall’Ottava dei Principi degli Apostoli alla Dedicazione di S. Michele), Torino-Roma, 1932, pp. 274-278.

    SAN LIBERIO PAPA

    Oggi [23 settembre, ndr] il Geronimiano recensisce il natale di papa Liberio (352-366) Romae, depositio sancii Liberi episcopi. – Veramente, il giorno emortuale sarebbe il 24 settembre 366. – Disgraziatamente però, la leggenda
    s’è impadronita ben presto della figura di Liberio, il quale venne perciò trasformato in una specie di rinnegato, aderente al partito ariano, ed in conseguenza persecutore di Felice II. Ne segui che, il primitivo culto tributato subito dopo morte al travagliato Pontefice, e che sino al dì d’oggi è comune a tutte le Chiese orientali, in Roma a poco a poco venne meno. Anche oggi Liberio passa poco meno che per un lapso, vittima della perfidia dell’imperatore Costanzo.
    Non è nostro compito d’entrare qui nella tanto agitata questione di papa Liberio, circa le ragioni che indussero cioè Costanzo a far grazia all’esule Pontefice. Ci basta qui di accennare ai monumenti che dimostrano il culto liturgico ed universale in tutta la Chiesa già attribuito a Liberio; siccome pure, in modo particolare, alla fama di santità che egli godé in Roma nei tempi più vicini alla sua morte. Anche nel medio evo, pare che in qualche calendario romano se ne festeggiasse la memoria il 17 maggio ed il 23 settembre.
    Il calendario bizantino, il 27 agosto celebra la memoria τοῦ ὀσίου πατρὸς ἠμῶν καὶ Λιβερίου Πάπα Ρώμης – Dunque, “Padre nostro, confessore della Fede e Papa di Roma”.
    I Copti lo festeggiano il 9 ottobre : Il riposo di san Liberio, vescovo di Roma e difensore della Fede. Di nuovo ne ricorre la memoria il quarto giorno del loro piccolo mese supplementare: Commemorazione di Liberio vescovo di Roma.
    Quando Liberio venne cacciato in esilio per la fede Nicena, ed in sua vece fu sostituito in Roma Felice II, si suscitò nella Città uno scisma tra il popolo. Vi furono dei tumulti, degli eccidi, e l’eco delle proteste d’ attaccamento al legittimo Papa da parte della maggior parte del popolo, ci è conservato ancora in alcune epigrafi, dove si nomina appositamente Liberio, quasi ad esprimere l’adesione al suo partito.

    (de)FVNCTA EST . EVPLIA . QVAE
    VS . MAIAS . QVAE . FVIT . ANNORV
    QVE . DEPOSITA . EST . IN . PACE . SVB . LIBE(rio episcopo)

    RA
    A . CVMPAVIT
    ONVS . SEBIBO
    (sedent)E PAPA . LIBERIO

    Ma il monumento più importante a dimostrazione della venerazione che riscosse in antico papa Liberio nel cimitero di Priscilla, è la sua stessa epigrafe sepolcrale, trascritta, fortunatamente, dagli antichi collettori.

    Quam Domino fuerant devota mente parentes,
    Qui confessorem talem genuere potentem,
    Atque sacerdotem sanctum, sine felle columbam
    Divinae legis sincero corde magistrum,
    Haec te nascentem suscepit Ecclesia Mater,
    Uberibus fidei nutriens devota beatum,
    Qui pro se passurus eras mala cuncta libenter.
    Parvulus utque loqui cepisti dulcia verba,
    Mox Scripturarum lector pius indole factus,
    Ut tua lingua magis legem quam verba sonaret;
    Dilecta a Domino tua dicta infantia simplex,
    Nullis arte dolis sorde fucata malignis,
    Officio tali iusto puroque legendi,
    Atque item simplex aduliscens mente fuisti
    Maturusque animo ferventi aetate modestus
    Remotus, prudens, mitis, gravis, integer et equus,
    Haec tibi lectori innocua fuit aurea vita.
    Diaconus hinc factus iuvenis meritoque fideli
    Qui sic sincere, caste, intigreque pudice
    Serviveris sine fraude Deo, quanta pectore puro
    Atque annis aliquot fueris levita severus
    Ac tali iusta conversatione beata,
    Dignus qui merito inlibatus iure perennis
    Huic tantae Sedi Christi splendore serenae
    Electus fidei plenus summusque sacerdos,
    Qui nivea mente immaculatus Papa sederes,
    Qui bene Apostolicam doctrinam sancte doceres
    Innocuam plebem caelsti lege magister.
    Quis, te tractante, sua non peccata reflebat?
    In synodo, cunctis, Victor, superatis iniquis
    Sacrilegis, Nicaena Fides electa triumphat.
    Cantra quamplures certamen sumpseris unus
    Catholica praecincte Fide possederis omnes
    Vox tua certantis fuit haec sincera salubris:
    Atque nec hoc metuo, ncque illud committere opto.
    Haec fuit, haec semper mentis constantia firma.
    Discerptus, tractus, profugatusque Sacerdos,
    Insuper, ut faciem quodam nigrore velaret
    Nobili falsa manu portantee aemula caeli
    Ut speciem Domini foedaret luce coruscam
    En libi discrimen vehemens, non sufficit annum;
    Insuper exilio decedis martyr ad astra,
    Atque inter Patriarchas praesagosque prophetas
    Inter Apostolicam turbam Martyrumque potentum
    Cum hac turba dignus mediusque. loctitus adoras
    Mite pium Domini conspectum, iuste Sacerdos.
    Inde Ubi merito tanta est concessa potestas.
    Ut manum imponas patientibus, incola Christi,
    Daemonia expéllas, purges mundesque repletos,
    Ac salvos homines reddas animoque vigentes
    Per Patris ac Filli nomen cui credimus omnes,
    Cumque tuum obitumpraecellens tale vidimus
    Spem gerimus cuncti proprie nos esse beatos,
    Qui sumus hocgue tuum meritum fidemque secuti.


    Quanto dovettero essere devoti a Dio quei genitori
    Che diedero alla luce un sì strenuo confessore della Fede;
    Un vescovo cosi santo, vera colomba senza fiele;
    Un maestro della Divina legge, dal cuore senza doppiezza.
    Te appena nato, accolse quale Madre questa Chiesa,
    E devotamente allattò te, o beato, alle mammelle della Fede,
    Giacché in seguito tu avresti dovuto patire per la Chiesa con tanta generosità!
    Appena pargoletto cominciasti a balbettare, attesa la tua indole pia, venisti eletto a lettore,
    Perché la tua lingua proferisse le parole della Legge e non le ciance.
    Nella tua infanzia, grato al Signore, fosti semplice,
    Ed il sacro Testo giammai venne contaminato da maligne depravazioni,
    Giacché tu leggevi correttamente e con ogni fedeltà.
    Anche da giovinetto, ti distinguesti per candore, ed avanzandoti nell’adolescenza, mostrasti virilità di senno, modesto, amante della ritiratezza, prudente, mite, serio, integro, giusto.
    Questa fu l’aurea età del tuo lettorato.
    Eri ancor giovane, quando pel merito della tua Fede venisti creato diacono; allora tu esercitasti pudicamente il tuo ufficio, con sincerità, purezza, integrità e con coscienza illibata servisti al Signore.
    Trascorsi alcuni anni nell’austera dignità diaconale, attesa la tua intemerata vita, venisti reputato degno di assiderti definitivamente su questa luminosa cattedra di Cristo, divenuto Pontefice supremo della Fede, Papa immacolato, dalla coscienza monda al par della neve, onde insegnassi con santo zelo la dottrina Apostolica e fossi maestro nella divina legge al popolo santo di Dio.
    Quando tu predicavi, chi non piangeva le proprie colpe?
    Nel sinodo, riportasti vittoria sugli empi e per te trionfò la bella fede di Nicea
    Solo contro molti, ingaggiasti la lotta, e forte della tua dottrina cattolica, tutti li abbattesti. Durante il combattimento, questo fu il tuo salutare grido di battaglia: non temo le minacce, né mi arrendo alle intimidazioni.
    Questo fu costantemente il tuo sentire.
    Tu, o Pontefice, fosti allora strappato alla tua sede, trascinato via e cacciato in esilio.
    Di più, per deturpare la tua faccia con qualche neo, ti viene presentato con arte subdola un simbolo che voleva simulare quello divino, affinché il volto radiante del Salvatore ne andasse in qualche modo offuscato.
    Questo gravissimo pericolo durò oltre un anno.
    Finalmente te ne volasti al cielo ornato della palma dei Martiri a cagione del sofferto esilio ; andasti a prender posto tra i Patriarchi, i Profeti cui è svelato il futuro, gli Apostoli e la turba potente dei Martiri. Degnamente ti trovi in mezzo a questa schiera, ed adori, o Pontefice giusto, il mite volto di Dio.
    Ben a ragione dal cielo ti è stato concesso il potere d’imporre le tue mani agli infermi, di cacciare i demoni, di liberare gli ossessi e di restituire i mortali a sanità ed a valida salute. Pel nome del Padre e del Figlio nel quale tutti giuriam fede, poiché fummo testimoni di tua morte tanto gloriosa, noi tutti nutriamo altresì fiducia di giungere alla vera beatitudine, dal momento che siamo altresì solidari della fede e dei meriti tuoi.

    Anche nell’epigrafe funeraria di papa Siricio, gli si ascrive a merito che seguì nel suo esilio papa Liberio, dapprima come semplice lettore, quindi in ufficio di diacono :

    LIBERIVM . LECTOR MOX . ET . LEVITA . SECVTVS

    Insomma, non ostante che la diceria sulla momentanea debolezza dell’esule Liberio abbia ritrovato largo credito anche fra alcuni Padri:

    Insuper, ut faciem quodam nigrore foedaret,

    Roma cattolica rigettò tuttavia questa calunnia sugli stessi persecutori della fede Nicena e dell’intrepido Pontefice. Il Papa punto non si lasciò ingannare dai falsa aemula caeli, ma sostenne a lungo un discrimen vehemens, sempre costante nella professione del simbolo ortodosso, che a Milano gli era già valsa da Costanzo la sentenza dell’esilio. Dopo morto, Liberio venne salutato col titolo di confessore e di martire; la sua tomba nel cimitero di Priscilla divenne celebre per i miracoli che vi si operavano; anzi, tra le rare immagini dei Pontefici della prima età, noi troviamo in una pittura della seconda metà del IV secolo nel cimitero di Pretestato, quella precisamente di papa Liberio insieme coi due stessi Principi degli Apostoli e col celebre martire dell’Appia, Sisto II. Insomma, quando a riguardo di papa Liberio sant’Ambrogio scriveva alla propria sorella Marcellina: «Tempus est, soror santa, ea quae mecum conferre soles, beatae memoriae Lìberii praecepta revolvere, ut quo vir sanctior, eo sermo accedat gratior»*, egli rifletteva la primigenia tradizione della Chiesa Romana, tradizione che, venuta più tardi meno nell’Eterna Città, ci è stata nondimeno conservata intatta dalle più antiche Chiese di Oriente. In onore di Liberio, il cui pontificato in Roma ritrova ancor oggi il suo classico monumento onorario sull’Esquilino, nella basilica Liberiana, riferiremo il seguente verso che adorna i menei greci in
    onore del grande Difensore della fede nicena:

    Τὸν πλοῦτον ἀντελέιβ Λιβέριος νῦν ἔχει
    Ὂν ὀυρανοῖς ἣν ἐφρώνως θησαυρίσας

    Liberio (che partendo per l’esilio di Berea aveva rimandato indietro all’imperatore i cinquanta soldi che questi gli aveva offerti pel viaggio) ora può attingere largamente al tesoro che egli saggiamente ha ammassato per il cielo.

    * «È tempo, santa sorella, di riandare a quei precetti di Liberio di beata memoria. su quali di quando in quando sei solita parlare come me: più caro di riesca questo mio dire quanto è più santo l’uomo [i.e. papa Liberio] da cui esso viene» (De virgin. III, 1)"
    https://i2.wp.com/www.radiospada.org...70%2C630&ssl=1







    "Oggi è l'anniversario della nascita al Cielo di Padre Pio (23 settembre 1968). Vogliamo ricordarlo con una delle sue narrazioni riguardanti la devozione a San Giuseppe, invocando la sua preziosa intercessione presso il Patriarca."
    ***
    "Chiunque ha incontrato Padre Pio e lo ha conosciuto ha subito il fascino della sua persona. Nella sua indole e nel suo fare c’era qualcosa di semplice e di sublime nello stesso tempo. Questa caratteristica costituiva la forza morale, che trascinava e affascinava. A volte, con la sola intonazione di voce riusciva ad essere severo, scherzoso, allegro, senza che fosse alterato il suo animo, che conservava sempre una amabile dolcezza [...].
    Durante le conversazioni Padre Pio amava raccontare barzellette a sfondo religioso e fatterelli, che tenevano desta l’attenzione dei suoi interlocutori, specie quando usava il suo colorito dialetto napoletano.
    Un giorno la conversazione cadde su come fosse facile diventare ufficiale dell’ordine dei Cavalieri (Padre Pio spesso scherzava sulle sue esperienze da militare, specialmente sul periodo in cui era stato falsamente accusato di diserzione). A proposito raccontò con gioia la seguente storia: «Un ufficiale dell’esercito, dopo aver trascorso un certo numero di anni nel Purgatorio, si presentò alla porta del Paradiso. San Pietro, vedutolo lo ammonì dicendo: “È troppo presto! Ci vogliono ancora mille anni!”. All’udire queste parole, l’ufficiale rispose con un sorrisetto malizioso: “Ma io ho una lettera di raccomandazione datami dal tuo collega san Giuseppe”. San Pietro lo vide strizzare l’occhio come se fosse stato già risolto il caso, quindi piuttosto seccato rispose: “Qui le raccomandazioni non hanno valore e della lettera di san Giuseppe non me ne importa proprio nulla!”. A questa risposta l’ufficiale capì che in quel posto la procedura era ben diversa da quella usata dagli uomini sulla terra, pertanto se ne tornò nel Purgatorio. Dopo qualche tempo san Giuseppe, a passeggio per il Purgatorio, incontrò il cavaliere, e stupito di trovarlo ancora in quel posto, gli chiese: “Ma come... sei ancora qui! Ho scritto per te una lettera al mio collega san Pietro, che fine ha fatto la lettera?”. L’ufficiale un po’ rammaricato e risentito rispose: “Mi dispiace per te, caro san Giuseppe, ma il tuo collega lassù dice che della tua lettera non sa che farsene”. San Giuseppe, sbalordito di essere così poco considerato nel Cielo, andò subito a chiedere spiegazione al Custode dell’ingresso del Paradiso. “Cos’è tutto questo?”, protestò il padre putativo di Gesù. “Tu accetti le raccomandazioni di sant’Antonio di Padova e di san Gennaro e poi rifiuti le mie! Spiegami il perché!”. San Pietro, non sapendo cosa rispondergli, gli dette una risposta evasiva: “È così che voglio io!”. C’era da arrabbiarsi contro la prepotenza di san Pietro. San Giuseppe, invece, si servì della sua autorità di capo famiglia e, volgendosi alla Madonna, le disse: “Maria, prendi il Bambino Gesù e andiamo via dal Paradiso!”».
    La storiella fece ridere tutti, ma Padre Pio volle insegnare ai presenti che è un bene avere la devozione a san Giuseppe, patrono della buona morte, perché egli è potente in Paradiso.
    {Padre Alessio Parente, Padre Pio e le anime del purgatorio, pp. 237-240}"

    “In devoto ricordo di Padre Pio da Pietrelcina OFM Cap, nel cinquantunesimo anniversario della morte. (23 settembre 1968).”
    “23 settembre 1968 - 2019. Cinquantun'anni fa nasceva al Cielo Padre Pio da Pietrelcina, frate cattolico intransigente e di santità insigne, taumaturgo col dono della profezia, padre spirituale di più generazioni. Ci benedica dall'Alto nella tempesta in cui siamo. Gloria a Dio nei Suoi Santi, gloria ai Santi in Dio. W Padre Pio!”






    https://www.radiospada.org/2019/09/q...-di-ortodossi/
    «Quando Padre Pio convertì al Cattolicesimo una famiglia di “ortodossi”di Redazione RS il 23 Settembre 2019.
    Un episodio della prodigiosa vita di Padre Pio per ricordarci che solo la Chiesa Cattolica Apostolica Romana è la vera Chiesa di Gesù Cristo ed il suo Corpo Mistico
    , fuori dalla quale non vi sono che sette di perdizione!
    PROTESTA: Conformandoci ai Decreti di Urbano VIII del 13 di Marzo del 1625 e del 5 Giugno 1631, dichiariamo che, salvo i dommi e le dottrine e tutto ciò che la Santa Apostolica Sede ha definito, in tutt’altro non intendiamo prestare né richiede altra fede che l’umana.
    La storia della conversione di un’intera famiglia di ortodossi operata da Padre Pio. Il racconto è della signora Rina Caterinovich, che fu la prima a convertirsi. Lo trascrivo da Il Messaggio di Padre Pio di K. Tangari (M. D’Auria ed. Napoli):
    «Partii con una mia amica, cattolica di pochi anni, per San Giovanni Rotondo. Abitavamo a Capri dove, da diversi anni, avevamo sentito parlare di Padre Pio, delle conversioni e guarigioni da lui operate. Appartenendo alla Chiesa ortodossa greca, ai santi viventi ai miracoli poco credevo. Ma a Capri conobbi un’inglese convertita da lui, due olandesi protestanti ugualmente convertiti e molto entusiasti di Padre Pio. La mia curiosità di conoscerlo divenne vivissima: volevo conoscere un vero “santo”, volevo vedere qualche cosa di “straordinario”. Romena di nascita, ero praticando della Chiesa ortodossa, ma come tutti gli ortodossi senza vero misticismo, perché se la religione ortodossa conserva dogmi quali ha la religione cattolica, in pratica i sacerdoti stessi non sembrano convinti che nella Santa Comunione riceviamo Gesù vivo. La confessione anche non è che una forma che non libera l’anima dall’oppressione e dal male.
    Già da quando avevo iniziato i miei studi universitari capivo che non avrei potuto credere come prima, perché la Chiesa ortodossa non appaga quelli che vogliono spiegazioni e che hanno bisogno di aver illuminata l’intelligenza.
    Non essendo mai riuscita a fare alcuna cosa senza convinzione, abbandonai le pratiche religiose. Prima di sposarmi dovetti confessarmi e fare la Comunione: ero a Roma ed il sacerdote era una persona coltissima, di alta società: credetti di trovare in lui quel che cercavo, cioè spiegazioni e schiarimenti, ma qui pure fui delusa: fu quella la mia ultima confessione.
    Per diciotto anni non andai in Chiesa, neppure facevo il segno della croce, però in certi periodi pregavo più per affetto verso i miei cari, che in omaggio alla divinità. Mii interessavo invece alle diverse correnti spirituali, leggevo molto e mi appassionai in particolar modo ai libri della religione indiana. È lungo tracciare le vicende della vita spirituale che ho trascorso in questi diciotto anni.
    La guerra mi riportò a Dio, ma non alla Chiesa; ritenevo sempre che bastasse vivere bene, cercare la verità e pensare che Iddio è amore infinito: null’altro. Quando mi recai da Padre Pio non pensavo a divenire cattolica, né sentivo il bisogno della Chiesa.
    Avevo pregato la mia amica di domandare a Padre Pio se potevo confessarmi, sicura che non ne me lo avrebbe rifiutato; invece la risposta fu negativa. Ed eccomi ad assistere alla sua Messa durante la quale una profonda commozione mi pervase, con pianto continuo per il dolore inconsolabile della mia miseria, dei miei peccati, e dell’essere fuori della Casa di Dio. Il dolore di non aver la vera patria mia sulla terra: eppure ne ho due di patrie qui, che amo una più dell’altra: l’Italia, mia patria spirituale, e la Romania che mi ha dato la vita. Un cattolico si sente sempre a casa sua, sia in estremo Oriente sia a New York o in qualunque cittadina del mondo, ove esiste una chiesa cattolica: io questa casa non l’avevo, dovevo rimanere fuori della porta!
    Quando potetti avvicinare Padre Pio, ebbi una seconda volta un pianto dirotto (io mai piangevo facilmente dinanzi alle altre persone). “Perché piangi così?” mi domandò Padre Pio. “Perché non sono cattolica” fu la mia risposta, non voluta e non pensata. “E chi ti impedisci di esserlo?”.
    Esposi alcuni miei dubbi, ma Padre Pio disse che il dubbio era inutile, perché il Signore mi voleva. Mi spiegò lui stesso in un piccolo catechismo che mi offrì le preghiere che avrei dovuto imparare: mi parlò semplice come ad una bambina. E quando gli chiesi se dovevo prepararmi prendendo delle lezioni, mi disse: “Bisogna amare, amare, amare e niente più”. Era il 5 ottobre 1923.
    Non sentivo e non vedevo in lui ciò che tanti avevano visto; soltanto che vicino a lui sentivo più vivo il desiderio di accostarmi alla Santa Comunione, sentivo che la vita senza Santa Comunione non è più vita, e che i cattolici erano felici di poterla avere, mentre io ne ero priva. Capii allora che di tutte le chiese sola la cattolica è quella che aiuta veramente a seguire Gesù, quella che ci sostiene, ci incoraggia, ci aiuta nella vita di tutti i giorni.
    L’ortodossia non mi dava invece ami nulla. Non ho mai sentito in nessun posto del mondo come a San Giovanni Rotondo, quanto siamo lontani da Colui che ha dato tutto se stesso per salvarci!
    Non ho cambiato religione perché il rito della Chiesa Cattolica mi sia piaciuto di più, ma perché avendo anche un corpo, non posso vivere solamente con lo spirito, ed ho bisogno quindi di un aiuto che solo la Chiesa Cattolica può dare, l’unica che abbia conservato lo spirito di Cristo e che aiuti a seguirlo.
    Trascorsi l’inverno preparandomi “al gran passo” tra i pericoli di lotte interne, di tentazioni e di prove; ma chiedendo sempre l’aiuto del Signore. Nella primavera del 1924, il 10 aprile, tornai a San Giovanni Rotondo con la mia vecchia zia che mi aveva allevata, e con la quale ero tanto unita spiritualmente e con la mia figliuola. Il 12 feci l’abiura nelle mani del padre guardiano, la confessione generale ed il 13 finalmente mia accostai alla Santa Comunione, che da quel giorno è diventata il mio più grande sostegno, la mia forza, la mia consolazione nelle molte prove e tribolazioni avute in questi ultimi anni.
    In quel giorno il Signore mi concesse un’altra grandissima gioia, la conversione inaspettata e miracolosa della mia zia-mamma. Carattere leale, sincero e onesto, donna di fede purissima, era intransigente per sé e per gli altri. Ortodossa convinta, considerava di cambiare religione come una mancanza di fedeltà, un disonore, una bassezza. Sofferse molto per la mia decisione, senza dirmelo (lo seppi dopo la sua conversione). Il primo giorno andò al Convento, parlò con Padre Pio, ma rimase scossa e mal impressionata dalle sue parole. Siccome le avevano detto che Padre Pio non spingeva nessuno a farsi cattolico, alla domanda di lui: “Mi vuol seguire?” rispose di no, dicendo che aveva compreso che Iddio è Uno e che la Chiesa pure dovrebbe essere Una, ma poiché sentiva che la sua religione era molto vicina alla cattolica comprendeva essere lei troppo vecchia ormai per mutare religione, tanto più che facendo questo avrebbe arrecato troppo dolore ai suoi parenti. Allora Padre Pio replicò: “Crede Lei che davanti al Signore ci sarà la sua famiglia a rispondere per lei?”.
    Il giorno dopo mia zia non tornò al convento; e nemmeno sarebbe tornata la domenica successiva, se non avesse avuto qualche giorno prima da Padre Pio una immaginetta sulla quale erano scritte parole che l’avevano colpita. Dopo la Messa e la mia prima vera Comunione, rimase pochissima gente in chiesa, e Padre Pio era nei banchi dietro la zia a pregare. Quando poi andò in sagrestia, noi lo seguimmo, e la zia gli disse:
    “Grazie per la sua bontà, e perdoni se le ho fatto dispiacere”.
    “Non dispiacere” replicò Padre Pio, “mi ha dato un vero dolore!”. Talché la zia si sentì sconvolta dalle sue parole.
    Per più di mezzora il Padre Pio le parlò ancora, facendo crollare una ad una le pietre di quella fortezza che sembrava inespugnabile. “La Chiesa Ortodossa è agonizzante” le disse tra l’altro, e poco più di un anno vedemmo come si fossero avverate queste parole, perché la chiesa ortodossa si divise fra tanti patriarchi e metropoliti.
    Fu una lotta durissima, ma finalmente la zia fu vinta e tutta commossa gli disse: “Prometto di entrare nella Chiesa Cattolica!”. Promessa mantenuta alcuni mesi più tardi a Capri. È ora delle più ferventi cattoliche, come per guadagnare il tempo perduto, e combatte volentieri per la sua fede contro tutti quelli che le sono contrari, tanto da aver scosso molte anime col suo esempio.
    Rimaneva nella nostra famiglia ancora nella ortodossia mio marito. Ed era il più difficile a convertire, perché avendo sempre fatto una vita moralissima, onesta e laboriosa, non vedeva necessità di cambiare religione per servire meglio il Signore.
    Retto, sincero e intransigente, quanto la zia o più di essa, essendo stato ufficiale nell’esercito imperiale della Russia, considerava come un disonore, come bassezza, tradire la propria fede.
    Quando mi decisi io a quel passo, egli non si oppose, non mi sconsigliò; mi fece soltanto promettere di non cercare mai di indurlo a convertirsi. Ciò che feci, solo mettendolo nelle mai di Dio, senza mai parlargli della mia Fede, se non richiesta; ma intanto pregavo continuamente e procuravo i modificare i miei difetti col dargli con l’esempio una prova che la mia fede era la migliore.
    Le virtù essenziali che imparai a stimare e che nella chiesa ortodossa e nella nostra vita mancava del tutto erano l’umiltà e la carità di cui avevo avuto begli esempi nell’Italia meridionale; erano le virtù che mancavano a me e a mio marito: il quale severissimo verso se stesso lo era anche con gli altri, fino al punto da non saper perdonare le offese ricevute, come non perdonava le debolezze, le cadute, le miserie umane.
    Nel settembre 1926 per la terza volta tornai a San Giovanni Rotondo e mio marito volle accompagnarmi. Appena veduto Padre Pio sentì per lui una grande devozione, un senso di tenerezza e di gioia nello stargli vicino. Anche lui, come me, si sentì in uno stato di isolamento, e durante la Messa di Padre Pio pianse. Aveva l’impressione di essere un grande peccatore, che Iddio non volesse accettarlo tra i suoi figli, ma poi, quando si mise a parlare con Padre Pio sulla questione religiosa, rimase irremovibile.
    Per mio marito Padre Pio era un uomo santo, pieno di bontà, di amore, che egli avrebbe sempre voluto avere vicino a sé, ma per questo affetto non si sentiva di fare un atto contrario alla sua coscienza ed al suo cuore. Nell’estate egli fu gravemente malato, tanto che credeva di dover morire, ma S. Teresa del Bambino Gesù e Padre Pio lo aiutarono molto. Sicché nel settembre 1927 tornammo di nuovo al convento del Gargano, queste volta anche con la nostra figliuola, rimanendo lassù per diversi giorni.
    Allora accettò di ascoltare da Padre Pio le ragioni della scissione della Chiesa orientale, e si mise a discutere con lui sulle divergenze esistenti, finché un giorni queste discussione sebbene volute da lui, lo irritarono talmente, che volle lasciare il convento e tornare a Capri. Malgrado il mio dolore, non seppi oppormi a questa decisione. Egli però non partì. Tuttavia non tornò più al convento fino a che non gli portai la parola di Padre Pio, il quale gli diceva che, se pure non potevano intendersi sulla religione, potevano rimanere amici. Allora tornò al convento, e quando partimmo da San Giovanni Rotondo, la sua decisione era già presa: mancavano sole le carte per le formalità necessarie.
    Al nostro ritorno a casa, cominciò però una lotta più aspra che mai tra dubbi e prove e dispiaceri, che sembravano indizi del malcontento del Signore per la decisione presa. Le lotte interne erano tremende, e in certi periodi, lui così buono abitualmente e così affettuoso, si allontanava da noi, si faceva estraneo, chiuso e freddo. Ma Gesù misericordioso non volle farlo soffrire ancora per lungo tempo, ed in luglio tornammo ancora a San Giovanni Rotondo per il gran giorno! Il 6 luglio fece l’abiura a Foggia nelle mani del Vescovo, e la sera del 7 si confessò da Padre Pio. Il giorno 8 fece la sua Comunione ed il 10 la Cresima. “Voglio fare la Cresima come suggello del passo fatto” mi disse.
    Grazie al Signore, da quel momento egli è scrupoloso nei suoi doveri religiosi, e sopporta molto meglio le prove che gli vengono dal Cielo. Anche verso gli altri è più caritatevole, e trova conforto a parlare della sua Fede, che sa difendere parlando con gli ortodossi».
    (sì sì no no, Anno XV – n. 1, 15 Gennaio 1989, pp. 4-5. Testo raccolto da Giuliano Zoroddu)»


    https://www.radiospada.org/2019/09/d...gas-de-cristo/
    "[DIFUNDE TU FE CATOLICA] PADRE PÍO: EL SACERDOTE QUE SUFRIÓ LAS MISMAS LLAGAS DE CRISTO"
    https://i2.wp.com/www.radiospada.org...pg?w=470&ssl=1










    CI SARA? UNA FALSA CHIESA ? Amici di Fra Daniele
    http://www.amicidifradaniele.it/sito...-falsa-chiesa/
    “CI SARA’ UNA FALSA CHIESA. LO DISSE PADRE PIO NEL 1960: «È SATANA CHE SI È INTRODOTTO NEL SENO DELLA CHIESA E, IN POCO TEMPO, VERRÀ A GOVERNARE UNA FALSA CHIESA»
    L’autorevole testata cattolica online americana ‘OnePeterFive’ riprende un’intervista concessa nel 2011 da padre Gabriele Amorth al giornalista spagnolo José María Zavala – a noi già noto -, da divulgare solamente dopo la morte del famoso esorcista."

    L?ORAZIONE ORIGINALE DI PAPA LEONE XIII A SAN MICHELE: UNA PROFEZIA CIRCA LA FUTURA APOSTASIA A ROMA ? Amici di Fra Daniele
    http://www.amicidifradaniele.it/sito...stasia-a-roma/
    «L’ORAZIONE ORIGINALE DI PAPA LEONE XIII A SAN MICHELE: UNA PROFEZIA CIRCA LA FUTURA APOSTASIA A ROMA»

    COSA AVVERREBBE QUALORA UN PAPA CADESSE IN ERESIA ? Amici di Fra Daniele
    «COSA AVVERREBBE QUALORA UN PAPA CADESSE IN ERESIA»










    www.agerecontra.it | Sito del Circolo Cattolico "Christus Rex"
    http://www.agerecontra.it/

    "Centro Studi Giuseppe Federici - sito ufficiale"
    http://www.centrostudifederici.org/

    "sito dedicato alla crisi dottrinale nella Chiesa cattolica"
    http://www.crisinellachiesa.it/

    "Sito ufficiale del Centro Culturale San Giorgio"
    http://www.centrosangiorgio.com/


    C.M.R.I. - "Congregatio Mariae Reginae Immacolata" ("Congregation of Mary Immaculate Queen" "Congregazione di Maria Regina Immacolata"):
    http://www.cmri.org/ital-index.html





    https://www.truerestoration.org/


    https://novusordowatch.org/
    “Recognize-and-OBEY is the Traditional Catholic Teaching August 29, 2019.”



    ": Quidlibet : ? A Traditionalist Miscellany — By the Rev. Anthony Cekada"
    http://www.fathercekada.com/

    "Home | Traditional Latin Mass Resources"
    http://www.traditionalmass.org/

    http://www.traditionalcatholicpriest.com/





    "Como ovejas sin Pastor"
    http://sicutoves.blogspot.com/


    https://moimunanblog.com




    “Pro Fide Catholica | Le site de Laurent Glauzy”
    https://profidecatholica.com/


    https://johanlivernette.wordpress.com/


    https://lacontrerevolution.wordpress.com/


    https://sedevacantisme.wordpress.com/


    "Sede Vacante -"
    http://www.catholique-sedevacantiste.fr/


    http://wordpress.catholicapedia.net/




    Ligue Saint Amédée
    http://www.SaintAmedee.ch
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/?hc_ref
    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].
    Pas de "motu proprio" chez nous : nous célebrons la Sainte Messe selon le missel de Saint Pie V»
    “Mieux vaut une petite œuvre dans la Vérité, qu’une grande dans l’erreur”


    23 septembre : Sainte Thècle, Vierge et Première Martyre (Ier siècle) :: Ligue Saint Amédée
    “23 Septembre : Sainte Thècle, Vierge et Première Martyre (Ier siècle)” .
    http://liguesaintamedee.ch/applicati...nte_thecle.jpg





    23 septembre : Saint Lin, Pape et Martyr (Ier siècle) :: Ligue Saint Amédée
    “23 Septembre : Saint Lin, Pape et martyr (Ier siècle)” .
    http://liguesaintamedee.ch/applicati..._saint_lin.jpg






    SAN LINO, PAPA E MARTIRE, PREGA PER NOI!!!
    PADRE PIO PREGA PER NOI!!!
    Ad majorem Dei gloriam - Per la maggior gloria di Dio!!! A.M.D.G.
    Gloria Patri et Filio et Spiritui Sancto. Sicut erat in principio et nunc et semper et in saecula saeculorum. Amen.
    «O Santissima Trinità, vi adoro! Mio Dio, mio Dio, Vi amo nel Santissimo Sacramento!»
    CHRISTUS VINCIT, CHRISTUS REGNAT, CHRISTUS IMPERAT!!!
    Luca, SURSUM CORDA – HABEMUS AD DOMINUM!!!
    ADDIO GIUSEPPE, amico mio, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    «Réquiem aetérnam dona ei, Dómine, et lux perpétua lúceat ei. Requiéscat in pace. Amen.»

    SURSUM CORDA - HABEMUS AD DOMINUM!!! A.M.D.G.!!!

 

 

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