di Teresa Scherillo (makia) Dancing Boys of Afghanistan – Quando l’abuso sessuale è al maschilepubblicato il 23 aprile 2010 alle 19:29 dallo stesso autore - torna alla home Violenze che rivelano la cultura dominante dei Signori della guerra che sfruttano apertamente i membri più vulnerabili della loro società.
Il network televisivo Frontline ha pubblicato online un articolo affascinante, ma terrificante allo stesso tempo.”The Dancing Boys of Afghanistan” mostra una pratica orribile chiamata Bacha Bazi (letteralmente play boy), in cui vengono venduti giovani ragazzi ai signori della guerra afghani e a potenti uomini d’affari per essere addestrati come ballerini che si esibiscono per il pubblico maschile ed essere quindi utilizzati e scambiati per il sesso. Una pratica illegale piuttosto usuale in quel paese dove ci sono migliaia di orfani e ragazzi poveri, alcuni di soli 11 anni, alcuni venduti dai genitori ai loro nuovi “padroni”. Gli uomini vestono i ragazzi in abiti femminili e insegnano loro a cantare e ballare per il proprio divertimento e quello dei loro amici.
NEL MONDO DEL BACHA BAZI - Con la scusa di fare un documentario su pratiche analoghe in Europa, il giornalista afghano Najibullah Quraishi (Dietro le linee dei talebani), tornato nella sua terra natale si è guadagnato la fiducia di Dastager, un comandante ex mujaheddin e ricco uomo d’affari che si interessa di auto di importazione dall’Estremo Oriente. Con Dastager come sua guida, Quraishi porta gli spettatori nel mondo di Bacha Bazi dove gli uomini di primo piano fanno a gara per appropriarsi e usare i ragazzi. “Vado in ogni provincia per avere la felicità e il piacere con i ragazzi“, dice un uomo afghano conosciuto come “Il tedesco”, che agisce come un magnaccia Bacha Bazi, fornendo agli uomini la merce umana.”Quelli che non sono buoni per ballare saranno utilizzati per altri scopi. … Voglio dire per sodomia e altre attività sessuali“.
IN COMPETIZIONE - Nelle conversazioni approfondite con diversi maestri Bacha Bazi nel nord dell’Afghanistan e con i “loro” ragazzi Quraishi rivela una cultura in cui ricchi uomini afghani sfruttano apertamente i membri più vulnerabili della loro società.”Quello che è stato così inquietante vedere non era solo la loro mancanza di preoccupazione per gli abusi che stavano commettendo sui ragazzi“, ha detto Quraishi. “E’ stata anche la disinvoltura con la quale si muovevano e l’orgoglio con cui mostravano i loro ragazzi ai loro amici, al loro mondo. Essi credevano che chiaramente nulla di quello che stavano facendo era sbagliato”. “Ho avuto un ragazzo, perché ogni comandante aveva un partner“, dice Mestary, un ex comandante anziano che è ben rapportato con i principali signori della guerra afghani. “Tra i comandanti vi è concorrenza, e se non ne avevo uno anche io, non potevo competere con loro“.
IMPUNITI - “E’ una pratica disgustosa. … E’ una forma di schiavitù tenere un bambino così. E’ una forma di schiavitù sessuale“, spiega Radhika Coomaraswamy, rappresentante speciale delle Nazioni Unite per i bambini dei conflitti armati. “L’unico modo per fermare Bacha Bazi è perseguire le persone che commettono il reato, ed è quello di cui abbiamo bisogno, perché le leggi ci sono nei libri contro questa pratica“. Nel documentario, funzionari di polizia locali intervistati, insistono sul fatto che gli uomini che partecipano a queste pratiche saranno arrestati e puniti, indipendentemente dalla loro ricchezza o potenza. Più tardi però, nello stesso giorno, Quraishi con le telecamere cattura due ufficiali del dipartimento di polizia che frequentano un Bacha Bazi.”Molte delle persone che lavorano per il governo - dice Nazir Alimy, che ha compilato una relazione per l’UNICEF – parlano contro di esso, ma sono coloro che poi commettono gli abusi … Personalmente non riesco a citare tutti i nomi perché ho paura“. Quraishi parla anche con alcuni ragazzi che temono di essere picchiati o uccisi. “Se scappiamo ci uccidono“, dice un ragazzo di 13 anni. Il reporter ha avuto anche dei colloqui con la famiglia di Hafiz, 15 anni, che secondo come riferito è stato ucciso dopo aver tentato di fuggire dal suo padrone, un barone della droga ben noto e signore della guerra. Nel caso di Hafiz, un sospetto – il poliziotto che ha fornito la pistola che lo ha ammazzato – è stato arrestato. Condannato a 16 anni di carcere, l’ufficiale è stato rilasciato dopo aver scontato solo pochi mesi. La famiglia di Hafiz sospetta che l’ex proprietario del ragazzo abbia corrotto funzionari locali per essere scarcerato. “Se queste persone venissero punite, questo genere di cose non accadrebbe“, afferma la madre di Hafiz. Il programma si conclude con un aggiornamento dettagliato dei tentativi di organizzare il salvataggio di uno dei ragazzi acquistato da Dastager da una povera famiglia di contadini. E’ un capitolo finale drammatico, pieno di nuove scosse e di sorprese, e, alla fine, fornisce una misura del significato di giustizia per il ragazzo e il suo padrone.