La Corte Suprema degli Stati Uniti d'America è l'unico tribunale specificamente disciplinato dalla Costituzione degli Stati Uniti d'America. I membri della Corte sono 9: un presidente, Chief Justice of the United States, ed otto membri, gli Associates Justices, nominati a vita. È stata istituita il 24 settembre 1789.
I giudici della Corte Suprema sono nominati a vita (hanno tuttavia la facoltà di ritirarsi prima della scadenza del mandato). Quando un seggio diviene vacante, il presidente provvede alla nomina del giudice con il consenso del Senato.
È normalmente accettata l'idea che il presidente nomini un giudice a lui gradito e del resto la Costituzione non richiede alcun requisito per la nomina, tanto che non sono mancati casi di giudici privi di esperienza legale.
Tuttavia, tale potere viene utilizzato con una certa prudenza da parte del presidente in carica. Per esempio, la Costituzione degli Stati Uniti non prevede alcun criterio di ripartizione tra i membri, ma è invalsa la prassi di fare in modo che i nove giudici rappresentino, nel complesso, la pluralità delle anime sociali e geografiche del paese. Pertanto, di norma, tra i nove membri sono rappresentate tutte le comunità più importanti del paese, le diverse aree geografiche e gli orientamenti sociali. Naturalmente tale ripartizione ha seguito di pari passo l'evoluzione della società americana e l'emancipazione dei diversi gruppi sociali. Così, nel 1967, il presidente Lyndon Johnson ha designato Thurgood Marshall, primo giudice afro-americano, mentre nel 1981 è stato nominato il primo giudice donna, Sandra Day O'Connor, che ha annunciato il suo ritiro nel 2005.
Anche per questa eterogenea composizione, la Corte Suprema ha mantenuto tutt'oggi un grande prestigio derivante dalla sua fama di indipendenza ed autorevolezza.

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