SICUREZZA: PREFETTO ROMA, BILANCIO POSITIVO PER CENSIMENTO ROM
Roma, 22 set. - (Adnkronos) - "Piu' che di censimento, preferirei parlare di riconoscimento, perche' da' il senso vero di questa operazione: che non e' di polizia, ma tesa a riconoscere l'identita' di persone che, come noi, vivono su una parte di territorio e vivono in condizioni spesso disumane e lontane da ogni standard di civilta' (salute e igiene)". Cosi' il prefetto di Roma, Carlo Mosca, in un'intervista rilasciata al bimestrale 'Vita Pastorale' sui temi di legalita' ed integrazione. E' un bilancio "positivo", al momento, quello fatto dall'ufficiale di governo.
"Questa operazione, a Roma, e' in corso da oltre un mese e in questa prima fase riguarda gli insediamenti abusivi - spiega Mosca - quelli non autorizzati dal Comune e che sono la maggioranza. La seconda fase riguardera' gli insediamenti regolari (una ventina) dislocati nei vari municipi, spesso nei luoghi dove molti anni fa vi erano baracche o accampamenti per chi, dalle altre parti d'Italia, raggiungeva Roma per insediarvisi e al momento non trovava alloggi disponibili. Ho utilizzato - ci tengo a precisarlo - il termine insediamento e non quello di campo perche' vorrei allontanare terminologicamente qualsiasi richiamo a 'luoghi di discriminazione', allontanando cosi' l'idea che un campo possa essere una sistemazione civile".
"Al 25 agosto - elenca il prefetto - gli insediamenti visitati dalla Croce rossa furono 25 e hanno riguardato oltre 1.500 persone. Circa la meta' sono bambini, prevalentemente non scolarizzati e quindi non vaccinati. I nuclei familiari sono composti mediamente da famiglie di cinque persone (in rari casi da 10). L'80% di esse e' in possesso di documenti. A tutte viene rilasciata una tessera della Croce rossa italiana, con cui e' possibile accedere ai servizi di tale organizzazione (ambulatori e punti di informazione sanitaria e assistenziale), cosi' da garantire, almeno in questa fase, l'esercizio di quel diritto alla salute che e' uno dei primi diritti sociali riconosciuti dalla nostra Costituzione. A nessuno furono rilevate le impronte digitali, proprio perche' non si tratta di un'operazione di Polizia e l'obiettivo e' un altro. Quello di poter stabilire, una volta terminata questa ricognizione, gli interventi successivi, che dovranno riguardare gli altri diritti sociali, ugualmente fondamentali , quello della salute, dell'istruzione, del lavoro e di un'abitazione decorosa, pena il fallimento della nostra civilta' e Costituzione".
"Soltanto il riconoscimento di tali diritti, infatti - continua Mosca - benche' con fatica e progressivamente, secondo una pianificazione tuttavia chiara e attuabile, potra' fornire risposte adeguate non solo alle popolazioni rom, sinti e camminanti, ma pure a tutti gli altri immigrati presenti sul nostro territorio. Il bilancio quindi, al momento, lo considero positivo. Di fatto, le polemiche hanno lasciato il passo alla concretezza del fare e del fare bene, secondo un progetto ricco di ideali e di convincimenti, propri di una democrazia moderna. L'iniziale diffidenza e reazione delle persone censite ritengo siano da attribuire al fatto che, per la prima volta, esse si sentivano oggetto di un'attenzione talmente nuova e insperata da stentare a fidarsi".
"Salvo qualche rarissimo caso - asserisce Mosca - peraltro subito ingigantito dai media, quelle persone si dimostrarono dapprima curiose, poi collaborative, quindi ansiose di conoscere il passo successivo, e infine desiderose di far conoscere i loro problemi, tra cui il desiderio di essere riconosciute, di poter lavorare senza vergognarsi, di poter fornire qualche risposta diversa ai propri figli circa la loro sistemazione futura. Consiglierei a molti nostri critici di recarsi in quegli insediamenti e, contattando quegli abitanti, di prendere quella salutare, nuova 'consapevolezza', inedita per quanti hanno tutto e non si rendono conto dei problemi di chi ha poco o niente. Solo conoscendo meglio queste realta' ci si rende conto effettivamente di chi siano gli ultimi, di quanta sia la distanza tra noi e loro".
"Tutto e' oggi complicato dal ripetersi di atti delinquenziali operati da quelle persone, e la gente invoca di piu' la sicurezza che l'integrazione - prosegue il prefetto nella sua analisi - ovviamente, so bene che anche tra loro ci sono i delinquenti, ma non vorrei si generalizzasse e, come sempre ripeto, vorrei che fossero chiari i due piani: quello del rigore nei confronti di chi delinque e viola la legge penale (e questo riguarda comunque tutti, anche gli italiani), e quello della solidarieta', che e' uno dei punti cardine che i nostri Costituenti vollero affidarci, disegnando una liberta' uguale e solidale per tutti".
(Pba/Pn/Adnkronos)




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