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Discussione: Osservatorio sulla RAI

  1. #1
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    Predefinito Osservatorio sulla RAI

    Vigilanza Rai, Beltrandi: oltranza, se non ora quando?


    Roma, 23 settembre 2008
    • Dichiarazione di Marco Beltrandi, componente della delegazione radicale nel Gruppo del PD e della Commissione di Vigilanza sulla Rai

    Oggi in Commissione di Vigilanza Rai nella elezione del Presidente si è registrata l’ennesima fumata nera, dopo che, sino a qualche ora prima soltanto, tutti i commentatori accreditavano questo come il giorno dell’insediamento della Commissione. Questo accade mentre si annunciano convocazioni ulteriori dei membri della Commissione neppure a cadenza quotidiana.

    CIò evidentemente e clamorosamente disattende ciò che il 31 luglio scorso era stato promesso dal Presidente Schifani anche a nome del Presidente Fini: è cioè che dopo il 17 settembre si avrebbero avuto convocazioni ad oltranze, che il Presidente pro tempore Rosy Bindi alla Camera il 16 settembre scorso in Aula aveva definito soltanto una settimana fa essere una convocazione “in permanenza”.

    Essendo evidente che senza il pieno utilizzo delle prerogative che spettano ai Presidenti del Parlamento non esiste alcuna garanzia di tempi certi, e neppure brevi di insediamento delle Commissioni., e di scioglimento dei nodi politici partitocratrici che ora sembrano purtroppo diffusi in entrambi gli schieramenti politici.”

    •   Alt 

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  2. #2
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    Rai, Giulietti (art.21) e Beltrandi: nuovi volti (e metodi ) per il prossimo CDA Rai
    Mentre nuove candidature vengono avanzate dal mondo delle ONG italiane e del terzo settore, si adottino procedure aperte e trasparenti per la composizione del prossimo CDA Rai

    Roma, 22 settembre 2008
    • Dichiarazione di Giuseppe Giulietti, deputato, portavoce di Art. 21, e di Marco Beltrandi, componente della delegazione radicale nel Gruppo del PD alla Camera e della Commissione di Vigilanza sulla Rai

    Augurandoci che martedì finalmente la Vigilanza Rai si possa insediare con l’elezione del suo Ufficio di Presidenza, la Commissione dovrà occuparsi del rinnovo del CDA della Rai, scaduto dallo scorso maggio, e anche a legislazione invariata, anzi proprio nel rispetto rigoroso delle regole vigenti, potrà apportare quel cambiamento di cui la concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo ha bisogno

    Infatti, nel caso malaugurato in cui non si riformasse il metodo di scelta dei membri del CDA, come riterremmo necessario, e su questo gli scriventi propongono soluzioni diverse ma sempre di riforma radicale, la Commissione potrebbe (e dovrebbe) prima di procedere alla elezione adottare un procedura di massima apertura nella scelta dei candidati, provvedendo ad esempio ad ascoltarli in pubbliche udienze, rendendo noti a tutti i rispettivi curricula. In modo che nella scelta finale dei candidati i componenti della Commissione siano confortati da un dibattito pubblico.

    Tanto più che proprio in queste ore stiamo ricevendo, come ciascuno dei componenti la Vigialnza, una lettera firmata da quattro personalità di massimo prestigio della società, delle ONG e del terzo settore, che avanzano una candidatura al CDA meritevole di essere presa nella massima considerazione., perché fatto nuovo, fosse anche solo per escluderla anzichè per accoglierla.

  3. #3
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    Domani potrebbe essere eletto l'Idv Leoluca Orlando alla Vigilanza
    Rai, Veltroni smentisce patto su Cda. Ma Pd resta diviso


    L'ex sindaco di Roma: "Mai stretto accordi su ticket Calabrese-Parisi per vertici viale Mazzini". Melandri: "Trovare accordo su riforma governance". Gentiloni 'sonda' il sottosegretario alle Comunicazioni Paolo Romani. Rao (Udc): "È farsa anche per confusione Partito Democratico"

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    Roma, 23 set. (Adnkronos/Ign) - "Non ho mai stretto un patto con Berlusconi" per Orlando alla Vigilanza e il ticket Calabrese-Parisi ai vertici della Rai. Walter Veltroni, alla riunione del Pd di questa mattina, ha voluto sgombrare il tavolo così delle illazioni circolate nei giorni della sua assenza da Roma per gli impegni newyorchesi. Il segretario del Partito democratico ha smentito che vi sia un accordo già sottoscritto con la maggioranza. La strada per Veltroni resta quella di portare a casa, intanto, l'elezione di Leoluca Orlando alla Vigilanza (oggi c'è stata una nuova fumata nera) e quindi insistere sulla riforma della governance Rai per andare all'elezione del nuovo Cda con regole diverse rispetto a quelle della legge Gasparri.

    La rassicurazione di Veltroni, tuttavia, non ha prodotto la quadratura del cerchio dentro al Pd dove restano linee diverse sulla vicenda che durante la riunione di oggi sono emerse esplicitamente. Fermo restando che tutto il Partito democratico è per tentare di trovare un'intesa con la maggioranza su una riforma della governance, diverse sono le posizioni nel caso in cui l'accordo non venisse raggiunto. Goffredo Bettini (incaricato da Veltroni, già prima dell'estate, di sondare i desiderata della maggioranza) oggi si è speso a favore di un rinnovamento, elogiando l'ipotesi di Pietro Calabrese contro la continuità rappresentata da Claudio Petruccioli.

    Fabrizio Morri e Claudio Gentiloni si sono fatti portavoce di un ragionamento diverso. Nel caso in cui, infatti, si andasse al rinnovo del Cda con la Gasparri, si avrebbe un consiglio di amministrazione fortemente politicizzato. Allora non sarebbe forse il caso di lasciare Petruccioli al suo posto? Ormai ha un'esperienza di tre anni a viale Mazzini e insomma, si fa notare, è più vicino al Pd. Veltroni, a quanto viene riferito, non si è sbilanciato a favore di alcuna delle due ipotesi, ha ribadito stima sia a Petruccioli che a Calabrese e ha rimandato a quanto detto ieri a 'SkyTg24'. "Se vi fosse la disponibilità del centrodestra a votare Petruccioli, noi saremmo disponibili a farlo", aveva dichiarato.

    Giovanna Melandri nei giorni scorsi era stata tra i più critici di fronte all'ipotesi circolata di un patto Veltroni-Berlusconi su Vigilanza e nuovi vertici Rai. Oggi, dopo la riunione al Pd, il ministro ombra delle Comunicazioni è apparsa rassicurata dalle parole di Veltroni: "Noi attendiamo fiduciosi che il Pdl venga in Commissione per eleggere il presidente della Vigilanza indicato dall'opposizione e siamo convinti che la linea del Pd ribadita oggi al termine della riunione sia la strada giusta per rilanciare il servizio pubblico''.

    La linea, spiega, è appunto quella di "tenere distinti la Vigilanza e il Cda Rai" ed infatti "il vero accordo con la maggioranza deve essere sulla riforma della Rai". Sulle speranze che l'accordo si possa raggiungere c'è molta cautela. "Sono scettico - osserva Fabrizio Morri, capogruppo del Pd in Vigilanza - anche perché se si va con la Gasparri, il centrodestra si assicura un controllo politico sulla Rai per sei anni. Il Cda scade infatti tra tre anni e, a meno che si interrompa la legislatura, sarà sempre questa stessa maggioranza a votare il nuovo consiglio di amministrazione".

    Paolo Gentiloni è più ottimista. "Noi proponiamo la riforma della Gasparri e abbiamo visto qualche disponibilità che speriamo si confermi", dice l'ex ministro delle Comunicazioni che oggi ha sondato il sottosegretario Paolo Romani, incontrato 'casualmente' fuori Montecitorio. "Abbiamo parlato di riforme e delle convergenze da approvare. Per noi del Pd bisogna eleggere Orlando e poi andare a fare una legge per la Rai. Modificati i criteri di nomina del Cda, cercheremo le intese. Gli accordi sono necessari perché sono previsti dalla legge", sottolinea Gentiloni.

    Le fibrillazioni interne al Pd non piacciono al resto dell'opposizione e il centrista Roberto Rao se ne è fatto portavoce oggi al termine della riunione di Vigilanza che ha segnato l'ennesima fumata nera per l'elezione di Leoluca Orlando, visto che hanno disertato la seduta tutti i membri della maggioranza. "L'elezione del presidente della commissione di Vigilanza Rai sta ormai scadendo nella farsa: con quella di oggi siamo alla undicesima fumata nera", sottolinea l'esponente dell'Udc.

    Colpevole della 'farsa' è in parte anche il Pd, secondo Rao: "Oggi accanto alla grave e continuata indisponibilità del centrodestra, registriamo la confusione che emerge nel principale partito di opposizione. La correttezza dell'Udc non può essere scambiata per disponibilità ad accettare ogni tipo di soluzione sulla nomina dei vertici e sulla governance dell'azienda".

    Mentre i radicali con Marco Beltrandi sono pronti a dare battaglia per far rispettare la decisione, presa dai presidenti di Camera e Senato, di andare avanti ad oltranza nei lavori della commissione di Vigilanza finché non si raggiunga l'accordo per eleggere il presidente. Domani ci sarà una nuova seduta a San Macuto e la voce insistente è che sarà la volta buona per eleggere Orlando.




    Salve, ci sono.
    il Gengis

  4. #4
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    Vigilanza Rai. Ancora nessun accordo
    Inviato da Redazione il 24/9/2008 908 ()
    Continua la lotta tra nomi e partiti per l'elezione del presidente della commissione di Vigilanza Rai.

    I membri della maggioranza di centrodestra, non si sono presentati alla seduta, hanno fatto in questo modo mancare il numero legale rendendo nulla anche l'undicesima riunione. Probabilmente oggi una nuova convocazione. Il PdL vorrebbe un accordo complessivo sulla questione Rai. Per l'opposizione, che continua a proporre la candidatura di Orlando (IdV), il primo passo da fare è la nomina del presidente della Vigilanza. Intanto Beltrandi (Radicali) insiste perché si vada avanti "ad oltranza".

  5. #5
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    Vigilanza: Orlando sempre in attesa


    Non si è sbloccata neppure ieri la situazione della Commissione di Vigilanza, dove Leoluca Orlando è sempre in attesa della nomina a presidente. Non si è sciolta la difficoltà di trovare un accordo complessivo fra PD e PDL sui vertici della Rai. Ma oggi potrebbe anche succedere qualcosa…

    Nuova fumata nera, ieri, per l'elezione del presidente della Commissione di Vigilanza Rai. Anche la seduta di ieri è stata infatti disertata dai membri della maggioranza. Oggi è prevista una nuova convocazione.
    Intanto, i radicali vogliono chiedere ai presidenti di Camera e Senato di dare seguito alla decisione che i lavori della Commissione vadano avanti a oltranza finché non si arrivi all'elezione del presidente che, per l'opposizione, resta sempre Leoluca Orlando.

    Questa stucchevole partita, in cui la maggioranza voleva scegliere il candidato tradizionalmente destinato alla minoranza, si è ora di nuovo impantanata su una serie di difficoltà interne al PD e sulle incerte (per ora) risposte della maggioranza all’idea di rieleggere poi alla presidenza della Rai Claudio Petruccioli (per la maggioranza la partita è unica, fra Vigilanza e vertici Rai, anche se le regole vigenti prevedono altre procedure).

    Nel PD, forse per facilitare l’accordo, qualcuno aveva pensato di candidare alla presidenza Rai (che spetterebbe anch’essa al Centro-Sinistra o all’opposizione in genere) Pietro Calabrese, accanto alla direzione generale sempre assegnata a Stefano Parisi, con la maggioranza in Cda naturalmente al Centro-Destra. Ben strana scelta, per la verità, quella di Calabrese come ‘presidente dell’opposizione’, visto che il giornalista è stato fino a poco tempo fa direttore di ‘Panorama’ della Mondadori (famiglia Berlusconi), periodico collocato su posizioni di Centro-Destra (anche con gli editoriali dello stesso Calabrese).

    Naturalmente qualcuno ha avuto da ridire su questo “candidato del Centro-Sinistra” e allora forse per togliersi dall’impiccio Veltroni ha ricandidato Petruccioli, mettendo un certo scompiglio nel Centro-Destra (che ha preso tempo). Si parla poi, come di consueto, di una riforma della Rai, anche immediata, ma l’esito più probabile appare invece quello di elezioni (“quasi contemporanee” o meglio collegate) di Orlando da una parte e poi dei nuovi vertici Rai. Il Centro-Destra ha fretta adesso, dopo che la maggioranza in Cda è passata al Centro-Sinistra (Malgieri è ora parlamentare e non partecipa più al Cda) e incombono decisioni importanti, come, per esempio, ala nomina del nuovo direttore di RaiUno. E poi c’è quell’accordo con Sky con non è stato affatto digerito dalla maggioranza.

    La ricandidatura di Petruccioli potrebbe adesso sciogliere i nodi, ma non è affatto sicuro…

    Mauro Roffi

  6. #6
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    Vigilanza Rai: nuova fumata nera per l'elezione del presidente






    23 Settembre 2008



    Nodo del presidente della Commissione di Vigilanza Rai ancora da sciogliere.
    Nuova fumata nera per l'elezione del presidente della Commisione di Vigilanza della Rai a causa della defezione degli esponenti della maggioranza, che hanno fatto mancare il numero legale per la votazione.
    Prevista per domani una nuova convocazione. Intanto l'esponente dei Radicali Marco Beltrandi è intenzionato a chiedere ai presidenti di Camera e Senato che la Commissione venga convocata ad oltranza fino a quando non si giunga all'elezione del presidente che, per l'opposizione, resta sempre Leoluca Orlando (Idv).

  7. #7
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    RAI: FUMATA NERA IN VIGILANZA, DOMANI NUOVA CONVOCAZIONE

    Roma, 23 set. - (Adnkronos) - Nuova fumata nera, come era nelle previsioni, per l'elezione del presidente della commissione di Vigilanza Rai. La seduta di oggi e' stata disertata dai membri della maggioranza. Domani ci sara' una nuova convocazione. Intanto, i radicali con Marco Beltrandi hanno intenzione di chiedere ai presidenti di Camera e Senato di dare seguito alla decisione che i lavori della commissione vadano avanti a oltranza finche' non si arrivi all'elezione del presidente che, per l'opposizione, resta sempre Leoluca Orlando.
    (Mon/Pn/Adnkronos)
    23-SET-08 151

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da il Gengis Visualizza Messaggio
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    Domani potrebbe essere eletto l'Idv Leoluca Orlando alla Vigilanza
    Rai, Veltroni smentisce patto su Cda. Ma Pd resta diviso


    L'ex sindaco di Roma: "Mai stretto accordi su ticket Calabrese-Parisi per vertici viale Mazzini". Melandri: "Trovare accordo su riforma governance". Gentiloni 'sonda' il sottosegretario alle Comunicazioni Paolo Romani. Rao (Udc): "È farsa anche per confusione Partito Democratico"

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    Roma, 23 set. (Adnkronos/Ign) - "Non ho mai stretto un patto con Berlusconi" per Orlando alla Vigilanza e il ticket Calabrese-Parisi ai vertici della Rai. Walter Veltroni, alla riunione del Pd di questa mattina, ha voluto sgombrare il tavolo così delle illazioni circolate nei giorni della sua assenza da Roma per gli impegni newyorchesi. Il segretario del Partito democratico ha smentito che vi sia un accordo già sottoscritto con la maggioranza. La strada per Veltroni resta quella di portare a casa, intanto, l'elezione di Leoluca Orlando alla Vigilanza (oggi c'è stata una nuova fumata nera) e quindi insistere sulla riforma della governance Rai per andare all'elezione del nuovo Cda con regole diverse rispetto a quelle della legge Gasparri.

    La rassicurazione di Veltroni, tuttavia, non ha prodotto la quadratura del cerchio dentro al Pd dove restano linee diverse sulla vicenda che durante la riunione di oggi sono emerse esplicitamente. Fermo restando che tutto il Partito democratico è per tentare di trovare un'intesa con la maggioranza su una riforma della governance, diverse sono le posizioni nel caso in cui l'accordo non venisse raggiunto. Goffredo Bettini (incaricato da Veltroni, già prima dell'estate, di sondare i desiderata della maggioranza) oggi si è speso a favore di un rinnovamento, elogiando l'ipotesi di Pietro Calabrese contro la continuità rappresentata da Claudio Petruccioli.

    Fabrizio Morri e Claudio Gentiloni si sono fatti portavoce di un ragionamento diverso. Nel caso in cui, infatti, si andasse al rinnovo del Cda con la Gasparri, si avrebbe un consiglio di amministrazione fortemente politicizzato. Allora non sarebbe forse il caso di lasciare Petruccioli al suo posto? Ormai ha un'esperienza di tre anni a viale Mazzini e insomma, si fa notare, è più vicino al Pd. Veltroni, a quanto viene riferito, non si è sbilanciato a favore di alcuna delle due ipotesi, ha ribadito stima sia a Petruccioli che a Calabrese e ha rimandato a quanto detto ieri a 'SkyTg24'. "Se vi fosse la disponibilità del centrodestra a votare Petruccioli, noi saremmo disponibili a farlo", aveva dichiarato.

    Giovanna Melandri nei giorni scorsi era stata tra i più critici di fronte all'ipotesi circolata di un patto Veltroni-Berlusconi su Vigilanza e nuovi vertici Rai. Oggi, dopo la riunione al Pd, il ministro ombra delle Comunicazioni è apparsa rassicurata dalle parole di Veltroni: "Noi attendiamo fiduciosi che il Pdl venga in Commissione per eleggere il presidente della Vigilanza indicato dall'opposizione e siamo convinti che la linea del Pd ribadita oggi al termine della riunione sia la strada giusta per rilanciare il servizio pubblico''.

    La linea, spiega, è appunto quella di "tenere distinti la Vigilanza e il Cda Rai" ed infatti "il vero accordo con la maggioranza deve essere sulla riforma della Rai". Sulle speranze che l'accordo si possa raggiungere c'è molta cautela. "Sono scettico - osserva Fabrizio Morri, capogruppo del Pd in Vigilanza - anche perché se si va con la Gasparri, il centrodestra si assicura un controllo politico sulla Rai per sei anni. Il Cda scade infatti tra tre anni e, a meno che si interrompa la legislatura, sarà sempre questa stessa maggioranza a votare il nuovo consiglio di amministrazione".

    Paolo Gentiloni è più ottimista. "Noi proponiamo la riforma della Gasparri e abbiamo visto qualche disponibilità che speriamo si confermi", dice l'ex ministro delle Comunicazioni che oggi ha sondato il sottosegretario Paolo Romani, incontrato 'casualmente' fuori Montecitorio. "Abbiamo parlato di riforme e delle convergenze da approvare. Per noi del Pd bisogna eleggere Orlando e poi andare a fare una legge per la Rai. Modificati i criteri di nomina del Cda, cercheremo le intese. Gli accordi sono necessari perché sono previsti dalla legge", sottolinea Gentiloni.

    Le fibrillazioni interne al Pd non piacciono al resto dell'opposizione e il centrista Roberto Rao se ne è fatto portavoce oggi al termine della riunione di Vigilanza che ha segnato l'ennesima fumata nera per l'elezione di Leoluca Orlando, visto che hanno disertato la seduta tutti i membri della maggioranza. "L'elezione del presidente della commissione di Vigilanza Rai sta ormai scadendo nella farsa: con quella di oggi siamo alla undicesima fumata nera", sottolinea l'esponente dell'Udc.

    Colpevole della 'farsa' è in parte anche il Pd, secondo Rao: "Oggi accanto alla grave e continuata indisponibilità del centrodestra, registriamo la confusione che emerge nel principale partito di opposizione. La correttezza dell'Udc non può essere scambiata per disponibilità ad accettare ogni tipo di soluzione sulla nomina dei vertici e sulla governance dell'azienda".

    Mentre i radicali con Marco Beltrandi sono pronti a dare battaglia per far rispettare la decisione, presa dai presidenti di Camera e Senato, di andare avanti ad oltranza nei lavori della commissione di Vigilanza finché non si raggiunga l'accordo per eleggere il presidente. Domani ci sarà una nuova seduta a San Macuto e la voce insistente è che sarà la volta buona per eleggere Orlando.




    Salve, ci sono.
    il Gengis
    Ben arrivato, grande capo.

  9. #9
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    Il leader Pd: "Siamo in recupero, il governo sembra in gita"
    "Ha lavorato bene, siamo pronti a rieleggerlo se il centrodestra è disponibile"
    Rai, Veltroni rilancia Petruccioli
    "Pronti a votarlo se va bene al Pdl"
    ROMA
    - "Il lavoro di Petruccioli è stato molto buono e se vi è la disponibilità del centrodestra a rieleggerlo, per noi va bene". Dopo un incontro a Largo del Nazareno con l'attuale presidente della Rai, Walter Veltroni, a Sky Tg24, spazza via le ipotesi sul rinnovo dei vertici di Viale Mazzini circolate negli ultimi tempi. Un pacchetto di nomi concordato con il Pdl: elezione di Leoluca Orlando alla commissione di Vigilanza, Pietro Calabrese presidente dell'azienda e Stefano Parisi direttore generale. Anche Veltroni, dieci giorni fa, aveva spiegato che il Pd, per il consiglio di amministrazione, non avrebbe indicato "parlamentari o ex parlamentari", precisando poi che la regola poteva non valere per il numero uno del Cda, "figura istituzionale".



    Ma certamente il coordinatore del Pd Goffredo Bettini aveva lavorato con Gianni Letta per sbloccare la situazione del governo della Rai puntando sul ticket Calabrese-Parisi. E altrettanto pubblicamente una parte del Pd si era ribellata a questa soluzione. Esplicita la contrarietà di Giovanna Melandri, ministro ombra della Comunicazione: "Prima dobbiamo rivoluzionare la governance, cambiare la Gasparri". Dell'attuale consigliere Carlo Rognoni. Di Fabrizio Morri, componente della Vigilanza. E meno sbandierata ma ferma la perplessità di Paolo Gentiloni, ex ministro delle Comunicazioni nel governo Prodi. Questo fuoco di sbarramento ha spostato gli equilibri anche nel Partito democratico e ha rafforzato la conferma di Petruccioli.
    Stamattina si riunisce il coordinamento del Pd e all'ordine del giorno c'è la questione Rai.


    Nel pomeriggio invece torna a riunirsi la Vigilanza e lì si capirà qual è la reazione del centrodestra alla mossa di Veltroni. Anche perché il leader del Pd continua a puntare su una riforma della governance Rai. "Siamo leali all'Idv e sosteniamo Orlando, dobbiamo fare un patto per il presidente della Rai con il Pdl perché così prevede la legge e ci vuole la maggioranza dei due terzi in commissione. Ma l'importante, per salvaguardare il servizio pubblico, è arrivare all'amministratore delegato". Se la situazione si sbloccherà nelle prossime ore, si procederà presto alla nomina del Cda. E sembra che Veltroni voglia comunque recuperare Calabrese, ex direttore del Messaggero, della Gazzetta dello Sport e di Panorama, indicandolo come consigliere.

    A Sky Veltroni, dopo il viaggio negli Stati uniti, ha parlato anche del Partito democratico. "Io vedo un governo che si autoelogia come se fosse in gita mentre il Paese sta male. Il Pd c'è, sono state un successo le feste, è andate bene la Summer school e i sondaggi ci danno in ripresa, intorno al 30 per cento". Ma sull'identità del partito si muove una parte dei teodem. Luigi Bobba, Paola Binetti, Marco Calgaro, Cristina De Luca, Donato Mosella lanciano una nuova associazione PeR (Persona e Reti) e un documento che dovrebbe essere uno dei capitoli del "Manifesto dei coraggiosi 2".

    Rivendicano radici e tradizione cattolica, e non solo sui temi bioetici, criticano il Pd per l'"egemonia dei Bersani, D'Alema, Fassino", in sintesi degli ex Ds e vogliono battere un colpo. Paola Binetti cita un motto latino che richiama l'episodio evangelico di Gesù al tempio: "Il partito è oggi un luogo dove ci sono "oves et boves et universa pecora"", un raggruppamento eterogeneo riunito, "e ci saremo anche noi, con le nostre radici cattoliche". Ma la nascita della nuova associazione, il cui programma "Francesco Rutelli ha letto e condiviso punto per punto", provoca una rottura tra gli stessi teodem. Enzo Carra ad esempio, non ci sta: "PeR? È una gestione correntizia che non mi appartiene". Anche Emanula Baio prende le distanze ma augura buon lavoro. Consensi dalle associazioni "Retein opera", "Scienza e vita", "Forum delle famiglie".

    Il primo appuntamento sarà il 30 settembre, un convegno sulla laicità con Walter Veltroni, Pier Ferdinando Casini, il ciellino e forzista Maurizio Lupi, e conclusioni di Rutelli.
    (g. d. m.)

    (23 settembre 2008)


    DA LA REPUBBLICA

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    Vigilanza Rai, Beltrandi: dopo l'ennesima farsa, lettera a Fini e Schifani


    Roma, 24 settembre 2008

    Roma, 24 settembre 2008

    Caro Presidente Fini,

    Caro Presidente Schifani,


    è con la massima fiducia che mi rivolgo a voi, ancora una volta.
    Lo scorso trentuno luglio il Presidente del Senato on. Renato Schifani dichiarò – anche a nome del Presidente della Camera dei Deputati on. Gianfranco Fini – che nel caso in cui il diciassette settembre non fosse stata insediata la Commissione per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi - i componenti sarebbero stati convocati “ad oltranza” fino al voto utile. Fu anche dichiarato che in questo modo si sarebbe avuta la garanzia che a settembre ci sarebbe stato l'insediamento della Commissione.
    E' stata questa dichiarazione che ha consentito a me e ai miei colleghi radicali di lasciare l'Aula della Commissione dopo nove giorni di occupazione non violenta, perchè era stato affermato un principio non solo utile per la Vigilanza, ma fondamentale del nostro ordinamento: l'insediamento, il funzionamento di organi costituzionali non può dipendere dai tempi del tutto incerti dell'eventuale accordo tra partiti, senza che i Presidenti convocatori abbiano esperito tutti gli strumenti loro a disposizione per cercare di interrompere il vulnus costituzionale in corso.
    D'altro canto il giorno sedici settembre scorso, la VicePresidente della Camera dei Deputati on. Rosy Bindi, presiedendo una seduta dell'Aula di Palazzo Montecitorio, rispondendo ad una domanda del Deputato on. Roberto Giachetti, aveva annunciato che in caso di assenza di voto utile nella seduta dei componenti della Commissione già prevista per l'indomani, vi sarebbe stata “una convocazione permanente “.
    Sono poi seguite alcune sedute convocate in termini ordinari con cadenza neppure quotidiana, fino alla convocazione di ieri; tutti i commentatori ed osservatori politici ritenevano fino a poche ore prima della seduta che essa avrebbe realizzato (finalmente)l'elezione dell'Ufficio di Presidenza della Commissione, salvo poi concludersi con l'ennesima fumata nera.
    Nonostante ciò, nonostante la conferma della non affidabilità dei tempi preannunciati degli accordi tra partiti, i componenti la Commissione sono stati ancora una volta convocati per oggi in termini ordinari, preannunciando eventuali nuove convocazioni con identiche modalità nei giorni successi.
    Mi permetto di chiedervi a questo punto di convocare davvero ad oltranza – salvo pause tecniche – i componenti della Commissione, onde garantire tempi brevi e certi al ripristino della legalità violata in corso da mesi onde restituire a tutti gli italiani la certezza che le Istituzioni vivono, funzionano, anche al di là delle mutanti circostanze e convenienze di elites, gruppi e partiti.

    Con i migliori saluti.

    On. Marco Beltrandi

 

 
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